venerdì 24 luglio 2009

Il soldato e l'operaio: anche la morte non è uguale per tutti!


Al di là della notizia di cronaca in sè e per la quale basterebbero pochi secondi per diffonderla, la televisione continua invece a parlare della morte del povero parà in Afghanistan, organizzando anche dibattiti, interviste ai genitori e approfondimenti. Normalmente, in questi casi, lo Stato italiano interviene persino con i funerali di Stato.
Ci chiediamo se la notizia della morte di un operaio in cantiere non valga altrettanta attenzione.
Si dirà che un soldato rappresenta la Nazione. Risponderemo che gli operai dei cantieri la fanno, la Nazione. Materialmente!
Un soldato è un lavoratore volontario. Questo vuol dire che il soldato ha scelto di fare quel mestiere, si spera in libertà, accettando tutti i rischi che quel lavoro comporta. Un soldato e la sua famiglia, ad esempio, sanno bene (speriamo) che i proiettili usati sono fabbricati aggiungendo uranio impoverito e si conoscono gli effetti disastrosi, cancerosi, di questo elemento radioattivo. Tuttavia, il soldato si arruola coscientemente. Ed essendo una scelta volontaria, è anche contento.
Un operaio, va già molto bene se può scegliere il suo mestiere. Spesso è costretto a farlo, non trovando di meglio. Anche l'operaio avrà un genitore o un parente che, però, non verrà mai intervistato. Anche l'operaio conosce tutti i rischi dovuti alla mancata applicazione in cantiere delle leggi in materia di sicurezza, da parte dell'impresa. Non è certo contento. Spesso è anche ricattato, poiché costretto a lavorare in nero.
Vogliamo soppesare le due realtà? Chi è che dovrebbe meritare più attenzione da parte dei media?
Ma questo è il Paese che, il 25 aprile, anziché omaggiare i veri liberatori della Patria, osanna le parate militari. Questo è il Paese che, anziché aiutare economicamente i terremotati abruzzesi (quelli in Irpinia stanno ancora aspettando), spende 16 miliardi di euro in cacciabombardieri. Questo è il Paese che concede il porto d'armi ai minorenni. Questo è un paese dove si esalta il militarismo, la violenza, l'arroganza. Questo è il Paese che lascia impuniti poliziotti assassini. Questo è il Paese dei 4 operai al giorno che muoiono sul lavoro e nessuno ne parla. Pur non celando il dolore per l'uomo morto col fucile, noi stiamo con quegli italiani

italianimbecilli.blogspot.com

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