sabato 28 gennaio 2012

Johnson’s Baby Oil? Perfetto come anticalcare!

Johnson's Baby Oil, perfetto come anticalcare!












Ci sono prodotti che io non userei mai né per me né, tantomeno, per i miei bambini, il Johnson’s Baby Oil è decisamente uno di questi!

Il motivo è presto detto, del tutto a base di paraffina liquida (sinonimo di mineral oil, Paraffinum Liquidum, Petrolatum, e il suo derivato Cera Microcristallina) e di profumazioni sintetiche è semplicemente un derivato (molto scadente) della lavorazione del petrolio.

Però può essere riciclato come anticalcare, non per pulire il calcare già depositato (per quello ci vuole Aceto + bicarbonato: un anticalcare potente ma naturale) ma per fare in modo che il calcare presente nell’acqua non si depositi subito sui nostri sanitari e rubinetterie.

Il potente effetto idrorepellente lo rende perfetto per questo uso, in più lucida perfettamente le rubinetterie cromate.

Come devi usarlo? Semplicissimo!

Ne basta un velo sulla spugna asciutta, da passare dove vuoi che il calcare non riesca a depositarsi, dopo averlo passato ripassa con uno straccio asciutto per togliere l’eccesso e lucidare e voilà!

mercoledì 18 gennaio 2012

Una ricerca scientifica dimostra la pericolosità dei profumi


UNA RICERCA CONDOTTA DA UN TEAM DI SCIENZIATI CANADESI
ha messo l’accento sui pericoli nascosti nei profumi, molti dei quali di note e diffuse marche. I profumi in questione conterrebbero delle sostanze tossiche non dichiarate, che possono avere gravi implicazioni per la salute. Rick Smith, Direttore del Environmental Defence che ha condotto la ricerca per il programma “Campaign for Safe Cosmetics” della California (Usa) ha scoperto che molti profumi contengono sostanze pericolose non dichiarate. Tra questi vi sono anche fragranze piuttosto conosciute come Acqua Di Gio by Giorgio Armani, American Eagle Seventy Seven e Dolce e Gabbana Light Blue. Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori hanno sottoposto diversi profumi ad analisi presso laboratori di analisi indipendenti, i quali avrebbero individuato la presenza di queste sostanze tossiche.

Secondo quanto riportato nel rapporto
Pubblicato sul The Globe and Mail, Acqua di Gio e American Eagle Seventy Seven conterrebbero una sostanza detta Lilial, un allergene che può indurre effetti simil-estrogeni nel corpo, e salicilato di benzile, un altro allergene. Al pari di queste sostanze sono state rinvenuti molti altri prodotti chimici. Il profumo Light Blue di Dolce e Gabbana invece contiene, tra tutte le altre numerose sostanze chimiche, il BHT (butilidrossitoluolo), un conservante e stabilizzante collegato a effetti negativi sulla tiroide e ritenuto potenzialmente cancerogeno. «Qualsiasi cosa nella tua casa che profumi come una foresta pluviale o una fragola o un pino avrà queste sostanze chimiche all’interno», ha commentato Rick Smith.Tuttavia, a quanto pare i canadesi non sono del tutto informati delle legislazioni che regolamentano l’utilizzo di certe sostanze nei profumi e si basano sugli assunti di un zoologo che, per quanto possa aver condotto una ricerca, di certo ne sa probabilmente meno che non un chimico. Oltremodo la presenza di certe sostanze, per legge, devono essere indicate in etichetta. Nei profumi analizzati dal Smith non lo erano?

lastampa.it
Redatto da Pjmanc  http://ilfattaccio.org

lunedì 16 gennaio 2012

Frutta è benessere: L'ananas





Il succo d'ananas è utile per molti problemi di salute. Il frutto e il suo succo è dimostrato che fanno bene per i problemi allo stomaco, soprattutto per quelli che soffrono da poco acido nello stomaco. L'ananas contiene la miscela di enzimi proteici digestivi, chiamata bromelina. L'effetto di questi enzimi è simile a quelli della papaya. Tuttavia, il succo d'ananas fresco ha molte altre applicazioni.

Quando la tubercolosi era comune, invece che rara come ai nostri giorni, il succo era considerato efficace per sciogliere il muco e aiutare nel recupero dalla malattia una volta tanto temuta. Inoltre, ha proprietà antinfiammatorie, e può portare sollievo all'infiammazione nelle articolazioni dei pazienti artritici.

giovedì 12 gennaio 2012

L'imperfezione dello scienza umana


PensieroSuscitano compatimento quegli "scienziati" che sono convinti di aver strappato alla natura il cuore. Orgogliosi delle loro credenziali, dei loro titoli, sono simili a quei gatti che, gongolando, portano ai loro padroni, stretto tra le fauci un insetto semivivo.
In verità, si moltiplicano le teorie, ma, mentre una tecnologia sempre più feroce lacera con affilati artigli il mondo, l'essenza continua ad essere ignorata. Il pensiero raziocinante, con i suoi ingranaggi dentati, sminuzza i fenomeni, senza poterli comprendere.
Si elaborano leggi, si tracciano formule e matrici incomprensibili ai più, credendo di aver carpito al reale i suoi segreti. I numeri si affollano in un brulichio fibrillante, ma gli stessi numeri sono semi sterili. Si classifica, si schematizza: quanto più si categorizza tanto più ci si allontana dalla verità. Una teoria che spiega una serie di manifestazioni sulla Terra non è necessariamente valida per illustrare tutte le misteriose dinamiche del cosmo. Gli "scienziati" sono come idoli muti che con ciechi occhi di onice, incastonati nel granito, fissano le meravigliose coreografie delle galassie.
L'elan vitale è bloccato in un fotogramma di non-senso. L'armonia è violata da una "scienza profana" e profanatrice, spesso anche bugiarda. La vita è esclusa dalla visione: uomini, animali e piante sono oggetti. La natura è un cadavere per dissezioni. La"scienza" fonda il suo imperio, piantando un vessillo tetro che sibila al gemito di un vento mortale. La più saccente ignoranza esercita il controllo sulla massa. Una "scienza"-zombie per morti viventi.
Eppure, nonostante l'infinita miseria di una "scienza" arida e sacrilega, quanti sono incantati dal suo sguardo di Medusa! Oltre ai pastori della morte che sognano un pianeta trasformato in un carcere elettromagnetico, sterminati greggi di dilettanti, pseudo-esperti, universitari freschi di laurea si baloccano con la rassicurante e falsa vulgata "scientifica", magari rimirando il proprio diploma incorniciato sulla parete. Qualche specializzazione poi non guasta: sono così tristi le pareti vuote.
Fonte: Zret

lunedì 9 gennaio 2012

Latte di mucca? Io preferisco non berlo. Ecco il perché..





a) Il latte di mucca è disegnato e destinato dalla natura ad allattare i bambini della mucca. È cibo destinato ai lattanti, ai vitellini. Non è cibo per i manzetti, già svezzati, figurarsi per gli umani che non sono figli della mucca e che non sono più dei lattanti.

b) Il latte di mucca è troppo ricco, troppo grasso, troppo proteico, troppo colesterolizzato e troppo colloso o caseinizzato. L'eccesso di grasso e di proteine, già di per sé, è una disgrazia per il corpo umano.

c) Il latte di mucca è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre un centinaio di diversi fattori di allergia.

d) Il latte di mucca è causa di problemi digestivi per gli umani che sono sprovvisti dell'enzima lactase. L'enzima lactase serve a demolire il lattosio, che è lo zucchero del latte. Il latte causa gas, crampi, costipazione.

e) Il lattosio indemolito si trasforma in galattosio e causa cataratta.

f) Il latte di mucca contiene l'ormone prolattina stimolatore di crescite cancerogene al seno femminile.

g) Il latte di mucca è ricettacolo dei peggiori inquinanti incluso le sostanze radioattive come stronzio 90 e iodina 121.

h) Il latte di mucca ha legami inquietanti con malattie gravi. Le statistiche confermano che i paesi maggiori consumatori hanno l'incidenza più alta di sclerosi, cancro, artrite, cardiopatia, diabete.

i) Il latte di mucca è anemizzante. Il latte è il cibo dell'anemia, poiché carente in ferro.

l) Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte, ed è un grasso perossidato, carico di radicali liberi. I radicali liberi sono tra l'altro fattore di invecchiamento precoce.

m) Non esiste nessun tipo di latte al mondo che faccia bene agli adulti. L'unico latte ottimo è quello di ogni mamma per il suo bimbo lattante, e quello di ogni mamma mucca per il suo cucciolo vitellino. Questa non è una opinione ma la logica stringente e chiara della natura.

n) Tutti i difetti del latte stanno purtroppo anche nei gelati comuni.
Persino i gelati, delizia apparentemente rinfrescante del palato, tentazione autentica e irresistibile per grandi e piccini, contiene tutti i gravi difetti del latte, ed ha in più dolcificanti industriali. I gelati in confezione sono sostanze altamente chemicalizzate con solventi, stabilizzatori, emulsionanti, conservanti, coloranti, sapidificanti. Non c'è abbastanza posto sulle etichette per completare l'elenco degli ingredienti a rischio. Si parla anche di uso comune del grasso di balena. Il gelato, come il latte, è ricettacolo di sostanze radioattive e contaminanti. Trattasi di un prodotto molto lavorato e raffinato, totalmente privo di fibre. Toglie l'appetito (il che è grave per le cellule rimaste a secco), e nel contempo fa venire molta sete. E causa di costipazione, diverticolite, emorroidi.

giovedì 5 gennaio 2012

6 Gennaio epifania: Tra streghe e adorazione della dea "madre natura"

EPIFANIA


Epifania  deriva dal greco “tà epiphan(e)ia” e significa “manifestazione di divinità



Ma l’origine di questa notte magica, che è la 12^ dopo il solstizio d’inverno (Natale), è paganamente agreste ed è dedicata a una figura femminile dai romani considerata divinaMadre Natura, identificata con Dianadea della Luna e dei cicli della fertilità.

(Somiglianza alla dea Artemide adorata dai Greci)
In quei 12 giorni, cruciali per i contadini che avevano appena seminato, si riunivano le speranze di un buon raccolto per l’anno appena iniziato; Madre Natura, che aveva lavorato e “fruttato” per tutto l’anno precedente ed era ormai vecchia e rinsecchita, era destinata a morire per poi rinascere giovane e bella: proprio come la Luna che nasce, diventa piena, muore diventando nera e poi risorge.
Prima di defungere però, portava ultimi doni agli umani  compiendo veri prodigi, volando in cielo rendendo fecondi i campi, salubri le acque, fertili gli esseri viventi.

Come attestano diverse fonti, è una festa che viene dall’Oriente. che comprendeva i temi della dea-stella, delle virtù rigeneratrici dell’acqua, e della nascita di una divinità solare.


BEFANA



Personaggio mitico, spesso caricato di significati ambivalenti, la Befana è una sorte di
strega benefica, brutta, vecchia, vestita di stracci, che scende dal cielo a cavallo di una scopa,
nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare dei doni ai bambini buoni, riponendoli nelle calze
o nelle scarpe; oppure carbone nero a quelli che non si sono comportati bene durante l'anno.
Quasi sempre la sì fa scendere da un camino, lì in quelle case dove il camino c'è, altrimenti si
trova un altro espediente.
La sua origine ha una matrice maligna ed a questo è dovuto il suo aspetto, spesso ributtante;
anche se vista in chiave buona, come dispensatrice di doni (quindi figura premiante) è sempre
"una strega" e, nell'immaginario formatosi soprattutto nel Medioevo, la stregoneria è stata
sempre associata all'idea della magia nera. 


Dal Nord verso il Sud, si passa da Frau Holle a Frau Berchta, in Germania, detta anche
Perhetennacht, che volava anch'essa su un carro, seguita da streghe, anime di bimbi morti
ed elfi, fino alla strega Posterli, in Svizzera e Zusheweil, nel Tirolo.
Nelle zone alpine, queste figure, maligne ma non necesssariamente temibili, si esorcizzano
accendendo grandi fuochi, facendo gran frastuono di voci e di campanacci.
In alcune località (soprattutto nei Veneto e nei Friuli) è ancora viva l'usanza di preparare
fantocci con le sembianze della Befana per poi bruciarli in mezzo alle piazze fra l'allegria ed i
cori scurrili, anche, dei più giovani.
Il rito di bruciare la "vecia", permette due considerazioni di tipo antropo-culturale:
1) la sua bruttezza non può che avere una funzione "apotropaica"; racchiuso nella forma di una vecchia brutta e cenciosa, tutto il "negativo" dell'anno trascorso viene (o verrebbe) incapsulato in una figura sacrificale che si porta via tutto;
2) il fuoco su cui brucia e il vociare frastornante dei cori scacciano le presenze maligne e, al
tempo stesso, evocano la luce solare di cui auspica il sollecito ritorno dopo il solstizio
d'inverno.
(Accendere fuochi in questa notte è un retaggio di antichi riti celtici ed è comune anche ad
altre regioni deila Francia e della Gran Bretagna).
Scendendo dall'arco alpino, sempre più verso il sud, la mitica "vecia" assume il nome di Befana
(storpiatura della parola epifania) e, a differenza delle ...cugine nordiche..., assume
connotazioni prevalentemente benevole (incarna cioè l'archètipo della strega buona che, pur
dota dei poteri tipici di chi pratica la stregoneria, esercita la sua "arte" a fin di bene).


CARBONE




Il carbone vuol essere un castigo e un monito, che ha una funzione grossolanamente educativa
per l'infanzia e che attribuirebbe alla Befana un ruolo marcatamente punitivo.
Perché poi proprio il carbone? Il carbone è materia nera: è ii residuo della combustione che avvalorerebbe quelle leggende (per la verità: poche) che collocavano nell'Inferno l'abitazione della Befana e delle sue cugine nordiche.
Secondo alcuni studiosi, il "carbone" simboleggerebbe tradizionalmente l'energia presente nel ventre della Terra, il fuoco nascosto, pronto a rivivere, acceso dal primo sole primaverile.
Per questo, per esempio, alcune popolazioni celtiche usavano scendere per le strade, allo scoccare della mezzanotte che inaugurava il nuovo anno, donandosi pezzi di carbone. 
Si potrebbe quindi pensare, con un minimo di fondamento, che questa usanza provenga dai Celti e sia stata poi cristianizzata, usandola in chiave strettamente morale. 

martedì 3 gennaio 2012

E se la celiachia fosse il risultato delle manipolazioni sul grano?


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CELIACHIA: una delle "moderne" e costose patologie, ovvero intolleranza permanente al glutine. Chi ne soffre, è costretto ad una dieta permanente priva di cibi e bevande che contengono questa proteina

Ma..se la celiachia fosse il risultato di decenni di ripetuti e differenti interventi sulle varietà di grano che sta alla base della maggior parte del cibo che mangiamo? Questo si chiede Claudia Benatti, giornalista della Gazzetta di Modena, in un articolo inserito nel n. 193 di AAM Terranova.

"C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo.

Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (attuale presidente dell’Accademia delle Scienze) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana.
Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita. Questo nuovo tipo di grano mutato geneticamente, non OGM, ma irradiato, fu battezzato “Creso” e, con esso oggi si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc. (con questa farina si prepara circa il 90% della pasta venduta in Italia).
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Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell'enorme aumento della celiachia, per l'alterazione del pH digestivo e la perdita di flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di glutine che quel tipo di grano mutato geneticamente ha apportato all'alimentazione umana.

Nell’articolo l'autrice raccoglie il parere del professor Luciano Pecchiaistorico fondatore dell'Eubiotica in Italia e attuale primario ematologo emerito all'ospedale Buzzi di Milano, il quale fornisce una spiegazione plausibile di questa correlazione causa-effetto, su cui occorrerebbe produrre indagini scientifiche ed epidemiologiche accurate.

“E’ ben noto che il frumento del passato era ad alto fusto - spiega Pecchiai - cosicché facilmente allettava, cioè si piegava verso terra all'azione del vento e della pioggia. Per ovviare a questo inconveniente, in questi ultimi decenni il frumento è stato quindi per così dire “nanizzato” attraverso una modificazione genetica”.

Appare fondata l'ipotesi che la modifica genetica di questo frumento sia correlata ad una modificazione della sua proteina e in particolare di una frazione di questa, la gliadina, proteina basica alla quale è dovuta l'enteropatia infiammatoria e quindi il malassorbimento caratteristico della celiachia.

Inoltre nessuno ancora ha trovato una spiegazione al fatto che l'incidenza della celiachia è aumentata in maniera esponenziale negli ultimi anni e l'allarme non accenna a rientrare: fino a qualche decennio fa, l'incidenza della malattia era di 1 caso ogni mille o duemila persone; oggi è 1 caso ogni 100 o 150 persone, con una crescita percentuale del 9% all’anno.

In molti sostengono che l'aumento dei casi di celiachia sia una conseguenza del miglioramento delle tecniche diagnostiche, ma la spiegazione non convince, appare eccessivamente semplicistica e riduttiva. Ad oggi, la dieta senza glutine, protratta per tutta la vita, è l'unica terapia in grado di garantire al celiaco una crescita quasi normale ed uno stato di salute del tutto sovrapponibili a quelli di un soggetto non celiaco. Detto questo, celiaci e non, con che occhi guardate ora un piatto di pasta?


di "Elena Brinchi"

Fonte primaria: www.ccsnews.it/dettaglio.asp?id=3041