martedì 27 luglio 2010

Cristo morì in croce o legato a un palo?

Un teologo torna a ipotizzare la possibilità che quello della croce cristiana sia un grande fraintendimento
Gunnar Samuelsson è un teologo dell’Università di Göteborg (Svezia), dedica la propria vita allo studio dei testi sacri e sostiene che la croce cristiana andrebbe sostituita con un palo. Secondo lo studioso, il simbolo per eccellenza del cristianesimo deriverebbe da una scorretta interpretazione della Bibbia, nella quale non si ritrovano riferimenti espliciti alla crocifissione e all’utilizzo di chiodi per descrivere l’uccisione di Cristo. Nei testi sacri originali si parla di “stauròs” quando ci si riferisce al patibolo su cui morì Gesù, parola greca che viene tradotta con la parola “croce”, ma che può anche indicare il termine “palo”.
Samuelsson ha analizzato a lungo i testi originali scrivendo infine una tesi di oltre 400 pagine per approfondire la nascita del simbolismo legato alla croce. Il teologo sostiene che i testi antichi parlano di rado della crocifissione e i riferimenti a quanto raccontato nella Bibbia non sono molti. I testi delle letterature greca, latina ed ebraica dall’epoca di Omero al primo secolo dopo Cristo parlano di diversi metodi di punizione, ma non vengono citate “croci” o “crocifissioni”, spiega Samuelsson al Telegraph. Nelle fonti consultate dal teologo e riferite a quanto narrato nella Bibbia non ci sono, inoltre, dettagli sul sistema utilizzato per l’esecuzione di Cristo.
«Questo è il centro del problema. Il testo della passione non è così preciso e pieno di informazioni come noi cristiani vorremmo che sia. Se sei alla ricerca di testi che descrivono l’atto di inchiodare le persone a una croce non li troverai da nessuna parte se non nei Vangeli. [...] Che un uomo chiamato Gesù sia vissuto in quella parte del mondo e a quei tempi è ben documentato. Lasciò anche un segno notevole nella letteratura del tempo. Io credo che quell’uomo citato nei testi sia il figlio di Dio. Non reputo che i cristiani debbano respingere o dubitare dei testi sacri.»
Il teologo suggerisce di leggere i testi così come sono, e non come i credenti pensano che debbano essere: «Il testo della Bibbia è sufficiente. Non c’è nulla da aggiungere».
In realtà della questione “croce” o “palo” si parla da tempo e alcune confessioni ritengono che la parola contenuta nei testi sacri sia da riferire a questo secondo termine.

Fonte: www.ilpost.it

martedì 20 luglio 2010

Radio Vaticana, una perizia conferma il nesso tra le onde delle antenne e i tumori nei bimbi

Esiste una correlazione tra l'eposizione alle onde elettromagnetiche e l'aumento di leucemie e linfomi nei bambini fino a 14 anni che abitano a ridosso degli impianti di Cesano. Sono i risultati contenuti nelle 140 pagine della perizia disposta cinque anni fa nell'ambito dell'inchiesta per omicidio colposo dopo le morti sospette nella zona. 


C'è stata "un'associazione importante, coerente e significativa, tra esposizione residenziale alle strutture di Radio Vaticana ed eccesso di rischio di malattia per leucemia e linfomi nei bambini". All'incremento di questo rischio potrebbero aver "plausibilmente contribuito" anche le strutture di Maritele, sia pure "in modo limitato e additivo". Sono queste alcune delle conclusioni cui è giunta la perizia firmata dal professor Andrea Micheli e affidata in sede di incidente probatorio dal gip Zaira Secchi cinque anni fa perché si accertasse l'eventuale nesso di causalità tra le onde elettromagnetiche emesse dalle antenne di Radio Vaticana, a Cesano, e quelle del quartier generale della Marina militare, in localià La Storta. 

La battaglia giudiziaria contro le onde elettromagnetiche di Radio Vaticana è durata anni, con la Santa Sede che invocava l'extraterritorialità e reclamava il diritto a non essere giudicata dallo Stato italiano, e dall'altra parte i cittadini di Roma nord e di Cesano, vicini all'antenna di Santa Maria di Galeria, che lamentavano citofoni ed elettrodomestici che si trasformavano in ripetitori della radio, conversazioni telefoniche scandite dalle recite del rosario. «Molestie» denunciate dagli abitanti di Cesano già nel 1999, cui successivamente si aggiunsero gli esposti per le malattie che sarebbero state provocate dal superamento dei limiti di emissione delle onde elettromagnetiche. Citati in giudizio nel luglio 2000, gli imputati ottennero prima la sospensione del processo per un difetto di giurisdizione legato a questioni di procedibilità disciplinate dai Patti Lateranensi, poi fu la Corte di Cassazione nell'aprile 2003 a riconoscere il diritto dello Stato italiano a svolgere il processo. Nel 2005 la sentenza storica, con condanne simboliche, per il reato 674 del codice penale, "gettito pericoloso di cose". 




Restava l'altro filone, e le denunce per «troppi casi di leucemia e la morte di una decina di bambini». Questa inchiesta della procura di Roma va avanti, sei gli indagati, e riguarda le morti sospette e i decessi per leucemia avvenuti tra il 1994 e il 2000, per cui ipotizza il reato di omicidio colposo. Cinque anni fa il gip Zaira Secchi commissionò la perizia per accertare il possibile nesso di causalità tra l'inquinamento elettromagnetico e l'incremento di tumori e leucemia a Cesano e a La Storta, aree vicine agli impianti della radio. Oggi i risultati. 

Nel dossier si legge che poiché la leucemia è una patologia "relativamente rara" negli adulti, l'esposizione di lungo periodo (oltre dieci anni) alle antenne di Radio Vaticana per i bambini fino a 14 anni di età, che hanno abitato nella fascia tra 6 e 12 km dalle antenne, ha determinato un eccesso di incidenze di leucemie e linfomi. Nei casi di decessi di adulti, invece, gli esperti nominati dal giudice hanno evidenziato "un'associazione importante, coerente e significativa" tra i malati e quelli che hanno abitato a poca distanza da Radio Vaticana, associazione che non sembra sia stata supportata da prove decisive nel caso degli impianti della Marina. 

Nelle 140 pagine di accertamento peritale gli esperti danno conto degli aspetti anagrafici della popolazione investigata, della storia di tabagismo (fumo attivo e passivo), dell'esposizione da alcol sulle patologie familiari e sui decessi complessivamente avvenuti negli ultimi anni nelle aree vicine a Radio Vaticana (137 morti) e a Maritele (141). L'inchiesta della procura, prima che venisse affidata la perizia, chiamava in causa Roberto Tucci, Pasquale Borgomeo e Costantino Pacifici (responsabili dell'emittente della Santa Sede) e Gino Bizzarri, Vittorio Emanuele Di Cecco e Emilio Roberto Guarini, della Marina militare. I primi tre, erano finiti sotto processo per 'getto pericoloso di cose', in relazione all'emissione nociva di onde elettromagnetiche provenienti dagli impianti radiofonici di Santa Maria di Galeria. Pacifici, però, era stato assolto in primo grado, mentre per Tucci e Borgomeo (poi deceduto) la corte d'appello, dopo una prima assoluzione annullata dalla Cassazione, aveva dichiarato il 'non doversi procedere' per prescrizione del reato. 



http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/13/news/onde_elettromagnetiche-5565454/?ref=HREC1-1

mercoledì 14 luglio 2010

UN MALE OSCURO CHE SI NASCONDE DIETRO E DENTRO INTERNET







Oscuro perché non si conosce, e di ciò che non si conosce purtroppo non se ne parla. Ho cercato statistiche, numeri o persone, ma non ne ho trovate.

Forse potremmo parlare di un disoccupato 52enne di Grottaglie, di un disabile ipovedente di 26 anni, di un badante ucraino di 49 anni, oppure di un uomo di 44 anni di Santa Giusta, che solo per poco non è riuscito a suicidarsi a causa dei videopoker.

Ma in questi ultimi anni cos'è successo: c'è stato un cambio di tendenza, dal videopoker, dalla classica "macchinetta" da strada, si è emigrati in Rete. Il numero dei siti di Poker online, dai legali a quelli abusivi, privi delle concessioni e delle autorizzazioni necessarie, credo sia incalcolabile, proprio a causa di quest' ultimi. 

E' un vizio che oramai riguarda tutti, non conosce limite di età o di sesso, anziani ed anziane, uomini e donne, ragazzi e ragazze.Le vittime del poker online nessuno le conosce, o potrebbe rinconoscerle. Così come gli omicidi ed i suicidi, i debiti e gli strozzini, i divorzi e le separazioni, che avvolgono questo male oscuro.   


 

Più di una volta qualcuno mi ha chiesto: ne parli?
Ed io puntualmente mi chiedevo: ma di cosa?

Non esistono numeri di questo maledetto vizio del secolo.Non è mica il fumo o l'alcol, ai quali si può risalire con l'incidenza dei corrispettivi danni sul sistema sanitario, o con quante sigarette e quanti alcolici sono stati venduti.Ciò che è sicuro è che si tratta di un male oscuro, criptato, misterioso, che si nasconde dietro ad un modem, di fronte ad un monitor, in una mano appoggiata su un mouse.

Le vittime del poker online sono sempre chiuse in casa, d'estate e d'inverno, di giorno e di notte. E' un male che non ti fa dormire, che non ti fa mangiare, che non ti fa andare a lavoro, che non ti fa fare l'amore , che ti rende inutile ed inetto, alla società ed alla socievolezza.

Forse sono il vero volto di questa ipocrita crisi.

Hanno il volto di migliaia di giovani o adulti, padri di famiglia, che perdono il posto di lavoro, che non sanno cosa fare, che si chiudono in casa, che hanno pochi euro, pochi risparmi ed iniziano a giocare.

E quasi sempre si inizia per caso, si clicca per curiosità, ci si addentra in un mondo di lucine invitanti e colori sgargianti, ed all'inizio sistematicamente si vince.

Si vince con la fortuna del principiante, o forse grazie al software taroccato.

Ma tant'è che un vero giocatore incallito fa più paura quando vince che quando perde. Si innesta un perverso meccanismo a catena, si ha voglia di rilanciare, di non smette di giocare, e poi si inizia a non poterne fare più a meno.

Chissà se ciò che sto scrivendo sia inutile o il mio è solo uno stupido discorso campato in aria. Intanto vorrei osare dicendo che almeno ognuno di noi conosce una persona vittima del poker online, qualcuno ce l'avrà anche in famiglia (come me), o forse qualcun altro che mi sta leggendo è lui stesso una vittima del poker online, e ignora o finge di non sapere ciò che ho appena scritto.



So solo che è un male oscuro, che si nasconde dietro e dentro Internet: servirebbe parlarne, parlarne tanto, per limitare i danni o anche solo per sfogarsi, per conoscere meglio ciò che in silenzio e senza riflettori distrugge ogni giorno decine e decine di persone, se non di famiglie.



http://cogitoergovomito.blogspot.com/2010/07/un-male-oscuro-che-si-nasconde-dietro-e.html