martedì 2 ottobre 2012

I 5 prodotti di uso comune che sono potenzialmente tossici


prodotti tossici
Vi sono alcuni prodotti d'uso comune che, se usati in maniera eccessivamente prolungata o in caso di particolare sensibilità individuale, potrebbero rivelarsi tossici o responsabili dell'insorgere di allergie, problemi respiratori ed altri disturbi più o meno lievi dei quali non è sempre semplice individuare le cause, in particolare se si desiderano esaminare i fattori esterni ed ambientali.
Cosmetici, profumi e deodoranti per la casa contengono di frequente ingredienti poco rassicuranti o possono risultare contaminati dametalli pesanti come il nikel o il piombo. Essi possono essere sostituiti da cosmetici e prodotti naturali, ancora meglio se fai-da-te, per essere completamente certi della loto composizione. Attenzione anche agli alimenti in lattina, le cui confezioni potrebbero contenere Bisfenolo-A.

1) Smalto

smalto
Ricordate sempre di controllare la lista degli ingredienti che compongono lo smalto che state per acquistare, sia che vi troviate in Italia sia che siate all'estero. La vostra attenzione dovrà essere rivolta in particolare a toluene, dibutyl phthalate (DBP) e formaldehyde. Potrebbe purtroppo capitare che tali ingredienti siano presenti anche all'interno di smalti dichiaratamente atossici, come è stato rilevato ad inizio aprile in prodotti di diverse marche disponibili nei saloni di bellezza di San Francisco. In tal caso, si è parlato di un possibile errore nell'etichettatura. Gli esperti mettono in guardia dalla continua esposizione a tali sostanze sia le clienti dei saloni di bellezza sia le operatrici del settore. Il trio di ingredienti sotto accusa è ritenuto in grado di concorrere nel provocare disturbi come asma e problemi nello sviluppo. (leggi anche smalto rinforzante fai-da-te)

2 Profumi

profumi
La maggior parte dei profumi in vendita, compresi i prodotti venduti sotto i marchi più noti, sono ottenuti da sintesi chimica al fine di ricostruire fragranze che ci richiamino alla mente gli odori naturali più amati, come quelli floreali. La maggior parte dei componenti chimici utilizzati per la composizione dei profumi vengono derivati dal petrolio. Sulle etichette di cosmetici, detersivi e detergenti la sigla "parfum", solitamente posta alla fine dell'elenco degli ingredienti utilizzati per la loro formulazione, nasconde al proprio interno decine di sostanze non meglio identificate sulle confezioni, tra cui potrebbero esservi acetone, benzaldehyde, benzyl acetate, benzyl alcohol, camphor, ethanol, ethyl acetate. Nei soggetti più sensibili esse possono provocare reazioni allergiche quali rossori, prurito, screpolature ed eritemi, una volta che la fragranza o il prodotto che la contiene entri in contatto con la pelle. I profumi sintetici sono ritenuti inoltre in grado di causare problemi respiratori, bruciore agli occhi, nausea e mal di testa. (Leggi anche Profumi biologici. Per la donna che non deve chiedere mai)

3 Deodoranti per ambiente




Il problema dei deodoranti per ambiente è simile, se non ancora più grave, rispetto a quanto specificato riguardo alle fragranze destinate alla persona. I deodoranti comunemente in vendita, destinati a cancellare gli odori domestici, sono in realtà dei cocktail di sostanze ben poco rassicuranti, tra le quali è possibile individuare benzene, stirene, ftalati, toulene, formaldeide, fosfati, ammoniaca, e non solo. Tali prodotti continuano ad essere venduti, nonostante vi siano studi che comprovano la loro capacità di avere effetti negativi su coloro che entrano a contatto, respirandole, con le fragranze da essi emesse. L'Università di Bristol ha reso noto come l'esposizione ad essi da parte di mamme e bambini possa rivelarsi causa di diarrea e mal d'orecchio nei più piccoli e di mal di testa e depressione nelle loro madri. I comuni deodoranti per ambiente dovrebbero essere eliminati da coloro che desiderino allontanare dalla propria abitazione le sostanze potenzialmente tossiche. In caso di necessità possono essere sostituiti da deodoranti naturali.

4 Rossetti

rossetti
Lo scorso febbraio era stata resa nota l'individuazione di elevati residui di piombo all'interno di numerosi rossetti in vendita negli Stati Uniti. L'Unipro, Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, era intervenuta per rassicurare tutte le consumatrici italiane riguardo all'eventuale presenza di percentuali di piombo potenzialmente dannose nei rossetti in vendita entro i confini dell'Unione Europea. Tracce di piombo, a detta dell'associazione, sarebbero infatti presenti nei suddetti prodotti solo conseguentemente a contaminazioni, poiché il piombo non risulta tra gli ingredienti attualmente ammessi nella produzione di cosmetici. Ricordiamo però, che nella produzione di cosmetici, compresi rossetti e lozioni per il viso e per il corpo, possono essere rilevate tracce di nikel, cromo e cobalto, in grado di provocare reazioni allergiche o intolleranze anche in piccole quantità, quando i prodotti entrano in contatto con la pelle. In caso di cute particolarmente sensibile, è consigliabile optare per prodotti testati al nikel, cromo e cobalto, oppure, sperimentare nella creazione di delicati cosmetici fai-da-te a partire da ingredienti naturali. (Leggi anche Rossetti Bio-ecologici per baci a prova di ambiente)

5 Prodotti in scatola




Ci riferiamo in modo particolare agli alimenti conservati in lattina, nella produzione dei cui contenitori, fin dagli anni Cinquanta, viene spesso impiegato Bisfenolo-A (altrimenti detto BPA), un ormone sintetico ritenuto in grado di compromette lo sviluppo pre e post natale del nascituro e di concorrere, anche in piccole dosi, alla manifestazione di problematiche molto gravi, quali tumori ed obesità. Il problema relativo agli alimenti in lattina riguarda la comprovata capacità del Bisfenolo-A di passare indisturbatamente dal contenitore al contenuto, raggiungendo dunque le cellule del nostro organismo attraverso i processi digestivi. Come difendersi da tale sostanza potenzialmente tossica, ritenuta capace di interferire con le funzioni del nostro sistema ormonale? Evitando l'acquisto di prodotti in lattina, da sostituire con gli analoghi freschi o essiccati (in particolare nel caso dei legumi), ancora meglio se provenienti da agricoltura biologica, per dire addio nello stesso tempo anche alle eventuali tracce di pesticidi.
Marta Albè

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