sabato 15 gennaio 2011

Tazzina piena di batteri

EspressoAl bar si beve caffè, nelle tazzine, o altri tipi di bevande, in diversi tipi di bicchieri; ma, insieme con la bevanda prescelta, si manda giù inconsapevolmente una quantità imprecisata di batteri, che possono procurare guai più o meno seri alla salute. Il risultato globale di una ricerca è che beviamo realmente in tazzine e in bicchieri sporchi, abitati da sgradevoli e pericolosi inquilini, come stafilococchi e colibatteri, streptococchi, salmonelle e via dicendo.
La causa principale dei batteri presenti nei bicchieri e tazzine dei bar - è stato spiegato dai ricercatori - risiede nelle macchine lavatazzine, largamente diffuse negli anni novanta, ma ancora utilizzate da molti esercizi che non le hanno sostituite con dispositivi moderni. Nella quasi totalità funzionano con il sistema detto «a riciclo». Esso consiste, in sostanza, in una vasca della capacità media di quindici litri, munita di una pompa che invia agli ugelli di uscita acqua mescolata a detergente, a una temperatura di circa 55 gradi. Questo almeno nella prima fase di lavaggio, per il quale è previsto un tempo di circa 100 secondi. Nelle fasi successive alla prima, la miscela liquida usata per il lavaggio comprende non soltanto il detergente, ma anche una certa dose di sporco (cioè di batteri) dal momento che l'acqua viene cambiata soltanto «alcune» volte al giorno, comunque a discrezione del barista.
Altro tipo di guaio si aggiunge nella seconda fase, riservata al risciacquo. L'operazione viene eseguita, in media, con un paio di litri d'acqua pulita e calda, estratta da un «boiler» di capacità variabile dai 3,5 ai 5,5 litri. Quest'acqua, per esercitare un valido effetto sterilizzante, dovrebbe avere una temperatura fra gli 80 e 190 gradi; in realtà, a causa dei continui prelievi dal «boiler», il termometro scende sui 50 gradi, insufficienti a sterminare la piccola popolazione di batteri che si è formata nel bicchiere o nella tazzina, con provenienza aerogena (attraverso l'aria e la cavità orale) e fecale (attraverso l'acqua, gli insetti e le mani dell'uomo).
Come se non bastasse, in certi bar, si usa ancora sciacquare con un po' di detersivo le tazzine e i bicchieri appena utilizzati dai clienti. In diverse occasioni mi è capitato di vedere il barista sciacquare con un po' di detersivo, in maniera molto superficiale, una tazzina di caffè appena usata da un cliente, che veniva riutilizzata (la medesima tazzina) dopo pochi minuti per servire un altro cliente. È scientificamente provato che molte patologie, anche gravi, si trasmettono con la saliva.
Una buona abitudine, per preservare la propria salute anche al bar, è quella di comandare il caffè in un bicchierino di plastica alimentare.
Autrice: Anna Ermanni

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