giovedì 5 gennaio 2012

6 Gennaio epifania: Tra streghe e adorazione della dea "madre natura"

EPIFANIA


Epifania  deriva dal greco “tà epiphan(e)ia” e significa “manifestazione di divinità



Ma l’origine di questa notte magica, che è la 12^ dopo il solstizio d’inverno (Natale), è paganamente agreste ed è dedicata a una figura femminile dai romani considerata divinaMadre Natura, identificata con Dianadea della Luna e dei cicli della fertilità.

(Somiglianza alla dea Artemide adorata dai Greci)
In quei 12 giorni, cruciali per i contadini che avevano appena seminato, si riunivano le speranze di un buon raccolto per l’anno appena iniziato; Madre Natura, che aveva lavorato e “fruttato” per tutto l’anno precedente ed era ormai vecchia e rinsecchita, era destinata a morire per poi rinascere giovane e bella: proprio come la Luna che nasce, diventa piena, muore diventando nera e poi risorge.
Prima di defungere però, portava ultimi doni agli umani  compiendo veri prodigi, volando in cielo rendendo fecondi i campi, salubri le acque, fertili gli esseri viventi.

Come attestano diverse fonti, è una festa che viene dall’Oriente. che comprendeva i temi della dea-stella, delle virtù rigeneratrici dell’acqua, e della nascita di una divinità solare.


BEFANA



Personaggio mitico, spesso caricato di significati ambivalenti, la Befana è una sorte di
strega benefica, brutta, vecchia, vestita di stracci, che scende dal cielo a cavallo di una scopa,
nella notte tra il 5 e il 6 gennaio per portare dei doni ai bambini buoni, riponendoli nelle calze
o nelle scarpe; oppure carbone nero a quelli che non si sono comportati bene durante l'anno.
Quasi sempre la sì fa scendere da un camino, lì in quelle case dove il camino c'è, altrimenti si
trova un altro espediente.
La sua origine ha una matrice maligna ed a questo è dovuto il suo aspetto, spesso ributtante;
anche se vista in chiave buona, come dispensatrice di doni (quindi figura premiante) è sempre
"una strega" e, nell'immaginario formatosi soprattutto nel Medioevo, la stregoneria è stata
sempre associata all'idea della magia nera. 


Dal Nord verso il Sud, si passa da Frau Holle a Frau Berchta, in Germania, detta anche
Perhetennacht, che volava anch'essa su un carro, seguita da streghe, anime di bimbi morti
ed elfi, fino alla strega Posterli, in Svizzera e Zusheweil, nel Tirolo.
Nelle zone alpine, queste figure, maligne ma non necesssariamente temibili, si esorcizzano
accendendo grandi fuochi, facendo gran frastuono di voci e di campanacci.
In alcune località (soprattutto nei Veneto e nei Friuli) è ancora viva l'usanza di preparare
fantocci con le sembianze della Befana per poi bruciarli in mezzo alle piazze fra l'allegria ed i
cori scurrili, anche, dei più giovani.
Il rito di bruciare la "vecia", permette due considerazioni di tipo antropo-culturale:
1) la sua bruttezza non può che avere una funzione "apotropaica"; racchiuso nella forma di una vecchia brutta e cenciosa, tutto il "negativo" dell'anno trascorso viene (o verrebbe) incapsulato in una figura sacrificale che si porta via tutto;
2) il fuoco su cui brucia e il vociare frastornante dei cori scacciano le presenze maligne e, al
tempo stesso, evocano la luce solare di cui auspica il sollecito ritorno dopo il solstizio
d'inverno.
(Accendere fuochi in questa notte è un retaggio di antichi riti celtici ed è comune anche ad
altre regioni deila Francia e della Gran Bretagna).
Scendendo dall'arco alpino, sempre più verso il sud, la mitica "vecia" assume il nome di Befana
(storpiatura della parola epifania) e, a differenza delle ...cugine nordiche..., assume
connotazioni prevalentemente benevole (incarna cioè l'archètipo della strega buona che, pur
dota dei poteri tipici di chi pratica la stregoneria, esercita la sua "arte" a fin di bene).


CARBONE




Il carbone vuol essere un castigo e un monito, che ha una funzione grossolanamente educativa
per l'infanzia e che attribuirebbe alla Befana un ruolo marcatamente punitivo.
Perché poi proprio il carbone? Il carbone è materia nera: è ii residuo della combustione che avvalorerebbe quelle leggende (per la verità: poche) che collocavano nell'Inferno l'abitazione della Befana e delle sue cugine nordiche.
Secondo alcuni studiosi, il "carbone" simboleggerebbe tradizionalmente l'energia presente nel ventre della Terra, il fuoco nascosto, pronto a rivivere, acceso dal primo sole primaverile.
Per questo, per esempio, alcune popolazioni celtiche usavano scendere per le strade, allo scoccare della mezzanotte che inaugurava il nuovo anno, donandosi pezzi di carbone. 
Si potrebbe quindi pensare, con un minimo di fondamento, che questa usanza provenga dai Celti e sia stata poi cristianizzata, usandola in chiave strettamente morale. 

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