mercoledì 25 aprile 2012

Chi fuma rischia la schizofrenia




Uno studio suggerisce che i fumatori possono essere più inclini a sviluppare la schizofrenia a causa di una mutazione genetica

Fumare potrebbe mettere a rischio di sviluppare la schizofrenia, una malattia mentale piuttosto seria e grave che rende le persone incapaci di discernere la realtà.

Fino a oggi tra i vari fattori scatenanti questo disturbo psichiatrico si riteneva che il principale fosse l’ereditarietà, tuttavia un nuovo studio dei ricercatori svizzeri pone l’accento sulla possibilità che dietro all’insorgenza vi possa in più essere una causa genetica, che trova la sua manifestazione in un’alterazione di un non ancora ben precisato gene.

Detto gene, sarebbe suscettibile di alterazione da parte del fumo di sigaretta. Per questo motivo, il farmacologo professor Boris Quednow dell’Ospedale Psichiatrico di Zurigo e il professor Georg Winterer dell’Università di Colonia hanno inteso utilizzare un nuovo approccio per valutare come il background genetico avesse un diverso impatto sul rischio in persone sane e in quelle malate, coinvolgendo per questo 1.800 volontari.

Il mezzo utilizzato dagli scienziati è stato l’elettroencefalogramma (EEG), con cui hanno osservato la reazione a determinati stimoli acustici semplici e simili formati da una sequenza di scatti.
L’intento era quello di valutare se e come le persone reagissero a questi stimoli e come questo avesse a che fare con il gene TCF4, ritenuto fattore di rischio per la schizofrenia. Il TCF4 è conosciuto anche come “Fattore di Trascrizione 4”, una proteina che si pensa abbia un ruolo di primo piano nello sviluppo cerebrale precoce.

Dai risultati dei test ciò che è subito emerso era proprio la differenza di risposta tra le persone sane e quelle con diagnosi di schizofrenia. Mentre le prime riuscivano a filtrare le informazioni aggiuntive – sotto forma di suoni – come stimoli non rilevanti, e di conseguenza sopprimerle per non sovraccaricare il cervello, le persone affette da schizofrenia mostravano di non essere in grado di reagire allo stesso modo, mostrando una specie di deficit di filtraggio. In questa maniera, secondo i ricercatori, il cervello dello schizofrenico potrebbe essere sovraccaricato e sommerso da troppe informazioni, anche irrilevanti.

Il collegamento tra schizofrenia e vizio del fumo è stato analizzato partendo dalla constatazione che molti dei pazienti affetti da questa patologia fumano. Il focus dello studio tuttavia era comprendere se il fumo potesse avere un impatto sul gene TCF4 anche sulle persone sane, esponendoli così di fatto al rischio di sviluppare la malattia.
Alla fine, i dati raccolti hanno infatti mostrato che nelle persone portatrici sane del TCF4, ma dedite al vizio del fumo, la capacità di filtrare gli stimoli era meno efficiente e si avvicinava così al deficit di filtraggio tipico degli schizofrenici. E più le persone fumavano, più il rischio era elevato.
I ricercatori fanno tuttavia notare che questo deficit era più marcato nei portatori del rischio genetico anche se non fumavano.

«Il fumo altera l’impatto del gene TCF4 sulla [funzione di] filtraggio dello stimolo acustico – spiega Quednow – Pertanto, il fumo potrebbe anche aumentare l’impatto di particolari geni sul rischio di schizofrenia».
Conoscere pertanto questo meccanismo potrebbe aiutare i medici a formulare diagnosi precoci, attuare piani di prevenzione e nuovi approcci terapeutici, fanno notare i ricercatori. «Il fumo dovrebbe essere considerato come un cofattore importante per il rischio di schizofrenia in studi futuri», conclude Quednow.
Uno dei tanti rischi a cui chi fuma si espone che, invero, va preso in seria considerazione.



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