venerdì 30 dicembre 2011

Capodanno.. adorazione del dio Giano: il falso dio anticristiano



Ancora una volta, quasi tutta l'umanità, si trova a festeggiare tra poco il capodanno 2012. Come per il natale, la gente non pensa a quello che rappresenta, ma a quello che si fa: festeggiare la mezzanotte a suon di alcol fino al mattino... D'altronde in questo periodo, tra crisi economica, disoccupazione, aumento di malattie e calamità di vario genere ci sarebbe poco da festeggiare.. comunque resta il fatto che la maggior parte delle persone spera che l'anno successivo sia migliore.. Ma veniamo al dunque:
L'uomo non curandosi affatto dei consigli del suo Creatore Iah, continua a festeggiare questa ricorrenza non sapendo che sta adorando un dio contrario al VERO DIO, facendolo rattristare, visto che solo a Lui spetta  l'adorazione, perche' ci ha creati e ci ha sempre mostrato amore.... 


ORIGINI DEL CAPODANNO


Sembra che quella dell’anno nuovo sia la più antica celebrazione di cui si abbia traccia.
 Il Capodanno risale alla festa del dio romano Giano. Nel VII secolo i pagani delle Fiandre, seguaci dei druidi, avevano il costume di festeggiare il passaggio al nuovo anno. Per i Babilonesi il nuovo anno cominciava con la rinascita della Terra, cioè con la primavera. Ecco come si è arrivati a festeggiare il nuovo anno il 1 gennaio: fu Giulio Cesare, nel 46 a.c., a creare il "calendario Giuliano" che stabiliva che l'anno nuovo iniziava il primo gennaio. Il primo di gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d'alloro, detti strenne come augurio di fortuna e felicità. Il nome strenna derivava dal fatto che i rami venivano staccati da un boschetto della via sacra ad una dea di origine sabina: Strenia, che aveva uno spazio verde a lei dedicato sul Monte Velia. La dea era apportatrice di fortuna e felicità; il termine latino "strenna", presagio fortunato, deriva probabilmente proprio dalla dea. Nel Medioevo molti paesi europei usavano il Calendario Giuliano, ma vi era un'ampia varietà di date che indicavano il momento iniziale dell'anno. Tra queste per esempio il 1 marzo (capodanno nella Roma repubblicana), 25 marzo (Annunciazione del Signore) o il 25 dicembre (Natale). Solo con l'adozione universale del calendario gregoriano (dal nome di papa Gregorio XIII, che lo ideò nel  1582), la data del 1 gennaio come inizio dell'anno divenne infine comune
Ancora dagli antichi Babilonesi proviene la tradizione dei ‘propositi per l’anno nuovo’. Il proposito che essi più spesso facevano era quello di restituire strumenti per l’agricoltura che erano stati prestati loro.
Intorno al 600 a.C., poi, si diffuse in Grecia l’usanza di festeggiare l’anno nuovo simboleggiato dalla figura di un bimbo appena nato. Il bambino rappresentava l’annuale rinascita di Dioniso, dio del vino. La cerimonia serviva per ottenere fertilità e ricchezza. Una celebrazione simile esisteva anche nell’antico Egitto.
Antichissima è anche l’idea della funzione beneaugurale del vischio, che secondo la tradizione dona prolificità sia materiale sia spirituale. I Celti ritenevano che quest’arboscello nascesse dove era scesa una folgore, e che una bevanda particolare, ottenuta da questa pianta, fosse un potente elisir contro la sterilità. I Druidi, invece, usavano il vischio nei cerimoniali sacri e di purificazione, e lo consideravano in grado di scacciare gli spiriti cattivi dalla casa. Per questo, ancora oggi, è d’uso a capodanno appendere un ramoscello di vischio alle porte delle abitazioni.



"Ma voi siete quelli che lasciano Iah, quelli che dimenticano il mio santo monte, quelli che apparecchiano una tavola per il dio della Buona Fortuna e quelli che riempiono vino mischiato per il dio del Destino...chiamai, ma non rispondeste; parlai, ma non ascoltaste; e continuaste a fare ciò che era male ai miei occhi, e sceglieste la cosa in cui non provavo diletto”.
(Isaia 65:11,12)

Nessun commento:

Posta un commento