martedì 31 agosto 2010

Lavoro di ieri e lavoro di oggi: cosa e' cambiato?

IL LAVORO

Al tempo della schiavitù le persone erano sfruttate e costrette a lavorare per il padrone che, per mantenerne il sostentamento, offriva loro vitto e alloggio. Al giorno d’oggi la maggioranza della popolazione si trova a dover lavorare parecchie ore al giorno, e per gran parte dei giorni della settimana, in cambio di denaro, per garantire a se e alla propria famiglia il nutrimento ed un tetto sopra alla testa. Balza all’occhio che la differenza non è poi così abissale, e che forse la schiavitù non ha mai avuto fine come la “storia” ci insegna, ma si è addirittura intenificata coinvolgendo la quasi totalità della popolazione. Quello che cambia è la modalità in cui quest’obbligo viene perpetrato: se prima veniva utilizzata la violenza, oggi la schiavitù scaturisce dalla necessità. In altre parole, per soppravvivere è necessario sottomettersi.
I risultati sono due: in primo luogo le persone bruciano la gran parte della propria vita nello svolgere azioni e comportamenti che non dovrebbero appartenergli, in secondo luogo si viene privati del tempo che sarebbe altresì utilizzato nell’accrescere il proprio spirito tramite l’esperienza e la riflessione.
In altre parole non solo non si ha più il tempo per riflettere, perchè ingabbiati in un contesto/prigione che non dovrebbe appartenere a nessuna creatura vivente, ma non si ha nemmeno più il tempo per vivere, perchè in seguito ad ore ed ore di lavoro, il tempo “libero” deve per forza di cose essere rivolto al riposo.
Ma se nella società attuale esiste il tempo “libero”, come potrebbe essere definito il resto del tempo a disposizione?
Un’ altra grave conseguenza di questo sistema lavorativo è che ingloba la vita stessa delle persone, concentrando la loro attenzione su problemi facenti parte del lavoro stesso e distogliendole totalmente dagli scenari globali che stanno prendendo forma ad opera degli occulti detentori del potere.
In altre parole si riducono le persone ad affrontare problemi di minor rilevanza, impedendo alle stesse di inquadrare la situazione sociale e politica in un contesto più ampio, permettendo così a chi manipola le nostre sorti di agire indistrurbato.

mercoledì 25 agosto 2010

LA STORIA DEI COSMETICI - Video sulle sostanze chimiche tossiche nei prodotti per la cura personale



La storia dei Cosmetici (The Story of Cosmetics) esamina l’uso di sostanze chimiche tossiche nei prodotti per la cura personale usati ogni giorno, dai rossetti ai baby shampoo.

Il video è prodotto da Free Range Studios e presentato da Annie Leonard.

lunedì 23 agosto 2010

Torna il vaccino assassino… devono averci presi per scemi!



di Helene Benedetti
In un sol colpo ti becchi tre fantastiche vaccinazioni. E’ la nuova geniale trovata delle case farmaceutiche assassine che per quest’anno, e solo per quest’anno, propongono una fantastica offerta promozionale.
ACCORRETE GENTE, C’è IL 3X1 COME ALLA COOP!!!!
Partirà in anticipo quest’autunno rispetto agli anni passati la campagna vaccinale 2010/2011 contro l’influenza.
Una circolare del Ministero della Salute di prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale indica la necessità di partire dal primo ottobre e non oltre trentuno ottobre e di completarla il più rapidamente possibile, con almeno 2 settimane di anticipo spiegano gli esperti che hanno lavorato sul testo. L’obiettivo è di battere sul tempo il ritorno del virus Pandemico. La circolare indica anche che per quest’anno sarà a disposizione della popolazione il vaccino unico con 3 ceppi
Ci vuole coraggio, dopo lo scandalo dello scorso anno, riproporre una bufala di questa portata. Capisco che ci sono milioni di vaccini prossimi alla scadenza da smaltire, ma insomma, cercate almeno di mascherare meglio le vostre stratosferiche porcate.

mercoledì 18 agosto 2010

La Monsanto e il dio mercato

Il mais transgenico fuorilegge non passerà. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e non laMonsanto. Chi sono i padrini italiani della Monsanto? Qualcuno sa rispondermi?
dal blog di Paolo Papillo. "di Silvia Nulli. TG5-sera ha intervistato Giorgio Fidenato, autore della coltivazione a mais transgenico fuorilegge in provincia di Pordenone. Questo signore, rivendica la libertà di coltivare transgenico - dando dei “nazi-comunisti” agliattivisti di Greenpeace che si sono introdotti nel campo per impedire la contaminazione delle coltivazioni vicine - omettendo di dire che il primo a violare la legge, seminando mais transgenico ("marcato" Monsanto) sui campi di sua proprietà, è stato lui. Infatti la legge italiana vieta di effettuare coltivazioni transgeniche nel territorio nazionale, se non espressamente autorizzate. Nell'intervista a TG5 rincara la dose, affermando che è il ”mercato” che chiede il transgenico: il 28% di un ipotetico campione di consumatori si sarebbe dimostrato d'accordo. Una fetta di mercato non trascurabile, quindi... Insomma, a lui e alla sua associazione non gliene frega nulla della salute pubblica - delle leggi men che meno. Quello che interessa a questa gente sono solo il "dio mercato" ed il “dio denaro”: ovvero poter disporre di consumatori (ben 18 milioni di italiani inconsapevoli, stando alle statistiche) disposti ad ingoiare OGM senza battere ciglio, di modo che i coltivatori dei prodotti transgenici possano trarre guadagni ben maggiori rispetto a quelli ottenibili con le coltivazioni tradizionali! Il tutto mentre viene compromessa l'integrità delle altre colture, in particolare quelle biologiche, con grave minaccia per la bio-diversità. Certo che, in base a un siffatto ragionamento, potrebbe anche essere conveniente legalizzare – che so io- la pedofilia... Senz'altro si troverebbe un mercato di affezionati consumatori..."

Postato il 10 Agosto 2010 alle 1

sabato 14 agosto 2010

Massacro ritualistico di cetacei alle isole Faeroe

Come molti già sanno, da molto tempo vige una tradizione particolarmente sanguinaria presso le Isole Faeroe..
Potete leggere qui dell'ultimo massacro avvenuto pochi giorni fa e documentato da Sea Shepherd:
Un'operazione segreta di Sea Shepherd svela un massacro di massa di cetacei.
Il 19 luglio 2010, un branco di 263 delfini globicefali è stato sterminato senza pietà presso la città di Klaksvik nelle Isole Faeroe... Sea Shepherd ha potuto documentare il massacro grazie agli sforzi di un agente che operava in segretezza e che soggiornava da qualche tempo tra gli abitanti del luogo al fine di poter riprendere la “grind”. La grind è un metodo crudele di caccia alla balena che prevede che i cetacei siano spinti all'interno di baie per poi tagliare coi coltelli la loro spina dorsale.
Peter Hammarstedt, l'agente di Sea Shepherd che operava in segretezza e che è altresì il primo ufficiale della nave di Sea Shepherd Bob Barker, soggiornava in incognito tra i feroci isolani quando ha sentito alla radio la notizia di una grind in corso presso Klaksvik. Si è recato immediatamente sul posto, in auto. Trovandosi in netta inferiorità numerica e nell'impossibilità di fermare fisicamente la grind, Hammarstedt, al proprio arrivo, ha documentato il bagno di sangue.
“Si sa che i delfini globicefali viaggiano in branchi composti da un numero di membri che va dai 200 ai 300. Duecentotrentasei delfini globicefali sono stati massacrati ieri sera a Klaskvik: maschi, femmine incinte e che allattavano, animali non maturi e cuccioli non ancora nati, ancora attaccati alle loro madri dal cordone ombelicale. Un intero branco che un tempo nuotava liberamente nell'Atlantico settentrionale è stato sterminato in un unico bagno di sangue” ha dichiarato Hammarstedt.
Il governo delle Faeroe afferma che la morte di questi cetacei è rapida e indolore, ma le macabre riprese appena effettuate, mostrano il contrario.
“Uno dei delfini, una femmina, ha ricevuto cinque o sei brutali colpi di taglio alla testa” ha riferito Hammarstedt. “Gli isolani l'hanno praticamente usata come tagliere. La sua morte deve essere stata lenta e tremendamente dolorosa. Alcuni delfini vengono colpiti ripetutamente, per un tempo che va fino a quattro minuti, prima che finalmente muoiano”.
Era già evidente che la grind è indiscriminata e spietata.
Massacro di cetacei alle isole Faeroe“I cuccioli sono stati estratti dai corpi delle loro madri morte e sono stati lasciati a marcire sui moli” ha affermato Hammarstedt, che ha fotografato diversi cuccioli e feti morti. “I gruppi di delfini globicefali hanno una struttura fortemente matriarcale, non riesco ad immaginare la paura ed il panico che queste madri devono aver provato mentre la loro famiglia veniva sterminata davanti a loro”.
La grind dei delfini globicefali che avviene alle Faeroe è simile all'annuale massacro dei delfini che ha luogo a Taiji, in Giappone, e che è stato documentato nel film The Cove, insignito di riconoscimenti internazionali. La differenza principale sta nel fatto che alle Faeroe ci sono almeno diciotto diverse baie dove una grind potrebbe potenzialmente avvenire, anziché in un'unica baia come a Taiji, il che rende molto più difficile prevedere dove avranno luogo le uccisioni o giungere in tempo per intervenire e prevenire gli assassinii.
I delfini globicefali sono classificati come “rigorosamente protetti” in base alla Convenzione sulla Conservazione della Vita Selvatica e dell'Ambiente Naturale in Europa. Permettendo che il massacro continui nelle Faeroe, la Danimarca non sta rispettando i propri obblighi quale nazione firmataria della convenzione.
Al fine di poter essere presente alla grind, Hammarstedt si è fatto passare per uno studente svedese di cinematografia. Anche se erano state prese misure notevoli per nascondere la sua identità, alla fine è stato riconosciuto da diversi cacciatori a causa della sua partecipazione alla serie TV di Animal Planet, Attacco alle baleniere. Pare che perfino gli abitanti delle Faeroe abbiano sentito parlare dell'intervento di Sea Shepherd contro la caccia alla balena condotta illegalmente in Antartide.
Quando gli uccisori di balene hanno iniziato a seguire Hammarstedt a piedi, tenendosi a distanza, egli ha rapidamente raggiunto la sua auto, si è allontanato e ha caricato le immagini e le riprese su Internet per farle uscire dal Paese in sicurezza. Dal momento che la sua copertura era compromessa, ha iniziato a ricevere minacce nel giro di un'ora e il Quartier Generale di Sea Shepherd gli ha ordinato di lasciare il Paese immediatamente.
Nonostante verifiche più approfondite del normale e un interrogatorio di polizia all'aeroporto, Hammarstedt ha confermato di aver lasciato le Isole Faeroe.
Dal 1985 Sea Shepherd si oppone attivamente alla grind che ha luogo alle Faeroe e rimane uno dei più efficaci difensori delle balene.
Fonte: Sea Shepherd, Faeroe Islands: Sea Shepherd Undercover Operation Exposes Cetacean Mass Slaughter, 20 luglio 2010 / Traduzione a cura di: Barbara Abatti per Sea Shepherd Italia

mercoledì 11 agosto 2010

A Niscemi in Sicilia, nasce l’H.A.A.R.P. italiano!



Niscemi sotto la spada di Damocle del MUOS
Antonio Mazzeo tratto da http://www.peacelink.it/disarmo/a/31939.html 

Tenta di superare il lungo empasse il movimento di cittadini e associazioni che si battono contro l’installazione a Niscemi (Caltanissetta) del terminale terrestre del sistema di telecomunicazioni satellitari MUOS delle forze armate USA.

Sabato 12 giugno, alle ore 18, il Comitato NO MUOS di Niscemi, in collaborazione con la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella, ha indetto il convegno regionale dal titolo “Il MUOS e le onde elettromagnetiche: convivenza pacifica o conflitto” a cui sono state invitate le forze politiche, sociali e le istituzioni impegnate contro quello che è stato definito a ragione “l’EcoMuostro di Niscemi”. All’evento che vede il patrocinio del Comune di Niscemi, interverranno, tra gli altri, l’avvocato Giovanni Di Martino (sindaco di Niscemi), il dottor Massimo Corraddu (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare ed esperto sugli effetti nocivi delle onde elettromagnetiche), il professore Rosario Mascara (Comitato delle Associazioni Ambientaliste).

Il terminale di Niscemi sarà una delle quattro infrastrutture militari che assicureranno il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare che collegherà tra loro i Centri di comando e controllo delle forze armate USA, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i velivoli senza pilota Global Hawk, buona parte dei quali destinati alla vicina base di Sigonella. Il sistema MUOS consentirà di propagare universalmente gli ordini di guerra, convenzionale e/o chimica, batteriologica e nucleare. Uno strumento di altissimo valore strategico, dunque, che si caratterizza per il suo violentissimo impatto ambientale. Sotto accusa ci sono infatti le pericolosissime onde elettromagnetiche che saranno emesse dalle tre grandi antenne circolari e dalle due torri radio del sistema satellitare che sorgerà all’interno della Riserva naturale “Sughereta di Niscemi”, Sito di Importanza Comunitaria (SIC). Un progetto dissennato fortemente osteggiato dai cittadini e dagli amministratori di tre province (Caltanissetta, Ragusa e Catania) e di decine di comuni del sud-est della Sicilia. 

I tecnici chiamati dal Comune di Niscemi ad analizzare lo studio per la valutazione d’incidenza ambientale presentata nel 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dell’installazione del MUOS hanno evidenziato un impressionante numero di lacune ed omissioni del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle più importanti riserve ecologiche siciliane. Per tutto questo, qualche mese fa l’amministrazione comunale ha disposto l’annullamento in autotutela dell’autorizzazione ambientale rilasciata nel settembre 2008 per la costruzione del potente impianto a microonde e, congiuntamente ad altri enti locali, ha richiesto alla Regione Siciliana di porre il veto al MUOS in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed internazionali. La risposta del presidente Raffaele Lombardo non si è fatta attendere. 

Dopo aver inviato a destra e manca comunicati di fuoco contro il programma satellitare, Lombardo si è fatto convincere dal ministro La Russa e dai generali del Pentagono sull’assoluta innocuità degli impianti MUOS. Successivamente ha avviato il pressing su sindaci e presidenti provinciali invocandone la conversione e il sostegno al megaprogetto militare a cui il Pentagono ha destinato 43 milioni di dollari (13 per la predisposizione dell’area riservata alla stazione terrestre e 30 per gli shelter e le attrezzature tecnologiche del sistema satellitare). Il governatore della Sicilia ha pure offerto contropartite e compensazioni per rendere più “digeribili” le microonde del MUOS: la possibile rimozione a medio termine delle 41 antenne già esistenti nella base dell’US Navy di Niscemi, utilizzate per le telecomunicazioni con i sottomarini nucleari; interventi finanziari per «valorizzare il richiamo del patrimonio naturalistico locale»; l’attivazione all’interno dell’ospedale Basarocco di Niscemi di un “centro di monitoraggio permanente” sui rischi alla salute delle emissioni elettromagnetiche. 

Sino ad oggi la monetizzazione del rischio ambientale e militare è stata fermamente respinta dalle amministrazioni e dai cittadini. Ma le lobby pro-MUOS non demordono e promettono dure offensive contro i recalcitranti oppositori.
Un grande aiuto all’implementazione del programma militare potrebbe arrivare dal Decreto di riperimetrazione della Riserva “Sughereta”, approvato il 30 dicembre 2009 dall’Assessorato regionale Territorio ed Ambiente, che ha ridotto sia la superficie della riserva, che l’estensione delle aree classificate “zona A”, quelle cioè dove è vietato realizzare nuove costruzioni ed esercitare qualsiasi attività comportante trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e la realizzazione di elettrodotti, acquedotti, linee telefoniche ed impianti tecnologici a rete, ecc.. Con la nuova classificazione il territorio protetto è stato profondamente e pericolosamente frammentato.

Contro il decreto che vede la firma del Dirigente generale del Dipartimento Regionale Territorio ed Ambiente, Rossana Interlandi (avvocata di origini niscemesi), è stato presentato ricorso al TAR dal Comune di Niscemi, che si è visto stravolgere la regolamentazione di 32 particelle di terreno, tutte censite come bosco comunale. Nello specifico, 24 particelle, precedentemente ricadenti nella “zona A”, adesso si trovano completamente fuori dal perimetro della riserva, mentre altre 8 particelle, per una superficie complessiva di 28 ettari, sono state declassate dalla “zona A” alla “zona B” di pre-riserva. Va tuttavia rilevato che la riperimetrazione dell’area protetta era stata richiesta dallo stesso Comune, fattosi portatore delle istanze di alcuni proprietari di terreni all’interno della riserva, i quali lamentavano «un’eccessiva penalizzazione dei vincoli che impediscono l’incremento delle colture». Una scelta fortemente censurata da molti “No MUOS”, sia perché sul tema non risultano essere stati mai informati e/o consultati tecnici ed esperti in gestione ambientale né le organizzazioni ambientaliste locali e regionali; sia per l’inopportunità dei tempi prescelti per promuovere l’iter per ridisegnare il perimetro della riserva, data la spada di Damocle rappresentata dai paventati lavori di realizzazione delle infrastrutture MUOS. 

Al convegno regionale del 12 giugno, la Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella presenterà le conclusioni di uno studio sulle possibili connessioni tra il programma MUOS e le cosiddette “guerre climatiche ed ambientali”. «Crediamo che sino ad oggi non sia stata data la giusta attenzione alle analogie esistenti tra il MUOS e il cosiddetto “HAARP - High Frequency Active Auroral Research Program”, il supersegreto Programma di Ricerca Attiva Aurorale con Alta Frequenza che dal 1994 l’US Air Force e la US Navy portano avanti dalla base di Gakona (Alaska), 200 km a nord-est del Golfo del Principe Guglielmo», affermano i rappresentanti della Campagna.




 «In questa grande infrastruttura sono state installate centinaia di antenne che trasmettono in “banda bassa” (da 2,8 a 7 MegaHerz) e “banda alta” (da 7 fino 10 MegaHerz), cioè lo stesso range delle frequenze del MUOS. Stando al Pentagono, lo scopo di questa installazione sarebbe quello di studiare la ionosfera per migliorare le telecomunicazioni, ma sono numerosi gli scienziati che denunciano che con il programma HAARP, gli Stati Uniti, al di fuori di ogni controllo internazionale, stanno creando nuove armi geofisiche integrali che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza».

Oltre ad interferire sulle comunicazioni radio, televisive e radar, le antenne HAARP possono influenzare i circuiti elettrodinamici delle aurore, consistenti in una corrente naturale di elettricità che varia da 100 mila ad 1 milione di megawatt. In questo modo è possibile utilizzare il vento solare per danneggiare i satelliti e le apparecchiature installate sui sistemi missilistici nemici. Secondo il fisico indipendente Corrado Penna, da anni impegnato nel denunciare il controverso fenomeno delle scie chimiche, «è forte il sospetto che il sistema di antenne del MUOS possa servire anche per fini non dichiarati di modificazione ambientale in sinergia con il sistema HAARP dislocato in Alaska. La modificazione ambientale realizzata attraverso l’uso di forti campi elettromagnetici e scie chimiche è responsabile di alcuni disastri recenti. 

Sappiamo con certezza che queste tecnologie possono servire a causare terremoti o altri disastri naturali (siccità, uragani, inondazioni, ecc.), sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera». 

www.disinformazione.it

venerdì 6 agosto 2010

DEODORANTI ALL’ALLUMINIO: la bufala del “clinicamente testato” e le alternative



di Helene Benedetti
Andate a fare la spesa, prendete un prodotto, leggete “clinicamente testato” o “dermatologicamente testato” e fiduciosi infilate nel carrello, portate alla cassa, pagate e spalmate sul vostro corpo.
Ma che significato hanno queste sigle?
Clinicamente Testato” e “Dermatologicamente Testato” significa semplicemente che hanno fatto dei patch test con il prodotto finito, cioè, l’azienda ha preso un cerotto, ci ha messo su un po’ di prodotto e lo ha appiccicato su uno o più volontari.
La legge non impone nessun protocollo valido per effettuare queste sperimentazioniQuindi, con tale dicitura non vi è alcuna tutela. Pensate che, qualora il prodotto dovesse provocare problemi sui volontari che hanno effettuato il test, l’azienda può comunque scrivere sulle confezioni “Prodotto Clinicamente(oDermatologicamenteTestato”.

E’ scritto che è clinicamente testato, ma non ci sono i risultati.
I deodoranti/antitraspiranti che usiamo quotidianamente contengono fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati d’alluminio e di idrati di zirconio, l’alluminio è un pericolo per il nostro organismo, risulta addirittura mortale se usato in quantità eccessive. L’alluminio, inoltre, è considerato fattore causante di alcune gravi patologie neurodegenerative come l’Alzheimer.
L’uso continuo di questi deodoranti, può portare anche il tumore al seno per donne e uomini. Molti ricercatori dichiarano anche che, la depilazione ascellare, unita all’uso dei deodoranti contenenti alluminio, favorisca maggiormente l’insorgere dei tumori al seno perché i Sali d’alluminio penetrerebbero molto più facilmente nel corpo facendo degenerare le cellule in cellule cancerose.
Da una recente inchiesta dell’American Chemical Registry di Washington risulta che, utilizzando le formule spray, si facilita l’accesso diretto dell’alluminio al cervello tramite inalazioni dal cavo nasale causando intossicazioni che possono dare origini a gravi patologie come il morbo di Alzheimer.
Ad oggi non vi sono studi scientifici che rendono ufficiale quanto dico, forse proprio per non ledere grossi interessi commerciali, ma nel dubbio, il mio consiglio è quello di evitare i deodoranti/antitraspiranti che contengono ingredienti come «AluminiumZirconiumTetrachlorohydrex e  Aluminium Chlorohydrate».
Fare a meno del deodorante, per me, è praticamente impossibile, lo ritengo un bene di prima necessità, quindi mi sono messa alla ricerca di metodi veloci ed economici da fare in casa. Vi lascio qualche ricetta che io stessa ho provato e continuerò ad usare. Sono metodi assolutamente sani e naturali che danno ottimi risultati.
(Deodorante liquido) Ingredienti:
  • Acqua distillata (ma si può usare anche l’acqua del rubinetto)
  • Bicarbonato
  • Tea three oil (qualche goccia)
  • Olio essenza naturale che preferite (arancio dolce o legno e patchouli, muschio ecc).
Procedimento: Aggiungete il bicarbonato all’acqua distillata tanto quanto basta per farne una soluzione satura. Lasciatela riposare per 20 min. Dopodiché versate tutto il liquido in un contenitore spray vuoto e pulito lasciando ciò che si è depositato sul fondo del bicchiere (non serve). Aggiungete  5-6 gocce di tea three oil (disinfettante) e i vostri aromi preferiti . Agitare sempre prima dell’uso perché gli oli essenziali non entrano in soluzione. Non fatelo in grandi quantità perché ha una durata di 15 giorni per mancanza di conservanti.
(Deodorante in polvere)Ingredienti:
  • Bicarbonato
  • Amido di qualsiasi tipo (di riso, maizena, frumina, si trovano tutti al supermercato)
  • olio essenziale per profumare (opzionale)
Procedimento: In un barattolino unire bicarbonato di sodio e amido in polvere, la quantità di bicarbonato deve essere maggiore di quella di amido, altrimenti non funziona. Se vogliamo possiamo profumarlo con qualche goccia di olio essenziale lavorandolo con pestello e mortaio (o schiacciandolo col cucchiaino) per qualche minuto in modo da amalgamare bene il profumo in tutta la polvere. Applicare con un piumino o in mancanza con le dita, senza strofinare.
Le prossime ricette sono state pescate in rete, non le ho provate personalmente ma presto lo farò
(Deodorante liquido) Ingredienti:
  • Bicarbonato
  • Acqua
  • Olio essenziale per profumare (opzionale)
Procedimento: Mettete l’acqua in un bicchiere, aggiungete del  bicarbonato mescolando finché non si scioglie più e lasciare riposare una mezz’oretta. Travasare solo la parte liquida in un contenitore spray vuoto e pulito(avremo ottenuto una soluzione satura di bicarbonato).Conservare in frigo.
(Deodorante liquido) Ingredienti:
  • 20 gocce di olio essenziale di limone
  • 20 gocce di olio essenziale di lavanda per donne o 20 gocce di olio essenziale di sandalo per uomini
  • 1 goccia di olio essenziale di Salvia sclarea
Procedimento: Mettete gli ingredienti in un contenitore spray. Agitare sempre prima dell’uso.
In alternativa possiamo usare anche l’allume di potassio,  un prodotto naturale e anallergico,  con un prezzo bassissimo di soli 6 euro si tira avanti per mesi.
Bisogna tener conto che questi sono deodoranti non antitraspiranti, quindi, se avete la sudorazione particolarmente abbondante, questi deodoranti casalinghi non la bloccheranno come invece fanno quelli commerciali, ma è sicuramente un bene per le ascelle che finalmente potranno respirare.