mercoledì 1 aprile 2009

L'uomo, la scimmia, i dinosauri.. La storia va riscritta!

L'uomo e la scimmia meno simili del previsto

(SOLE 24 ore maggio 2004)Le differenze genetiche tra l'essere umano e lo scimpanzè, la scimmia cioè che più gli "somiglia", sono più marcate del previsto. Lo sostiene uno studio internazionale pubblicato sulla rivista "Nature" che, per la prima volta, ha analizzato un cromosoma di scimpanzè, il 22, e l'ha confrontato con il corrispondente cromosoma umano. I dati hanno dimostrato che i geni differenti tra le due specie modificano il funzionamento anche dei geni che sono identici. I ricercatori del Genomic Sciences Center spiegano che, in questo modo, le peculiarità genetiche finiscono per essere amplificate, separando l'uomo dalle scimmie in maniera molto più netta di quanto creduto finora.

False prove sulle origini dell'uomo. Smascherato il super antropologo.

Scoprì il legame con Neanderthal. "Ora la storia va riscritta"
di Paolo Valentino - marzo 2005

Il presente articolo è apparso su IL CORRIERE DELLA SERA di domenica 20/02/2005 alla pag. 17

L'Università di Francoforte sospende Reiner Protsch: per trent'anni ha manipolato i dati. «Era perfetto nel dare risposte evasive»

BERLINO - Contrordine, forse non discendiamo dall'uomo di Neanderthal. O quantomeno, non esiste più la prova decisiva dell'assunto, il mitico anello mancante che sembrava collegare le origini della nostra specie a quelle dei villosi preistorici. Non datava a 36 mila anni fa, non apparteneva quindi al tedesco più antico del mondo, il cranio trovato in una torbiera non lontano da Amburgo. Più normalmente, giusta l'analisi della datazione al carbonio, eseguita dall'Università di Oxford, aveva «solo» 7.500 anni: un bambino, rispetto all'ipotesi originale e fin qui considerata vera.

COLLEGAMENTI MANCANTI E PRESUNTE SCOPERTE PILTDOWN MAN


La più infame di tutte le frodi scientifiche fu dissotterrata nel 1912 in una fossa sepolcrale del Sussex. Con la sua immensa scatola cranica simile a quella umana, e la mandibola simile a quella della scimmia, il "fossile" dell' "Uomo di Piltdown" fu battezzato Eoanthropus dawsoni, dal nome di Charles Dawson, l'appassionato di archeologia autore della scoperta. Per 40 anni, l'Uomo di Piltdown fu salutato come il collegamento mancante tra gli umani ed i loro antenati primati. Ma nel 1952 gli scienziati conclusero che si trattava di un falso. Datazioni al radiocarbonio dimostrarono che il cranio era di un umano risalente a soli 600 anni, mentre l'osso mandibolare era quello di un orangutango. L'intero pacchetto di frammenti fossili trovati a Piltdown - che comprendeva una mazza da cricket preistorica - erano stati messi apposta sotto terra.


I DINOSAURI VISSERO CON GLI UOMINI

I dinosauri non sono animali antichissimi vissuti milioni di anni fa ma anzi, vissero con gli uomini qualche migliaio di anni fa. Smentita la teoria di molti scenziati dopo i ritrovamenti delle Pietre di ICA, che sempre secondo gli scenziati evoluzionisti si tratta di falsi.
















Ma dopo varie scoperte come puo' un gruppo di uomini che credono ancora in una teoria oramai smantellata piu' volte e senza prove farla ancora scrivere sui libri di scuola spacciandola per verita'? Cosa si insegna ai piu' piccoli? La probabile verita' o la "teoria"??

1 commento:

  1. L'articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

    Vorrei proprio evitare che lo sbufalamento delle storie proposte da Voyager diventi un appuntamento fisso del Disinformatico, ma viste le richieste che sono arrivate, ecco qualche dettaglio in più sulle cosiddette "pietre di Ica" presentate nella scorsa puntata della trasmissione Rai condotta da Roberto Giacobbo.

    Voyager racconta che queste pietre, provenienti da Ica, in Perù, potrebbero essere "raffigurazioni che non dovrebbero esistere", perché sarebbero state scolpite "alcune migliaia di anni fa ed in maniera praticamente perfetta" e mostrano "scene di caccia con uomini e dinosauri insieme... incisioni di mappe geografiche, costellazioni, strumenti ottici, trapianti di organi e macchine volanti".

    Secondo il suo modello ben collaudato, Voyager si para le spalle mettendo il tutto in forma interrogativa, dimenticandosi che il compito del giornalismo non è fare domande, ma trovare risposte. Le domande le fanno anche i bambini. Le risposte al presunto enigma lapideo si potevano trovare anche facendo a meno di un viaggio di Giacobbo e relativa troupe fino in Perù, perché la bufala delle pietre di Ica è in giro da quarant'anni e nota da almeno dieci.

    Basta infatti una ricerchina negli archivi di Internet per scoprire che di questa storiella si sono già occupati lo Skeptical Dictionary e la BBC in ben due documentari, nel 1977 e nel 1996, che hanno chiarito come stanno le cose. Si tratta di falsi, realizzati da artigiani del posto per venderli ai polli. Se fossero autentici e quindi antichi di millenni, le incisioni non avrebbero spigoli netti, perché sarebbero stati smussati dall'erosione naturale. Spigoli netti, come se fossero stati incisi l'altroieri. Appunto.

    Il pollo, nello specifico, è un medico, Javier Cabrera Darquea (nell'immagine qui accanto), che negli anni Sessanta ricevette in regalo una pietra sulla quale era inciso un pesce che, a suo avviso, apparteneva a una specie estinta. Cabrera andò alla ricerca di altre pietre simili e gli abitanti del posto furono sorprendentemente più che lieti di "fornirgliele" dietro compenso, raffiguranti uomini insieme a dinosauri e tutte le altre sciccherie tecnologiche anacronistiche descritte da Voyager.

    Cabrera, a quanto pare, non si chiese come mai una civiltà così tecnologicamente avanzata da fabbricare telescopi e macchine volanti e realizzare trapianti non avesse lasciato alcuna traccia di sé a parte qualche sasso. Diamine, troviamo le pietre di selce degli uomini primitivi, e invece di questa civiltà evolutissima non troviamo una valvola, uno spinterogeno, un cuscinetto a sfere, le rovine di un ospedale o di un palazzo?

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