mercoledì 31 ottobre 2012

Da Halloween a Ognissanti: Origini pagane e pericolosità...





Non tutto ciò che brilla è oro…
L’halloween è una festa di carattere religioso e mistico, ma non cristiano, la cui origine risale ai popoli celtici.
In esso si spera che il misterioso, diabolico e occulto conviva con gli umani. Al giorno d’oggi, nel mondo intero, Halloween è la festa più importante dell’anno per i seguaci di Satana. In più il 31 ottobre è l’inizio del nuovo anno secondo il calendario delle streghe.
Il "World Book Enciclopedia" afferma che è l’inizio di tutto ciò che è "cold, dark and dead": freddo, nero e morte.

Origine pagana di Halloween



Vi siete chiesti perché in questa festa, ogni cosa e oggetto fa enfasi in relazione con la morte e l’occultismo?
L’aver scelto la data del 31 ottobre, non è pura coincidenza. 300 anni prima di Gesù Cristo, una comunità segreta di preti teneva sotto il loro impero il mondo celtico " iI Druidi".
Questa era la data di una di quelle quattro grandi riunioni, i quattro giorni di "mezzo trimestre" del calendario celtico.
Il primo di essi, il 2 febbraio conosciuto nei paesi anglosassoni come "Giorno della Marmotta", festeggiava a Brigit, dea pagana della guarigione.
La seconda festa in maggio, chiamata Beltane, era per le streghe il tempo della semina. In questo giorno i Druidi realizzavano riti magici per stimolare la crescita delle coltivazioni.
La terza era una festa delle raccolte, in agosto, in onore del dio sole e commemorava a Lugh, il risplendente.
Questi primi tre giorni di mezzo trimestre segnavano il passaggio delle stagioni, il tempo della semina e il tempo della raccolta, così il momento della morte e rinascita della terra.
L’ultima di queste, Samhain, segnalava la venuta dell’inverno. In questa occasione gli antichi Druidi dicevano che era un’occasione neutrale e intermedia, un tempo sacro di superstizione e di congiura di spiriti.
I Celtici consideravano il 1° novembre giorno della morte, loro credevano che Muck Olla, loro dio del sole stava perdendo forze e Samhain, dio della morte lo stava dominando.
Inoltre dicevano che il 31 ottobre era la notte in cui Samhain ritornava con gli spiriti dei morti. Doveva placarli o "fargli un regalo", visto che altrimenti avrebbero fatto ogni sorta di diavolerie ai viventi.
Sopra le colline si accendevano grandi falò per scacciare gli spiriti cattivi e placare alle potestà soprannaturali che reggevano i processi della natura.
I Celtici credevano che il Samhain permetteva alle anime dei morti che ritornassero alle loro case in questa notte e pensavano che i demoni , fantasmi e gatti neri giravano da tutte le parti.
Questi celebravano in onore delle loro divinità pagane Samhain una festa della morte ogni 31 ottobre, giorno di Halloween.
La parola druida proviene dal greco "cuadrus", che significa "rovere". L’enfasi dei falò si deve a quello che i Druidi hanno la credenza che il bruciare un vecchio rovere, questo si reincarnerà in un sacerdote druida; nel rovere crescevano le piante chiamate "vischio" (che si utilizzavano per cerimonie segrete). Essi credevano che erano tutt’uno con la natura e praticavano la meditazione trascendentale.

L'Enciclopedia American Peoples dice: "Il 31 ottobre, la notte prima del festival di Sambain. Questo giorno era considerato il tempo dell’anno nella quale gli spiriti buoni come i cattivi gravano la terra. Era una notte di fantasmi e di folletti nella quale si facevano falò e s’indovinava il futuro e le streghe volavano per il cielo. I Druidi credevano che il 31 ottobre, l’ultimo giorno dell’anno dell’antico calendario celtico, il signore della morte riuniva alle anime dei morti che erano state obbligate ad entrare nei corpi degli animali e decidevano quale forma dovevano prendere il seguente anno"

L’Enciclopedia Cattolica dice: "La notte del 31 ottobre è la vigilia della Festa di tutti i santi.
Halloween deriva il suo nome da un termine antico inglese, All Hallows’ Eve (La notte di tutti i santi), anche se le sue tradizioni derivano dall’adorazione pagana.
Una fonte importante dei costumi di Halloween fu la religione dei druidi di Gallia e Bretagna prima del cristianesimo.
I britannici antichi onoravano al loro dio sole con falò in quest’epoca dell’anno, in tributo alla luce che portava la sua raccolta e che segnava l’inizio dell’inverno.
Salutavano anche a Sambain, "il signore della morte", che, si credeva, mantenesse insieme le anime dei morti dell’anno che erano state confinate nei corpi di animali in castigo per i loro peccati
I folletti, le streghe, e gli spiriti cattivi sono un’altra contribuzione dei druidi. Si credeva che la notte del 31 ottobre queste creature attorniavano la terra in forma selvaggia illuminando il ritorno del loro periodo di inverno e oscurità. Questi tormentavano ai poveri mortali, che, a loro volta, gli pagavano come prezzo con dei cibi e ghiottonerie per procurarsi la sicurezza delle loro casa e persone. Insieme con la loro apparizione, si presentavano rumori strani e trucchi (tricks)…
È facile vedere in queste credenze e pratiche la fonte dei nostri costumi di Halloween: le figure mascherate, il "trick o treat" (dammi un regalo, o ti faccio una maledizione), i falò, e finanche le teste con la luce, che sembra essere una combinazione di spiriti cattivi e fuoco.
Dunque, la festa Cattolica di Tutti i Santi fu una sostituzione di questa celebrazione.

Trick - o - Treat (dolcetto o scherzetto)


               
Nel 1717 si riunirono tutti i druidi d’Europa per inaugurare di nuovo il druidismo. Tra loro c’erano i cosiddetti "covens", che erano 12 streghe e un sacerdote. I quali adoravano a Baal (re dei demoni di questi).
Proseguendo la celebrazione, alcune persone si vestivano con maschere di pelle e teste di animali sacrificati. Inoltre si credeva che loro ottenevano i sacrifici dalle stesse popolazioni del luogo.
Andavano casa per casa chiedendo un bambino o una vergine per bruciarlo nel grande falò, i sacerdoti lasciavano una frutta con una candela del loro interno per prevenire che i demoni entrassero e uccidessero a chi abitava in
quel luogo, e questo lo si considerava un accordo. Se la famiglia lo negava il sacrificio, allora i sacerdoti segnavano la porta della casa proferivano delle maledizioni di morte su quella casa e quella notte satana aveva entrata libera per distruggerli, (maledizione che qualcuno della famiglia sarebbe morto in quell’anno).
Da qui è nato il trick o treat: maledizione oppure regalo, e per essere un po’ più chiari: un’offerta oppure maledizione.

Jack O Lantern



Per illuminare il loro cammino, questi preti (i druidi) portavano delle rape svuotate e tagliate in forma di viso nel quale bruciava una candela prodotta con il grasso umano dei sacrifici precedenti.Queste rape rappresentavano lo spirito che rendeva efficace le loro maledizioni. Questo spirito lo chiamavano "spirito familiare".
Al 18° e 19° secolo, quando questa usanza è arrivata negli Stati Uniti, al posto delle rape utilizzavano delle zucche. Il nome dato allo spirito che abitava nella zucca era "Jock", oggi conosciuto sotto il nome di "Jack" che abita nelle lanterne, da qui "jack-o-lantern".




Halloween

La parola "halloween" arriva da "All Hallow’s Eve", traduzione: vigilia d’Ognissanti. 
Quello che realmente questa parola significa è "sia satana riverito o innalzato". Il 31 ottobre per i chiaroveggenti e i visionari è il momento più occupato dell’anno.
Ai nostri giorni, sappiamo che i satanisti praticano dei sacrifici umani durante questa notte, negli Stati Uniti, in Australia e in Francia. Ogni anno si incrementa il satanismo dentro questa celebrazione. In Inghilterra si realizzano sacrifici in onore al dio della morte, eleggono la regina delle streghe nella chiesa dellamagia nera. L’eletta ottiene la fama, la fortuna e poteri psichici per fare malvagità.

Lo stesso Antón Lavey, autore della "Bibbia satanica" e alto sacerdote della chiesa di satana dice che ci sono tre giorni sommamente importanti per ogni satanista: i loro compleanni,il 30 aprile e il giorno più importante di tutti: HALLOWEEN. La chiesa satanica assume come sua questa festa.

Una strana coppia: “Halloween” e Ognissanti


Per secoli i romani pregarono per i loro morti nel Pantheon, un tempio dedicato alla dea Cibele e ad altre divinità romane. Poi verso l’anno 610 l’imperatore Foca offrì il tempio in dono a papa Bonifacio IV, che lo consacrò a Maria e ai martiri della Chiesa il 13 maggio, la data in cui la Chiesa celebrava una festa in onore dei suoi martiri. Dopo di che i romani potevano andare nello stesso tempio a pregare per i loro morti, solo nel nome di Maria e dei martiri invece che di Cibele e delle altre divinità. Per circa 200 anni l’anniversario della consacrazione divenne la principale festa celebrata nel Pantheon “cristianizzato”, e molti esperti in materia pensano che essa sia all’origine della festa di Ognissanti.

Come avvenne il connubio

Il necessario punto di incontro fu la conquista romana dei celti, che in seguito divennero “cristiani”. Essi però continuarono a osservare molte loro usanze, inclusa la festa dei morti il 31 ottobre. Così nell’837 papa Gregorio IV, seguendo l’usanza della Chiesa di assorbire e “cristianizzare” le usanze dei convertiti anziché abolirle, ordinò che il 1° novembre fosse osservato in tutta la Chiesa come giorno di tutti i “santi”. Pertanto, con un solo gesto di diplomazia ecclesiastica, avvenne il connubio fra una festa interamente pagana con tutte le sue usanze e la secolare adorazione pagana dei morti praticata dalla Chiesa. E da allora, la strana coppia, Halloween e Ognissanti, è rimasta inseparabilmente unita.
Oggi, quando vanno di casa in casa minacciando scherzetti maligni se non ricevono dei dolcetti, i ragazzini travestiti da fantasmi o da streghe perpetuano inconsapevolmente dei riti della festa di Samhain.


E direi... anche NO alla festa di Ognissanti del giorno dopo!


"ma dico che le cose che le nazioni sacrificano le sacrificano ai demoni, e non a Dio; e io non voglio che diveniate partecipi con i demoni. .. non potete partecipare alla “tavola di Dio” e alla tavola dei demoni. "

1 Corinti 10:20-22

venerdì 26 ottobre 2012

Elenco additivi nocivi che si possono trovare nel MC MENU...


E414 – gomma arabica (nelle salse e nei donuts di McDonald): può provocare riniti e asma;
E330/E331 – acido citrico e citrato trisodico (nel formaggio, nelle insalate, nei filetti di pollo, nei nuggets, nelle guarnizioni e negli sciroppi di McDonald): può provocare macchie della pelle e disturbi renali;
E450/E452 – polifosfati (nel formaggio, nei nuggets, nei milkshakes e nei donuts di McDonald): pericolosi! Rendono il prodotto morbido e succoso, conferendo l’aspetto untuoso. Provocano problemi digestivi ed occlusioni intestinali. Sottraggono calcio all’organismo e favoriscono il rachitismo. Da evitare per i bambini;
E322 – lecitina (nel formaggio, negli sciroppi e nei donuts di McDonald): forti concentrazioni possono influire sull’assorbimento intestinale;
E211 – sodio benzoato (nei sottaceti di McDonald): pericoloso! Causa allergie ed è cancerogeno;
E338 – acido ortofosforico (nel sciroppo di cioccolata di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi. Sottrae calcio all’organismo e facilita il rachitismo;

E339/E341 – fosfato di sodio e fosfato di calcio (nelle salse, nei nuggets e nei pancakes di McDonald): pericoloso! Provoca problemi digestivi, stessi effetti del E338;
E422 – glicerolo (nelle salse di McDonald): pericoloso! Provoca mal di testa, sete, nausea ed alta pressione;
E1422 – amido di mais modificato! (nelle salse e nelle guarnizioni di McDonald);
E307 – tocoferolo (nel pollo di McDonald): in grandi quantità provoca macchie della pelle e disturbi renali;
E220 – anidride solforosa (nel pollo di McDonald): pericolosa! Provoca perdita di calcio e distrugge la vitamina
E407 – carragenine (nel pollo, nelle creme di formaggio e nei gelati di McDonald): in forti dosi causa coliti ulceranti e cancro;
E150 – caramello (negli sciroppi, nelle insalate e nei donuts di McDonald): colorante ottenuto trattando gli zuccheri con il calore e sostanze chimiche come acido solforico o ammoniaca;
E620 – glutammato monosodico (negli hamburger e nei formaggi di McDonald): pericoloso! Abbassa la soglia di eccitabilità dei neuroni e provoca reazioni nel sistema nervoso parasimpatico. È responsabile di allergie e del tipico mal di testa e senso di nausea che può manifestarsi dopo aver mangiato da McDonald.

venerdì 19 ottobre 2012

Le sigarette e i suoi danni: fumare in macchina è cento volte peggio!


Secondo una ricerca dell'università di Aberdeen, le concentrazioni di particolato all'interno di un veicolo arrivano a essere centuplicate. E le polveri sottili salgono ben al di sopra dei limiti raccomandati dall'Organizzazione mondiale della Sanità, con gravi rischi per i passeggeri


CHE IL FUMO, attivo o passivo che sia, sia nocivo non è certo una novità. Ma il rischio per la salute sale alle stelle quando si accende una sigaretta all'interno di un'automobile. A sostenerlo un team di ricercatori scozzesi dell'università di Aberdeen, autori di uno studio pubblicato sulla rivista Tobacco Control. Secondo gli scienziati, infatti, fumare in auto è un vero e proprio attentato alla salute dei passeggeri. Perché anche se il finestrino è aperto o l'aria condizionata è accesa, per colpa delle 'bionde' i livelli di smog nell'abitacolo arrivano anche a decuplicare.

Se il guidatore è un tabagista accanito le concentrazioni di particolato, l'insieme delle sostanze sospese in aria (fibre, particelle carboniose, metalli, silice, inquinanti liquidi o solidi) considerate oggi l'inquinante di maggiore impatto nelle aree urbane, arrivano addirittura a centuplicare. E in ogni caso le polveri sottili salgono comunque ben al di sopra dei limiti raccomandati dall'Organizzazione mondiale della Sanità, con gravi rischi soprattutto per la salute dei bambini. 

L'effetto delle sigarette fumate durante un viaggio in auto è stato misurato in passato anche in Italia, in particolare dagli scienziati dell'Istituto nazionale tumori di Milano che ogni anno, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, con una serie di esperimenti e simulazioni mostrano ai ragazzi delle scuole gli effetti negativi del fumo su ambiente e salute. Quello scozzese, però, è descritto come lo studio più vasto mai condotto finora sullo smog da 'bionda' in automobile. 

L'esperimento è durato 3 giorni e ha coinvolto 17 guidatori, di cui 14 fumatori, per un totale di 104 viaggi in auto di durata variabile da 5 a 70 minuti (27 minuti in media), tra l'ovest della Scozia e l'est dell'Inghilterra. Utilizzando un detector specifico, gli autori hanno misurato una volta al minuto le concentrazioni di particolato sottile nell'area posteriore dell'auto, la zona passeggeri, all'altezza della testa di un bimbo. Di 83 viaggi è stato possibile misurare i livelli di particolato sottile, e in 34 di questi il guidatore non fumava. Ebbene, da una media di 7,4 microgrammi di polveri per metro cubo d'aria nei viaggi no-smoking, si passava a una media di 85 microgrammi/metro cubo nei viaggi smoking, con punte di 385 microgrammi/m3 e perfino di 880 a seconda del numero di sigarette fumate

Sul totale fumatori coinvolti nell'esperimento, 5 'bruciavano' più di un pacchetto da 20 al giorno; 7 ne consumavano da 10 a 19 e gli altri meno di 10. In generale, chi fumava in auto tendeva a creare una forma di ricambio dell'aria, ma in tutti i viaggi monitorati a un certo punto veniva superato il livello fissato dall'Oms in 25 microgrammi di polveri fini per ogni metro cubo d'aria. I ricercatori ricordano che l'esposizione al fumo passivo è associata a numerosi problemi di salute nei bambini: dall'aumentato rischio di morte in culla alle otiti medie, all'affanno, all'asma.

"I bimbi sono più a rischio - ricordano gli scienziati - a causa di una maggior frequenza respiratoria, di un sistema immunitario meno sviluppato e del fatto che spesso sono troppo piccoli per avere la possibilità di spostarsi a seconda della direzione del fumo, in modo da evitarlo". Gli studiosi scozzesi si uniscono quindi ai colleghi del Royal College of Physicians Tobacco Advisory Group, che in un rapporto recente hanno chiesto il divieto di fumo in auto, con l'obiettivo di abbattere la diffusione del 'vizio' e dei danni causati dall'esposizione al fumo passivo. Vari Paesi, tra cui anche Canada, Usa, Australia, Cipro e Sudafrica, hanno già introdotto normative nazionali o locali che prevedono il bando alle 'bionde' in caso di viaggi in auto con bimbi al seguito.


http://www.repubblica.it/salute/prevenzione/2012/10/16/news/sigarette_auto_come_camere_a_gas_livello_polveri_pu_centuplicare-44579910/

venerdì 12 ottobre 2012

Programma Zeitgeist: il vero scopo e' "distruggere" il vero cristianesimo?


Più inizi a porti domande su tutto ciò che crediamo di comprendere… su da dove veniamo, su ciò che pensiamo delle nostre azioni… e più inizi a vedere che ci è stato mentito: ogni istituzione ci ha mentito…”.
(ZEITGEIST, The Movie)

L’occhio di Zeitgeist


Il nostro tempo potrebbe essere definito anche come l’epoca della sfiducia radicale. A fronte della caduta delle grandi ideologie e della perdita di credito subita dalle istituzioni politiche, scientifiche, statali e religiose, la reazione di molti nostri contemporanei, infatti, sembra indirizzarsi verso una generalizzata critica per tutto quello che, con espressione inflazionata ma efficace, viene spregiativamente definito “cultura ufficiale”.
Questo atteggiamento non può sempre essere biasimato.
Il discredito in cui è caduta l’informazione mass-mediatica accusata di manipolare e ingannare l’opinione pubblica, l’arroganza di un potere economico ogni giorno più invadente e disumano, l’ottuso conservatorismo e la sottomissione ai poteri forti da parte dei rappresentanti della “scienza”, i sacrosanti dubbi sulle vere cause e sugli autentici scopi di molti avvenimenti della storia più recente, il fariseismo e/o il secolarismo imperante presso istituzioni e personalità religiose, sembrerebbero infatti giustificare le ragioni di uno scetticismo così diffuso.
Il discredito verso la “cultura ufficiale”, d’altronde, genera per reazione una sorta di autodifesa che, giovandosi dei mezzi di comunicazioni più recenti, si concretizza nella creazione di spazi di “controinformazione”, di gruppi, blog e servizi informativi “non allineati”, dove il bisogno represso di verità si esplica in tutte le forme possibili. Questo mare magnum dove si trova tutto e il contrario di tutto, dove la notizia più interessante può sovente mescolarsi alla menzogna e al delirio, dove la limpidezza di intenti può trovar posto al pari dell’inganno e delle motivazioni più oscure e inquietanti, è anche il luogo sociologico dove vedono la luce veri e propri movimenti di pensiero destinati a catalizzare l’interesse di vaste masse. Fra questi movimenti, uno dei più noti (ma anche dei più ambigui), è certamente il movimento ZEITGEIST, che col suo programma di radicale messa in discussione della politica, della cultura e della religione ha conquistato milioni di simpatizzanti in tutto il mondo.
Cosa predica ZEITGEIST?
Il termine tedesco Zeitgeist, letteralmente “spirito del tempo”, è stato scelto per indicare un movimento d’idee che si prefiggerebbe una radicale messa in discussione della cultura “dominante” in tutte le sue forme. Il movimento nasce di fatto a partire da tre documentari prodotti dall’americano Peter Joseph (Zeitgeist:the Movie del 2007, Zeitgeist:Addendum del 2008 e Zeitgeist:Moving Forwarddel 2011), distribuiti gratuitamente sul web allo scopo di favorirne una più capillare diffusione. Mescolando elementi di socialismo utopico (abolizione della moneta e delle banche), ecologismo, suggestioni New Age e cospirazionismo, lo scopo dei film sembra essere apparentemente quella di promuovere un radicale e scetticismo verso ogni forma di “autorità”, a partire dalla rivelazione pubblica di “verità nascoste”.
D’altronde, i contenuti di questi filmati sono vari e non di rado interessanti, benché caratterizzati dalla continua mescolanza di informazioni e illazioni. Il tono accattivante dei commenti, la perentorietà delle affermazioni -che solo di rado vengono suffragate da pezze d’appoggio, ma sono costantemente proposte in maniera assertiva come dati acquisiti- creano peraltro nello spettatore una disposizione ad accettare tutto il contenuto del messaggio come verosimile e condivisibile. I temi trattati spaziano dal ruolo delle banche nel potere politico all’usura e al signoraggio, dai dubbi sulla versione ufficiale della tragedia dell’11 settembre alla critica dell’economia. Il nucleo più corposo, tuttavia, è costituito da una serrata e implacabile critica religiosa –indirizzata quasi esclusivamente contro il Cristianesimo- dove 2000 anni di fede in Cristo vengono derubricati come strumento di dominio oppressivo sulle coscienze, di annichilimento della felicità e, soprattutto …come clamoroso e ignobile inganno storico!
Falsità del Cristianesimo? Un ingegnoso esempio di fanta-mitologia.
Non c’è dubbio che lo scopo principale di Zeitgeist sia, prima d’ogni altra cosa, una messa in discussione radicale del Cristianesimo. A tal scopo, l’autore (o gli autori) dei filmati rispolverano soprattutto la vecchia teoria mitica di ottocentesca memoria, per cui la stessa figura di Cristo non sarebbe altro che la mera riproposizione di antiche figure mitiche, come le divinità solari presenti nei culti dei popoli mediterranei.
Ed è così che, mescolando abilmente mezze verità con vere e proprie bufale, Zeitgeist riesce a produrre uno “spot” pseudo-storico che nessun esperto prenderebbe sul serio, ma che può risultare decisamente accattivante agli occhi di un “non addetto ai lavori”.
Alcuni dei dati ostentati con tanti sicumera nei film Zeitgeist, per la loro palese inconsistenza storico-religiosa, sembrerebbero persino gettare un ragionevole dubbio sulla buona fede degli autori: é questo, ad esempio, il caso del presunto parallelismo tra la figura del dio egizio Horus e Gesù. Nel corso dei filmati, infatti, si afferma che il dio Horus avrebbe avuto 12 discepoli, avrebbe operato miracoli e sarebbe stato “crocefisso” (!) per poi risorgere dopo tre giorni[1] …insomma, una vera e propria fanta-mitologia inventata di sanapianta ad uso e consumo delle proprie ipotesi, utilizzata però con molta spregiudicatezza per accusare il Cristianesimo di “plagio”!
Analoghi esempi di tale atteggiamento si susseguono a spron battuto nel corso delle produzioni targate Zeitgeist, dove in un florilegio di forzature o di autentiche mistificazioni, si afferma ad esempio che anche il dio frigio Attis –nume microasiatico della generazione e della rigenerazione- sarebbe stato crocefisso (?) oppure, saltando all’Antico Testamento, che il nome Mosè –in realtà di evidente origine egizia[2]- null’altro sarebbe che la translitterazione del cretese Minos o del sanscrito Manu (sorprendente esempi di fanta-etimologia, tanto suggestiva quanto inconsistente). …e tutto questo, alla faccia delle rassicuranti dichiarazioni dell’autore che, allo scopo di apparire più convincente, dichiara di “non voler essere offensivo ma di voler basarsi SUI FATTI. Di non voler ferire sentimenti, ma di voler essere ACCADEMICAMENTE CORRETTO” (!).
Naturalmente, i filmati Zeitgeist contengono anche dati storico-religiosi autentici utilizzati, come spesso accade in questi casi, per avvallare la credibilità di tutto il contesto. Così, ad esempio, è innegabile che esistano alcune analogie simboliche tra le vicende evangeliche e i miti di altre tradizioni spirituali; ma tali analogie, lungi dall’essere banalmente interpretabili come “scopiazzature”, rimandano piuttosto ad un comune sottofondo di simboli e di archetipi che sottende a tutta l’esperienza religiosa umana[3]. Un patrimonio comune che, tuttavia, è ben lungi dal poter dimostrare l’infondatezza storica della figura di Gesù. E d’altronde, così sembrerebbero pensarla anche gli autori di Zeigeist, che se avessero avuto abbastanza dati “reali” a sostegno delle loro tesi, non avrebbero evidentemente sentito il bisogno di inventarne di falsi…
Ma il loro vero scopo é…
Ma a questo punto, al cospetto di una tale opera di mistificazione bella e buona, riecheggia quasi spontaneamente l’inquietante frase che più di un secolo fa si lasciò “scappare” dalla bocca Elena Petrovna Blavatsky: “nostro scopo non è di restaurare l’Induismo, ma di cancellare il Cristianesimo dalla faccia della terra”[4]. Proprio quella Blavatsky la quale, fondatrice di una Società Teosofica nata mescolando centoni di tradizioni orientali malcomprese con vaghe reminescenze di gnosticismo occidentale, può essere idealmente posta a capostipite di quella corrente neospiritualista confluita più di recente nello “stato di spirito” collettivo noto come New Age. Un movimento New Age dove, a fronte di una sbandierata proposta di “nuova spiritualità”, si cela più probabilmente l’interesse di chi, nella prospettiva della creazione (e imposizione?) di un Nuovo Ordine Mondiale, ha tutto lo scopo di omologare le varie identità religiose e culturali in un melting pot informe e inoffensivo. Una New Age dove, non a caso, è centrale quell’attesa della nuova Età dell’Acquario che dovrebbe sostituire la vecchia Età dei Pesci caratterizzata dal Cristianesimo: proprio il genere di suggestioni a cui attingono a piene mani gli autori di Zeitgeist.
Purtroppo però, a fronte di una diffusissima (e spesso coltivata) ignoranza di massa sulle tematiche religiose, accade ormai fin troppo spesso che certe “attraenti interpretazioni” finiscano per irretire un numero sempre crescente di persone; e, cosa ancor più dannosa, esse finiscono per ingannare soprattutto i più sensibili e intelligenti fra i nostri contemporanei, ovvero quei “cercatori di verità” a cui, sempre più spesso, il mare magnum della sottocultura contemporanea sembra offrire solo pallide parodie o interessate menzogne.
[1] E’ probabile, inoltre, che in questo specifico caso, l’autore di Zeitgeist abbia per ignoranza sovrapposto (o letteralmente confuso) il mito di Horus con quello di Osiride: è Osiride, infatti, a venir ingannato e ucciso dal fratellastro Tifone-Set e a risorgere successivamente grazie alla magia di Iside. Anche nel mito di Osiride, tuttavia, non appare minimamente alcun “racconto di crocefissione”.
[2] Il nome Mosé rimanda, con ogni probabilità, all’antico termine egizio Mòsis (figlio). Come abbiano fatto gli autori di Zeitgeist a ricondurlo ad una radice cretese o indiana, questo è un vero mistero.
[3] Che il simbolo della Croce, ad esempio, possieda un significato sacro in una moltitudine di culture pre e post-cristiane, è un dato di fatto; ma questo non impedisce affatto che ”la croce” sia stata anche uno strumento di supplizio il cui utilizzo è tristemente documentato dagli storici antichi. In una prospettiva di fede, in effetti, non vi è nulla di strano che gli episodi della vita di Cristo possano essere, al tempo stesso, storicamente concreti quando significativamente simbolici. Chi ha occhi per vedere…
[4] Dichiarazione della Blavatsky, rilasciata sulla rivista The Medium and Daybreak, London 1893, p.23


Colossesi 2:8 

"State attenti che qualcuno non vi porti via come sua preda per mezzo della filosofia e di un vuoto inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo le cose elementari del mondo e non secondo Cristo"


lunedì 8 ottobre 2012

Bambine e make-up: in aumento i casi di dermatiti


L’utilizzo dei trucchi tra le bambine ha portato a un’impennata delle dermatiti da contatto o allergiche, facendo registrare un +16,7% di tali patologie nella fascia di età 8-12 anni. A darne l’allarme è laFederazione italiana medici pediatri.
I cosmetici contengono sostanze tossiche:
Non dovrebbe sorprendere l’aumento di dermatiti in soggetti che fanno uso di make up, dato che il 95% delle sostanze chimiche usate nelle “fragranze” sono composti sintetici e derivati dal petrolio. Un tipico cosmetico/profumo può contenere fino a 100 fragranze, molte delle quali non sono mai state testate come sicure. Attualmente sono conosciute esattamente 6205 sostanze che possono essere impiegate nella produzione di cosmetici. L’Istituto Nazionale per la Sicurezza e la Salute nell’Occupazione (National Institute of Occupational Safety and Health) riporta che 884 degli ingredienti usati nei cosmetici sono tossici.
Bambine considerate come bambole in vetrina:
Un altro rischio, non meno importante, è quello che i bambini diventino “accessori viventi“. Molte mamme, infatti, proiettano sulle proprie figlie le proprie frustrazioni. I pediatri segnalano una perdita di identità del bambino, che oggi si comporta sempre più come un adulto in miniatura. Si da molta (troppa) importanza all’apparire e si trascusa sempre più l’essere.
I rischi:
Oltre ai danni causati dalle sostanze nocive contenute nei trucchi, non si deve sottovalutare l’aspetto diseducativo del cosmetico che, dato in mano a delle bambine di qualche anno, può trasformarsi in una vera e propria arma. Un tempo le bambine giocavano con le bambole, oggigiorno si gioca ad essere delle bambole.
Qualche consiglio:
E’ doveroso innanzitutto invitare i genitori a evitare per i loro figli l’uso di cosmetici, soprattutto durante il loro primo decennio di vita. Nel caso in cui si decidesse di utilizzare ugualmente il make-up, occorrerà sceglierlo tra prodotti privi di conservanti, profumi, metalli pesanti (in particolare nichel, cromo e cobalto).
Su questo sito troverete un’utile guida al consumo consapevole dei cosmetici.

- di Laura Caselli -

martedì 2 ottobre 2012

I 5 prodotti di uso comune che sono potenzialmente tossici


prodotti tossici
Vi sono alcuni prodotti d'uso comune che, se usati in maniera eccessivamente prolungata o in caso di particolare sensibilità individuale, potrebbero rivelarsi tossici o responsabili dell'insorgere di allergie, problemi respiratori ed altri disturbi più o meno lievi dei quali non è sempre semplice individuare le cause, in particolare se si desiderano esaminare i fattori esterni ed ambientali.
Cosmetici, profumi e deodoranti per la casa contengono di frequente ingredienti poco rassicuranti o possono risultare contaminati dametalli pesanti come il nikel o il piombo. Essi possono essere sostituiti da cosmetici e prodotti naturali, ancora meglio se fai-da-te, per essere completamente certi della loto composizione. Attenzione anche agli alimenti in lattina, le cui confezioni potrebbero contenere Bisfenolo-A.

1) Smalto

smalto
Ricordate sempre di controllare la lista degli ingredienti che compongono lo smalto che state per acquistare, sia che vi troviate in Italia sia che siate all'estero. La vostra attenzione dovrà essere rivolta in particolare a toluene, dibutyl phthalate (DBP) e formaldehyde. Potrebbe purtroppo capitare che tali ingredienti siano presenti anche all'interno di smalti dichiaratamente atossici, come è stato rilevato ad inizio aprile in prodotti di diverse marche disponibili nei saloni di bellezza di San Francisco. In tal caso, si è parlato di un possibile errore nell'etichettatura. Gli esperti mettono in guardia dalla continua esposizione a tali sostanze sia le clienti dei saloni di bellezza sia le operatrici del settore. Il trio di ingredienti sotto accusa è ritenuto in grado di concorrere nel provocare disturbi come asma e problemi nello sviluppo. (leggi anche smalto rinforzante fai-da-te)

2 Profumi

profumi
La maggior parte dei profumi in vendita, compresi i prodotti venduti sotto i marchi più noti, sono ottenuti da sintesi chimica al fine di ricostruire fragranze che ci richiamino alla mente gli odori naturali più amati, come quelli floreali. La maggior parte dei componenti chimici utilizzati per la composizione dei profumi vengono derivati dal petrolio. Sulle etichette di cosmetici, detersivi e detergenti la sigla "parfum", solitamente posta alla fine dell'elenco degli ingredienti utilizzati per la loro formulazione, nasconde al proprio interno decine di sostanze non meglio identificate sulle confezioni, tra cui potrebbero esservi acetone, benzaldehyde, benzyl acetate, benzyl alcohol, camphor, ethanol, ethyl acetate. Nei soggetti più sensibili esse possono provocare reazioni allergiche quali rossori, prurito, screpolature ed eritemi, una volta che la fragranza o il prodotto che la contiene entri in contatto con la pelle. I profumi sintetici sono ritenuti inoltre in grado di causare problemi respiratori, bruciore agli occhi, nausea e mal di testa. (Leggi anche Profumi biologici. Per la donna che non deve chiedere mai)

3 Deodoranti per ambiente




Il problema dei deodoranti per ambiente è simile, se non ancora più grave, rispetto a quanto specificato riguardo alle fragranze destinate alla persona. I deodoranti comunemente in vendita, destinati a cancellare gli odori domestici, sono in realtà dei cocktail di sostanze ben poco rassicuranti, tra le quali è possibile individuare benzene, stirene, ftalati, toulene, formaldeide, fosfati, ammoniaca, e non solo. Tali prodotti continuano ad essere venduti, nonostante vi siano studi che comprovano la loro capacità di avere effetti negativi su coloro che entrano a contatto, respirandole, con le fragranze da essi emesse. L'Università di Bristol ha reso noto come l'esposizione ad essi da parte di mamme e bambini possa rivelarsi causa di diarrea e mal d'orecchio nei più piccoli e di mal di testa e depressione nelle loro madri. I comuni deodoranti per ambiente dovrebbero essere eliminati da coloro che desiderino allontanare dalla propria abitazione le sostanze potenzialmente tossiche. In caso di necessità possono essere sostituiti da deodoranti naturali.

4 Rossetti

rossetti
Lo scorso febbraio era stata resa nota l'individuazione di elevati residui di piombo all'interno di numerosi rossetti in vendita negli Stati Uniti. L'Unipro, Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, era intervenuta per rassicurare tutte le consumatrici italiane riguardo all'eventuale presenza di percentuali di piombo potenzialmente dannose nei rossetti in vendita entro i confini dell'Unione Europea. Tracce di piombo, a detta dell'associazione, sarebbero infatti presenti nei suddetti prodotti solo conseguentemente a contaminazioni, poiché il piombo non risulta tra gli ingredienti attualmente ammessi nella produzione di cosmetici. Ricordiamo però, che nella produzione di cosmetici, compresi rossetti e lozioni per il viso e per il corpo, possono essere rilevate tracce di nikel, cromo e cobalto, in grado di provocare reazioni allergiche o intolleranze anche in piccole quantità, quando i prodotti entrano in contatto con la pelle. In caso di cute particolarmente sensibile, è consigliabile optare per prodotti testati al nikel, cromo e cobalto, oppure, sperimentare nella creazione di delicati cosmetici fai-da-te a partire da ingredienti naturali. (Leggi anche Rossetti Bio-ecologici per baci a prova di ambiente)

5 Prodotti in scatola




Ci riferiamo in modo particolare agli alimenti conservati in lattina, nella produzione dei cui contenitori, fin dagli anni Cinquanta, viene spesso impiegato Bisfenolo-A (altrimenti detto BPA), un ormone sintetico ritenuto in grado di compromette lo sviluppo pre e post natale del nascituro e di concorrere, anche in piccole dosi, alla manifestazione di problematiche molto gravi, quali tumori ed obesità. Il problema relativo agli alimenti in lattina riguarda la comprovata capacità del Bisfenolo-A di passare indisturbatamente dal contenitore al contenuto, raggiungendo dunque le cellule del nostro organismo attraverso i processi digestivi. Come difendersi da tale sostanza potenzialmente tossica, ritenuta capace di interferire con le funzioni del nostro sistema ormonale? Evitando l'acquisto di prodotti in lattina, da sostituire con gli analoghi freschi o essiccati (in particolare nel caso dei legumi), ancora meglio se provenienti da agricoltura biologica, per dire addio nello stesso tempo anche alle eventuali tracce di pesticidi.
Marta Albè