martedì 12 luglio 2011

5 componenti chimici da tenere fuori dal bagno di casa


di Lisa Vagnozzi
Tra creme, shampoo, bagnoschiuma, cosmetici e prodotti di bellezza vari, il bagno di casa è un vero ricettacolo di sostanze chimiche. Una ricerca commissionata qualche tempo fa dalla Bionsen rivelava ad esempio che le donne utilizzano quotidianamente per la cura del proprio corpo circa 515 agenti chimici. Molti dei quali si rivelano dannosi per la nostra salute o sono oggetto di… controversie e dibattiti tra studiosi.
Dopo la lista dei 10 prodotti cancerogeni da eliminare dalle nostre case, ecco 5 componenti sintetiche piuttosto discusse e che sarebbe preferibile tenere fuori dall’armadietto del bagno, magari ricordando sempre, prima dell’acquisto e dell’uso, di leggere la composizione dei prodotti riportata sulle etichette:
1. Parabeni
I parabeni sono conservanti e antimicrobici sintetici utilizzati sia nell’industria cosmetica che in quelle farmaceutica e alimentare. Sono particolarmente presenti nei prodotti che contengono acqua – creme per il viso, shampoo, dentifrici, creme abbronzanti e deodoranti – e vengono utilizzati ampiamente, in quanto ritenuti innocui e ben tollerati dalla pelle.
Tuttavia, uno studio condotto dall’Università di Reading nel 2004 ha fatto sorgere un’ipotesi inquietante, avanzando il sospetto che i parabeni contenuti nei deodoranti possano contribuire allo sviluppo di tumori al seno. I risultati dello studio hanno infatti evidenziato che nei 20 campioni prelevati da donne con tumore al seno esaminati, 18 evidenziavano tracce elevate di parabeni. La ricerca ipotizza che il potere cancerogeno dei parabeni sia da attribuire alla lorocapacità di comportarsi come gli estrogeni, gli ormoni prodotti naturalmente dall’organismo femminile negli anni che vanno dalla pubertà alla menopausa e che, se assunti in grande quantità, possono facilitare la proliferazione delle cellule tumorali. Per quanto il nesso tra parabeni e tumore sia per ora solo ipotizzato e non trovi i ricercatori concordi, molte aziende hanno iniziato a pubblicizzare e commercializzare prodotti che non li contengono.
2. Ftalati
Gli ftalati sono composti chimici di uso industriale, impiegati come agenti plastificanti e come solventi e utilizzati anche nella produzione di vernici e smalti per le unghie. A partire dal 2003 alcuni studi hanno denunciato una correlazione tra ftalati e una serie di disturbi nello sviluppo dei genitali e nella maturazione dei testicoli nei maschi. È quindi consigliabile fare attenzione ed evitare il contatto con questo tipo di sostanze, soprattutto se si è in dolce attesa.
3. Laurilsolfato di sodio
Il laurilsolfato di sodio è un detergente dall’effetto schiumogeno, usato sia in lavorazioni industriali che per la produzione di saponi, shampoo ebagnoschiuma. Può causare irritazioni alla pelle, determinando afte e dermatiti. Non è invece chiaro se si tratti di una sostanza cancerogena: l’American Cancer Society sostiene che la sostanza diventi pericolosa solo ad alte concentrazioni, superiori a quelle comunemente utilizzate nei cosmetici.
4. Dietanolammina (DEA) e Trietanolammina (TEA)
Dietanolammina e trietanolammina sono composti organici utilizzati nella produzione di shampoo e schiume per dare ai composti un aspetto più cremoso. La trietanolammina è impiegata anche come riequilibratore del Ph. Si tratta di sostanze accusate di determinare reazioni allergiche e secchezza della pelle e del cuoio capelluto. Inoltre, come le altre ammine, dietanolammina e trietanolammina possono produrre nitrosammine, composti organici cancerogeni. Tuttavia, dato che DEA e TEA sono presenti nei cosmetici in percentuali minime, le probabilità che originino nitrosammine sono considerate molto scarse (per quanto non nulle).
5. Urea di Diazolidinyl e urea di Imidazolidinyl
L’urea di Diazolidinyl e l’urea di Imidazolidinyl sono conservanti sintetici comunemente impiegati nell’industria cosmetica in creme per la pelle, creme solari, shampoo e balsami. Rilasciano formaldeide, un battericida inserito sin dal 2004 nell’elenco delle sostanze cancerogene stilato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, e possono causare dermatiti e reazioni allergiche.
Nel dubbio riguardo alla reale pericolosità di tali componenti chimiche, l’unico consiglio che si può dare ai consumatori è di fare sempre attenzione alle etichette, cercando di scegliere il più possibile prodotti naturali e biologici, e magari di cimentarsi, quando possibile, nei cosiddetti rimedi della nonna e nel fai-da-te.

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