mercoledì 28 marzo 2012

Il pericolo delle lampade abbronzanti per le donne


Le donne che ricorrono alle lampade abbronzanti hanno un rischio aumentato di ammalarsi di cancro della pelle.
Queste le conclusioni di uno studio promosso da un gruppo di ricercatori della Harvard Medical Schoolche ha esaminato i dati di circa 730mila donne seguite per 20 anni. Ebbene, i ricercatori hanno dimostrato il coinvolgimento dei lettini abbronzanti nello sviluppo del carcinoma basocellulare, la forma più comune di cancro alla pelle.
"La frequenza di utilizzo di lettini abbronzanti durante il liceo è risultata associata al rischio di sviluppo di carcinoma basocellulare dai 25 ai 36 anni", ha scritto Jiali Han, a capo dell'indagine pubblicata sul Journal of Clinical Oncology.
"I nostri dati forniscono la prova di una relazione causa-effetto tra l'uso del lettino abbronzante e il rischio di tumori della pelle, soprattutto del carcinoma a cellule basali. Associazione che risulta maggiore per le pazienti che al momento dell'esposizione erano più giovani d'età.
Le donne che hanno usato i lettini abbronzanti almeno quattro volte all'anno tra il liceo e i 35 anni - ha proseguito - hanno il 15 per cento in più di probabilità di sviluppare il carcinoma a cellule basali rispetto alle donne che non hanno fatto ricorso al metodo abbronzante".
Delle 730mila donne analizzate, solo a 349 è stato diagnosticato il melanoma, la forma più mortale di cancro della pelle, mentre a 5.500 donne è stato diagnosticato il carcinoma basocellulare.
Un dato cui prestare attenzione è che il rischio sale già con poche sedute abbronzanti all'anno (circa quattro). "Ma molte persone ricorrono ai lettini anche 20 o più volte all'anno", ha osservato Han. "Le donne che avevano fatto uso di lettini abbronzanti almeno sette volte all'anno durante il liceo e all'università hanno fatto registrare, infatti, il 73 per cento in più di probabilità di incorrere in una diagnosi di carcinoma delle cellule basali", ha concluso.
Fonte: salute.agi.it

giovedì 22 marzo 2012

Confermata l'azione protettiva contro i tumori da parte delle verdure crucifere


Broccoli, cavoli, cavolfiori, rape e cavolini di Bruxelles proteggono dai tumori? Per comprendere il ruolo delle verdure crucifere nella prevenzione di diversi tumori, alcuni ricercatori dell'Istituto Mario Negri hanno analizzato i dati provenienti da una rete di studi condotti in Italia e in Svizzera.

La ricerca, condotta dal capo del Dipartimento di Epidemiologia Carlo La Vecchia, ha riguardato studi condotti su 1468 casi di cancro al cavo orale, 505 tumori dell’esofago, 230 tumori dello stomaco, 2390 tumori del colon retto, 185 tumori del fegato, 326 del pancreas, 852 della laringe, 3034 al seno, 367 all’endometrio, 1031 alle ovaie, 1292 alla prostata, 767 al rene.

Le informazioni riguardanti questi pazienti con tumore sono state confrontate con quelle relative a 1.000 soggetti di controllo, selezionati tra pazienti ammessi nella stessa rete di ospedali per una serie di condizioni acute, non tumorali.

Dal confronto è emerso che gli individui abituati a consumare verdure crucifere almeno una volta alla settimana (rispetto a coloro che non ne consumavano o con un consumo occasionale), avevano unrischio significativamente ridotto di tumore del cavo orale/faringe, dell’esofago, del colonretto,  della mammella e del rene. Il rischio è risultato inferiore anche per i tumori dello stomaco, del fegato, del pancreas, della laringe, dell’endometrio, dell’ovaio e della prostata, sebbene per questi tumori le associazioni non fossero significative.

La ricerca dell'Istituto Mario Negri conferma dunque l’effetto benefico delle verdure crucifere contro vari tipi di tumore comune. Tale effetto può essere attribuibile al loro alto contenuto di varie sostanze antiossidanti e vitamine, tra cui carotenoidi, polifenoli, vitamina C e folati. Le crucifere, inoltre, contengono elevate dosi di glucosinolati, i cui principali prodotti di degradazione (indoli e Isotiocianati) possiedono elevate proprietà antitumorali, in particolare sui tumori del tratto digerente, fegato, polmone, mammella.



 di Redazione InformaSalus.it

Fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/verdure-crucifere-tumori.php




lunedì 19 marzo 2012

Sapete cosa si nasconde dietro il cibo per cani e gatti?

Cibo per animali: scatolette e croccantini ricche di tumori e vivisezione 


L’industria del pet food è un vero business responsabile della sofferenza di molti animali. Dalle scatolette ai croccantini, tutti questi prodotti vengono testati sugli animali per valutare la tossicità o l’efficacia curativa rispetto ad alcuni disturbi. Una vera operazione di marketing incurante di aumentare il rischio di cancro e di altre malattie degenerative per i nostri amici animali. Vediamo quali marche evitare e quali no. 



Cane con cartello
La sperimentazione animale si annida persino nell’industria che produce cibo per animali, il cosiddetto ‘pet food’
In ogni prodotto che compriamo si possono celare sofferenze, spesso atroci, di malcapitati animali cosiddetti ‘da laboratorio’: cani, gatti, topi, conigli, ma anche pecore, maiali o asini. Come noto le industrie che alimentano la vivisezione sono quelle del settore farmaceutico e cosmetico che mietono un gran numero di vittime innocenti - stimate intorno ai 300 milioni ogni anno - in esperimenti di dubbia o nulla utilità, macchiandosi spesso di crimini gravissimi anche a causa della mancata applicazione delle misure obbligatorie atte a ridurre al minimo la sofferenza dell’animale (anestesia).
Pochi sanno tuttavia che la sperimentazione animale si annida persino nell’industria che produce cibo per animali, il cosiddetto ‘pet food’, pur non essendo affatto obbligatoria per legge; elemento questo che aggrava le responsabilità e rende eticamente molto meno accettabili le politiche aziendali di alcune multinazionali leader del settore. Dalle scatolette ai croccantini, dagli ossi vitaminici alle ‘diete’ terapeutiche: ognuno di questi prodotti viene testato su animali per valutarne la tossicità o l’efficacia curativa rispetto ad alcuni disturbi.
Un business responsabile della condizione di prigionia e sofferenza di molti animali, afflitti dai sintomi di malattie che vengono loro indotte artificialmente in laboratorio al fine di poter poi testare l’efficacia di qualche crocchetta studiata ad ‘hoc’ per ogni patologia. Sui siti delle più note marche di cibo per animali, che praticano massicciamente la sperimentazione, si possono trovare decine di formulazioni diverse di crocchette per ogni disturbo dal diabete all’artrosi, dalle dermatiti alle patologie dentali, persino alcune che curerebbero l’invecchiamento celebrale o problemi cardiaci del nostro amico a 4 zampe!
croccantini
Negli ingredienti si legge: ‘derivati di carne’ o ‘farine di carne’. Queste ultime indicano che la materia prima è ottenuta da un processo di riciclaggio
Sorge quantomeno il sospetto che le diete proposte siano una meraoperazione di marketing costruita a tavolino per indurre i padroni più apprensivi ad acquistarli, e che l’unica prova di efficacia risieda eventualmente nei resoconti degli esperimenti effettuati dalle ditte stesse (!), senza alcun riscontro comprovato nei ‘pazienti’ finali.
Per la metà dei disturbi che queste diete ‘scientificamente testate’ curerebbero, il veterinario vi dirà che è sufficiente un cibo più leggero, un giusto equilibrio tra carne e verdure nella ‘pappa’, più attività motoria o l’eliminazione di alcuni alimenti; senza la necessità di acquistare costosi prodotti e alimentare così un business implicato nella morte di molti animali, ai quali la sorte non ha riservato né una casa e né una strada, ma lo stabulario di un laboratorio.
Il mercato del pet food è una branchia del settore dell’industria della carne per consumo umano, affermatosi grazie alla possibilità di riutilizzare con profitto e quindi di capitalizzare una notevole mole di scarti, i quali, per evidenti ragioni igieniche, sarebbero altrimenti destinati al macero. Un 50% del volume della carcassa dell’animale ucciso è considerato sottoprodotto e diventerà quindi pet food, entrando a far parte di quel composto - ripugnante per il nostro olfatto - contenuto nelle scatolette che compriamo a Fido: ossa, sangue, intestini, tendini, legamenti, mammelle, esofagi e, probabilmente, le parti malate o cancerose degli animali macellati sono gli ingredienti del mix variegato che poi viene presentato sottoforma di crocchette confezionate in un sacchetto accattivante con un Fido felice e soddisfatto davanti alla sua ciotola (?).
animali pet food cancerogeno
Si stima che più del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri di E.Coli. La cottura prevista dal processo può uccidere tali batteri, senza tuttavia eliminare le endotossine rilasciate dagli stessi
Negli ingredienti si legge: ‘derivati di carne’ o ‘farine di carne’. Queste ultime indicano che la materia prima è ottenuta da un processo di riciclaggio, per l’esattezza la legge (Legge 15 febbraio 1963 n° 281 e smi) le definisce “Prodotto ottenuto dal riscaldamento, dall'essiccamento e dalla macinazione della totalità o di parti di carcasse di animali terrestri a sangue caldo”; i derivati sono invece “sottoprodotti provenienti dalla trasformazione del corpo di animali terrestri a sangue caldo”, ovvero scarti di lavorazione di origine animale non meglio identificati. Ad essere trasformate in farine sono generalmente le carcasse di animali morti per malattie, ferite o vecchiaia, le quali possono essere avviate a questo ciclo soltanto a diversi giorni dalla morte ed e' per questo motivo che presentano poi spesso contaminazioni da batteri tipo Salmonella ed Escherichia Coli.
Si stima che più del 50% delle farine di carne siano contaminate dai pericolosi batteri di E.Coli. La cottura prevista dal processo può uccidere tali batteri, senza tuttavia eliminare le endotossine rilasciate dagli stessi; in questa fase non sempre si riescono ad annientare nemmeno gli ormoni (usati per far ingrassare il bestiame), ne' gli antibiotici o i barbiturici (usati come anestetici). In compenso le alte temperature raggiunte per le farine possono alterare gli enzimi e le proteine che si trovano nella "materia prima" riducendone il già basso potere nutritivo.
Già da questi pochi elementi si può capire perché alcuni veterinari sostengono che nutrire il proprio cane o gatto con gli scarti della macellazione, per l’esattezza con il pet food confezionato, aumenta il rischio di cancro e di altre malattie degenerative: la presenza di sostanze tossiche nei tessuti degli animali macellati, dovuta ad un tipo di allevamento - quello intensivo - richiede un uso massiccio e sconsiderato di antibiotici e altri medicinali per far si che gli animali non si ammalino date le pessime condizioni igieniche in cui versano (assenza di arieggiamento e luce naturale, altissima concentrazione di capi, aria insalubre, ecc).
cane ed esperimenti
Un cane utilizzato per esperimenti sulla colite
Naturalmente tali sostanze permangono nelle carni dell’animale, e quindi tra l’altro, anche in quelle destinate al consumo umano; basti pensare ai vari casi di intossicazione da carne (70.000 ogni anno negli USA intossicati dal colibatterio) attribuibili proprio alla presenza dell’E.Coli in alcuni hamburger.
Ma non è ancora tutto. L’industria deve infatti cercare di confezionare un prodotto che in definitiva piaccia a Fido, altrimenti il padrone vedendolo inappetente …cambierà marca! E’ fuori di dubbio che una poltiglia composta dagli ingredienti sopracitati non può avere i requisiti di appetibilità e bontà per un cane, a meno che non si tratti di un randagio a digiuno da giorni. Dunque, come porre rimedio all’aspetto e all’odore poco invitante di questo mix di scarti per di più contaminati? Ecco che servono degli ‘appetizzanti’: per esempio il grasso animale riciclato, o gli oli troppo rancidi e classificati come inadatti per gli umani sono usati a questo scopo e vengono spruzzati direttamente sulle crocchette, sui ‘bocconcini’ e sui ‘patè’ prima del confezionamento.
Uno scenario allarmante, sia per il contenuto che in definitiva Fido si ritrova nella ciotola tutti i giorni e che a lungo andare non può non ripercuotersi sulla sua salute, sia per i tremendi e inutili esperimenti praticati su animali, fatti per assecondare le ragioni del marketing e non certo la salute dei nostri animali. Un panorama che fortunatamente non accomuna tutte le aziende produttrici di pet food. Ve ne sono alcune, per lo più piccole poco note perché non reclamizzate, che impostano la loro politica in modo del tutto differente, si potrebbe dire senz’altro più dal punto di vista dei cani e dei gatti: privilegiano la qualità degli ingredienti di base e si schierano contro ogni pratica di sperimentazione animale.

Scegliere di acquistare le marche SI e boicottare le marche NO è un’azione concreta, forte, ed efficacissima che ognuno può fare per combattere la vivisezione
Tali aziende scelgono di impiegare solamente sostanze naturali per il confezionamento di bocconcini e crocchette, senza l’impiego di conservanti o coloranti, né di additivi chimici o oli di scarto per aumentarne l’appetibilità, puntando sul concetto che carni, verdure e cereali di qualità non necessitano di essere ulteriormente insaporiti. Per garantire la conservazione utilizzano aromi naturali (rosmarino ed estratti della vitamina E e C) oltre ad una confezione perfettamente sottovuoto; alcune garantiscono la provenienza della carne esclusivamente da allevamenti a pascolo, altre specificano l’assenza di farine animali, di grassi idrogenati e zuccheri, altre ancora propongono delle linee ‘bio’, con carni e verdure biologiche.
Alcune infine hanno un’offerta di prodotti vegan e diete curative, ottenute queste ultime con l’addizione di estratti vegetali, di tipo fitoterapico e quindi del tutto naturale (per esempio il Ginseng, la Rosa canina e l’Ananas hanno un forte potere antiossidante e antinfiammatorio, la Yucca è una pianta che agisce a livello intestinale migliorando la digestione, il lievito di birra infine è una preziosa fonte naturale di vitamine del gruppo B).
In quest’ottica decisamente attenta all’ambiente e alla naturalità del prodotto la sperimentazione su animali non è ovviamente contemplata, o meglio l’unico test che praticano queste aziende è quello dell’appetibilità del cibo. Come si esegue? Si somministra il prodotto ad un campione di qualche decina di cani (cani in famiglia o rifugi), e si osserva il livello di gradimento. Insomma se il cane mangia di buon gusto la pappa è buona, altrimenti no: molto semplice, ma efficace e soprattutto non cruento. Data l’assenza di additivi chimici o sottoprodotti potenzialmente pericolosi il test punta infatti esclusivamente a valutare il sapore del cibo, non una sua eventuale tossicità, perché non ve ne sarebbe evidentemente motivo.
Si riporta in questo articolo un elenco aggiornato delle principali marche ‘SI’, quelle che non alimentano la vivisezione e garantiscono una maggior genuinità del prodotto, seguito dalle marche ‘NO’ da evitareaccuratamente, (si veda la foto ingrandibile proposta poche righe più sopra) perché oltre ad essere responsabili di crudeli esperimenti su cani e gatti sono proprietà di multinazionali, che notoriamente perseguono la politica del profitto ad ogni costo.
Scegliere di acquistare le marche SI e boicottare le marche NO è un’azione concreta, forte, ed efficacissima che ognuno può fare per combattere la vivisezione. In particolare le marche dell’elenco positivo dichiarano di non effettuare né commissionare a terzi test su animali di alcun tipo per i loro prodotti. Si tratta in genere di un’autocertificazione aziendale che viene evidenziata sul sito attraverso uno spazio dedicato alla comunicazione dell’eticità del prodotto, in cui si certifica la propria estraneità ai test sugli animali, spesso accompagnata dall’apposizione del logo ‘cruelty free’ (coniglietto).
Alcune aziende per acquisire maggior credibilità presso i clienti rispetto a questa loro politica ottengono anche una sorta di certificazione da parte di alcune associazioni animaliste, come per esempio Salut Pet garantita da OIPA, Aniwell da PETA, Arovit da PETA UK. E’ possibile quindi non solo sfamare ma anche assecondare i gusti e i capricci alimentari dei nostri amici pelosi senza arrecare sofferenza e morte ad altri cani o gatti, e tutelare la loro salute con una terapia di prevenzione, che consiste innanzitutto nel somministrargli ingredienti sani e naturali.
Per approfondire:
PER SAPERNE DI PIU' SULL'ARGOMENTO
Fido non si Fida 
 
Aprire una scatoletta e versarne il contenuto nella ciotola del cane o del gatto. provare, almeno una volta...
Continua...
 


giovedì 15 marzo 2012

Curiosità: Bob Marley ha dedicato una canzone a Jah (Geova)





TESTO ORIGINALE

Forever loving jah (Jeovah)

Bob Marley

We'll be forever loving Jah
We'll be forever loving Jah
Some they say see them walking up the street
They say we are going wrong to all the people
We meet
But we won't worry, we won't shed no tears
We found a way to cast away the fears
Forever yeah!
We'll be forever loving Jah
We'll be forever
We'll be forever loving Jah
Forever yes and forever
We'll be forever loving Jah, there'll be no end
So old man river don't dry for me
I have got a running stream of love you see
So no matter what stages, ah stages, stages
Stages they put us thru we'll never be blue
No matter what rages, ah rages, changes
Rages they put us thru, we'll
Never be blue
We'll be forever yeah!

We'll be forever laving Jah

 
We'll be forever
We'll be forever loving Jah
Forever and ever and forever
'Cause there is no end
'Cause only a fool lean up an, lean upon
His own misunderstanding
And what has been hidden from the wise and
The prudent
Been revealed to the babe and the suckling
In every thing, in ever way I say
We'll be forever loving Jah
We'll be forever
We'll be farever loving Jah
'Cause just like a tree planted by the river
Of water
That bringeth forth bringeth forth, fruits in due season
Every thing in life got it's purpose
Find it's reason in every season, forever yeah!
We'll be forever loving Jah
We'll be forever
We'll be forever loving Jah
On and on and on
We'll be forever loving Jah


TRADUZIONE


Ameremo Iah (Geova) per sempre 

Ameremo Iah  per sempre
Ameremo iah per sempre
Alcuni dicono, guardateli farsi avanti per la strada
Dicono che ci stiamo comportando male con tutti
Quelli che incontriamo
Ma noi non ci preoccuperemo, non verseremo lacrime
Troveremo un modo per sbarazzarci delle paure
Per sempre, sì!
Ameremo Iah per sempre
Lo ameremo per sempre
Ameremo Iah per sempre
Per sempre, sì, per sempre
Ameremo Iah per sempre, non ci sarà mai fine
Cosi vecchio amico fiume non prosciugarti per me
Vedi che ho una rapida corrente d'amore che scorre
Così non importa cosa ci faranno, faranno, faranno
Qualunque cosa ci facciano non verremo mai abbattuti
Non importa quanto furore, oh furiosi cambiamenti

Del furore che ci riserveranno, noi

 
Non verremo mai abbattuti
Noi lo ameremo per sempre, sì!
Ameremo Iah per sempre
Lo ameremo per sempre
Ameremo Iah per sempre
Per sempre, sempre, per sempre
Perché non ci sarà fine
Perché solo uno stupido può adagiarsi, adagiarsi
Sulle proprie incomprensioni
E quel che è stato nascosto al saggio e
All'avveduto
E' stato rivelato al bambino e al poppante
In ogni cosa, in ogni modo in cui parlo
Ameremo Iah per sempre
Lo ameremo per sempre
Ameremo Iah per sempre
Perché proprio come un albero piantato presso
Un fiume
Che produce, produce i frutti nell'adeguata stagione
Ogni cosa della vita ha un suo scopo
Trova il suo motivo in ogni stagione, per sempre, sì!
Ameremo Iah per sempre
Lo ameremo per sempre
Ameremo Iah per sempre
Di un amore senza fine
Ameremo Iah per sempre

MUSICA

lunedì 12 marzo 2012

"E150d cancerogeno": Coca Cola e Pepsi cambiano colorante in California




Il Centro per la scienza nel pubblico interesse  (CSPI - Centre for Science in the Public Interest) lancia un allarme sul colorante caramello (che non è la stessa cosa del caramello) contenuto in coca cola e pepsi cola; tale colorante secondo loro sarebbe cancerogeno e la prova consiste nei risultati di test fatti sugli animali (vivisezione).

Nel frattempo la California ha emanato una legge che costringe a indicare sull'etichetta il rischio di cancro associato a quegli alimenti in cui si usa quel colorante messo al bando (marrone scuro). Di conseguenza per evitare un drastico crollo dei consumi le aziende hanno deciso di sostituire quel colorante con altri (difficile pensare che però si decidano mai ad utilizzare sostanze naturali). Tale modifica è al momento applicata in tutti gli Stati Uniti ma non in Europa; qui da noi infatti le aziende interessate ribadiscono che non c'è nessuna base scientifica per bandire tale colorante (artificiale) e perfino il tossicologo Barelli afferma che la sostanza si è dimostrata cancerogena per i ratti, ma non c'è alcuna evidenza scientifica in tal senso sull'uomo.

Insomma, diciamocelo chiaramente, qui mi sembra che tutti ci prendano in giro. Premesso che non ritengo salubre bere una bevanda colorata artificialmente, abbondantemente zuccherata (mai sentito parlare di carie e di diabete come alattie legate al consumo di zucchero?) e contenente caffeina (e nonostante tutto somministrata allegramente a bambini e adolescenti che poi vengono diagnosticati "iperattivi") vorrei capire a che gioco giocano tutte queste persone. Forse hanno ragione quelli del CSPI a lanciare il loro allarme, ma perché si devono basare solo su assurdi, non etici, esperimenti su innocenti cavie animali, che come sanno tutti hanno un corredo enzimatico differente da quello dell'uomo?

E a che gioco giocano i medici che discolpano quel colorante affermando che gli esperimenti sui ratti non sono indicativi per l'uomo? Ma se TUTTA la scienza farmaceutica è fondata sulla vivisezione, TUTTA la scienza della sicurezza delle sostanze chimiche è fondata sulla vivisezione allora queste persone non dovrebbero usare la loro scienza solo per discolpare le grandi aziende, ma anche per ACCUSARE il mondo della medicina ufficiale e della farmaceutica, basato quindi su un falso scientifico, quello dell'attendibilità degli esperimenti su animali.

In ogni caso per approfondire la questione della coca-cola e pepsi-cola vi lascio alcuni link:



Pubblicato da 

giovedì 8 marzo 2012

L'aria mortifera di questo sistema mondiale e l'allontanamento dalla Verità: Svegliatevi!



di Gianni Tirelli
Viviamo in un mondo al contrario, dove all’aumento vertiginoso delle possibilità, corrisponde un azzeramento delle motivazioni e dello scopo finale. Questa diabolica equazione ci dice di quanto inutile e nefasto sia tutto questo baraccone tecnologico che non è in grado di soddisfare e onorare le vere e ineludibili, ragioni dell’uomo.
Le potenzialità perverse della tecnologia sono direttamente proporzionali alla loro capacità intrinseca di annullare gli scopi a cui erano destinate; minore fatica, più tempo libero e benessere per tutti. Così, a infiniti modi e tecniche per pescare e cacciare, coincide l’assenza di pesci e uccelli. E questo vale per ogni cosa! Possiamo avvalerci di tastiere avveniristiche e milioni di suoni, campionamenti e combinazione ritmiche, ma l’arte, l’ispirazione e la creatività, sono oramai defunte. 

Disponiamo di mezzi comunicazione fantascientifici che ci permettono di comunicare in tempo reale con tutto il mondo, quando non c’è più niente da dire, e la nostra sterile conoscenza, non deriva dalla somma delle nostre esperienze, ma si limita a qualche notizia attinta dal grande mare della rete che facciamo nostre per ragioni, le più strampalate. Siamo ossessionati da squallidi programmi di intrattenimento e svago, giochi virtuali e affini, quando la gioia, la pace e l’appagante felicita non abitano più il nostro cuore e in lui non vibra più alcuna corda.
La becera pornografia disseminata in ogni dove, condita nei modi più volgari, deprecabili e miserevoli (oggi assurta a paradigma di un voyeurismo di massa) ha sostituito il rapporto sessuale di coppia, per la più pratica e maneggevole, masturbazione on line. E neppure i rapporti affettivi e sentimentali sono esenti da un tale maleficio!.


In questo modo ogni possibilità di essere consapevoli, felici, pacificati e appagati, ci è preclusa per sempre. Ergo, la soddisfazione in Tempo Reale di ogni nostro più turpe desiderio e bisogno, non può produrre che alienazione e sconforto, perché orfana di quel percorso individuale di crescita umana, che traduce ogni vittoria e conquista in piacere e appagamento, consolidando così la nostra autostima. Diversamente da oggi, dove tutto è ridotto a mero tecnicismo
E’ durante il tragitto che incontriamo noi stessi e sublimiamo i nostri veri bisogni – ed è sempre durante il cammino che li possiamo soddisfare.
Il grande inganno si annida nella vana promessa di un risultato immediato (in tempo reale) tanto sbandierato dal Sistema Bestia: l’illusione, la chimera suadente e seducente che cela ad arte fra le sue ali il più ferale degli artigli.
Tutto oggi è stato stressato, compresso, pompato e umiliato. E questo non riguarda solo la sfera della nostra esistenza, ma tutto ciò con cui quotidianamente interagiamo e ci rapportiamo – sia che si tratti di lavoro, comunicazione, affetti e alimentazione.

Ogni cosa è stata piegata alla logica del “tutto e subito”, per soddisfare una perversa domanda globale di beni e bisogni effimeri nella maggiore parte dei casi, trasfigurati in vere e proprie patologie, dipendenze e pulsioni nevrotiche.

Per tenere testa a una tale richiesta di massa, il Sistema Bestia è stato in grado di coartare fino a cancellare quel processo temporale di formazione, maturazione, evoluzione delle cose, ritenendolo una imperdonabile perdita di tempo e quindi di profitto. 
Per tanto, tutti i danni prodotti alla qualità della nostra vita e all’ambiente nel suo complesso, sono il risultato ultimo della meccanizzazione e tecnicizzazione che sull’appagamento in Tempo Reale della spropositata domanda di consumi in atto, attua il suo piano di distruzione.

Tumori (oggi in aumento esponenziale) e infinite altre vergognose malattie, disturbi neurologici, infarti e allergie, non sono che la logica conseguenza di una alimentazione alterata nei suoi processi vitali ed evolutivi. Risultato di una alterazione dello stato di coscienza, indotta da una massiccia opera di propaganda, che si prefigge di snaturare ogni regola e principio biologico, in nome del Risultato Immediato e dell’interesse particolare.
Verdure, ortaggi e frutta fuori stagione che persistiamo a consumare durante l’anno come le voglie irreprimibili di una donna in cinta, appartengono a quella categoria di beni ai quali è stato sottratto il loro naturale tempo di crescita, sovvertendone ogni regola e alterando le loro funzionalità con l’aggiunta di principi chimici e interventi di manipolazione genetica.
Di fatto, questi prodotti, conservano solo l’aspetto, la forma dei loro fratelli originali, ma di tutte le caratteristiche organolettiche e nutrizionali non vi é traccia alcuna.

L’estinzione di migliaia di specie animali e vegetali nel mondo, non è solo relativa all’inquinamento del territorio, dell’aria e delle acque, ma è funzionale alla facilità e alla velocità di applicazione di tutte quelle macchine tecno/infernali messe sul mercato, che alla fatica fisica hanno sostituito l’azione necro/meccanica.

Quale civiltà nella storia del mondo sarebbe mai stata in grado di mettere in atto quel piano di deforestazione (soluzione finale) di cui si sono macchiate le nostre moderne società? Motoseghe infernali di ultima generazione che sono in grado di abbattere alberi secolari in pochi secondi, come fossero fuscelli. Questa abissale sproporzione, si pone a paradigma di quella devianza e depravazione morale, etica e spirituale messa in atto dell’uomo iper/tecnologico di quest’epoca insensata.
Oceani, mari, fiumi e laghi, sono ridotti a latrine a cielo aperto, mentre una flotta di migliaia pescherecci armati fino ai denti, rastrellano i fondali marini sterminando ogni specie acquatica, animale e vegetale. Baleniere come corazzate in assetto di guerra fanno strage di cetacei per saziare la sete di sangue di individui asserviti alla volontà del maligno.
Cacciatori per sport a bordo dei loro gipponi cromati, bardati di tutto punto, anfibi, tuta mimetica, fucile automatico, cartucciera “Rambo” (che sembra stiano per avere uno scontro a fuoco con dei terroristi), scaricano la loro frustrazione sulle ultime specie viventi del pianeta, causandone l’inesorabile estinzione. Vorrei vederli armati di arco e di frecce e con cinque figli a casa da sfamare! Morirebbero di fame nel giro di qualche settimana.
Il valore della vita dunque, non consiste nel raggiungimento di una meta, ma nel percorso motivato (il durante) che ci spinge a dare un senso ad ogni giorno della nostra permanenza su questa terra. È attraverso il cammino, e in virtù di tutte di tutte le esperienze buone o cattive che nel corso del viaggio incontriamo, gli ostacoli, le emozioni, i momenti di gioia e di pace, di angoscia e dolore, che modelliamo la nostra personalità e il carattere, e acquisiamo consapevolezza e discernimento e affinando la capacità di decisione. 
In questo modo, e solo così, siamo in grado di conoscere e sublimare noi stessi per comprendere i veri bisogni del nostro essere.
Per tanto la meta non è che un utopia, un grossolano errore di valutazione, un falso culturale che ci allontana dal nocciolo della questione, dalla verità. Noi siamo la strada mentre la meta, non è che un miraggio.

LA VERA FELICITA'

“Felici quelli che si rendono conto del loro bisogno spirituale"
"Felici quelli che fanno cordoglio"

"Felici quelli che sono d’indole mite"

“Felici quelli che hanno fame e sete di giustizia"

"Felici i misericordiosi"

"Felici i puri di cuore"

"Felici i pacifici"

"Felici quelli che sono stati perseguitati a causa della giustizia"

MATTEO 5:1-10



lunedì 5 marzo 2012

Lo Zucchero? Pericoloso quanto alcol e fumo!


(ansa.it) E' calorico, cambia il metabolismo e alza la pressione

 
Anche i pacchi di zucchero, come quelli di sigarette o gli alcolici, dovrebbero avere la scritta 'nuoce gravemente alla salute'. Lo affermano alcuni esperti dell'università di San Francisco in un articolo pubblicato dalla rivista Nature, secondo cui i danni provocati da questo alimento sono simili a quelli dovuti all'alcolismo.

"Lo zucchero è molto lontano dall'essere soltanto un fornitore di calorie - spiegano Robert Lustig, Laura Schmidt e Claire Brindis - al livello consumato in occidente cambia il metabolismo, alza la pressione, altera i segnali ormonali e causa danni significativi al fegato. I pericoli per la salute sono largamente simili a quelli che si hanno bevendo troppo alcol, che non a caso deriva dalla distillazione dello zucchero". 

Gli esperti fanno notare come lo zucchero sia ormai uno dei principali responsabili dei 35 milioni di morti l'anno per malattie non trasmissibili come diabete e problemi cardiocircolatori, e come ad esempio negli Usa l'apporto quotidiano di calorie solo da questo alimento superi in molti casi le 500: "Non stiamo parlando di proibire lo zucchero - concludono - ma questa deve diventare una preoccupazione dei governi. Si dovrebbe rendere il consumo di zucchero meno conveniente, e allo stesso tempo far capire il messaggio alla popolazione".