mercoledì 30 giugno 2010

Elettrosmog: i veri risultati dello studio “interphone” sui cellulari ed i strani annunci del TG1


Ha destato stupore e forti perplessità la notizia, divulgata pochi giorni orsono dai media ed in particolare dal TG1 in prima serata, sulla pubblicazione dei risultati della ricerca Interphone in tema di campi elettromagnetici e telefoni cellulari.
Il servizio esordiva in questo modo: “Uno studio assolve i cellulari” !

Appare evidente la faziosità del titolo, corroborata dall'intervista al Dr. Paolo Vecchia, dirigente dell'ISS e presidente dell'ICNIRP, noto sostenitore dell'innocuità delle onde elettromagnetiche. Intervista, peraltro, rilasciata senza alcun contraddittorio e che, mandata in onda in una fascia oraria in cui gran parte delle famiglie italiane sono all'ascolto, deve aver indotto all'ottimismo tutti i possessori di telefonini!
Censuriamo l'atteggiamento sfacciatamente di parte e contrario ai principi di una corretta informazione, adottato dal TG Uno e, nell'esprimere rammarico e disagio per l'episodio, che ancora una volta pregiudica la serietà e l'imparzialità del servizio pubblico di informazione, riteniamo doveroso fornire ulteriori elementi volti a fare chiarezza sulla vicenda Interphone.
Lo studio risale al 2000, coordinato dall'Agenzia Internazionale per le ricerche sul cancro (IARC) di Lione, sotto l'egida dell'OMS, ha coinvolto 13 nazioni (tra cui l'Italia), articolandosi in una serie di indagini epidemiologiche sulla relazione tra l'uso di telefoni mobili (cellulari) e alcune tipologie di tumori e cancri.
Nel 2004 le indagini epidemiologiche sono state completate in quasi tutti i paesi coinvolti e venivano annunciati i risultati complessivi!
In realtà, i dissidi interni tra i ricercatori delle Nazioni partecipanti ha ritardato di ben cinque anni la pubblicazione dei dati.
Il rapporto conclusivo dell'Interphone stabilisce che sono necessari altri studi per poter confermare se l'uso dei cellulari sia o no causa di tumori alla testa.

Ma allora, a cosa è dovuto l'annuncio, dato nel più importante telegiornale della rete pubblica, durante la fascia di attenzione più alta, che assolve i telefonini dal produrre danni alla salute?
Semplice, basta informarsi sulla lista dei sostenitori dello studio Interphone, il cui progetto risulta finanziato in parte dalla Comunità Europea e co-finanziato, per più del 50 per cento, dal Mobile Manufacturers Forum, ente che accorpa 12 tra le principali industrie di telefonia mobile: Alcatel, Ericsson, Mitsubishi Electric, Motorola, Nokia, Panasonic, Philips, Sagem, Samsung, Siemens, Sony Ericsson e ICL & Alcatel Mobile Phones.
Alle quali va aggiunta la GSM Association, altra potente lobby della telefonia mobile, collegata alla “Wi-Fi Alliance”, che assembla più di 300 industrie interessate a livello mondiale alla diffusione delle nuove tecnologie di telefonia mobile e dei servizi wireless.
Inoltre, i programmi dei singoli paesi partecipanti all'Interphone sono finanziati anche dalle Compagnie di telefonia mobile locali: per esempio, nel Regno Unito, O2, T-Mobile, Vodafone, “La 3” !
Ora, l'annunciata assoluzione dei telefoni cellulari contraddice i risultati emersi da rigorosi studi condotti dalla c.d. “scienza indipendente”, cioè libera da condizionamenti esterni e conflitti di interesse, fra cui spicca l'imponente lavoro del ricercatore svedese Hardell, le cui analisi, rapportate ai dati di Interphone, dimostrano viceversa l'incremento del rischio di tumori cerebrali ed al nervo acustico connesso all'uso protratto negli anni dei telefoni mobili.

Queste valutazioni e le conseguenti preoccupazioni per la salute umana sono state espresse oltre che dagli Oncologi Medici Italiani, da importanti documenti pubblicati da qualificati scienziati “indipendenti”, dalla Agenzia Europea per l'Ambiente e persino dal Parlamento Europeo, ma, a quanto pare, gli organi di informazione ufficiale in Italia ritengono corretto rifugiarsi in interpretazioni “di comodo”!

venerdì 18 giugno 2010

Altro che verdi. I Mondiali di calcio inquineranno il doppio delle Olimpiadi di Pechino







I Mondiali di calcio inaugurati ieri (...) in Sudafrica inquineranno il doppio delle Olimpiadi di Pechino (che comprendevano tanti sport e tanti impianti, non solo il calcio) e addirittura sei volte più della passata edizione dei Mondiali, in Germania. Lo ha calcolato la rivista Eu Infrastructure Magazine.

Eppure, l’avrete sentito dire anche voi. Questi Mondiali si proclamano verdi e amici dell’ambiente attraverso una serie di iniziative spalleggiate addirittura dall’Unep, l’agenzia dell’Onu per l’ambiente.

Il lato amico dell’ambiente dei Mondiali è costato un miliardo di dollari distribuiti su tre fronti: sensibilizzazione sul turismo ecologico, compensazione delle emissioni di anidride carbonica (il gas dell’effetto serra), progetti per le energie rinnovabili.


Il turismo ecologico in realtà è affidato esclusivamente ad opuscoli colmi di raccomandazioni per i turisti. La compensazione delle emissioni è invece legata a progetti per la diffusione di forni solari, energia eolica, luci a Led, compostaggio.

Per quanto riguarda le energie rinnovabili, il succo è che nelle città sedi delle partite ci saranno semafori, lampioni stradali e tabelloni degli stadi alimentati grazie ai pannelli solari.

Fin qui il lato verde. E quello nero? Eu Infrastructure Magazine ha considerato le emissioni di anidride carbonica(il gas dell’effetto serra) derivanti dal consumo di energia da fonti fossili: in totale, 2,75 milioni di tonnellate.

Esse derivano innanzitutto dalla costruzione ex novo degli stadi (quando la Germania ospitò i Mondiali, li possedeva invece già bell’ e pronti): la produzione del cemento destinato agli edifici è una delle cinque attività umane più inquinanti, ha bisogno di moltissima energia , comporta emissioni di anidride carbonica molto alte.

E poi, dice ancora Eu Infrastructure Magazine, bisogna tener conto del fatto che, in seguito all’evento e all’afflusso di tifosi, in Sudafrica aumenterannoi consumi di energia .

Questo è accaduto anche quattro anni fa in Germania, dove però già allora si faceva largo impiego di energie rinnovabili. Invece in Sudafrica l’energia è prodotta perlopiù a partire dal carbone: il combustibile fossile che comporta le più alte emissioni di anidride carbonica.

E come se non bastasse, il Sudafrica non è affatto un campione di efficienza energetica, settore in cui la Germania invece si difende bene.

Ultimo punto nel calcolo dell’impatto ambientale, i viaggi in aereo dei tifosi: dovranno in media compiere tragitti più lunghi rispetto a coloro che vollero assistere di persona ai Mondiali di quattro anni fa.

La somma di tutto questo, dice appunto Eu Infrastructure magazine, è pari appunto a 2,75 milioni di tonnellate di anidride carbonica: l’equivalente di quella emessa in un anno da oltre un milione di automobili.




http://www.blogeko.it/2010/altro-che-verdi-i-mondiali-di-calcio-inquineranno-il-doppio-delle-olimpiadi-di-pechino/

domenica 6 giugno 2010

Succede solo da McDonald’s: via il bicchiere al cadmio di Shrek

Sette milioni di pezzi già venduti torneranno alla fabbrica, gli altri cinque ci resteranno. Erano stati prodotti negli Stati Uniti. Il portavoce dell’azienda: “Il gadget è comunque sicuro”


Tumori ai reni e ai polmoni, danni intestinali e rammollimento osseo. Questi sono solo alcuni degli 
effetti tossici prodotti dal cadmio, il metallo rinvenuto sui 12 milioni di bicchieri di Shrek messi in vendita da McDonald’s e appena ritirati dal mercato.

UNA SOFFIATA ANONIMA – Il ritiro, che sarà annunciato ufficialmente venerdì dalla Consumer Product Safety Commission, è stato messo in moto da una soffiata anonima alla deputata democratica californiana Jackie Speier la scorsa settimana. Il test di un cannone a raggi X che valuta la quantità di cadmio contiene un elemento indicato il metallo era presente nella vernice del bicchiere. L’ufficio della Speier ha chiesto i campioni dei bicchieri dall’informatore anonimo e li ha ricevuti il 27 maggio mandandoli alla Commissione per ulteriori indagini. La CPSC ha poi sperimentato i bicchieri e ha confermato la presenza di cadmio nella vernice utilizzata per i caratteri decorativi. I bicchieri da 16 once, venduti per circa $ 2 ciascuno come parte di una campagna promozionale per il film “Shrek Forever After“, erano disponibili in quattro disegni raffiguranti i personaggi di Shrek, la principessa Fiona, il Gatto con gli stivali e Ciuchino. Il cadmio può essere utilizzato per creare rossi e gialli nelle vernici.

UNA PICCOLA QUANTITA’ – Il portavoce di McDonald’s negli Stati Uniti, Bill Whitman, ha detto che un pigmento di vernice sui bicchieri contiene cadmio. “Una piccola quantità di cadmio è stata rinvenuta sulla superficie del vetro, e al fine di proteggere quanto più possibile i bambini, CPSC e McDonald’s hanno lavorato insieme su questo ritiro”, ha detto il portavoce della Commissione Scott Wolfson, che non ha specificato le quantità di cadmio percolanti dalla pittura nei test, ma ha detto che le quantità sono solo “leggermente al di sopra del livello di sicurezza attualmente poste dall’agenzia”. Il fatto è che il pericolo proviene più dall’esposizione a lungo termine che dalla quantità. Un bicchiere non è un qualcosa che si usa una volta e si mette via. Può restare sulla tavola di una famiglia per anni ed essere utilizzato più volte al giorno. La CPSC nella sua nota ricorda infatti che “l’esposizione a lungo termine al cadmio può causare effetti negativi sulla salute.” Nel caso del bicchiere di Shrek, il pericolo potenziale sarebbe dato dall’esposizione a lungo termine a bassi livelli di cadmio, che potrebbe filtrare dalla pittura sulle mani dei bambino, quindi filtrare nel suo corpo qualora il bambino mettesse le mani non lavate in bocca.

CHE VA AVANTI DA GENNAIO – La preoccupazioni circa l’esposizione al cadmio emerse in gennaio, quando la Associated Press ha riferito che alcuni elementi di gioielli per bambini venduti da grandi catene nazionali, come Wall-Mart, contenevano fino al 91 per cento del metallo. Tutti questi gioielli erano prodotti in Cina. I bicchieri di Shrek invece sono stati prodotti da ARC International di Millville, New Jersey, e dovevano essere venduti, dal 21 maggio fino a tutto giugno. Circa sette milioni di bicchieri erano già stati venduti, altri circa cinque milioni sono nei negozi o non sono ancora stati spediti. Un reporter della Associated Press ha cercato, senza successo, di acquistare i bicchieri giovedì da McDonald’s a New YorkLos Angeles e nel New Jersey settentrionale, ma gli è stato detto rispettivamente che la merce era esaurita, non è più disponibile o “ce ne sarà di più domani”. McDonald’s ha detto che stava chiedendo ai clienti di smettere di usare i bicchieri “per un eccesso di prudenza. “Riteniamo che il vetro Shrek sia sicuro per l’uso del consumatore”, ha insistito Whitman. “Tuttavia, ancora una volta per assicurare che i nostri clienti ricevano prodotti sicuri da parte nostra, abbiamo preso la decisione di smettere di vendere loro e volontariamente richiamare questi prodotti con effetto immediato”.

Anche se la Speier ha lodato McDonald’s per aver agito in fretta, il suo ufficio ha detto che il gigante dei fast-food e altre società devono “fare un lavoro migliore per una esauriente revisione delle loro catene di approvvigionamento nazionali e internazionali ed evitare i prodotti con elementi potenzialmente pericolosi che possono sempre colpire i loro scaffali.”

“La salute dei nostri bambini non dovrebbe dipendere dalla coscienza di fonti anonime”, ha detto Speier. “Anche se McDonald’s ha fatto la cosa giusta ritirando questi prodotti, abbiamo bisogno di norme più forti per garantire che i prodotti per bambini superino test di sicurezza prima di raggiungere gli scaffali. Il Cadmio è una sostanza tossica che è estremamente pericolosa per la salute dello sviluppo dei bambini”.


Fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/65972/mcdonalds-ritira-bicchiere-cadmio/