lunedì 31 ottobre 2011

Halloween festa satanica. Non festeggiatela!!!!


Non tutto ciò che brilla è oro…
L’halloween è una festa di carattere religioso e mistico, ma non cristiano, la cui origine risale ai popoli celtici.
In esso si spera che il misterioso, diabolico e occulto conviva con gli umani. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe.
Il "World Book Enciclopedia" afferma che è l’inizio di tutto ciò che è "cold, dark and dead": freddo, nero e morte.

Origine pagana di Halloween



Vi siete chiesti perché in questa festa, ogni cosa e oggetto fa enfasi in relazione con la morte e l’occultismo?
L’aver scelto la data del 31 ottobre, non è pura coincidenza. 300 anni prima di Gesù Cristo, una comunità segreta di preti teneva sotto il loro impero il mondo celtico " iI Druidi".
Questa era la data di una di quelle quattro grandi riunioni, i quattro giorni di "mezzo trimestre" del calendario celtico.
Il primo di essi, il 2 febbraio conosciuto nei paesi anglosassoni come "Giorno della Marmotta", festeggiava a Brigit, dea pagana della guarigione.
La seconda festa in maggio, chiamata Beltane, era per le streghe il tempo della semina. In questo giorno i Druidi realizzavano riti magici per stimolare la crescita delle coltivazioni.
La terza era una festa delle raccolte, in agosto, in onore del dio sole e commemorava a Lugh, il risplendente.
Questi primi tre giorni di mezzo trimestre segnavano il passaggio delle stagioni, il tempo della semina e il tempo della raccolta, così il momento della morte e rinascita della terra.
L’ultima di queste, Samhain, segnalava la venuta dell’inverno. In questa occasione gli antichi Druidi dicevano che era un’occasione neutrale e intermedia, un tempo sacro di superstizione e di congiura di spiriti.
I Celtici consideravano il 1° novembre giorno della morte, loro credevano che Muck Olla, loro dio del sole stava perdendo forze e Samhain, dio della morte lo stava dominando.
Inoltre dicevano che il 31 ottobre era la notte in cui Samhain ritornava con gli spiriti dei morti. Doveva placarli o "fargli un regalo", visto che altrimenti avrebbero fatto ogni sorta di diavolerie ai viventi.
Sopra le colline si accendevano grandi falò per scacciare gli spiriti cattivi e placare alle potestà soprannaturali che reggevano i processi della natura.
I Celtici credevano che il Samhain permetteva alle anime dei morti che ritornassero alle loro case in questa notte e pensavano che i demoni , fantasmi e gatti neri giravano da tutte le parti.
Questi celebravano in onore delle loro divinità pagane Samhain una festa della morte ogni 31 ottobre, giorno di Halloween.
La parola druida proviene dal greco "cuadrus", che significa "rovere". L’enfasi dei falò si deve a quello che i Druidi hanno la credenza che il bruciare un vecchio rovere, questo si reincarnerà in un sacerdote druida; nel rovere crescevano le piante chiamate "vischio" (che si utilizzavano per cerimonie segrete). Essi credevano che erano tutt’uno con la natura e praticavano la meditazione trascendentale.

L'Enciclopedia American Peoples dice: "Il 31 ottobre, la notte prima del festival di Sambain. Questo giorno era considerato il tempo dell’anno nella quale gli spiriti buoni come i cattivi gravano la terra. Era una notte di fantasmi e di folletti nella quale si facevano falò e s’indovinava il futuro e le streghe volavano per il cielo. I Druidi credevano che il 31 ottobre, l’ultimo giorno dell’anno dell’antico calendario celtico, il signore della morte riuniva alle anime dei morti che erano state obbligate ad entrare nei corpi degli animali e decidevano quale forma dovevano prendere il seguente anno"

L’Enciclopedia Cattolica dice: "La notte del 31 ottobre è la vigilia della Festa di tutti i santi.
Halloween deriva il suo nome da un termine antico inglese, All Hallows’ Eve (La notte di tutti i santi), anche se le sue tradizioni derivano dall’adorazione pagana.
Una fonte importante dei costumi di Halloween fu la religione dei druidi di Gallia e Bretagna prima del cristianesimo.
I britannici antichi onoravano al loro dio sole con falò in quest’epoca dell’anno, in tributo alla luce che portava la sua raccolta e che segnava l’inizio dell’inverno.
Salutavano anche a Sambain, "il signore della morte", che, si credeva, mantenesse insieme le anime dei morti dell’anno che erano state confinate nei corpi di animali in castigo per i loro peccati
I folletti, le streghe, e gli spiriti cattivi sono un’altra contribuzione dei druidi. Si credeva che la notte del 31 ottobre queste creature attorniavano la terra in forma selvaggia illuminando il ritorno del loro periodo di inverno e oscurità. Questi tormentavano ai poveri mortali, che, a loro volta, gli pagavano come prezzo con dei cibi e ghiottonerie per procurarsi la sicurezza delle loro casa e persone. Insieme con la loro apparizione, si presentavano rumori strani e trucchi (tricks)…
È facile vedere in queste credenze e pratiche la fonte dei nostri costumi di Halloween: le figure mascherate, il "trick o treat" (dammi un regalo, o ti faccio una maledizione), i falò, e finanche le teste con la luce, che sembra essere una combinazione di spiriti cattivi e fuoco.
Dunque, la festa Cattolica di Tutti i Santi fu una sostituzione di questa celebrazione.

Trick - o - Treat (dolcetto o scherzetto)


               
Nel 1717 si riunirono tutti i druidi d’Europa per inaugurare di nuovo il druidismo. Tra loro c’erano i cosiddetti "covens", che erano 12 streghe e un sacerdote. I quali adoravano a Baal (re dei demoni di questi).
Proseguendo la celebrazione, alcune persone si vestivano con maschere di pelle e teste di animali sacrificati. Inoltre si credeva che loro ottenevano i sacrifici dalle stesse popolazioni del luogo.
Andavano casa per casa chiedendo un bambino o una vergine per bruciarlo nel grande falò, i sacerdoti lasciavano una frutta con una candela del loro interno per prevenire che i demoni entrassero e uccidessero a chi abitava in
quel luogo, e questo lo si considerava un accordo. Se la famiglia lo negava il sacrificio, allora i sacerdoti segnavano la porta della casa proferivano delle maledizioni di morte su quella casa e quella notte satana aveva entrata libera per distruggerli, (maledizione che qualcuno della famiglia sarebbe morto in quell’anno).
Da qui è nato il trick o treat: maledizione oppure regalo, e per essere un po’ più chiari: un’offerta oppure maledizione.

Jack O Lantern



Per illuminare il loro cammino, questi preti (i druidi) portavano delle rape svuotate e tagliate in forma di viso nel quale bruciava una candela prodotta con il grasso umano dei sacrifici precedenti.Queste rape rappresentavano lo spirito che rendeva efficace le loro maledizioni. Questo spirito lo chiamavano "spirito familiare".
Al 18° e 19° secolo, quando questa usanza è arrivata negli Stati Uniti, al posto delle rape utilizzavano delle zucche. Il nome dato allo spirito che abitava nella zucca era "Jock", oggi conosciuto sotto il nome di "Jack" che abita nelle lanterne, da qui "jack-o-lantern".




Halloween

La parola "halloween" arriva da "All Hallow’s Eve", traduzione: vigilia d’Ognissanti. 
Quello che realmente questa parola significa è "sia satana riverito o innalzato". Il 31 ottobre per i chiaroveggenti e i visionari è il momento più occupato dell’anno.
Ai nostri giorni, sappiamo che i satanisti praticano dei sacrifici umani durante questa notte, negli Stati Uniti, in Australia e in Francia. Ogni anno si incrementa il satanismo dentro questa celebrazione. In Inghilterra si realizzano sacrifici in onore al dio della morte, eleggono la regina delle streghe nella chiesa dellamagia nera. L’eletta ottiene la fama, la fortuna e poteri psichici per fare malvagità.

Lo stesso Antón Lavey, autore della "Bibbia satanica" e alto sacerdote della chiesa di satana dice che ci sono tre giorni sommamente importanti per ogni satanista: i loro compleanni,il 30 aprile e il giorno più importante di tutti: HALLOWEEN. La chiesa satanica assume come sua questa festa.

Una strana coppia: “Halloween” e Ognissanti


Per secoli i romani pregarono per i loro morti nel Pantheon, un tempio dedicato alla dea Cibele e ad altre divinità romane. Poi verso l’anno 610 l’imperatore Foca offrì il tempio in dono a papa Bonifacio IV, che lo consacrò a Maria e ai martiri della Chiesa il 13 maggio, la data in cui la Chiesa celebrava una festa in onore dei suoi martiri. Dopo di che i romani potevano andare nello stesso tempio a pregare per i loro morti, solo nel nome di Maria e dei martiri invece che di Cibele e delle altre divinità. Per circa 200 anni l’anniversario della consacrazione divenne la principale festa celebrata nel Pantheon “cristianizzato”, e molti esperti in materia pensano che essa sia all’origine della festa di Ognissanti.

Come avvenne il connubio

Il necessario punto di incontro fu la conquista romana dei celti, che in seguito divennero “cristiani”. Essi però continuarono a osservare molte loro usanze, inclusa la festa dei morti il 31 ottobre. Così nell’837 papa Gregorio IV, seguendo l’usanza della Chiesa di assorbire e “cristianizzare” le usanze dei convertiti anziché abolirle, ordinò che il 1° novembre fosse osservato in tutta la Chiesa come giorno di tutti i “santi”. Pertanto, con un solo gesto di diplomazia ecclesiastica, avvenne il connubio fra una festa interamente pagana con tutte le sue usanze e la secolare adorazione pagana dei morti praticata dalla Chiesa. E da allora, la strana coppia, Halloween e Ognissanti, è rimasta inseparabilmente unita.
Oggi, quando vanno di casa in casa minacciando scherzetti maligni se non ricevono dei dolcetti, i ragazzini travestiti da fantasmi o da streghe perpetuano inconsapevolmente dei riti della festa di Samhain.


E direi... anche NO alla festa di ognissanti del giorno dopo!

Vaccino antinfluenzale: 300.000 dosi ritirate dal mercato per gli effetti collaterali



300.000 DOSI DI VACCINO ANTINFLUENZALE
stanno per essere ritirate dal commercio nelle farmacie e negli ambulatori di mezza Europa. L’allarme arriva dalla MHRA, l’agenzia per la regolamentazione dei medicinali e prodotti sanitari del Regno Unito ed il farmaco incriminato è il Prefucel, con particolare riferimento ad un lotto distribuito il mese scorso. In seguito alle ultime vaccinazioni una vasta percentuale di pazienti ha lamentato mal di testa affaticamento e dolori muscolari, effetti collaterali comuni anche ad altri vaccini per combattere l’influenza, ma non con percentuali così alte di segnalazioni.Il farmaco in questione, realizzato attraverso una tecnologia cellulare innovativa era stato approvato come vaccino per l’influenza stagionale lo scorso Marzo ed una ricerca scientifica pubblicata anche su The Lancet ne aveva confermato sia l’effettiva validità che la sicurezza. Ora si legge in una nota:“C’è stata segnalazione di eventi avversi più alta del previsto, dopo la somministrazione di questo lotto. Il vaccino non deve più essere utilizzato e gli stock rimanenti devono essere restituiti al fornitore originario attraverso i normali canali”Benché il lotto incriminato sia uno solo, si consiglia di non somministrare nessun altra confezione di questo vaccino ed in caso di dubbi o particolari reazioni avverse il paziente deve rivolgersi al proprio medico curante.

Fonte: http://www.medicinalive.com

sabato 29 ottobre 2011

Scie chimiche: realtà o bufala? Per capirlo basta una foto e un cervello


La rete è piena di disinformatori.

Su qualsiasi argomento che non viene trattato dai media ufficiali si aprono discussioni infinite in centinaia di blog. Curioso è osservare come i negazionisti del signoraggio, i negazionisti delle scie chimiche, i negazionisti dei danni da vaccino, i negazionisti del coinvolgimento del governo americano negli attentati dell'11 settembre, siano sempre gli stessi mentre gli utenti che vogliono vederci chiaro sono decine di migliaia e aprono discussioni dai forum più disparati... Ma lasciamo perdere questa coincidenza ed andiamo oltre.

Una delle discussioni più accese riguarda il fenomeno delle scie chimiche.


Alcuni sostengono che esistano aerei che rilasciano volontariamente sostanze chimiche nel cielo per una moltitudine di scopi non ben specificati (sostanze dannose per l'uomo e per gli altri esseri viventi); altri sostengono che le scie che si vedono nel cielo sono semplici scie di condensa che si formano perché il carburante bruciato dai motori viene a contatto con l'atmosfera esterna che è molto fredda.

Come facciamo a giudicare chi abbia torto e chi ragione?

Beh, intanto, possiamo farci una prima idea: l'ipotesi che gli aerei rilascino volontariamente sostanze chimiche per avvelenarci sembra molto meno credibile rispetto alla spiegazione fisica dei "negazionisti". Ma proseguiamo.

Le scie di condensa si formano solo a particolari condizioni atmosferiche (sopra gli 8000 metri di quota, a meno di -40° di temperatura e con un'umidità superiore al 70%). Se per qualche giorno osserviamo il cielo, però, notiamo che le scie ci sono due giorni sì ed uno no (quando va bene). Se le condizioni dovrebbero essere "particolari" come mai si presentano così tanto spesso?

Ho scattato delle foto ad uno di questi aerei mentre rilasciava una scia. Analizziamole insieme: [CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE]


Sulla destra vediamo un aereo bimotore. Capiamo che è un bimotore perché rilascia due scie. Essendo le scie alla stessa quota e a pochi metri di distanza tra loro, anche gli altri paramentri, temperatura ed umidità, saranno identici. Dalla combinazione di questi parametri, secondo i negazionisti, ma anche secondo i sostenitori del fenomeno delle scie chimiche, dipende la lunghezza, la larghezza e la durata delle scie.
Naturalmente, se le scie vengono rilasciate dallo stesso aereo e dipendono solo dalla combustione del carburante, la durata, la lunghezza e la larghezza dovranno essere uguali.

Ora guardate sulla sinistra... Vi sembra che le scie siano identiche? Nella prossima foto ho immortalato solo la scia dopo il passaggio dell'aereo...


Sulla destra è possibile vedere come la scia superiore sia molto meno intensa di quella inferiore. Sulla sinistra è addirittura possibile constatare come la scia superiore sia scomparsa mentre quella inferiore sia ancora persistente!

Cosa vuol dire quest'analisi? Semplice: se le scie in questione fossero condensa dovuta solamente alla combustione del carburante, non potrebbero avere una durata ed una "consistenza" differente. La durata e la consistenza differente si spiega solo considerando che le scie formate da sostanze diverse tra loro e quindi è lecito credere che non si tratti di carburante ma di aerosol volontario.

Quella che abbiamo analizzato, insomma, è la prova provata che esistono degli aerei che rilasciano volontariamente delle sostanze chimiche nei cieli e lo possiamo dire con certezza perché in questo caso lo stesso aereo si è fatto "sgamare" rilasciando almeno 2 sostanze diverse.

Sembra assurdo anche a me che ci stiano avvelenando in questo modo quindi se sapete spiegare il fenomeno fotografato in altro modo, fatemi sapere, grazie.

...E poi, dato che ci siete, se mi potete spiegare anche quello che si vede in questo video... Grazie di nuovo.



http://lalternativaitalia.blogspot.com/2011/06/scie-chimiche-realta-o-bufala-per.html

giovedì 27 ottobre 2011

Gli allevamenti della vergogna: la crudeltà dell'uomo per la pelliccia


*

A volte non basta solo evitare le pellicce, ma anche stare attenti a non comprare giubbotti o altri capi contenenti vera pelliccia. Se amate gli animali farete attenzione a evitare di dare soldi a questi che maltrattano queste meravigliose creature...

*Il video non e' adatto a persone troppo sensibili!

giovedì 20 ottobre 2011

Chemioterapia: una pratica assassina nel nome del profitto



ARPC - Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro
Chemioterapia, una pratica assassina, ovvero il tradimento della medicina in nome del profitto.
Ciò che voglio dimostrare in questa relazione è quanto ho dichiarato in un recente comunicato stampa e che si articola, essenzialmente, in due punti.
1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma uccide.
2) Il suo uso trova fondamento 
solo negli interessi economici delle ditte farmaceutiche.
Cenni storici.
Per capire come sia stato possibile un simile tradimento, come sia possibile sostenere per così tanto tempo un simile inganno, bisogna conoscere il contesto economico e politico in cui esso è nato e si è sviluppato.
“Nei primi decenni del secolo scorso alcuni avvenimenti hanno segnato il destino della medicina per almeno un secolo. All'inizio del ventesimo secolo il gruppo di Rockefeller controllava già la maggior parte del commercio di petrolio negli Stati Uniti e in molti altri paesi. Sulla base di questi trilioni di dollari di reddito, questo gruppo di investitori ha trovato una nuova area di mercato: il corpo umano. Il profitto o il ritorno su questo investimento dipendeva dalla brevettabilità delle medicine farmaceutiche inventate. I profitti da trilioni di dollari di questa nuova industria di investimento sono stati usati per convertire sistematicamente la medicina in un commercio farmaceutico guidato dall’investimento. Nel giro di pochi decenni, la medicina è caduta sotto il controllo di questi gruppi di interesse attraverso la loro influenza nelle scuole di medicina, neimedia e nell'arena politica”1.

Nel frattempo la psichiatria (che, non dimentichiamolo, è una branca della medicina) stava preparando le teorie della razza e dell’eugenetica. “Nel 1905, basandosi sulle teorie espresse da Malthus, Kraepelin e Spencer, Rüdin (uno dei più autorevoli psichiatri tedeschi. N.d.A.) fonda la Società per l’Igiene della Razza, costituita al fine di ottenere la purezza razziale. Rüdin è il primo promotore delle teorie di psichiatria genetica. La follia, ogni aberrazione e la superiorità o inferiorità razziali, secondo Rüdin sono determinate dalla trasmissione genetica”.2.
Quasi trent’anni più tardi, Rüdin salutò l’ascesa di Hitler come l’occasione che la storia dava alla psichiatria per la realizzazione dei suoi ideali.
“La presenza medica dominante nel programma di sterilizzazione nazista fu il dottor Ernst Rüdin, uno psichiatra di fama internazionale... Allievo in origine del grande psichiatra classico Emil Kraepelin. Rüdin divenne uno stretto collaboratore di Alfred Ploetz nella fondazione della Società Tedesca per l’Igiene Razziale. Rüdin fu un ricercatore infaticabile e vide come una sua missione l’applicazione di leggi mendeliane e di principi di eugenetica alla psichiatria”3.
Per completare il quadro di quel momento storico manca ancora un elemento: i soldi. E’ ormai storia che i finanziatori dell’ascesa al potere di Hitler sono stati i gruppi petrolchimici-farmaceutici.
E precisamente: il gruppo Rockefeller in America, Rothschild in Inghilterra e I. G. Farben in Germania.
Per quanto riguarda quest’ultimo, il tribunale di guerra di Norimberga nel 1946/47 ha stabilito che la seconda guerra mondiale non sarebbe stata possibile senza di esso. Come conseguenza, I. G.
Farben è stato tagliato in Bayer, Basf e Hoechst ed alcuni dei relativi responsabili sono stati dichiarati colpevoli di guerra contro il diritto internazionale, omicidio di massa, sfruttamento e saccheggio internazionali della proprietà privata e pubblica in paesi stranieri e di altri crimini contro l’umanità.4
Hitler muore, ma i responsabili dei gruppi petrolchimici-farmaceutici americano e inglese continuano ad espandere il loro potere indisturbati.
Attualmente il gruppo Rockefeller controlla più di 200 ditte farmaceutiche, è dietro ad alcune delle più grandi e influenti istituzioni finanziarie del mondo, compresa la Chase Manhattan Bank.
Possiede la Exxon ed altre aziende petrolchimiche multinazionali. Inoltre controlla molti media, compreso Time Warner, CNN ed una enorme rete di giornali, radio e TV. Il reddito di questo gruppo sorpassa da solo il prodotto nazionale lordo della maggior parte delle nazioni del pianeta.
Nel 1972 il gruppo Rockefeller fonda la Commissione Trilaterale per tutelare i suoi interessi finanziari in tutto il mondo. Ad essa appartengono personaggi dell’alta finanza di USA, Europa e Giappone. L'obiettivo della Commissione Trilaterale è di generare un ”Nuovo Ordine Mondiale”; il che essenzialmente significa sottomettere il pianeta agli interessi del cartello petrolchimico farmaceutico- finanziario. Non hanno fatto mai alcun segreto sulle loro idee, tanto è vero che hanno anche pubblicato un sito:www.trilateral.org. Anche se le sue riunioni avvengono poi sempre a “porte chiuse”...
Il 50 % dell’amministrazione Bush è formato da alti funzionari di ditte farmaceutiche. Donald Rumsfeld, l'attuale ministro della guerra è stato il direttore generale di parecchie multinazionali farmaceutiche.
Su questo intreccio di politica, finanza, guerre e ideologie soppressive mondialiste si sviluppa e prospera l’industria farmaceutica.
“Uno dei problemi primari affrontato da questa industria era la concorrenza dei prodotti naturali per la salute. Era chiaro al mondo scientifico che senza queste molecole (vitamine N.d.A.), essenziali al metabolismo cellulare, le cellule non avrebbero funzionato correttamente e ciò sarebbe stato l'origine della malattia.
Gli strateghi degli investimenti farmaceutici lo hanno capito ed hanno intrapreso una campagna globale per ostacolare che queste informazioni salva-vita diventassero ampiamente disponibili alle persone del mondo intero. Ma far tacere queste informazioni era soltanto il primo punto. Ulteriori punti strategici per sviluppare il fraudolento schema commerciale farmaceutico hanno incluso il discredito delle informazioni sanitarie su queste terapie naturali non brevettabili e infine la messa fuori legge di ogni asserzione sui sistemi naturali curativi e preventivi.
Tutte queste misure hanno avuto soltanto uno scopo: proteggere l'industria farmaceutica di investimento basata sulle medicine brevettabili, che riguardano soltanto i sintomi, dalle terapie naturali non brevettabili che sono essenziali per ottenere la salute cellulare. Nel forte contrasto, i fatti scientifici circa le molecole naturali essenziali per le funzioni cellulari di base e descritte nei manuali di biologia, sono materia di vita o di morte per questo intero commercio di investimento.
Se le malattie potessero essere evitate ottimizzando la salute cellulare con le molecole non brevettabili naturali, ciò minaccerebbe la base stessa dell’intero affare farmaceutico di investimento sulle malattie. Una malattia che è evitata o sradicata sarà semplicemente un mercato in meno.
Di particolare importanza è riflettere sull'influenza dell'industria farmaceutica sulla professione medica. Attraverso la fondazione di facoltà di medicina private negli Stati Uniti, comprese le cosiddette università della “Ivy League” come Harvard, Yale, la clinica Mayo ed altre, l’industria farmaceutica di investimento ha semplicemente comprato l'opinione medica in tutto il mondo.
Sempre di più, l'insegnamento delle terapie mediche si è concentrato sulle medicine chimiche ed, allo stesso tempo, i trattamenti sanitari naturali sono stati banditi efficacemente come ”antiquati”. Ogni medico che si è laureato nelle ultime decadi ha imparato appena che il primo premio Nobel per il ruolo di vitamina C nel metabolismo cellulare è stato assegnato nel 1937. Quindi, durante più della metà di un secolo, generazioni di milioni di medici finirono l’università senza alcuna conoscenza circa il ruolo di salva-vita e di beneficio per la salute delle vitamine, dei minerali e degli oligoelementi”5.
Delineato brevemente il quadro storico, vediamo ora, all’atto pratico, i frutti che la medicina moderna ha generato. Date le premesse, non possono essere che frutti velenosi. Limitiamoci ad analizzare quello che costituisce l’argomento di questa relazione: la chemioterapia.
Dati scientifici.
Come è nata questa strana pratica di somministrare terribili sostanze ai pazienti per guarirli?
Essa “si basa sul fatto che le cellule cancerose sono più deboli di quelle sane, pertanto, sotto l'azione di veleni o di radiazioni ionizzanti, sono le prime a morire. Questa constatazione porta però a una delle pratiche più insensate della storia della medicina: avvelenare ed irradiare il paziente per guarirlo! Anche la persona meno informata, riesce a comprendere che guarigione significa miglioramento della salute. Nessuna persona sana di mente penserebbe che l'inquinamento, gli esperimenti atomici o l'incidente di Chernobyl siano i provvidenziali vantaggi dei nostri tempi per mantenerci sani”6.
Tutte queste discussioni fatte in televisione in questi (e altri) giorni su chemio o medicine alternative hanno un solo scopo: confondere le idee e annebbiare le menti della gente. In verità la questione è di una semplicità lapalissiana e disarmante. Vogliamo sapere se la chemio è una terapia valida o no? E’ molto facile saperlo; basta fare quello che si fa con qualsiasi altra cosa di qualsiasi genere per sapere se è funziona o no: si osservano i RI-SUL-TA-TI. Su di essa esistono studi, statistiche, dati ufficiali accurati. E’ vero che gli oncologi, con la complicità dei media, creano su di essi una cortina fumogena, ma non è per niente difficile averli: basta chiederli. Io li ho trovati e ve li posso comunicare. Ripeto: questi non sono i miei dati, sono i dati ufficiali dell’oncologia ufficiale.
Prima di tutto bisogna sapere cosa si intende in oncologia per paziente guarito di cancro. Poiché effettive guarigioni non ne ottengono mai, definiscono guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo, anche se alla fine del quinto anno ha un cancro grande come una zucca che gli sta straziando il corpo. Credo che poche persone conoscano questo dato. Non crediate tuttavia che venga tenuto segreto; ma, per darvi un’idea, in tanti anni io per televisione l’ho sentito dire solo un paio di volte e di sfuggita.
Confrontate ciò con le migliaia di ore di chiacchiere trionfalistiche di Tirelli and company.
Ricordatevi poi che cambiare il significato alle parole è un mezzo per confondere e dominare.
Questo dato pertanto è fondamentale, è la chiave per capire veramente tutti i discorsi che fanno gli oncologi quando parlano di “guarigione”.
Premesso ciò:
ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 61 muoiono entro 5 anni dalla diagnosi.
Le statistiche di sopravvivenza a 10 anni sono più difficili da trovare. Sono così sconsolanti che gli oncologi si vergognano veramente a farle vedere. Sembra comunque che siano attorno al 10-15%.
Provate un po’ ad immaginare un impresario edile che costruisce case il cui 61 % crolla entro cinque anni dalla costruzione. Prima di tutto nessuno comprerebbe più da lui e poi verrebbe messo in galera; a meno che qualcuno non lo appenda prima al più vicino lampione... Invece gli oncologi vengono strapagati, onorati, vezzeggiati, ascoltati per ore e ore in noiosissime trasmissioni televisive. I più famosi oncologi italiani riescono a farsi pagare 200 euro o più per visite di 10-15 minuti! Incomprensibile... Il fatto è che costoro fanno leva sulla paura, sul dolore e sull’ignoranza di questi dati da parte dei malati e dei loro famigliari. Come la paura e l’ignoranza vengono poi alimentate sistematicamente con ogni mezzo, potete facilmente constatarlo voi stessi.
A fronte di un’efficacia nulla della chemioterapia, ben testimoniata dai risultati, vi è una terribile tossicità delle sostanze usate, tanto è vero che le autorità sanitarie hanno dovuto prendere drastici provvedimenti per salvaguardare la salute dei lavoratori addetti alla produzione e alla somministrazione di questi cosiddetti farmaci (medici, infermieri e farmacisti).
Poiché la lista degli effetti collaterali è molto lunga, mi limito a darvi alcune delle caratteristiche tossicologiche in generale e di un paio di sostanze specifiche, prendendole da una pubblicazione dell’Istituto Superiore della Sanità.
Chemio in generale. Tra una ventina di effetti collaterali, troviamo: sterilità, aborti, malformazioni nei figli, danni a cuore, fegato, reni, sistema nervoso e produzione di tumori secondari (!!!). “Infatti, non solo essi sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie7. Lo sanno anche loro che questa è una pratica assassina. Comunque di questo non avevo dubbi.
Antraciclinici: “Stomatite, alopecia e disturbi gastrointestinali sono comuni ma reversibili. La cardiomiopatia, un effetto collaterale caratteristico di questa classe di chemioterapici, può essere acuta (raramente grave) o cronica (mortalità nel 50 % dei casi). Tutti gli antraciclinici sono potenzialmente mutageni e cancerogeni”8.
Procarbazina: “E’ cancerogena, mutagena e teratogena (malformazioni nei figli N.d.A.) e il suo impiego è associato a un rischio del 5-10 % di leucemia acuta, che aumenta per i soggetti trattati anche con terapia radiante”9.
Bene; potrei fermarmi qui e finire questa relazione; sarebbe più che sufficiente. Ma poiché non mi basta chiudere la bocca agli oncologi e ai loro lacchè, ma voglio anche cucirla con filo d’acciaio, ecco di seguito una valanga di altri dati.
Qualche anno fa, dopo che era scoppiato il caso Di Bella, gli oncologi cominciarono a dichiarare pomposamente su televisione e giornali che “ora abbiamo il 50 % di guarigioni”,
ovviamente sempre evitando di dire che guarigione significa sopravvivenza a cinque anni. Eppure le statistiche ufficiali davano sempre un 39 %. Cosa era successo? Un’improvvisa e geniale scoperta?
Nooo! Per guadagnare quell’11 % in più, hanno fatto la media delle “guarigioni” dei vari tipi di tumore con una manipolazione matematica per la quale verrebbero bocciati con disonore all’esame di licenza media inferiore.
Faccio un esempio di come fanno la media delle “guarigioni” e, per semplificare, prendo in esame solo due tipi di tumore. Tumore al polmone: 40.000 casi all’anno, 10 % di “guarigioni”;
tumore al testicolo: 2.000 casi, 87 % di “guarigioni”. (87+10)/2=48,5 La percentuale media di guarigioni dei due tipi di cancro sarebbe così il 48,5 %. E’ indegno che si permetta a queste persone di dire pubblicamente simili cialtronerie! En passant, l’operazione corretta è questa:
(40.000x10/100+2.000x87/100)/(40.000+2.000)x100=13,7 La reale percentuale media è dunque il 13,7 %. Una bella differenza!
Analizziamo un altro “dato” trionfalistico. Gli oncologi vanno dicendo che le possibilità di guarire dal cancro sono molto più alte oggi, il 39 % (oppure il famoso 50 %), rispetto al 20 % del 1930. Ma come mai allora le morti per cancro sono spaventosamente aumentate negli ultimi 70 anni (vedi più avanti)? Il fatto è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce; pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, poiché la diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la morte arriva più tardi rispetto alla diagnosi stessa e più sovente oltre i fatidici 5 anni!
Il Prof Luigi Di Bella avverte che "se una persona viene dimessa dall'ospedale si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola”
10
Estremamente importante è poi “la vasta indagine condotta per 23 anni dal Prof. Hardin B.
Jones, fisiologo presso l'Università della California, e presentata nel 1975 al Congresso di Cancerologia, presso l'Università di Berkeley. Oltre a denunciare l'uso di statistiche falsificate, egli prova che i cancerosi che non si sottopongono alle tre terapie canoniche (chemio, radio e chirurgia N.d.A.) sopravvivono più a lungo o almeno quanto chi riceve queste terapie. Come dimostra Jones, le malate di cancro al seno che hanno rifiutato le terapie tradizionali, mostrano una sopravvivenza media di 12 anni e mezzo, quattro volte superiore a quella di 3 anni raggiunta da coloro che si sono invece sottoposte alle cure complete”11.
“Uno studio condotto da quattro ricercatori inglesi, pubblicato su una delle più autorevoli riviste mediche del mondo, The Lancet del 13-12-1975, e che riguarda 188 pazienti affetti da carcinoma inoperabile ai bronchi. La vita media di quelli trattati conchemioterapia completa fu di 75 giorni, mentre quelli che non ricevettero alcun trattamento ebbero una sopravvivenza media di 220 giorni”12.
Un altro dato fondamentale che indica come le terapie ufficiali per i tumori siano inefficaci, sono le statistiche di morte per tumore. Nonostante le decine di trilioni di lire spesi per la ricerca e le centinaia di trilioni per i trattamenti, i dati degli istituti di statistica di tutti gli stati occidentali mostrano che le morti per cancro dal 1950 alla fine del secolo sono continuamente e notevolmente aumentate.
“Riunione del settembre 1994 del President's Cancer Panel: "Tutto sommato, i resoconti sui grandi successi contro il cancro, devono essere messi a confronto con questi dati" aveva detto Bailar, indicando un semplice grafico che mostrava un netto e continuo aumento della mortalità per cancro negli Stati Uniti dal 1950 al 1990. "Torno a concludere, come feci sette anni fa, che i nostri vent'anni di guerra al cancro sono stati un fallimento su tutta la linea."
Chi è questo personaggio che esprime idee così eretiche, un medico alternativo? Un ciarlatano, come è stato definito Di Bella? Un guaritore che approfitta dei poveri malati? Uno che non conosce le percentuali di guarigione?
Niente di tutto questo. Risulta difficile definire ciarlatano o incompetente, John C. Bailar III, insigne professore di epidemiologia e biostatistica alla Mc Gill University, uno dei più famosi esperti di oncologia degli Stati Uniti e dell'intero pianeta. Non parlava del resto ad una platea di sprovveduti; il President's Cancer Panel è nato in conseguenza del National Cancer Act, un programma di lotta contro il cancro, firmato dal presidente americano Richard Nixon il 23 dicembre 1971 e per cui si sono spesi fino al 1994 ben 25 miliardi di dollari. I dati relativi alla situazione della lotta al cancro vengono forniti direttamente al Presidente degli Stati Uniti.
La conclusione principale di Bailar, con cui l'NCI (National Cancer Institute) concorda, è che la mortalità per cancro negli Stati Uniti è aumentata del 7% dal 1975 al 1990.Come tutte quelle citate da Bailar, questa cifra è stata corretta per compensare il cambiamento nelle dimensioni e nella composizione della popolazione rispetto all'età, cosicché l'aumento non può essere attribuito al fatto che si muore meno frequentemente per altre malattie”13. I dati “grezzi” sono ancora più pesanti.
Infine cito la conclusione a cui sono arrivati ricercatori del Dipartimento di genetica e di biologia molecolare dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma attraverso ricerche
sperimentali.
Essi “confermano, infatti, che alcuni chemioterapici, quali la citosinarabinoside, il metotrexato, la vincristina ed il cisplatino4 (sostanze usate comunemente e quotidianamente nei trattamenti N.d.A.), in particolari linee tumorali aumentano la resistenza alla morte cellulare (...) Questi risultati sono sorprendenti, poiché dimostrano che i suddetti chemioterapici non uccidono le cellule tumorali, come invece generalmente si ritiene, bensì, impedendo l’apoptosi (= morte della cellula N.d.A.), facilitano la crescita del tumore”14.
A questo punto penso di poter veramente chiudere questa relazione in quanto i due punti dichiarati nel mio comunicato stampa
1) La chemioterapia non guarisce dal cancro, ma uccide.
2) Il suo uso trova fondamento solo negli interessi economici delle ditte farmaceutiche.

possono considerarsi dimostrati al di là di ogni ragionevole dubbio.
Ovviamente ho dovuto tralasciare molti altri dati estremamente interessanti, per rimanere nelle dimensioni previste per una mezz’ora di relazione; suggerisco perciò, a chi volesse approfondire certi argomenti, i seguenti libri o articoli che possono essere scaricati gratuitamente dal sito www.aerrepici.org
Cancro, politica, medicina alternativa e ufficiale:
Alberto R. Mondini – Kankropoli, la mafia del cancro
Prof. Linus Pauling – intervista
Dott. Matthias Rath – intervista
I risultati della medicina ufficiale:
Alberto R. Mondini – La medicina, prima causa di morte in USA (783.936 morti in media all’anno)
Ricercatori vari – Morte per medicina (Death by Medicine, ricerca in lingua inglese)
La medicina, scienza o truffa:
Prof. dott. Hans-Ulrich Niemitz – perizia tecnico-giudiziaria sulla validità scientifica della medicina
Associazione Forces Italiana - La truffa del fumo passivo
La vera natura della psichiatria e il suo ruolo dietro guerre passate e presenti e terrorismo:
Dott. Roberto Cestari – L’inganno Psichiatrico
Luca Bistolfi – La verità sull’olocausto

Casorezzo, 30 ottobre 2004.
Il Presidente dell’ARPC
Alberto R. Mondini
1 Dott. Rath - intervista2 Dott. Cestari – L’inganno psichiatrico3 R. J. Lifton – I medici nazisti4 v. Josef Borkin - Il crimine e la punizione di I. G. Farben5 Dott. Rath - idem6 Alberto R. Mondini – Kankropoli, la mafia del cancro7 Istituto Superiore di Sanità – Esposizione professionale ai chemioterapici8 Istituto Superiore di Sanità – idem9 Istituto Superiore di Sanità – idem10 Di Bella - La sua cura contro il cancro" in abbinamento con Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione11 Alberto R. Mondini – idem12 Alberto R. Mondini – idem13 Alberto R. Mondini – idem14 Prof. Renato De Magistris e Dott.ssa Anna Giordano – Nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento delle neoplasie (in CD Rom)


martedì 18 ottobre 2011

La chiesa cattolica benedice i "valori militari"



Mons. Vincenzo Pelvi (nella foto), arcivescovo ordinario militare e direttore della rivista dell'Ordinariato «Bonus Miles Christi» (il Buon Soldato di Cristo), prova «amarezza e disagio» di fronte a «chi invoca lo scioglimento degli eserciti, l'obiezione contro le spese militari». Questi miscredenti non capiscono che «il mondo militare contribuisce a edificare una cultura di responsabilità globale, che ha la radice nella legge naturale e trova il suo ultimo fondamento nell'unità del genere umano». Dall'Afghanistan alla Libia, «l'Italia, con i suoi soldati, continua a fare la sua parte per promuovere stabilità, disarmo, sviluppo e sostenere ovunque la causa dei diritti umani». Il militare svolge così «un servizio a vantaggio di tutto l'uomo e di ogni uomo, diventando protagonista di un grande movimento di carità nel proprio paese come in altre nazioni» (Avvenire, 2 giugno 2011). 

Mons. Pelvi prosegue così la tradizione storica delle gerarchie ecclesiastiche di benedire gli eserciti e le guerre. Un secolo fa, nel 1911, nella chiesa pisana di S. Stefano dei Cavalieri, addobbata di bandiere strappate ai turchi nel Cinquecento, il cardinale Maffi esortava i fanti italiani, in partenza per la guerra di Libia, a «incrociare le baionette con le scimitarre» per portare nella chiesa «altre bandiere sorelle» e in tal modo «redimere l'Italia, la terra nostra, di novelle glorie». E il 2 ottobre 1935, mentre Mussolini annunciava la guerra di Etiopia, Mons. Cazzani, vescovo di Cremona, dichiarava nella sua pastorale: «Veri cristiani, preghiamo per quel povero popolo di Etiopia, perché si persuada di aprire le sue porte al progresso dell'umanità, e di concedere le terre, ch'egli non sa e non può rendere fruttifere, alle braccia esuberanti di un altro popolo più numeroso e più avanzato». Il 28 ottobre, celebrando nel Duomo di Milano il 13° anniversario della marcia su Roma, il cardinale Schuster esortava: «Cooperiamo con Dio, in questa missione nazionale e cattolica di bene, nel momento in cui, sui campi di Etiopia, il vessillo d'Italia reca in trionfo la Croce di Cristo, spezza le catene agli schiavi. Invochiamo la benedizione e protezione del Signore sul nostro incomparabile Condottiero». 

L'8 novembre, Mons. Valeri, arcivescovo di Brindisi e Ostuni, spiegava nella sua pastorale: «L'Italia non domandava che un po' di spazio per i suoi figli, aumentati meravigliosamente da formare una grande Nazione di oltre 45 milioni di abitanti, e lo domandava a un popolo cinque volte meno numeroso del nostro e che detiene, non si sa perché e con quale diritto, un'estensione di territorio quattro volte più grande dell'Italia senza che sappia sfruttare i tesori di cui lo ha arricchito la Provvidenza a vantaggio dell'uomo. Per molti anni si pazientò, sopportando aggressioni e soprusi, e quando, non potendone più, ricorremmo al diritto delle armi, fummo giudicati aggressori». 

Nel solco di questa tradizione, don Vincenzo Caiazzo - che ha la sua parrocchia sulla portaerei Garibaldi, dove celebra la messa nell'hangar dei caccia che bombardano la Libia - assicura che «l'Italia sta proteggendo i diritti umani e dei popoli, per questo siamo in mezzo al mare» (Oggi, 29 giugno 2011). «I valori militari - spiega - vanno a braccetto con i valori cristiani». Povero Cristo.


Manlio Dinucci
Fonte: www.ilmanifesto.it

lunedì 3 ottobre 2011

Vitamina D e non i vaccini per prevenire l'influenza!





Dal momento che esiste una sostanza capace di prevenire la influenza molto più efficacemente dei vaccini, tutti noi saremmo portati a pensare che gli scienziati avrebbero fatto di tutto per pubblicizzarla, giusto? In fin dei conti il nocciolo della questione non dovrebbe essere quello di proteggere bambini e adulti dalla influenza?
Uno studio clinico condotto dal dottor Mitsuyoshi Urashima presso la Divisione di Epidemiologia Molecolare nel Dipartimento di Pediatria presso la Università di Medicina di Minato-ku a Tokyo, ha rilevato che la vitamina D sia estremamente efficace nel prevenire la comune influenza nei bambini. Lo studio è stato pubblicato nel marzo 2010 dal Journal of Clinical Nutrition.

Si è trattato di un esperimento randomizzato su due gruppi il quale ha coinvolto 334 bambini, a metà dei quali sono stati somministrati 1.200 IU al giorno di vitamina D3, e alla altra metà un semplice placebo. Tale rigoroso studio è stato svolto seguendo scrupolosamente tutti gli standard scientifici più rigidi.

I risultati hanno detto che mentre 31 dei 167 bambini facenti parte del gruppo "placebo" hanno contratto la influenza durante i quattro mesi nei quali è proseguito lo studio, solo 18 dei 168 bambini del gruppo "vitamina D" la ha contratta. Questo significa che la vitamina D è stata responsabile di una riduzione assoluta di quasi l'8 per cento.

I vaccini antinfluenzali - secondo i più recenti dati scientifici - ottengono un 1 per cento di riduzione dei sintomi della influenza
(www.naturalnews.com/029641_vaccines_junk_science.html).

Ciò significa che la vitamina D sembra essere 800 volte più efficace rispetto ai vaccini per prevenire le infezioni influenzali nei bambini.

Per sostenere ulteriormente questi dati, sarebbe stato necessario effettuare un ulteriore studio clinico attraverso il quale porre a confronto diretto i supplementi di vitamina D con i vaccini antinfluenzali, attraverso una sperimentazione su un totale di quattro gruppi di individui:

Gruppo # 1 dovrebbe ricevere un placebo di vitamina D
Gruppo # 2 dovrebbe ricevere vitamina D (2.000 IU al giorno)
Gruppo # 3 dovrebbe ricevere una iniezione di vaccino antinfluenzale
Gruppo # 4 dovrebbe ricevere una iniezione placebo

Purtroppo un simile esperimento non potrà mai essere ufficialmente realizzato perché gli spacciatori di vaccini sanno bene che proverebbe in maniera definitiva la inutilità dei loro vaccini.

Tornando allo studio, un altro affascinante risultato è che per quei bambini ai quali in passato - prima dell'esperimento - era già stata somministrata vitamina D da parte dei genitori, i risultati si sono rivelati ancora migliori, in quanto in tali soggetti la vitamina D ha ridotto il rischio di influenza di quasi due terzi.

In altre parole, più di sei bambini su dieci che normalmente avrebbero contratto la influenza sono risultati protetti dalla vitamina D.


RIDUZIONE DELL'ASMA


asma

Lo studio ha anche evidenziato come la vitamina D abbia fortemente represso i sintomi da asma bronchiale. Su 12 bambini con precedenti diagnosi di asma, nel gruppo "vitamina D", solo 2 hanno manifestato tali sintomi.

Sebbene questo sottoinsieme sia di dimensione piuttosto contenuta, è apparso assolutamente chiaro che la vitamina D prevenga gli attacchi di asma nei bambini, e tutto ciò si dimostra del tutto coerente con la prova antinfluenzale.


GLI SPACCIATORI DI VACCINI NON SONO VERI SCIENZIATI

medicine

Ora, dal momento che la vitamina D3 ha denotato un effetto così potente nel prevenire l'influenza - 800 volte più efficace dei vaccini - i medici e le autorità sanitarie non dovrebbero darsi da fare prescrivendo la assunzione di vitamina D prima che abbia inizio la "stagione influenzale"?


Ovviamente dovrebbero. Ma non lo faranno. Perché per costoro non è una questione di prevenzione della influenza, nè mai lo è stata. A questa gente interessa solo sfruttare la influenza come buon motivo per vaccinare più persone possibili, indipendentemente dal fatto che tali vaccini siano realmente utili (o salubri).

Nonostante la vitamina D abbia offerto una indiscutibile protezione contro tutte le infezioni influenzali, costoro ancora non la consigliano.

Perché? Perché non credono nel nutrizionismo! Esso infatti si pone in contrasto con la loro agenda informativa sanitaria, la quale afferma che i nutrienti sono per lo più inutili, mentre solo i farmaci possiederebbero reali funzioni curative.

Si potrebbero pubblicare un centinaio di studi atti a dimostrare come la vitamina D sia molte volte più efficace dei vaccini, eppure ancora non la raccomandano.

Sono promotori del dogma medico piuttosto che di soluzioni reali per aiutare i pazienti. Ma questa è la storia della scienza: un sacco di persone apparentemente "intelligenti" che commettono errori marchiani su base regolare. Il che ricorda un pò i progressi della scienza: una nuova idea contesta un vecchio assunto, e dopo che tutti i difensori del vecchio assunto (sbagliato) muoiono, ecco che viene accettato il nuovo assunto, il tutto su basi per lo più dogmatiche.

Tale atteggiamento si riflette in una citazione del Dr. John Oxford, professore di virologia al Queen Mary School of Medicine di Londra, la cui reazione allo studio descritto in questo articolo è stata:
"Questo è uno studio attendibile. Ogni scienziato può constatarlo. Esiste ormai uno sfondo scientifico sempre più solido che rende la storia di vitamina D molto credibile. Ma questo studio dovrà essere replicato. Se i rusultati saranno confermati potremmo pensare di prescrivere la vitamina D unitamente ai vaccini."
(www.timesonline.co.uk/tol/news/uk/s...icle7061778.ece)

Avete notato le sue osservazioni conclusive? Non ha nemmeno preso in considerazione l'idea che la vitamina D possa sostituire i vaccini. Piuttosto, afferma che la vitamina D abbia valore solo se somministrata congiuntamente ai vaccini!

Questo ostracismo "dogmatico" è riscontrabile anche in campo oncologico in merito alle erbe anti-cancro e ad altre sostanze nutritive. Ogni volta che si riscontra una reale utilità di tali sostanze anti-business, ecco che certa stampa afferma cose come: "Beh, questa sostanza potrebbe essere utile se somministrata al paziente dopo la chemioterapia ..." ma mai in sostituzione della chemio, ovviamente.

Molti medici tradizionali e scienziati medici sono semplicemente incapaci di pensare al di fuori del box molto ristretto in cui i loro cervelli sono stati spinti dopo anni di de-formazione presso le scuole di medicina. Quando hanno a che fare con elementi contrari a ciò che è stato loro insegnato, essi stupidamente finiscono per respingerli.

"Data la stupidità della maggioranza del genere umano, una credenza molto diffusa è più probabile che sia sciocca piuttosto che ragionevole."
Bertrand Russell

RIVISTE MEDICHE: CUSTODI DELLA IGNORANZA

giornalesoldi

Gran parte delle riviste mediche non funzionano come amplificatori di verità scientifiche, ma come difensori del dogma pseudoscientifico. Per essere pubblicato un testo - nella gran parte di tali riviste - il tema trattato deve soddisfare le aspettative e le credenze tanto del giornale quanto dello editore. Così, il progresso della conoscenza scientifica in ogni giornale si limita a rispecchiare le attuali convinzioni di un singolo individuo: il direttore di quel giornale.

Quasi tutte le ricerche pionieristiche che abbiano sfidato lo status quo sono state respinte. Solo ai documenti che confermassero le convinzioni di redazione della rivista è stata regolarmente concessa la pubblicazione. Questa è una delle ragioni per cui la scienza medica, in particolare, avanza così lentamente.

Gli studi che hanno dimostrato che la vitamina D sia più efficace rispetto ai vaccini hanno visto raramente la luce del giorno nella comunità scientifica. Ciò avvalora l'opera del Journal of Clinical Nutrition, il quale ha accettato la pubblicazione di questo documento da parte Mitsuyoshi Urashima. La maggior parte delle riviste mediche non avrebbero osato pubblicarlo proprio perché mette in discussione lo status quo relativo a vaccini ed influenza.

Vedete, le riviste mediche sono in gran parte finanziate dalla industria farmaceutica. E Big Pharma non vuole accordare alcuna credibilità agli studi sulle vitamine, indipendentemente dal loro valore scientifico. Anche se la somministrazione di vitamina D potrebbe comportare un risparmio di miliardi di dollari in America, e ridurre i costi di assistenza domiciliare, nessuno vuole concedere supporto scientifico alla vitamina D dal momento che alle aziende farmaceutiche non sarebbe concesso di brevettare una vitamina. Essa è inoltre facilmente accessibile al costo di pochi centesimi.

Con il tempo la vitamina D sarà riconosciuta come superiore ai vaccini nel contrastare la influenza stagionale, ma per adesso dobbiamo sorbirci la sciocca propaganda di un settore che ha abbandonato la scienza, per adorare aghi e provette.

Alcune fonti dell'articolo sono riscontrabili a questo indirizzo:
www.ajcn.org/cgi/content/abstract/ajcn.2009.29094v1

Articolo pubblicato sul sito The Vigilant Citizen
Link diretto all'articolo:
http://vigilantcitizen.com/?p=4996

Traduzione a cura di Anticorpi




Fonte: www.anticorpi.info