sabato 30 luglio 2011

Lezione di vita: Quanto vali davvero?







Paolo con la faccia triste e abbattuta, si ritrovò con la sua amica Carla in un bar per prendere un caffè. Depresso, scaricò su di lei tutte le sue preoccupazioni…e il lavoro…e i soldi..e i rapporti con la sua ragazza… e i suoi sogni! Tutto sembrava andar male nella sua vita.

Carla introdusse la mano nella borsa, prese una banconota da 50 Euro e gli disse: "Vuoi questo foglio?"

Paolo, un po' confuso, all'inizio le rispose: " Certo Carla…sono 50 Euro, chi non li vorrebbe?"

Allora Carla prese il foglio in una mano, lo strinse forte fino a farlo diventare una piccola pallina. Mostrando la pallina accartocciata a Paolo, gli chiese un'altra volta: "E adesso, lo vuoi ancora?"

"Carla, non so cosa intendi con questo, però continuano ad essere 50 Euro. Certo che lo prenderò anche così, se me lo dai."

Carla spiegò il biglietto, lo gettò al suolo e lo stropicciò ulteriormente con il piede, riprendendolo quindi sporco e segnato. " Continui a volerlo?"

"Ascolta Carla, continuo a non capire dove vuoi arrivare, rimane comunque un foglio da 50 Euro, e finchè non lo rompi, conserva il suo valore…"

"Paolo, devi sapere che anche se a volte qualcosa non esce come vuoi, anche se la vita ti piega o accartoccia, continui a essere tanto importante come lo sei stato sempre… Quello che devi chiederti è quanto vali in realtà, e non quanto puoi essere abbattuto in un particolare momento.  "

Paolo si paralizzò guardando Carla senza dire una parola, mentre l'impatto del messaggio entrava profondamente nella sua testa.

Carla mise il biglietto spiegazzato di fianco a lui, sul tavolo, e con un sorriso complice disse: "Prendilo, ritiralo perché ti ricordi di questo momento quando ti senti male…però mi devi una banconota nuova da 50 Euro per poterla usare con il prossimo amico che ne abbia bisogno."

Gli diede un bacio sulla guancia e si allontanò verso la porta.

Paolo la guardò uscire senza dire una parola. Aveva capito la lezione.

venerdì 29 luglio 2011

Una ricerca spagnola afferma: Nel bicchiere di latte tracce di 20 farmaci diversi


Nel bicchiere di latte tracce di 20 farmaci diversi


Ospiti indesiderati. 

Un bicchiere di latte contiene infatti diversi prodotti chimici, da farmaci ad ormoni, frutto dei trattamenti eseguiti sull'animale produttrice.
A fare luce, una ricerca dell'Università di Jaen (Spagna), diretta da Evaristo Ballesteros e pubblicata sul "Journal of Food Chemistry".

La squadra iberica ha raccolto campioni di 20 latte, provenienti da mucche allevate in Spagna e Marocco. I test di laboratorio hanno poi riscontrato nella bevanda tracce di analgesici (acido niflumico, mefenamico e chetoprofene) antinfiammatori e ormoni sessuali ed estrogeni.
Secondo Ballesteros e colleghi, tali sostanze sono conseguenze del processo a cui i bovini sono sottoposti: ad esempio gli ormoni sessuali sono impiegati per stimolare la produzione di latte.

Inoltre, in base ai dati raccolti, l'esperto ed i suoi colleghi ritengono che le quantità di prodotti chimici siano troppo piccole per danneggiare la salute, anche se il loro stato indica una presenza continua nella catena alimentare.
Conclude allora Ballesteros: "La nostra metodologia di test è altamente sensibile e fornirà un sistema molto più efficace per determinare la presenza di questo tipo di contaminanti nel latte e in altri prodotti. In un momento in cui il controllo della qualità del cibo è fondamentale". Secondo lo spagnolo, il sistema in questione offre risultati corretti in soli 30 minuti.


FONTE: Abdelmonaim Azzouz, Beatriz Jurado-Snchez, Badredine Souhail, and Evaristo Ballesteros, "Simultaneous Determination of 20 Pharmacologically Active Substances in Cow's Milk, Goat's Milk, and Human Breast Milk by Gas Chromatography-Mass Spectrometry", J. Agric. Food Chem., 2011, 59 (9), pp 5125-5132, DOI: 10.1021/jf200364w


lunedì 25 luglio 2011

Bambini ammalati dopo il vaccino per l'influenza suina


In alcuni Paesi europei i medici danno l’allarme: in Irlanda, Norvegia e Svezia cresce il numero di casi di narcolessia infantile. Sono decine i bambini che si sono ammalati; bambini che due anni fa, quando si temeva un’epidemia molto estesa, erano stati vaccinati contro l’influenza suina.

Quei bambini che si sono ammalati dopo il vaccino
di Iljà Klimov, Vesti.ru 15 luglio
In alcuni Paesi europei i medici danno l’allarme: in Irlanda, Norvegia e Svezia cresce il numero di casi di narcolessia infantile. Si tratta di una malattia del sistema nervoso, che si manifesta con attacchi improvvisi di sonno e sonnolenza. Sono decine i bambini che si sono ammalati; bambini che due anni fa, quando si temeva un’epidemia molto estesa, erano stati vaccinati contro l’influenza suina. Ma i potenziali effetti collaterali di quel vaccino, trovato in un batter d’occhio, non erano stati testati.
La vita di Sigrud Bergsud, 8 anni, è cambiata proprio nel momento in cui  gli hanno iniettato la dose di vaccino per la cosiddetta “influenza suina”. Da allora è vittima di attacchi improvvisi e incontrollabili di sonno, anche durante il giorno. Sigrud è solo uno dei 19 bambini norvegesi ai quali è stata diagnosticata una rara malattia del sistema nervoso, la narcolessia.
“Prima dormivo di sopra, adesso dormo qui, su questo lettino. Devo sempre avere vicino mamma e papà, nel caso venga assalito dagli incubi” racconta. Oltre agli incubi notturni, Sigrud soffre di allucinazioni e attacchi di catalessi, con perdita di tono muscolare, specialmente quando ride.
“A scuola ho difficoltà a seguire. Mi addormento così spesso che apposta per me hanno portato in classe una poltrona imbottita”, ci dice tutto triste.
I genitori di Sigrud oggi hanno la sensazione di essere stati tratti in inganno dai funzionari del ministero della salute.
“Raccomandavano fortemente il vaccino. I medici dicevano che era inoffensivo, senza effetti collaterali e che era stato testato con grande accuratezza. Per questo abbiamo dato il nostro consenso. Oggi posso dire di aver perso ogni fiducia in loro” ci spiega Monika Bergsud, la mamma del bambino.
Due anni fa tutto il mondo era nel panico. Era comparso un nuovo ceppo influenzale, che i giornali chiamarono “suina”, con un alto tasso di mortalità tra chi si ammalava. Si temeva, inoltre, che il contagio potesse estendersi a decine di milioni di persone.
I migliori specialisti si misero allora al lavoro per trovare un vaccino, che fu messo a punto a tempo di record. Di un’accurata sperimentazione non si parlò nemmeno. Tutti quelli che volevano vaccinarsi diventarono, di fatto, delle cavie“Ma quel vaccino era necessario. Ha salvato molte vite. Purtroppo, oggi sono stati riscontrati seri effetti collaterali. In quei primi mesi non si sapeva niente della narcolessia” spiega il medico Steinar Madsen.
Fu presto chiaro, però, che era stata fortemente esagerata la pericolosità del virus dell’influenza suina. E di lui restano solo le cattive conseguenze della vaccinazione.
La narcolessia si è manifestata non solo in alcuni bambini norvegesi ma anche in quelli di altri Paesi europei.
L’European Medicines Agency ha aperto un’inchiesta.

mercoledì 20 luglio 2011

La croce è un simbolo pagano. Va contro il vero cristianesimo!

La croce è da sempre considerata un simbolo della cristianità. Ma non è affatto così. La croce,in realtà, è in origine un simbolo pagano e simboleggia il sole nello scorrere delle stagioni ( e delle ere) sulla Terra. La croce è uno di quei simboli che si ritrovano in tutte le civiltà antiche,da quelle europee passando per quelle asiatiche,sino a quelle africane e dell'area nord-centro e sud americana. Ne abbiamo testimonianza su ceramiche,gioielli ed oggetti vari. L'archeologo tedesco Schliemann notò la presenza di croci sulle ceramiche e decorazioni di Troad (la regione di Troia) (ERE, ibid., p. 325). E’ alternata a dei raggi disposti a cerchio nel tempo in cui i due emblemi apparivano in giustapposizione .
Durante l’età del bronzo, specialmente tra i Galli, la croca appare in modo frequente sulle ceramiche, sui gioielli e sulle monete.La croce è ritrovata in Messico, Perù e soprattutto nell’America Centrale. In questi luoghi alludono ai quattro venti.Gli Indiani utilizzarono la croce equilatera alternata al disco di raggi.Le croci si trovavano ai bivi delle strade e quindi divennero un oggetto di venerazione.
Il simbolismo antico della croce era espresso nell’ideogramma Cinese della parola per terra, che è una croce equilatera all’interno di un quadrato.  Il quadrato e la croce sono simboli riconosciuti universalmente della terra, intendendo per terra tutto quello che è opposto alla trascendenza, e non quello che si riferisce al pianeta Terra.
Le prime croci che la storia archeologica ricorda risalgono all'antica Mesopotamia: in particolare la croce, era simbolo del pianeta-dio Nibiru nella cosmogonia sumera, poi del dio Tammuz (Dumuzi in sumero) degli abitanti di Tiro , rappresentante fondamentalmente l'organo genitale maschile. (Tammuz non era altro che il dio della Fertilità).
Non c’è dubbio che l’utilizzo della croce, associata con i simboli della resurrezione e della nuova vita, sono completamente mescolati con la teologia degli antichi.Sembrerà solo una curiosità, ma anche la svastica è un simbolo solare orientale; e lo era ben prima che i nazisti se ne appropriassero con furbizia.Ne troviamo traccia,frequentemente, nel Buddismo, in Cina ed in Giappone, soprattutto sui piedistalli delle statue di Budda e Bodhisattva del buddismo Mahayana.
E' evidente,quindi,che la croce fosse un simbolo molto caro alle popolazioni pagane,per le quali era estremamente importante il culto del sole. Il Gesù del cattolicesimo,come ho più volte ribadito,è legato a doppio filo con il culto pagano del Dio sole. Ed è un Gesù ben diverso da quello rappresentato dalla Bibbia. Lo stesso vale per la croce. Non era un simbolo cristiano e come altri culti,come quello della madre e del figlio o il culto della vergine, non trova traccia nel cristianesimo primitivo. Semplicemente perchèl'adorazione della croce,insieme a quella delle immagini e delle reliquie, fu adottata ufficialmente nel 788 per ordine dell'imperatrice Irene di Costantinopoli, che prima fece cavare gli occhi al proprio figlio Costantino VI, eppoi convocò un concilio della Chiesa per richiesta di Adriano I, vescovo di Roma in quel tempo. Nella Bibbia tale pratica è chiamata idolatria ed è severamente condannata. (Leggi: Esodo 20: 4-6; Deuteronomio 27:15; Salmo 115; Germania 10:1-5).A ciò si aggiunge il fatto che le Chiese che osservavano il Sabbath sono state tradizionalmente iconoclaste ed hanno generalmente detestato l’utilizzo del simbolo della croce in quanto pagano. Alcuni Cristiani che osservavano il Sabbath sono stati martirizzati per la loro opposizione all’utilizzo delle croci nel simbolismo Cristiano.

La Croce nella Cristianità

La croce fu introdotta nel sistema Cristiano dai culti del Mistero, insieme ad altre forme di adorazione che gradualmente entrarono nel Cristianesimo e che non facevano parte della chiesa antica. Queste forme come l’adorazione della Domenica e le feste della Pasqua e del Natale, hanno un'unica origine: il culto del sole.
La croce non deriva,affatto,dalla Cristianità ma fu usata per eliminare lo scontento nella popolazione pagana,troppo legata al suo culto millenario. Il cristianesimo cattolico,quindi,se ne impadronì in modo subdolo,alla scopo di attirare consensi.

Croce o Palo?

Uno delle questioni più interessanti riguarda la crocifissione e risponde alla seguente domanda: "Cristo morì in croce o legato a un palo?". Oggi possiamo dire ,quasi con certezza, che Gesù fu crocisso a un palo e lo possiamo fare sulla base di analisi storiche,archeologiche e linguistiche.
Ai tempi di Gesù,i Romani erano soliti applicare quest'antica forma di punizione,usando un palo.Ne troviamo testimonianze tra i vari autori latini del tempo,ad esempio.L'equivoco nasce,in primis,dalla traduzione del termine greco stauros,che fu tradotto con croce. Come si può verificare in ogni dizionario greco, stauros nel greco classico significa effettivamente "palo", ma ai tempi di Gesù (5 secoli dopo) aveva assunto anche il significato di croce. Significava anche croce,ma non era certo il suo significato primario. Poi vi sono le testimonianze archeologiche che provano come a quei tempi la crocefissione fosse fatta con l'utilizzo di un palo. Di certo, il fatto che la croce fosse un simbolo pagano, non può essere una prova a suffraggio della nostra tesi.Il perchè è abbastanza semplice: anche il palo è un simbolo pagano,per la precisione è un simbolo fallico. Ma la questione non avrebbe molta importanza,se non fosse che la Chiesa ne ha adottato il culto.

Il Segno della Croce
Tra tutte le invenzioni umane praticate dalla Chiesa Romana e contrarie al Vangelo, le più antiche sono la preghiera per i morti e il segno della Croce. Ambedue furono inventate verso l'anno 310 e furono ufficialmente adottate intorno al 500 dopo Cristo.

Osservazioni finali

L’attribuire la croce e Cristo ad un immagine oggetto di preghiera è una violazione del secondo comandamento.

Il concetto della dottrina, attribuisce il massimo peccato a Cristo per essersi eguagliato a Dio, mentre la Bibbia sosteneva che non lo era (Gv. 14:28, Fil. 2:6). Simili concetti non erano utilizzati nei primi due secoli della Chiesa ed erano infatti visti come idolatria. Molte persone furono martirizzate per essersi rifiutate di accettare le croci come simboli della loro fede.

Bibliografia





NB:Il tema della crocifissione di Gesù ancora oggi divide gli storici.Come abbiamo visto molte argomentazioni   portano oggi ,parte degli studiosi, a sostenere la tesi che Gesù sia stato crocifisso a un palo.Vi segnalo questo sito molto interessante che argomenta la tesi contraria:

http://www.infotdgeova.it/dottrine/croce1.php

lunedì 18 luglio 2011

LA TACHIPIRINA CHE FA DANNI: IL PARACETAMOLO E I RISCHI DI AUTISMO

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Su questo sito è uscita la notizia che svela un altro effetto indesiderato del paracetamolo (principio attivo della famosa Tachipirina o dell’Efferalgan):


Farmaci con paracetamolo: rischio asma e allergie per i bambini. La scoperta principale - ha spiegato Julian Crane, lo scienziato che ha coordinato lo studio - è che i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto 15 mesi (il 90 per cento) hanno il triplo di probabilità in più di diventare sensibili agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare i sintomi come l'asma a sei anni rispetto ai bambini che non hanno utilizzato il paracetamolo”.

COMMENTO DEL DR. ROBERTO GAVA: In realtà, la notizia è tutt’altro che nuova e non solo per il recentissimo studio del The New Zealand Asthma and Allergy Cohort Study Group pubblicato da Wickens e Colleghi lo scorso settembre 2010 nella rivista Clinical & Experimental Allergy e neppure per lo studio del prof. Beasley e Colleghi del Medical Research Institute (sempre Nuova Zelanda) pubblicato nel settembre 2008 dalla prestigiosa rivista The Lancet. Infatti, gli effetti tossici del paracetamolo (che comunque non è un antinfiammatorio, ma solo un antipiretico-analgesico) sono ampiamente noti da decenni.

In un libro di farmacologia (“L’Annuario dei Farmaci”) che ho pubblicato quasi 20 anni fa con la Casa Editrice Piccin Nuova Libraria (un libro di più di 2000 pagine che raccoglie gli effetti farmacologici di tutti i principi attivi in commercio nel nostro Paese), scrivevo:
“Alle dosi terapeutiche, i più comuni effetti del paracetamolo sono: alterazioni ematologiche, vertigini, sonnolenza, difficoltà di accomodazione, secchezza orale, nausea, vomito, … fenomeni allergici (glossite, orticaria, prurito, arrossamento cutaneo, porpora trombocitopenica, broncospasmo) … Il paracetamolo possiede anche un’elevata tossicità acuta dose-dipendente. 

I danni sono principalmente epatici … con ittero ed emorragie, ma si può avere anche la progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte. … Ci possono essere pure insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, agranulocitosi, anemia emolitica, pancitopenia, …”. Quello che è più importante, però, è un altro punto. Poco più avanti, in quello stesso libro ho infatti scritto:

“L’effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo (l’N-acetil-p-benzochinone) che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatotocitarie di glutatione si sono esaurite, il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario (circa 10 ore dopo l’assunzione del farmaco) e svolge la sua azione epatotossica”.

a terapia consta della somministrazione (entro le 10 ore) di acetilcisteina endovena, metionina per bocca o, meglio, glutatione per via parenterale (im o ev).


Qual è il problema? Il problema è che il paracetamolo è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più importante antiossidante: IL GLUTATIONE! E per di più, quando il glutatione scarseggia, il paracetamolo svolge la sua potente azione epatossica … ma non solo questa.

Ebbene, pensate che:
- Il paracetamolo viene consigliato anche ai bambini piccoli e ai neonati, pur sapendo che i bambini (e i neonati in particolare) sono poveri di sostanze antiossidanti (come il glutatione).

- Sappiamo che la cisteina (aminoacido essenziale per permettere la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata per azione dell’enzima metionina-sintetasi e sappiamo che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l’attivazione di questo enzima con la conseguenza che è più facile che si alteri lo sviluppo cerebrale e si incrementi l’incidenza di autismo e del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), due patologie che oggi stanno diventando molto comuni.

- È dimostrato che i bambini autistici hanno il 20% di livelli più bassi di cisteina e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo compromette la loro capacità di detossificarsi e di espellere i metalli come il mercurio (sia alimentare che quello somministrato con i vaccini pediatrici). Questi bambini non dovrebbero mai assumere il paracetamolo, almeno nei primi anni di vita … ma chi sa individuare questi bambini senza eseguire esami adeguati?

- Sappiamo che il mercurio vaccinale non viene facilmente escreto dai bambini sotto i sei mesi di vita (perché viene escreto per via biliare e il fegato del neonato è ancora immaturo).

- È dimostrato che il mercurio entra molto facilmente (e si accumula) nei tessuti cerebrali del bambino, dato che la barriera ematoencefalica è più recettiva. Inoltre, i composti mercuriali alterano, e a dosi elevate bloccano, la mitosi cellulare (danno molto grave specie per il cervello e in età pediatrica, quando il cervello dovrebbe avere un grande sviluppo).

- Se uno si aggiorna, sa che studi 
scientifici pubblicati nel 2008 e nel 2009 hanno dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo.

Eppure, il paracetamolo viene consigliato tutt’oggi dai Servizi di Igiene Pubblica subito dopo ogni vaccinazione dei neonati, addirittura prima che possano sviluppare la febbre o qualche malessere … 

Forse si vogliono tranquillizzare le madri che così si accorgono meno dei danni da vaccini, perché questo farmaco blocca molte reazioni iniziali? Ma agendo in questo modo si impoverisce l’organismo di glutatione e si facilitano ancor di più i danni da vaccini nei soggetti che, a nostra insaputa, ne sono particolarmente predisposti!


Cosa si deve allora fare?


1) IL PRIMO CONSIGLIO è quello di non somministrare paracetamolo (almeno abitualmente o come prima scelta) a bambini piccoli, specie se nati immaturi, se hanno assunto farmaci in modo prolungato e se sono stati vaccinati da meno di un mese (ho seguito personalmente il caso di un bambino di pochi mesi, morto nel sonno 26 giorni dopo la vaccinazione, che aveva assunto Tachipirina per una febbre improvvisa solo 3 ore prima del decesso).

2) IL SECONDO CONSIGLIO è di non vaccinare bambini sotto i 2 anni di età e in ogni caso di non accettare più di uno (massimo due) vaccini per volta. QUI scontato un testo del dr Gava utile per i genitori sul tema delle vaccinazioni

3) IL TERZO CONSIGLIO è che, se proprio si vogliono fare le vaccinazioni pediatriche del primo anno di vita (perché non si è stati capaci di gestire la paura che la propaganda pro-vaccini inculca tanto magistralmente quanto falsamente), si eseguano al bambino, prima della vaccinazione, degli esami ematochimici per capire quant’è la sua capacità antiossidante, quanto è maturo il suo sistema immunitario e quanto funziona la capacità disintossicante del suo fegato.

4) IL QUARTO CONSIGLIO è di cercare un Medico aperto a queste “nuove” conoscenze, dotato di molta Sapienza e Buon Senso, meglio ancora se pratico di Medicina Naturale e di Omeopatia in particolare, che sappia aiutare i genitori ad aumentare le difese aspecifiche di loro figlio e che sappia eventualmente gestire le patologie dei primi anni di vita prima di tutto con trattamenti naturali, tra i quali l’Omeopatia è sicuramente la regina, e poi, se proprio serve, con dosi ben ponderate e personalizzate di farmaci chimici.

5) COME QUINTO CONSIGLIO raccomando ai genitori di approfondire le loro conoscenze di Igiene di Vita e in particolare di Igiene Alimentare: non potete immaginare quante patologie e quanti problemi infantili e adolescenziali si risolverebbero se i nostri bambini mangiassero e vivessero meglio!


Conclusione:

Se l’Industria Farmaceutica guadagna sempre di più è anche a causa della nostra ignoranza. Le conoscenze le abbiamo, ma non possiamo più attendere che siano lo Stato o la Medicina Ufficiale a comunicarcele: oggi ognuno deve darsi da fare e cercare di proteggere la salute propria e quella dei suoi cari.

Spesso, nelle relazioni che tengo a qualche convegno sono solito proiettare alla fine questa frase:“La salute è un prezioso patrimonio, nostro e dei nostri figli: non possiamo metterla nelle mani dell’Industria Farmaceutica o degli attuali Enti Governativi … molto probabilmente, chi lo farà la perderà!”.

DR. ROBERTO GAVA

P.S.: A proposito di Igiene Alimentare, mi permetto di raccomandare la lettura di due miei libri su questo essenziale argomento:

- Gava R. L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. III - Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte B: Nozioni generali di dietetica, Elementi nutritivi, Lavorazione degli alimenti, Tossicologia alimentare.

- Gava R. L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. IV - Terapie ad azione sul corpo: Igiene di Vita Parte C: Caratteristiche nutrizionali degli alimenti, Consigli pratici.

Ricordo che senza il piccolo sacrificio di leggere ogni tanto anche qualcosa di “corposo”, non si acquisiscono informazioni importanti, ma solo notizie che sembrano utili ma che col tempo si sveleranno solo infruttuose sciocchezze.

Dottor Roberto Gava, medico specializzato in cardiologia, farmacologia clinica e tossicologia medica. Omeopata unicista, autore di saggi scientifici come:

"Verso una nuova medicina",
"Vaccinare contro il tetano?"
"Vaccinare contro il papillomavirus?",
"Le vaccinazioni pediatriche",
"La sindrome influenzale in bambini e adulti",
"Alimentarsi meglio per vivere meglio",
"Approccio metodologico all'Omeopatia".

Autore: Roberto Gava / Tratto da www.informasalus.it tramite http://saluteolistica.blogspot.com


image Polpa del frutto di Baobab

Proprietà antinfiammatorie, analgesiche ed antipiretiche,antiossidanti, Antidiarroiche - Antistipsi - Flora intestinale



Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/

martedì 12 luglio 2011

5 componenti chimici da tenere fuori dal bagno di casa


di Lisa Vagnozzi
Tra creme, shampoo, bagnoschiuma, cosmetici e prodotti di bellezza vari, il bagno di casa è un vero ricettacolo di sostanze chimiche. Una ricerca commissionata qualche tempo fa dalla Bionsen rivelava ad esempio che le donne utilizzano quotidianamente per la cura del proprio corpo circa 515 agenti chimici. Molti dei quali si rivelano dannosi per la nostra salute o sono oggetto di… controversie e dibattiti tra studiosi.
Dopo la lista dei 10 prodotti cancerogeni da eliminare dalle nostre case, ecco 5 componenti sintetiche piuttosto discusse e che sarebbe preferibile tenere fuori dall’armadietto del bagno, magari ricordando sempre, prima dell’acquisto e dell’uso, di leggere la composizione dei prodotti riportata sulle etichette:
1. Parabeni
I parabeni sono conservanti e antimicrobici sintetici utilizzati sia nell’industria cosmetica che in quelle farmaceutica e alimentare. Sono particolarmente presenti nei prodotti che contengono acqua – creme per il viso, shampoo, dentifrici, creme abbronzanti e deodoranti – e vengono utilizzati ampiamente, in quanto ritenuti innocui e ben tollerati dalla pelle.
Tuttavia, uno studio condotto dall’Università di Reading nel 2004 ha fatto sorgere un’ipotesi inquietante, avanzando il sospetto che i parabeni contenuti nei deodoranti possano contribuire allo sviluppo di tumori al seno. I risultati dello studio hanno infatti evidenziato che nei 20 campioni prelevati da donne con tumore al seno esaminati, 18 evidenziavano tracce elevate di parabeni. La ricerca ipotizza che il potere cancerogeno dei parabeni sia da attribuire alla lorocapacità di comportarsi come gli estrogeni, gli ormoni prodotti naturalmente dall’organismo femminile negli anni che vanno dalla pubertà alla menopausa e che, se assunti in grande quantità, possono facilitare la proliferazione delle cellule tumorali. Per quanto il nesso tra parabeni e tumore sia per ora solo ipotizzato e non trovi i ricercatori concordi, molte aziende hanno iniziato a pubblicizzare e commercializzare prodotti che non li contengono.
2. Ftalati
Gli ftalati sono composti chimici di uso industriale, impiegati come agenti plastificanti e come solventi e utilizzati anche nella produzione di vernici e smalti per le unghie. A partire dal 2003 alcuni studi hanno denunciato una correlazione tra ftalati e una serie di disturbi nello sviluppo dei genitali e nella maturazione dei testicoli nei maschi. È quindi consigliabile fare attenzione ed evitare il contatto con questo tipo di sostanze, soprattutto se si è in dolce attesa.
3. Laurilsolfato di sodio
Il laurilsolfato di sodio è un detergente dall’effetto schiumogeno, usato sia in lavorazioni industriali che per la produzione di saponi, shampoo ebagnoschiuma. Può causare irritazioni alla pelle, determinando afte e dermatiti. Non è invece chiaro se si tratti di una sostanza cancerogena: l’American Cancer Society sostiene che la sostanza diventi pericolosa solo ad alte concentrazioni, superiori a quelle comunemente utilizzate nei cosmetici.
4. Dietanolammina (DEA) e Trietanolammina (TEA)
Dietanolammina e trietanolammina sono composti organici utilizzati nella produzione di shampoo e schiume per dare ai composti un aspetto più cremoso. La trietanolammina è impiegata anche come riequilibratore del Ph. Si tratta di sostanze accusate di determinare reazioni allergiche e secchezza della pelle e del cuoio capelluto. Inoltre, come le altre ammine, dietanolammina e trietanolammina possono produrre nitrosammine, composti organici cancerogeni. Tuttavia, dato che DEA e TEA sono presenti nei cosmetici in percentuali minime, le probabilità che originino nitrosammine sono considerate molto scarse (per quanto non nulle).
5. Urea di Diazolidinyl e urea di Imidazolidinyl
L’urea di Diazolidinyl e l’urea di Imidazolidinyl sono conservanti sintetici comunemente impiegati nell’industria cosmetica in creme per la pelle, creme solari, shampoo e balsami. Rilasciano formaldeide, un battericida inserito sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze cancerogene stilato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, e possono causare dermatiti e reazioni allergiche.
Nel dubbio riguardo alla reale pericolosità di tali componenti chimiche, l’unico consiglio che si può dare ai consumatori è di fare sempre attenzione alle etichette, cercando di scegliere il più possibile prodotti naturali e biologici, e magari di cimentarsi, quando possibile, nei cosiddetti rimedi della nonna e nel fai-da-te.

domenica 10 luglio 2011

La tiara e la mitra papale sono di origine babilonese

La tiara veniva portata  dal dio-pesce babilonese
 La tiara, ovvero il copricapo portato dal papa, può essere identificato per la sua forma con quello che veniva portato nell’antichità e appariva sulle tavole degli assiri raffiguranti “dei” o “angeli”. Essa non è, quindi, di origine cristiana, bensì pagana.


babylonischer Fischgott
Il dio-pesce babilonese
con la tiara originaria

Papst mit Tiara
Papa Innocenzo III
con la tiara papale




Anche la mitra è di origine pagana
La si trova come copricapo di Dagon (un dio-pesce babilonese), per esempio su una scultura trovata in Mesopotamia. Originariamente la mitra era il simbolo della testa di un pesce. Il cristianesimo originario dei primi tempi fu di breve durata. Già nel secondo e nel terzo secolo dopo Cristo, l’insegnamento originario del Nazareno venne messo da parte dai vescovi, che lo sostituirono con un sistema di potere dall’impronta pagana. Il modello poteva così essere ripreso da culti pagani romani, greci, egiziani e babilonesi.

Il dio-pesce Dagon con la mitra originaria a forma di testa di pesce

Papa Paolo VI
porta la sua mitra