mercoledì 30 maggio 2012

La frutta e il suo potere curativo




La frutta è la più pura e completa alimentazione umana


Rinfrescante, elettrica, soave, bella, stimolante, colorata, nutriente, purificante, astringente, lassativa, diuretica, energizzante, luminosa, fortificante, bevibile, cibo, compatta, trasportabile, fragrante, acquosa, ricca e perfetta.


La  frutta dà dinamismo,  pulizia intestinale e una gamma completa di nutrienti, il tutto in un unico  alimento.


Porta la vita agli organi malati e debilitati, rompendo l’inerzia della cultura moderna basata sul consumo di cibi altamente acidificanti come carni, pesci, latticini, caffè, bevande alcoliche e cibi cotti in genere, solo per citare alcuni degli alimenti responsabili dell’eccesiva e permanente acidificazione del sangue e dei tessuti.  L’equilibrio alcalino dell’organismo viene ripristinato e mantenuto da un consumo continuo di frutta e verdura. Il corpo umano lotta sempre per mantenere l’alcalinità, che significa salute e vita, a differenza dell’acidità interna che si traduce in infermità e morte.



Un dispendio di energie inutile ed evitabile


Il corpo, nel suo  prioritario sforzo di sopravvivenza, per combattere e riequilibrare l’alcanilità nei suoi organi e nel sangue, mette in gioco tutte le sue migliori energie per salvaguardare le sue funzioni vitali ( con un alto e inutile spreco di energie).  A questo punto è d’obbligo domandarsi: Quale sarebbe lo stato di un corpo non più obbligato a sprecare energie per normalizzare la sua alcanilità? La risposta è così ovvia quanto sconcertante per la sua semplicità: Questo risparmio energetico del corpo si tradurrebbe in salute, guarigione, riserve di energia e nell’espressione di una fresca vitalità.


 IL POTERE CURATIVO DELLA FRUTTA


Il potere alcalinizzante della frutta rappresenta perciò la  più significativa strategia  nel trattamento terapeutico per ripristinare la salute in modo naturale sfruttando le innate capacità di autoguarigione del nostro stesso organismo.


Non ci sono trucchi,  niente sostanze chimiche, niente farmaci e nessun interesse commerciale dell’industria farmaceutica. C’è solo il nostro Sistema Immunitario coadiuvato dal più puro ed idoneo alimento per il nostro organismo: la frutta.


 Ippocrate giustamente diceva “Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la medicina sia il tuo cibo”.

Fruttoterapia


La frutta oltre ad essere un alimento completo per il nostro corpo, possiede delle immense capacità terapeutiche. Con le conoscenze biologiche che abbiamo oggi dei vari nutrienti in essa contenuti possiamo utilizzarla a ragione come Fruttoterapia.

Ecco qui alcuni requisiti terapeutici della frutta:


LA MELA


La mela è un farmaco naturale utile per tanti problemi. Combatte inappetenza, stanchezza e nervosismo, facilita la digestione, protegge le mucose della bocca e dell’intestino e rinforza capelli e unghie. Rimedio naturale contro diarrea e stipsi.


LA  BANANA


La banana contiene molto zucchero ed è estremamente nutriente, ed è particolarmente indicata come merenda e come fabbisogno di energie. Con la sua azione regolarizza gli intestini, evitando la stitichezza cronica e la successiva costipazione, senza l’uso dei pericolosi lassativi chimici.


IL MELONE


Il melone è  dissetante  grazie al suo alto contenuto di acqua. Per questo motivo aiuta a prevenire la disidratazione. E’ leggermente lassativo,  rinfrescante, diuretico, depurativo, disinfiammante,  fluidificante per il sangue, ed aiuta chi soffre d’anemia essendo ricco di ferro.


L’UVA


L’uva contiene sostanze dissetanti, purificanti, anti-ossidanti, e nutrienti che danno vitalità al nostro organismo. Non è indicata per i diabetici per il suo alto apporto di zuccheri (fruttosio e glucosio). E’ invece molto utile per favorire la diuresi e per regolarizzare l’attività intestinale.


L’ANANAS


L’ananas ha tantissime proprieta’ terapeutiche: e’  un buon antiossidante e potenzia le difese immunitarie,migliora  l’ossigenazione del sangue, aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo,  e’ un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare. Ha inoltre proprietà digestive, antinfiammatorie ed aiuta a perdere i liquidi.


L’ANGURIA


L’anguria contiene notevoli quantità di antiossidanti. Ricca d’acqua e fruttosio, abbonda di vitamina A,  vitamina C e  potassio. Proprio per la sua composizione, l’anguria è un frutto fortemente ipocalorico, adatto alla stagione estiva per la sua capacità dissetante. Ideale per la diuresi.


LE PRUGNE


Le prugne  presentano proprietà rinfrescanti, diuretiche e lassative, in grado di stimolare la secrezione della bile da parte del fegato e di regolarizzare l’attività intestinale. Inoltre la prugna vanta un’azione antivirale e antibatterica e contiene delle preziose sostanze antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi e che quindi contrastano gli effetti dell’invecchiamento.


LA FRAGOLA


La fragola possiede moltissime virtù salutari:  ha un altissimo potere antiossidante  superiore ad ogni altro alimento  ed è ricca di vitamina C. Queste caratteristiche giustificano il  perché la fragola è considerata uno  dei cibi che mantengono giovani. E’ anche ricchissima di calcio, ferro e magnesio ed è altamente terapeutica contro reumatismi e malattie da raffreddamento. Inoltre è particolarmente indicata per combattere il colesterolo.


LE MANDORLE

Contengono: 21% d albumina, 53 % di grassi, 17 % di idrati di carbonio, e il 3 % di minerali. Devono masticarsi accuratamente affinchè rilascino tutto il loro potere  nutritivo. Sono uno dei più potenti alimenti della natura,  generano molte calorie per la gran quantità di grassi che contengono, e forniscono una grande energia muscolare per la loro ricchezza di idrati di carbonio. Portano abbondanza di sali tra i quali domina il fosforo, molto utile a sostenere il cervello ed il sistema nervoso.  La proteina della mandorla è una delle più complete, perchè possiede la maggior parte degli aminoacidi necessari per la vita.

LE NOCCIOLE


Contengono il 17 % di albumina, 60 % di grassi, 15 % di idrati di carbonio, sali minerali (potassio, fosforo e calcio) e vitamina B1, B2 e C. Si debbono masticar molto bene, per facilitare la loro digestione. Sono un grande alimento per la formazione dei tessuti (per la sua albumina), per la forza che fornisce (per i suoi zuccheri), generatore di calorie (per i suoi grassi) e mineralizzante (per i suoi sali), ossia un alimento completo, un vero tesoro alimentare. 


LIMONI


 Sono abbondanti di sali minerali, specialmente calcio, fosforo, magnesio e potassio e contengono vitamina A, B1 , B2 e C. Si raccolgono tutto l’anno. Sono frutti medicinali per eccellenza, disinfettante, antisettico e battericida, che deve le sue proprietà specialmente all’acido citrico che contiene. Elimina l’acido urico dell’organismo, e per questo motivo è indicato nel reumatismo, nella gotta e nell’arteriosclerosi. Combatte la diarrea, la stitichezza, alcalinizza  il sangue e diminuisce l’acidità dello stomaco. Conviene non  abusare del limone, soprattutto in persone artritiche.

NOCI 


Insieme alle Mandorle e alle Nocciole occupano uno dei  primi posti in quanto a potenza alimentare nel regno vegetale. Contengono 15 % di albumina, 57 % di grassi, 20 % di idrati di carbonio, 1,7 % di sali minerali. Contengono anche vitamina B1, B2 e C. Anche la noce deve essere masticata per bene. La sua albumina rimpiazza vantaggiosamente quella delle uova e del latte vaccino, perchè non si altera facilmente. Un vegano può mangiarne fino a 25 grammi al giorno, però quando nello stesso giorno si ingeriscono altri frutti similari, si deve regolare la quantità ad un massimo di 25 grammi totali. 

POMPELMO

Ha le stesse proprietà delle arance e dei limoni, di sapore amarognolo. Mangiandolo a digiuno è un grande depurativo e lassativo. Possiede fino a 5 volte in più di vitamina C di quella del pomodoro, dell’arancia e del limone, però per poterla usufruire al massimo deve essere ben maturo, contiene anche vitamina B1 e B2. 


OLIVE

 Contengono: 0,7 % di albumina, 8,5 % di idrati di carbonio, 14 % di grassi e 0,4 % di sali minerali (potassio, calcio e sodio). Sono come si può osservare un ottimo alimento produttore di forza e di calorie, molto  raccomandati  d’inverno. Aiutano nella dissoluzione dei  depositi calcarei che possono esserci nei  tessuti del corpo,  che sono segnali di invecchiamento. Stimolano i succhi gastrici e sono di facile digestione quando si masticano correttamente. Le olive nere contengono anche vitamina A e C.


Ci fermiamo qui in questa breve disamina, ma già risulta evidente l’alto potere terapeutico della frutta per mantenere la salute e prevenire la malattia. Perciò consumiamo più frutta per vivere più sani e “togliere il medico di torno”.


fonte: http://www.scuoladellasalute.it/il-potere-curativo-della-frutta
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giovedì 24 maggio 2012

QUANTO E’ PERICOLOSO IL VOLTAREN?


Dopo una ricerca sugli effetti collaterali del farmaco, in Australia valutano di ritirare il medicinale dal mercato

Lo studio è stato realizzato in Danimarca, è durato 8 anni e ha coinvolto 2,5 milioni di volontari


Il diclofenac, il principio attivo di alcuni farmaci antinfiammatori e contro il dolore come il Voltaren, aumenta sensibilmente le probabilità di avere un infarto, secondo una recente ricerca svolta in Danimarca. Che il diclofenac potesse causare un effetto collaterale così grave era noto da tempo, ma i rischi sarebbero molto più alti di quanto stimato, specialmente tra i pazienti in salute e senza particolari patologie al sistema cardiocircolatorio. I risultati della ricerca stanno facendo molto discutere soprattutto in Australia e Nuova Zelanda, dove il farmaco è venduto senza prescrizione del medico e si sta discutendo di un ritiro dal mercato del medicinale.


Lo studio della durata di otto anni è stato condotto da un team di ricerca presso il Gentofte University Hospital (Copenhagen) e ha coinvolto due milioni e mezzo di volontari sotto trattamento con antinfiammatori non steroidei (FANS) come aspirina, ibuprofene e ketoprofene. Associando a questi farmaci il principio attivo del Voltaren, il rischio di infarto è aumentato dell’86% in soggetti inizialmente non esposti a questo rischio. Secondo gli autori della ricerca, i pazienti dovrebbero ricevere maggiori informazioni sui rischi legati all’assunzione di diclofenac insieme ad altri FANS.
David Henry, docente presso la University of Newcastle (Nuovo Galles del Sud, Australia), è convinto che il farmaco debba essere ritirato dal mercato:
«Il medicinale ha ormai esaurito il suo scopo. Si tratta di un farmaco datato e ora è dimostrata la sua tossicità. Ci sono alternative più sicure. Non c’è ragione di averlo ancora sul mercato, sia sotto prescrizione che come medicinale da banco.»
In realtà, molti farmaci FANS possono aumentare il rischio di infarto anche nei soggetti non predisposti. Alcuni principi attivi, spiega Henry, aumentano più di alti questa probabilità e il diclofenac è sostanzialmente il primo in lista.
In Australia sono molto attenti agli effetti collaterali causati dai farmaci. Nel 2004, le autorità del paese decisero di mettere fuori commercio il Vioxx, un medicinale utilizzato per combattere l’artrite e alla base di numerosi casi di attacco cardiaco. Nello stesso anno l’azienda farmaceutica che produceva il Vioxx decise di ritirarlo dal mercato sempre per il possibile aumento del rischio di infarto del miocardio e ictus. Il farmaco era molto diffuso e l’anno precedente al ritiro aveva fruttato alla società produttrice circa 2,5 miliardi di dollari.
La Therapeutic Goods Administration (TGA), l’ente pubblico australiano che monitora i farmaci, ha ricevuto otto segnalazioni di attacco cardiaco e una di angina di pazienti sotto diclofenac. In attesa di prendere una decisione sulla possibile sospensione delle vendite dei farmaci come il Voltaren, l’ente si è ripromesso di proseguire le indagini e consiglia di utilizzare basse dosi di diclofenac per periodi limitati di tempo.
Uno dei farmaci a base di diclofenac più venduti in Italia è il Voltaren in diverse preparazioni: compresse, supposte, soluzione iniettabile e pomata. Tra gli effetti collaterali compare anche l’indicazione del rischio di infarto:
In associazione al trattamento con FANS. sono state riportati edema, ipertensione e insufficienza cardiaca. […] Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l´uso di diclofenac, specialmente ad alti dosaggi (150 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus).

 http://www.ilpost.it/2010/09/14/quanto-e-pericoloso-il-voltaren/

sabato 19 maggio 2012

I libri apocrifi: Falsi insegnamenti ed errori storici





STORIA DEI LIBRI APOCRIFI

I libri apocrifi (da apokryphos, termine greco che significa "nascosto") detti deuterocanonici furono scritti durante i 400 anni di silenzio tra il libro di Malachia e l'annuncio della nascita di Giovanni il Battista (notizie su altri libri apocrifi, come i vangeli gnostici, sono disponibili su questa pagina).

Il canone ebraico, o palestinese, fu fissato verso la fine del V secolo a.C., ai tempi di Esdra e Nehemia. Dal tempo della chiusura del canone fino a Cristo non ci furono profeti, quindi nemmeno scritti ispirati da Dio. A questo si riferisce Gesù in Matteo 23:35, alludendo all'uccisione di tutti gli uomini retti, che furono perseguitati, da Abele a Zaccaria, il cui libro era l'ultimo del canone ebraico da Lui utilizzato.

Per quanto riguarda il canone dell'Antico Testamento, dobbiamo attenerci senz'altro a quello stabilito dagli Israeliti, poiché è a loro che Dio rivelò la sua volontà e li guidò nella verità mediante i profeti. Conferma infatti l'apostolo: "Qual è dunque il vantaggio del Giudeo?... Grande per ogni maniera; prima di tutto, perché a loro furono affidati gli oracoli di Dio"(Romani 3:1-2).

Gesù stesso citò la triplice divisione del canone palestinese, che non comprende alcun libro apocrifo: "Queste sono le cose che io vi dicevo quand'ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella LEGGE DI MOSÈ, nei PROFETI e nei SALMI, fossero adempiute" (Luca 24:44).

Oltre agli apocrifi dell'Antico Testamento, esistono numerosi apocrifi del Nuovo Testamento. Ne sono un esempio i vangeli della natività e dell'infanzia, le cui pagine sono cariche di scenette in cui Gesù ancora bambino compie pittoreschi miracoli per divertimento; o l'apocrifo di Giovanni, in cui si legge addirittura che Gesù incita i nostri progenitori a peccare e a disubbidire a Dio; e molti altri ancora. È dimostrato (si veda anche questo studio) che si tratta di falsi storici, che spesso hanno attinto proprio ai Vangeli canonici. Molte persone, purtroppo, amano sentir parlare di testi segreti, messaggi nascosti, presunte cospirazioni, e accettano acriticamente gli apocrifi solo perché diversi e "intriganti".

"Infatti verrà il tempo che non sopporteranno più la sana dottrina, ma, per prurito di udire, si cercheranno maestri in gran numero secondo le proprie voglie, e distoglieranno le orecchie dalla verità e si volgeranno alle favole." (2 Timoteo 4:3-4)


IL CANONE: QUELLO CRISTIANO O QUELLO CATTOLICO?

La Chiesa Cristiana dei primi secoli non si discostò mai dal canone ebraico per l'Antico Testamento e rigettò anche gli apocrifi del Nuovo Testamento. Per i primi quattro secoli dell'era cristiana, infatti, essi non vennero mai riconosciuti come ispirati.

Nonostante questo, la chiesa cattolica romana si rifà al cosiddetto canone "alessandrino" o "cattolico", il quale aggiunge alla Bibbia i seguenti 12 libri apocrifi:


    - Tobia; - Giuditta; - Sapienza di Salomone; - Ecclesiastico o Siracide (o Sapienza di Gesù figlio di Sirac); - Baruc; - Epistola di Geremia (inclusa sovente alla fine di Baruc); - aggiunte al libro di Ester (il "sogno di Mardocheo"); - tre aggiunte al libro di Daniele ("il cantico dei tre giovani", "Susanna e i vecchi", "Bel e il dragone"); - i libri 1 Maccabei e 2 Maccabei.
La chiesa cattolica li definisce libri deuterocanonici, ossia aggiunti al canone della Bibbia (il canone è l'insieme dei libri riconosciuti sacri e autentici dalle prime Chiese Cristiane).

Questi scritti sono chiaramente non ispirati: in essi, come vedremo tra poco, vi sono racconti leggendari, palesi imprecisioni storiche (mentre tutta la parte storica dell'Antico Testamento è stata sempre puntualmente confermata dalle ricerche archeologiche), e gravi contraddizioni con l'insegnamento dei libri ispirati.

A titolo d'esempio citiamo la conclusione del secondo libro dei Maccabei: "Era mia intenzione offrire un'esposizione ordinata e ben fatta degli avvenimenti. Se è rimasta imperfetta e soltanto mediocre, vuol dire che non ero in grado di fare meglio" (15:38). Così non si sarebbe mai espresso un uomo consapevole d'aver scritto guidato dallo Spirito Santo di Dio.


IL CANONE ALESSANDRINO È AUTENTICO?

Ma è davvero mai esistito un canone Alessandrino?

La scienza biblica, oggi finalmente anche da parte cattolica, ha abbandonato l'idea che tra gli ebrei vi fossero in vigore due canoni, uno "palestinese" e uno "alessandrino" distinti e in quanche modo in antagonismo, in quanto mancano evidenze tali da poterlo affermare.
Questo antogonismo, per diverso tempo è stato asserito in particolare dai fautori del "canone lungo" per giustificare l'inclusione dei deuterocanonici all'interno del canone cattolico, ma oggi è un ipotesi del tutto abbandonata.

In ogni caso, era convinzione quasi unanime presso gli scrittori cristiani dei primi secoli, che i testi non inclusi nel canone palestinese non dovessero essere utilizzati per la lettura pubblica o per le controversie dottrinali (la pensavano così Girolamo, Melitone da Sardi, Tertulliano, Ilario, Rufino, Atanasio, e Origene, le cui opere coprono il periodo che va dal II al VI secolo d.C.).

Non va, inoltre, dimenticato che citare un brano non ha il significato di attribuire canonicità al testo da cui si è citato. Gli stessi scrittori neotestamentari, a scopo di edificazione, facevano largo uso di citazioni tratte anche da testi pagani: Paolo cita dai "Fenomeni" del poeta-filosofo Arato (Atti 17:28), dal "Thais" del poeta Menandro (1 Corinzi 15:33) e forse dal filosofo Epimenide (Tito 1:12); nessuno affermerebbe che questi scrittori pagani fossero "ispirati" da Dio e la loro produzione meritevole di essere introdotta nel canone neotestamentario!
Che dire poi di brani di testi apocrifi non "deuterocanonici", citati da scrittori neotestamentari, come è il caso del Libro di Enoc e dell'Assunzione di Mosè, citati nell'Epistola di Giuda?

Secondo i teologi cattolici, il cosiddetto canone Alessandrino sarebbe documentato dalla traduzione greca dell'Antico Testamento detta dei Settanta (LXX, o Septuaginta), ma i manoscritti che contengono tale versione documentano una notevole incertezza a proposito di quanto fosse da accettare come canonico.
Il codice chiamato Vaticano (catalogato con la lettera B), manca di 1 e 2 Maccabei, e include 1 Esdra (che neppure i cattolici ritengono canonico); il codice detto Sinaitico (catalogato con la lettera ebraica "aleph") include solo Giuditta, Tobia, 1 Maccabei e 4 Maccabei (non considerato canonico dai cattolici). Il codice detto Alessandrino (catalogato con la lettera A) include 1 Esdra, 3 e 4 Maccabei (che i cattolici ritengono non canonici).

Non esistono testi della Settanta anteriori al IV secolo d.C., cioè le testimonianze in nostro possesso di questa versione sono posteriori alla loro compilazione di ben 600 anni! Può ben essere che i testi apocrifi dell'Antico Testamento fossero aggiunti a tale versione in epoca cristiana.
Appare molto probabile che non è mai esistito un canone Alessandrino, e gli stessi ebrei alessandrini non ne fanno menzione; basti pensare che il filosofo ebreo Filone di Alessandria vissuto a cavallo tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C., non utilizza mai nei propri scritti gli apocrifi.
L'unico canone legittimo è quello contenente i 39 libri dell'attuale Antico Testamento, ossia quello Palestinese.


BREVE ANALISI DEI MAGGIORI LIBRI APOCRIFI

Sia i libri apocrifi che le aggiunte furono considerati ufficialmente dalla chiesa cattolica romana "scrittura ispirata da Dio" solo nel 1546, col concilio di Trento. Questo concilio riaffermò, in sostanza, ciò che il Concilio di Cartagine aveva dichiarato ben 4 secoli dopo Cristo, ossia che gli apocrifi erano da considerarsi parte della Scrittura; eppure il canone era stato stabilito già dal primo secolo, e non includeva gli apocrifi (per approfondimenti, vedere la pagina sul canone). Vennero dichiarati canonici soprattutto per avvalorare la falsa dottrina del purgatorio.

Prima di questa data, anche diversi papi li avevano dichiarati non canonici (Gregorio Magno e Leone X), senza contare che i primi Cristiani (e i "padri" Gregorio Nazianzeno, Atanasio, Ilario di Poitiers, Cirillo di Gerusalemme) non li riconobbero mai come Parola di Dio.
Noi Cristiani evangelici non riconosciamo i libri apocrifi come Parola di Dio per le seguenti ragioni:

1) In essi vi sono innumerevoli contraddizioni (reali e non apparenti), falsi insegnamenti ed errori storici.
  • Nei libri dei Maccabei, la morte di Giuda Maccabeo è descritta in 1 Mac. 9:18. Egli sarebbe morto sul campo di battaglia nel primo mese dell'anno 152. Ma 36 anni dopo essere morto scrive una lettera agli Ebrei in Egitto (2 Mac. 1:10). Questa è una prima prova della falsità di questo libro.
    Inoltre, la morte del re Antioco Epifane è raccontata in tre modi contrastanti. La prima volta si ammala di tristezza e muore (1 Mac. 6:8-16). La seconda volta muore in Persia nel tempio di Nanea fatto a pezzi dai sacerdoti (2 Mac. 1:11-16). La terza volta muore ritornando dalle regioni della Persia, ad Ecbatana, colpito da una piaga incurabile (2 Mac. 9:5-29). È evidente che si tratta di spudorate menzogne, eppure questo libro viene accettato dalla chiesa cattolica romana per giustificare la credenza del purgatorio.
  • Nel libro di Giuditta si fa risalire la storia di questa donna a poco dopo il rientro dei Giudei dalla cattività dei Babilonesi, e in un passo viene detto: "I figli d'Israele, che abitavano in Giudea, venuti a sapere quello che Oloferne, generale in capo di Nabucodonosor, re d'Assiria, aveva fatto a quei popoli, e come avesse spogliato i loro santuari e li avesse distrutti, temettero grandemente al vederselo davanti e si sentirono angosciati per Gerusalemme e per il tempio del Signore loro Dio, perché da poco avevano fatto ritorno dalla schiavitù ed era cosa recente la riunificazione di tutto il popolo della Giudea, la purificazione dei vasi sacri e del Tempio, che era stato profanato" (Ed. 1971, Giuditta 4:1-3).
    In queste poche parole ci sono diverse menzogne perché quando i Giudei tornarono dalla cattività in Giudea non esisteva più il re Nebucodonosor, re di Babilonia, perché morto da molti anni, e sul regno dei Medi e dei Persiani in quel tempo regnava Ciro re di Persia, il quale era stato lui a rimandare liberi gli esuli Ebrei affinché tornassero in Giudea a costruire il tempio di Dio.
  • Nel libro di Ester (canonico) è scritto a proposito di quando Ester si presentò dopo il digiuno al re: "Il re era assiso sul trono reale nella casa reale, di faccia alla porta della casa. E come il re ebbe veduta la regina Ester in piedi nel cortile, ella si guadagnò la sua grazia; e il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano; ed Ester s'appressò, e toccò la punta dello scettro. Allora il re le disse: Che hai regina Ester? che domandi? Quand'anche tu chiedessi la metà del regno, ti sarà data" (Est. 5:1-3).
    Invece, nelle aggiunte apocrife fatte a questo libro troviamo scritto a proposito dello stesso episodio queste parole: "Varcate tutte le porte, si presentò davanti al re, che stava assiso sul suo trono, rivestito di tutti gli ornamenti della sua maestà, fulgente d'oro e di pietre preziose: il suo aspetto era imponente. Or, appena egli ebbe alzato il capo scintillante di splendore, e lanciato uno sguardo ardente di collera, la regina cambiò colore, svenne e si appoggiò sulla spalla della damigella che l'accompagnava" (Ed. Paoline. 1971, Ester 15:9-10).
    Come si vede, la descrizione fatta nell'aggiunta contrasta quella autentica del libro ispirato, perché nella prima è detto che Ester si guadagnò il favore del re mentre nella seconda è detto che il re lanciò uno sguardo di collera verso Ester e che ella per giunta svenne.
  • Nel libro di Tobia, che è pieno di favole, riscontriamo una menzogna che lo scrittore fa dire a un angelo di Dio di nome Rafael. Prima troviamo scritto che Tobia uscì in cerca di un uomo pratico della strada, che lo accompagnasse nella Media, e appena uscito, si vide davanti Rafael, l'angelo, ma non sapeva che era un angelo di Dio, poi quando Tobit, suo padre, gli chiese: "Fratello, potresti dirmi di qual famiglia e di qual tribù tu sei?", questi gli rispose: "Io sono Azaria, figlio di Anania il grande, uno dei tuoi fratelli" (ibid., cfr. Tobia 5:4-13).
    Gli angeli di Dio sono santi e non si mettono a mentire quando parlano perché essi sono i servitori di Dio, il quale odia la menzogna. Se l'angelo si chiamava Rafael avrebbe dovuto rispondere che si chiamava Rafael; come mai allora mentì e disse di essere Anania?
    Sempre in questo libro riscontriamo anche la superstizione insegnata niente di meno che da un angelo di Dio! È scritto infatti in esso che una notte Tobia scese verso il fiume Tigri per lavarsi i piedi, ed ad un tratto un grosso pesce balzò fuori dall'acqua per divorare il piede del ragazzo che si mise a gridare. L'angelo allora gli disse di afferrare il pesce e di trargli fuori il fiele, il cuore e il fegato che possono essere utili come farmaci, e di buttare via gli intestini. Dopo che Tobia ebbe arrostito una parte del pesce e l'ebbe mangiata, si misero in cammino e durante il cammino il giovane domandò all'angelo che farmaco ci può essere nel cuore e nel fegato e nel fiele del pesce. L'angelo allora gli rispose: "Quanto al cuore e al fegato del pesce, se ne fai salire il fumo davanti a un uomo o a una donna, che subiscono un attacco da parte di un demonio o di uno spirito malvagio, cesserà ogni attacco contro di loro e non ne resterà più traccia alcuna" (Tobia 6:8; Ed. Paoline 1990, 6° ed.).
    Ma come si può accettare per ispirato un libro dove gli angeli si mettono pure a insegnare la superstizione?
  • Lo scrittore del secondo libro dei Maccabei termina con queste parole: "Se la disposizione della materia è stata buona e come si conviene alla storia, é quello che ho desiderato. Se poi é mediocre e di scarso valore, é quanto ho potuto fare" (ibid., 2 Maccabei 15:38). Uno scrittore ispirato da Dio non avrebbe mai scritto delle parole simili perché Dio non si può scusare con nessuno di non avere potuto fare del suo meglio, e perché nello Scritto ispirato tutto é buono e tutto ha valore perché ciò che vi é scritto é Parola di Dio.
    Sempre in questo libro troviamo una menzogna che consiste in questo: lo scrittore dice che il profeta Geremia se ne andò al monte dove Mosè era salito per vedere la terra promessa e presso questo monte in una caverna nascose il tabernacolo e l'arca e l'altare dei profumi, e poi che aveva detto ad alcuni che il luogo sarebbe rimasto ignoto fino a quando Dio avrebbe riunito nuovamente il suo popolo infatti in quel tempo Dio avrebbe rivelato dove erano quegli oggetti sacri (cfr. 2 Maccabei 2:1-8).
    Ma le cose non possono essere vere perché nel libro del profeta Geremia è scritto che all'arca del patto dell'Eterno non vi si sarebbe più pensato quando Dio li avrebbe ricondotti in Sion infatti è scritto: "E vi ricondurrò a Sion; e vi darò dei pastori secondo il mio cuore, che vi pasceranno con conoscenza e con intelligenza. E quando sarete moltiplicati e avrete fruttato nel paese, allora, dice l'Eterno, non si dirà più: ‘L'arca del patto dell'Eterno!' non vi si penserà più, non la si menzionerà più, non la si rimpiangerà più, non se ne farà un'altra" (Ger. 3:14-16). Come potete vedere anche questa aperta contraddizione fa capire come questo libro non può essere ispirato da Dio.


Queste sono alcune delle numerose falsità ed errori che esistono in questi libri, e che ci fanno comprendere che gli scrittori che scrissero quelle cose non furono sospinti dallo Spirito Santo.
Nei libri apocrifi ci sono anche delle storie che servono di base ad alcune false dottrine presenti nella chiesa cattolica romana, come il purgatorio e le preghiere per i defunti.
Per esempio, nei Maccabei ci sono dei passi che parlano di preghiere per i morti e di un sacrificio espiatorio offerto per dei morti (cfr. 2 Maccabei 12:38-46) e di preghiere fatte da un sacerdote morto e dal profeta Geremia (morto anch'egli) per i vivi sulla terra (cfr. 2 Maccabei 15:11-16).
Altre simili falsità sono presenti in Baruc 3:4, dove si afferma che Dio ascolta le preghiere dei morti. In Tobia (versi 12:9 e 14:11), dove viene insegnata la salvezza mediante le opere, in contrasto con gli insegnamenti della Parola di Dio (cfr. Efesini 2:8,9). In Sapienza viene poi insegnata l'esistenza dell'anima delle persone prima della creazione del corpo (verso 8:19) e la creazione del mondo partendo da materia preesistente (11:17).


2) Né Gesù Cristo e neppure gli apostoli fecero mai riferimento a questi libri apocrifi.
Gesù e i suoi discepoli citano per circa 300 volte l'Antico Testamento dalla versione greca, ma non citano mai neppure un passo dai libri apocrifi.Ciò sta a dimostrare che essi non erano considerati da loro Parola di Dio. Sebbene esistano un paio di allusioni a opere di poeti dell'epoca e a un libro apocrifo, ciò non serve certamente a confermarli come Parola di Dio (si veda ad esempio questo breve studio sulla tradizione). Né si possono accettare come ispirati solo perché in essi sono contenute anche alcune verità. Satana sa mescolare astutamente la menzogna con la verità per rendere accettevole il falso e per trasformare in menzogna il vero.

3) Gli Ebrei prima e poi anche i Cristiani dei primi secoli dopo Cristo non li riconobbero mai come canonici.

Gli Ebrei, a cui (non lo dimentichiamo questo) "furono affidati gli oracoli di Dio" (Rom. 3:2) non riconobbero mai come canonici quei libri e quelle aggiunte ad Ester e a Daniele; è per questo infatti che nella Bibbia ebraica (che contiene solo i libri dell'Antico Patto) essi sono assenti. La Chiesa primitiva negò la canonicità di questi libri, e infatti non li mise mai allo stesso livello di quelli sacri.Il fatto che la traduzione dei Settanta (LXX) fu rifiutata dagli ebrei perché contentente gli apocrifi, e il fatto stesso che il magistero cattolico li considera deuterocanonici (aggiunti al canone ma inferiori) è molto significativo. Ciò non è accettabile perché l'autore dei libri ispirati è Dio, e dunque un libro o è ispirato o non lo è affatto.Giuseppe Flavio, storico giudeo-romano del I secolo d.C., considerava chiuso il canone dell'Antico Testamento ai giorni di Artaserse, ossia al tempo di Esdra. Ecco le sue parole:
"Abbiamo soltanto 22 libri illustranti la storia dell'intero periodo, libri ritenuti di origine divina.
Cinque di questi appartengono a Mosè e contengono le sue leggi e le tradizioni delle origini del genere umano fino al tempo della morte di Mosè. Dopo di essa, fino al regno di Artaserse, i profeti che successero a Mosè scrissero la storia degli avventi che si verificarono nel loro tempo in 13 libri.
I rimanenti 4 libri comprendono inni a Dio e precetti per la condotta nella vita dell'uomo.
Dai tempi di Artaserse fino ai nostri giorni, ogni avvenimento è stato riportato, ma questi recenti documenti non sono stati reputati degni di credito uguale a quelli che li hanno preceduti, in quanto manca l'esatta successione dei profeti.
La prova pratica dello spirito con il quale trattiamo le nostre Scritture sta nel fatto che benché sia ora trascorso un così grande lasso di tempo, non un'anima si è avventurata ad aggiungere o togliere o alterare una sillaba, ed è nella natura di ogni Ebreo, dal giorno della sua nascita, di considerare queste Scritture come insegnamento di Dio e di osservarle e, se ne sorgesse la necessità, dare con gioia la sua vita per esse" (Commentario abbreviato di Hallet
pag. 335).
Giovanni Diodati (1607) scrisse in proposito:
"Questi libri sono stati dai Greci nominati, Apocrifi; cioè, occulti, e nascosti: parte, perché di molti era occulto chi ne fosse l'autore: parte anche, perché non avevano publica autorità nella Chiesa, come procedenti immediatamente dall'inspiratione dello Spirito santo... In questi Apocrifi appare chiaramente lo stile non esser quello dello Spirito Santo, che ha parlato per li profeti, e per gli Apostoli; e vi si contengono molte cose false, contrarie alla verità autentica della pura parola di Dio: e degli Scrittori ancora non s'ha alcuna testimonianza, che siano stati inspirati da Dio, in quella maniera che quegli altri: e perciò la Chiesa Giudaica non li ha giammai ricevuti, come parola di Dio, o Scrittura profetica..."
E dato che la curia romana si appoggia così tanto ai cosiddetti "antichi padri" facciamo presente che ci sono molte testimonianze di alcuni dei cosiddetti "padri" vissuti nei primi secoli dopo Cristo che dicono che quei libri non vanno considerati canonici.

Uno di questi, Girolamo, tenuto in grandissima stima dai Cattolici, affermò: "La Chiesa legge il libro di Tobia, di Giuditta, dei Maccabei, di Baruc, di Susanna, della Sapienza, dell'Ecclesiastico, l'inno dei tre giovani e le favole di Belo e del Dragone; ma essa non li riceve affatto nel novero delle Scritture autentiche" (Girolamo, Prologo a Graziano).
Il concilio di Trento dunque, riconoscendo per canonici gli apocrifi ha contrastato anche Girolamo che è l'autore della traduzione latina detta Vulgata che il concilio di Trento ha dichiarato dovere essere accettata come la sola autentica tra tutte le versioni.


4) Infine, ciò che più importa è che lo Spirito Santo, che Gesù definì lo Spirito della verità, non attesta per nulla in noi figliuoli di Dio che gli apocrifi sono Parola di Dio perché ci fa sentire in maniera inequivocabile che essi non devono essere accettati.

Le pecore del Signore conoscono la Sua voce ed essa non può confondersi con un'altra (cfr. Isaia 30:21, Giov. 10:27); e la voce con cui parlano questi libri non è quella del Pastore delle anime nostre.

Il Signore stesso rende i suoi servi capaci di discernere se un libro viene da Lui o meno, o se contiene realmente il suo messaggio. A questo riguardo leggiamo le parole di Gesù in Giovanni 10:3-4: "A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce". Coloro che appartengono a Dio, riconoscono e capiscono se è Lui a parlare, sia dal "suono" della voce, sia dal contenuto delle parole.


CONCLUSIONE
Concludiamo citando le seguenti Scritture che attestano che è vietato sia aggiungere che togliere alcunché alla Parola di Dio:
"Ogni parola di Dio è affinata col fuoco... Non aggiungere nulla alle sue parole, ch'egli non t'abbia a riprendere, e tu non sia trovato bugiardo" (Prov. 30:5,6)"Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando, e non ne toglierete nulla.." (Deut. 4:2)"Io lo dichiaro a ognuno che ode le parole della profezia di questo libro: Se alcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali le piaghe descritte in questo libro; e se alcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Iddio gli torrà la sua parte dell'albero della vita e della città santa, delle cose scritte in questo libro" (Apoc. 22:18,19).


 http://www.tuttigliscandalidelvaticano.com/2011/07/i-libri-apocrifila-storialautenticitale.html

lunedì 14 maggio 2012

Ecco il prezzo per la bellezza delle donne.. a discapito della salute


E' incredibile, ma l'industria del cosmetico finanzia la ricerca contro il cancro alla mammella e nello stesso tempo fa soldi vendendo prodotti che contengono sostanze che il cancro probabilmente lo provocano.
Sarebbero circa 175 le diverse sostanze chimiche che ogni donna giornalmente si "spalma" sulla propria pelle, quando si fa bella. L'industria cosmetica, infatti, utilizza circa 13.000 sostanze di sintesi e di emisintesi nei propri prodottii. La cosa che molti non sanno è che la gran parte di queste non è stata sufficientemente studiate sotto il profilo della tossicità.

Tra le sostanze potenzialmente pericolose, voglio citare i parabeni, utilizzati come conservanti. Sono presenti come metyl-, ethyl-, butyl-, propyl- paraben e sono seriamente sospettati di essere cancerogeni. Lo sarebbero soprattutto quando vengono applicati sulla pelle. L'assorbimento cutaneo, infatti, trasformerebbe queste molecole in una forma attiva cancerogena.
E TU HAI ANCORA VOGLIA DI TRUCCARTI???

giovedì 10 maggio 2012

La verità sulle case farmaceutiche che usano cavie umane dei paesi del terzo mondo




Che i costi della ricerca medica siano divenuti proibitivi con il passare degli anni sia negli Stati Uniti che in Europa, non è certo una novità e paradossalmente, sono sempre meno i fondi destinati a questo tipo di attività. Questo panorama tuttavia, non può giustificare, neppure minimamente la strada intrapresa dalle case farmaceutiche: per ovviare alla costante crescita dei costi della ricerca medica nei paesi cosiddetti di "prima fascia", sempre più aziende farmaceutiche stanno conducendo esperimenti clinici nei paesi in via di sviluppo dove i controlli governativi risultano meno opprimenti e le spese molto più basse. SecondoScott Carney del Counter Currents «l'India è il caso emblematico». «L'India – continua Carney – è stata il punto centrale della ricerca medica dal tempo in cui uomini con elmetti da esploratore e titoli accademici vi giunsero dalle scuole mediche europee per catalogare le malattie tropicali. I giorni del Raj sono passati da molto tempo, ma le corporations tendono sempre più alla globalizzazione, approfittando degli abili professionisti e della profonda povertà indiana per far diventare l'Asia del sud la più grande clinica di esperimenti medicinali.» Secondo il redattore capo dell'American Journal of Bioethics Sean Philpott, l'improvviso afflusso di aziende farmaceutiche in India sembra ricordare la corsa all'oro: «Non solo i costi di ricerca sono bassi, ma ci sono anche abili professionisti che si occupano di questi test. Nella corsa al raggiungimento del profitto, le aziende farmaceutiche non tengono conto di come la povertà possa minare il consenso del ceto coltoSpesso – conclude Philpott – gli individui sottoposti a questi esperimenti clinici non ne sono neanche messi al corrente, e un'offerta di 100 dollari può diventare così allettante da non far rendere conto loro di aver subito un'imposizione».
In India, i test farmaceutici effettuati dalle grandi aziende, hanno mietuto più di 1.700 vittime negli ultimi 4 anni (ben 700 l'anno scorso). Le stime provengono dal Ministero della Sanità Indiano, e sono state portate alla luce da un articolo emblematico del quotidiano berlinese Der Tagspiegel. Sono circa 1900 gli studi clinici portati avanti in India dalle compagnie occidentali, che coinvolgono150.000 soggetti e per i quali esse spendono circa mezzo miliardo di euro all'anno.
«Molto spesso – spiega Andrea Degl'Innocenti de Il Cambiamento – i soggetti in questione provengono dalla fascia più povera della popolazione, sono analfabeti e non del tutto consapevoli di ciò che vano a fare e dei rischi che corrono; la loro dichiarazione di consenso è in molti casi firmata da terzi. Altre volte i pazienti sono consapevoli ma malati, quindi si sottopongono gratuitamente ai test pur di ottenere cure gratuite».
Uno degli aspetti più sinistri della vicenda riguarda gli indennizzi in caso di morte: mentre in Europa e negli Stati Uniti i rimborsi ai parenti delle vittime possono arrivare a milioni di dollari, in India non superano quasi mai i cinquemila dollari. Philipp Mimkes, portavoce della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) ha affermato che «gli studi farmaceutici nei paesi poveri devono essere condotti secondo gli stessi standard dell'Europa o degli Stati Uniti e le vittime devono ricevere gli stessi livelli di indennizzo. Questo è l'unico modo per scoraggiare, studi economici e pericolosi».
È ancora una volta Degl'Innocenti a scovare e riportare uno studio condotto dal quotidiano britannicoThe Indipendent negli stati indiani di Madhya Pradesh, Andhra Pradesh e in Delhi, che evidenzia alcuni casi limite:
                                                                                                                                                   
- Il reclutamento di centinaia di ragazze tribali, senza il consenso dei genitori per uno studio di immunizzazione sponsorizzato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates Foundation con la complicità del governo locale. Diverse ragazze in seguito morirono. Lo studio è stato interrotto dalle autorità federali.
                                                                                                                                                   
- L'utilizzo da parte delle imprese farmaceutiche dei sopravvissuti al disastro di Bophal – il peggior disastro mondiale relativo ai gas velenosi – come cavie in almeno 11 studi senza permessi adeguati.
                                                                                                                                                   
- Il completamento da parte dei medici in un ospedale governativo di Indore, in India centrale, di decine di prove private che, secondo un'indagine della polizia "violavano le linee guida etiche". I medici che hanno condotto le prove avevano stabilito che nessuno degli 81 casi in cui un partecipante aveva subito un effetto negativo era legato al trattamento.
                                                                                                                                                   
Si tratta di casi in aperto contrasto con quanto stabilito dalla "Dichiarazione di Helsinki", nella quale l'Associazione Medica Mondiale pone standard vincolanti per gli studi clinici. Al suo interno si legge: «Nella ricerca medica, la salute del singolo soggetto del test, deve avere la priorità su qualunque altro interesse».
                                                                                                                                                   
154951094-6ca36b2e-8244-4d7f-890a-e6ee3070a978Negli ultimi 4 anni, la casa tedesca Bayer ha ucciso138 persone (vittime certificate). In un comunicato stampa diffuso da Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer si legge che «la Bayer conduce esperimenti su soggetti umani anche in altri paesi con ampie popolazioni povere, come la Colombia, il Pakistan, la Moldova, le Filippine e la Cina».
Chiudo con le parole di Chandra Gulhati, un medico in pensione che dal suo ufficio a Delhi da qualche anno sta raccogliendo dati sugli esperimenti nelle diverse regioni dell'India: «Gli indiani vengono sfruttati dalle società farmaceutiche che guadagnano milioni vendendo i medicinali in Occidente. Usano indiani analfabeti e poveri che non potranno mai permettersi queste medicine».
L'ennesimo scempio dei potenti. Come di consueto questi crimini efferati rimangono impuniti. L'unica cosa che possiamo fare è divulgare la verità, cosicché tutti possano sapere cosa accade realmente dall'altra parte del mondo.




fonte
http://www.you-ng.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=1038%3Acase-farmaceutiche-la-verit%C3%A0-sulle-cavie-umane-nei-paesi-del-terzo-mondo&Itemid=62

giovedì 3 maggio 2012

Vero cristianesimo e vegetarianismo: Connessione possibile!





Molte persone negli ultimi anni stanno seguendo sempre più il percorso nel diventare vegetariani o vegani. Alcuni, anche se credenti in Dio, purtroppo però  abbandonano o perdono interesse verso il vero cristianesimo, per intraprendere religioni che sostengono in prima linea il vegetarianismo (Induismo, giainismo, buddismo, Sikhismo o lo Yoga). Queste come tante altre persone, non accettano che nel Vero cristianesimo si mangi carne, e quindi secondo loro e' una religione sbagliata per via dell'etica e della morale nel voler continuare a mangiare carne.


Ma e' cosi'? Il vero cristianesimo rigetta il vegetariano o il vegano? L'Iddio del cristiano è cosi' crudele? E' sbagliato mangiare carne? E se si, chi mangia carne sta sbagliando dal punto di vista di Dio? 
Innanzitutto vediamo cosa dice la Parola di Dio al riguardo, prima di esprimere ogni giudizio avventato...


Il proposito iniziale di Dio in questo ambito era chiaro. Quando creò la prima coppia umana, cosa gli disse di mangiare? 




“ECCO, VI HO DATO TUTTA LA VEGETAZIONE CHE FA SEME CHE È SULLA SUPERFICIE DELL’INTERA TERRA E OGNI ALBERO SUL QUALE È IL FRUTTO DI UN ALBERO CHE FA SEME. VI SERVA DI CIBO”. — Genesi 1:29.



EBBENE SI: Dovevano magiare solo frutta, verdura e "Tutta la vegetazione che fa seme". Neanche i cibi di derivazione animale. Adamo ed Eva e i loro discendenti sarebbero stati vegetariani per l'eternità!




Dopo che si furono ribellati a Dio, però, con il passare degli anni, la terra si riempì di violenza e per questo che Dio decretò di distruggere la malvagità di allora con un diluvio, salvando solo il giusto Noè e la sua famiglia. Dopo il Diluvio a questo punto Dio disse per la prima volta:


“Ogni animale che si muove ed è in vita vi serva di cibo. Come nel caso della verde vegetazione vi do in effetti tutto questo”. 
(Genesi 9:3) 


Perché ci fu un cambiamento nell’alimentazione?


 Evidentemente il clima terrestre aveva subìto enormi cambiamenti a motivo del Diluvio. La Bibbia non dice se Dio introdusse la carne nell’alimentazione dell’uomo perché previde i bisogni di future generazioni che sarebbero vissute in zone in cui ci sarebbe stata scarsa vegetazione. Resta il fatto che il nostro Creatore ci conosce in ogni nostra minima parte e vuole solo il bene per noi e quindi ha giustamente introdotto questo cambiamento.




Ma gli animali di allora venivano allevati in maniera molto diversa da oggi. Da allora, fino all'avvento delle grandi industrie alimentari, gli animali venivano allevati all'aperto, veniva dato loro cibo direttamente sul posto e vivevano in condizioni ottime. Anche perche' e' vero che Dio gli disse che potevano mangiare di ogni animale che si muove, ma anche di rispettare il proprio animale e di "averne cura" 
(Proverbi 12:10)




Altra cosa e' la caccia e la pesca per sport o per puro divertimento, oppure per le pellicce solo per lusso: Dio condanna queste cose come condannò in passato Nimrod che uccideva animali e probabilmente si vantava della sua abilità di cacciatore, della mole o del numero delle sue prede, o dei trofei che forse ne otteneva (Genesi 10:9). 




Quindi il vero cristianesimo insegna che bisogna essere compassionevoli verso gli animali.





Oggi, però, alcuni vegetariani sono sinceramente preoccupati per il modo in cui gli animali vengono trattati nella moderna industria della carne. 


“L’agribusiness si interessa ben poco degli istinti naturali degli animali”, commenta The Vegetarian Handbook (Il manuale vegetariano). “Allevati in spazi orribilmente ridotti e in ambienti innaturali”, osserva il libro, “oggi gli animali vengono sfruttati in una maniera senza precedenti”.






Molti per questo ed altri simili motivi evitano di mangiare carne o i suoi derivati, cercando di far cessare questo inutile maltrattamento che il sistema economico sta attuando sulla creazione animale per colpa del dio denaro. E' un gesto apprezzabile e condivisibile sotto tutti i punti di vista, ma c'e' un ma... Non è questo lo scopo della vita o non può essere il fulcro di quello che facciamo. Certo, fare qualcosa per il prossimo, compresi gli animali è qualcosa di positivo sicuramente ma per Dio non è la cosa piu' importante. Come dice la Bibbia: 


 "il regno di Dio non significa mangiare e bere, ma [significa] giustizia e pace e gioia..."

Non possiamo far cessare completamente l'ingiustizia verso gli animali se le persone non migliorano la propria moralità o mentalità oppure non c'e' pace o giustizia. Solo Iah, tramite il suo Regno, come ai tempi di Noè, puo' distruggere il male alla radice, cioe', questo ordine mondiale capeggiato da Satana. Quindi il nostro obiettivo principale dovrebbe essere migliorare noi stessi e schierarci dalla parte del Creatore di tutte le cose, con la sicurezza che sarà lui a liberare dalla schiavitù, animali ed esseri umani una volta e per sempre!






Dobbiamo ricordare che il proposito di Dio non e' cambiato: In questo caso vuole riportare la terra ad un paradiso, come era prima, abitata da persone "mansuete" che tratteranno bene tutti gli essere viventi, compresi gli animali. E non solo questo: Noi non mangeremo piu' gli animali e addirittura gli animali non si mangeranno piu' tra di loro. 



NON CI CREDETE? LA PROMESSA DI DIO E' QUESTA:


“Il lupo e l’agnello stessi pasceranno insieme, e il leone mangerà la paglia proprio come il toro; e in quanto al serpente, il suo cibo sarà la polvere. Non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo”, ha detto Yehowah."
(ISAIA 65:25)



Conclusione

Sia chi mangia carne, sia chi non la mangia, è una questione personale e non dovrebbe essere indice di divisioni. Tuttavia chi, come me e' vegetariano ed e' cristiano, deve capire che la sua è solo una delle possibili scelte alimentari. Non dovrebbe criticare chi sceglie di mangiare carne, proprio come chi mangia carne non dovrebbe condannare chi è vegetariano. Mangiare carne o astenersi da essa non rende migliori come persone. 
Cerchiamo di evitare questa "guerra alimentare psicologica" tra chi non mangia carne e chi la mangia. Questo e' quello che vuole il sistema.
L’alimentazione non dovrebbe diventare la preoccupazione principale della vita. Ma e' l'amore per Dio e per il prossimo (prima di tutti verso i nostri simili) che caratterizza il nostro essere migliori come persone.

“L’uomo non deve vivere di solo pane”, disse Gesù, “ma di ogni espressione che esce dalla bocca di Iah”. — Matteo 4:4.

In quanto alla crudeltà verso gli animali e all’uso errato delle risorse della terra, Dio ha promesso di porre fine a questo sistema avido e corrotto, sostituendolo con il suo nuovo mondo. (2 Pietro 3:13) In quel nuovo mondo l’uomo e gli animali saranno per sempre in pace gli uni con gli altri, e Dio ‘sazierà il desiderio di ogni vivente’. — Salmo 145:16



 "E in effetti il lupo risiederà temporaneamente con l’agnello, e il leopardo stesso giacerà col capretto, e il vitello e il giovane leone fornito di criniera e l’animale ingrassato tutti insieme; e un semplice ragazzino li condurrà.  E la vacca e l’orso stessi pasceranno; i loro piccoli giaceranno insieme. E perfino il leone mangerà la paglia proprio come il toro. E il lattante certamente giocherà sulla buca del cobra; e un bambino svezzato effettivamente metterà la sua propria mano sull’apertura per la luce di una serpe velenosa. Non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo; perché la terra sarà certamente piena della conoscenza di Iah come le acque coprono il medesimo mare."

- Isaia 11:6-9