lunedì 25 febbraio 2013

L'insalata in busta è sporca, costosa e ricca di batteri


L’insalata in busta è più sporca e ricca di batteri della normale insalata


La pubblicità ci ha davvero scombinato la vita, soprattutto per quanto riguarda i generi alimentari: ci sono dei bellissimi bambini che ti raccontano che le loro merendine sono sane (forse perché sono troppo piccoli e non sanno leggere gli ingredienti), adulti che consigliano barrette al cioccolato con pochissimo cioccolato, e poi ci sono le insalate già tagliate. Ci dicono che sono comode, pratiche e pulite.
Ma quanto è vero?
In un test svolto qualche anno fa dalla rivista “il salvagente” è emerso che la carica batterica dell’insalata appena imbustata era superiore alla normativa di legge (francese, perché in italia la normativa non c’era) e, nel giorno di scadenza, la carica batterica era aumentata ulteriormente dell’80%.
Perché accade questo?
Perché l’insalata tagliata continua a perdere il proprio liquido cellulare ed i batteri,ovviamente se ne cibano. La carica batterica risulta assai più alta di quella che si trova sull’insalata dell’orto non lavata! Il Guardian poi sostiene che il lavaggio è spesso fatto in modo piuttosto approssimativo.
Nel 3% delle buste i ricercatori hanno individuato l’Escherichia coli. E in 2 casi su 3 l’esame ha evidenziato la patogenicità della contaminazione.
Percentuali persino più elevate sono invece il risultato della ricerca di altri germi patogeni: l’Enterobacter sakazakü è stato isolato nel 10% dei campioni, lo Pseudomonas nel 17% e lo Staphylococcus nel 18% delle insalate.
Inoltre c’è da dire che in media una busta di insalata già tagliata costa 4 volte di più della pianta presa al mercato
Infine secondo uno studio dell’INRAN, i prodotti tagliati e imprigionati nelle buste perdono fino al 50% dei loro elementi nutritivi antiossidanti.
Insomma stiamo comprando, ad un prezzo maggiorato, qualcosa che non solo ha perso i propri nutrimenti, ma che potrebbe farci anche male?
Certo, molti potranno dire che si risparmia tempo, ma forse è lo stesso tempo che si perde poi nel guardare la pubblicità della propria insalata.

giovedì 21 febbraio 2013

Un professore ateo e un suo alunno: Riflessioni sull'esistenza di Dio



Un professore ateo sfidò i suoi alunni con questa domanda: 
- “Dio ha fatto tutto ciò che esiste?” 
Uno studente rispose coraggiosamente: - “Si, l'ha fatto!” 
- “Dio fece proprio tutto?” 
- “Si, professore” - rispose il giovane.
Il professore replicò:
- “Se Dio ha fatto tutte le cose, allora Dio ha fatto il male, poiché il male esiste, e tenendo conto che le nostre azioni sono un riflesso di noi stessi, allora Dio è male”.
Lo studente si azzittì di fronte a tale risposta e il professore, felice, si vanagloriava di aver provato una volta in più che la Fede era un mito.
Un altro studente alzò la sua mano e disse:
- “Posso farle una domanda, professore?”
- “Senza dubbio” gli rispose il professore.
Il giovane si alzò in piedi e domandò:
- “Professore, il freddo esiste?”
- “Ma che domanda è questa? Chiaro che esiste, lei per caso ha mai sentito freddo?”
Il ragazzo rispose:
- “In verità, professore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della Fisica, ciò che consideriamo freddo, nella realtà è assenza di calore. Tutto il corpo o l'oggetto può essere studiato quando ha o trasmette energia, ma è il calore e non il freddo che fa in modo che tale corpo ha o trasmetta energia. Lo zero assoluto è l'assenza totale e assoluta del calore, tutti i corpi rimangono inerti, incapaci di reagire, ma il freddo non esiste. Abbiamo creato questo termine per descrivere come ci sentiamo quando ci manca il calore”.
- “E l'oscurità, esiste?” - Continuò lo studente.
Il professore rispose:
- “Ma è chiaro che si.”
Lo studente rispose:
- “Di nuovo signore si inganna, l'oscurità nemmeno esiste. L'oscurità è in realtà l'assenza di luce. Possiamo studiare la luce, ma l'oscurità no, il prisma di Newton decompone la luce bianca nei vari colori di cui si compone, con le sue differenti varietà d'onda. L'oscurità no, un semplice raggio di luce strappa l'oscurità e illumina la superficie che la luce tocca. Come si fa per determinare quanto buio è presente in un determinato spazio? Solamente con una base di quantità di luce in questo spazio, non è così? L'oscurità è un termine che l'uomo ha creato per descrivere ciò che succede quando non c'è presenza di luce”.
Finalmente, il giovane studente domandò al professore:
- “Dica, professore, il male esiste?”
Lui rispose:
- “Chiaro che esiste. Come ho detto all'inizio della lezione, vediamo ladri, criminalità e violenza tutti i giorni in tutte le parti del mondo, queste cose sono il male”.
Allora lo studente rispose:
- “Il male non esiste, professore, o almeno non esiste di per se. Il male è semplicemente l'assenza di Dio. E', come nei casi precedenti, un termine che l'uomo ha creato per descrivere questa assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Non è come la Fede o l'Amore, che esistono come esiste la Luce e il Calore. Il male è il risultato del fatto che l'umanità non ha Dio presente nei suoi cuori. E' come il freddo che sorge quando non c'è calore, o l'oscurità quando non c'è la luce”.






"Naturalmente, ogni casa è costruita da qualcuno, ma chi ha costruito tutte le cose è Dio"- Ebrei 3:4


"Lungi sia dal [vero] Dio l’agire malvagiamente,
E dall’Onnipotente l’agire ingiustamente!" - Giobbe 34:10



"Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore" - 1Giovanni 4:8



Quindi, perchè oggi ci sono cosi' tante sofferenze?
http://www.jw.org/it/pubblicazioni/riviste/g201107/perch%C3%A9-cos%C3%AC-tante-sofferenze/
La risposta qui ---> 

lunedì 18 febbraio 2013

Cosa è la vivisezione? Una tortura inutile della scienza sugli animali

"Nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni".
Albert Einstein 1879-1955


“Di tutti i crimini neri che l’uomo commette contro Dio e il creato,
la vivisezione è il più nero”.
Mahatma Ghandi, 1869-1948


"Poiché sappiamo che tutta la creazione continua a gemere insieme e ad essere in pena insieme"
- Bibbia




La maggior parte delle persone ritiene di conoscere, seppure vagamente, il significato del termine vivisezione. La vivisezione è sinonimo di sperimentazione animale così come lo impiegavano Claude Bernard (fisiologo 1813 - 1878) e i suoi contemporanei apostoli di tali metodi. In tal senso viene impiegato ancora oggi.
Dice l'Enciclopedia Americana, alla voce vivisezione: "il termine si applica ad ogni tipo di sperimentazione sugli animali, sia che questi vengano sezionati o no." E il grande Merrian-Webster, dizionario che fa testo nelle maggiori Università statunitensi: "ogni forma di sperimentazione animale, specie se provoca sofferenza al soggetto". Dunque il termine vivisezione si applica a tutta la sperimentazione atta a causare sofferenze sia fisiche che psichiche. E' una realtà dura, bruciante, che agghiaccia la mente con immagini di cani, scimmie, cavie, topi, ratti, gatti, maiali, conigli, ma anche cavalli, asini, capre, uccelli, rane, pesci ed ogni specie vivente di animali, i quali vengono mutilati, avvelenati, accecati, affamati, bruciati, ghiacciati, schiacciati, decerebrati, ustionati, infettati con malattie, assoggettati a stress, shock o privazioni.
Un aspetto inquietante della vivisezione è che gli pseudo-ricercatori, grazie all'inaffidabilità del modello animale, promuovono o condannano un determinato ritrovato in relazione alle attuali esigenze di mercato, non esitando a ribaltare o smentire i dati che in passato si erano acquisiti, secondo un establishment ben consolidato e redditizio: l'industria della salute.
La grande truffa della vivisezione si basa su un assioma semplicissimo: ogni specie è differente, per metabolismo e altri parametri fisiologici, di conseguenza nessun risultato conseguito sugli altri animali sarà mai estrapolabile all'uomo. Nessuna specie animale, compreso l'uomo, può costituire modello sperimentale per nessun'altra specie.
Gli animali sono così diversi dall'uomo che quello che si verifica nell'animale può essere simile a quello che avviene nell'uomo, leggermente diverso, completamente diverso o totalmente opposto. Per cui, quando si è fatto un esperimento sugli animali, è necessario e indispensabile ripeterla nell'uomo. La vivisezione è un metodo a posteriori, ma a noi interessa sapere prima, e non dopo, cosa succederà al proprio organismo.
Dunque la vivisezione diventa un alibi per poter sperimentare nell'uomo senza aver alcuno ostacolo di natura burocratica e giuridica.

http://www.limav.org/introduzione.html

A BREVE.....


 "la creazione stessa sarà pure resa libera" e Iah "ridurrà in rovina quella che rovinano la terra" (compresi chi fa soffrire gli animali)

Questa è la promessa del nostro Creatore. Colui che veramente e' in grado di liberare tutti gli animali dalla tirannia dell'uomo



giovedì 14 febbraio 2013

Gli antinfiammatori di origine vegetale


Gli antinfiammatori naturali sono piante in grado di ridurre un’infiammazione. A differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi (FANS e steroidei) quelli di origine vegetale non hanno controindicazioni, non sono gastrolesivi e possono essere assunti per lunghi periodi di tempo 
Gli antinfiammatori naturali sono erbe e piante officinali in grado di intervenire sui meccanismi e le cause che provocano l’infiammazione dei tessuti, siano questi tessuti ossei o i vasi sanguigni o tessuti epidermici.

Che cosa è l’infiammazione

L'infiammazione o flogosi è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce unarisposta protettiva all'azione dannosa di agenti fisici (traumi, calore), chimici (acidi ecc.), tossici e da agenti di natura biologica (batteri, virus ecc.), il cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa iniziale del danno cellulare o tissutale.
Quando un agente lesivo attacca i tessuti provoca un’intensa reazione vascolare, che ha la funzione didistruggere diluire e confinare tale agente, ma allo stesso tempo mette in moto una serie di meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato. 

I fenomeni elementari, che costituiscono la risposta infiammatoria, comprendono vasodilatazione eaumento di permeabilità, che provocano un travaso di liquidi dal letto vascolare al tessuto leso (edema) e l’infiltrazione leucocitaria nell'area di lesione.
La manifestazione delle modificazioni tissutali che subisce un tessuto infiammato consistono in:arrossamento dovuto all'aumento di sangue nell’area (rubor); rigonfiamento dovuto all'edema (tumor); aumento della temperatura (calor); dolore per alterazioni biochimiche locali (dolor);inibizione della funzionalità dell'area colpita (specie se si tratta di un'articolazione) a causa del dolore e degli squilibri indotti dall'infiammazione (es. edema) sull'integrità delle strutture infiammate (functio laesa). Vediamo alcuni antinfiammatori naturali.

Gli antinfiammatori naturali


Parlando degli antinfiammatori naturali è importante ricordare la mancanza di effetti collaterali che può dare il prodotto chimico. Inoltre l'azione del fitocomplesso della pianta è diverso da quello del singolo principio attivo.
Infatti, mentre l'antinfiammatorio di sintesi è più immediato come effetto, ma la sua azione dura solo qualche ora, le piante sono forse più lente nell'esplicare il loro beneficio, ma certamente i loro effetti sono più duraturi, anche considerando il fatto che si possono assumere per periodi più lunghi, senza controindicazioni.
Ananas: L’assenza assoluta di tossicità e la grande efficacia terapeutica rendono la polpa e il gambo dell'ananas il rimedio elettivo nella cura di tutti gli stati infiammatori localizzati. La bromelina, infatti, esplica un’azione decongestionante sul sistema circolatorio linfatico, stimolando il drenaggio del focolaio infiammatorio e il riassorbimento del versamento emorragico. Per questa proprietà trova impiego nel trattamento dei processi infiammatori, specialmente in caso di edema,cellulite, ridotto trofismo cutaneo, ematoma, tumefazioni post-operatorie e post-traumatiche acute, traumi muscolari, articolari e insufficienza venosa.
Artiglio del diavolo: le radici secondarie di questa pianta contengono gli harpagosidi ritenuti responsabili degli effetti analgesici e antinfiammatori sul sistema osteo-articolare. L'artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente attivo soprattutto nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoidemal di schienamal di testacervicalecontusioni, sciatica, artrite, artrosi

- Spirea Considerata insieme al salice, il "salicilato vegetale", la pianta svolge azione antinfiammatoriaanalgesica e antipiretica, perché inibisce la sintesi delle prostaglandine(PGE2), responsabili del dolore e del processo infiammatorio dei tessuti. Viene perciò utilizzata in caso di febbre e in tutte le malattie da raffreddamento; per alleviare gli stati dolorosi causati da artrosi, artrite reumatoide, dolori articolari, mal di denti, mal di schiena e cervicale. Tuttavia a differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi, la spirea non presenta azione ulcerogena (gastrite, ulcera), effetto collaterale di questa categoria di farmaci. La presenza delle mucillagini, infatti, conferisce alla spirea un’azione protettiva per le mucose, in grado di ridurre gli spasmi e i processi erosivi delle pareti gastriche. 

Malva I fiori e in particolare le foglie della pianta sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo. Questi principi attivi agiscono rivestendo le mucose con uno strato vischioso proteggendole da agenti irritanti. Per questo motivo è utilizzata contro la tosse nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare esfiammare l'intestino.

martedì 12 febbraio 2013

IL CARNEVALE è un mix di feste anticristiane pagane



Dagli Egizi, il Medioevo e i Saturnali dell'antica Roma ad oggi, l'etimologia del termine. 


Il Carnevale e' un momento in cui con la più assoluta libertà tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo; un'occasione per uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro ma anche concedere uno sfogo alle passioni più istintive dell'animo umano prima di mortificarsi nel digiuno della quaresima.


Il Carnevale, è una delle festa popolari più espressive e rappresentative, di derivazione pagana, all'origine, si contrapponeva nettamente a quella cristiana.
Le prime manifestazioni del carnevale nel mondo risalgono a 4000 anni fa. Gli Egizi, fin dai tempi delle dinastie faraoniche, furono i primi ad ufficializzare una tradizione carnevalesca, con feste, riti e pubbliche manifestazioni in onore della dea Iside, che presiedeva alla fertilità dei campi e simboleggiava il perpetuo rinnovarsi della vita.
La personificazione del carnevale in un essere umano o in un fantoccio, risale, invece, al Medioevo, mentre una tipica festa dell'antica Roma, di origine pagana, quella dei Saturnali, rappresentò la prima espressione del carnevale di oggi che perdendo gradualmente l'iniziale significato rituale, assunse la evidente impostazione delle feste popolari. Durante i sette giorni di festeggiamenti in onore di Saturno, infatti, si conducevano per la città carri festosi tirati da animali bizzarramente bardati ed il popolo si riuniva in grandi tavolate, a cui partecipavano persone di diverse condizioni sociali e ci si abbuffava tra lazzi, danze ed oscenità. Era necessario darsi alla pazza gioia per favorire un raccolto abbondante ed un periodo di benessere e felicità.
Infatti, la caratteristica principali dei 'Saturnali' era la sospensione delle leggi e delle norme che regolavano allora i rapporti umani e sociali. Quindi il popolo poteva concedersi un periodo di frenetiche vacanze di costumi e di lascività di ogni genere. Erano giorni di esplosione di rabbia e di frenesia incontrollata, di un'esuberanza festaiola che spesso degenerava in atti di intemperanza e di dissolutezza. Questa tradizione, ma soprattutto lo spirito con cui si vivevano i festeggiamenti è arrivato fino ai giorni nostri; il Carnevale, infatti, e' un momento in cui vige la più assoluta libertà e tutto diviene lecito: ogni gerarchia decade per lasciare spazio alle maschere, al riso, allo scherzo e alla materialità. Lo stesso mascherarsi rappresenta un modo attraverso il quale uscire dal quotidiano, disfarsi del proprio ruolo sociale, negare sé stessi per divenire altro.
Inoltre, il popolo dell'epoca, prima di mortificarsi nel digiuno della quaresima, voleva concedere uno sfogo alle passioni più istintive dell'animo umano, l'etimologia del termine 'carnevale' ha origine dal latino "carnem levare", poi fu popolarmente tradotto "carne-vale" o "carnasciale", ('carnaval' in olandese) perche' anticamente indicava il banchetto con cui si aboliva della carne e che si teneva subito prima della Quaresima, periodo di astinenza e digiuno.
Ecco anche perchè il Carnevale termina il giorno del Mercoledì delle Ceneri, ossia 40 giorni prima di Pasqua, quando, per la Chiesa Cattolica inizia la Quaresima. Le autorità ecclesiastiche, pur tollerando le manifestazioni carnevalesche come motivo di svago e di spensieratezza, abolita l'origine pagana, considera sin dal passato il carnevale come momento fondamentale di riflessione e di riconciliazione con Dio. Si celebravano, come tuttora avviene, le Sante Quarantore, (o carnevale sacro), che si concludevano con qualche ora di anticipo la sera dell'ultima domenica di carnevale.



Ma cosa dice la Sacra Bibbia in merito?

La Bibbia non vieta di rallegrarsi e divertirsi, anzi, in Ecclesiaste 3:4 dice che c'è "un tempo per ridere ... e un tempo per saltare". Dato che ridere si può tradurre anche "festeggiare", comprendiamo che agli occhi del nostro Creatore non è sbagliato spassarsela in modo sano. La Parola di Dio non incoraggia però ogni forma di divertimento, infatti l'apostolo Paolo dice che la gozzoviglia, o baldoria sfrenata, appartiene alle "opere della carne", che non si addicono ai cristiani (Galati 5:19-21; Romani 13:13). Forse pensate che le origini delle festività abbiano poco a che fare col modo modo in cui vengono celebrate oggi, ma cosa fareste se, per esempio, vedeste un lecca-lecca caduto nel fango? Lo raccogliereste per metterlo in bocca? No di certo: è sporco! Come quel lecca-lecca, molte feste potrebbero sembrare di per sé piacevoli, ma hanno origini impure. Come cristiani vorremo prendere a cuore le parole del profeta Isaia, che disse ai veri adoratori: "Non toccate nulla d'impuro" - Isaia 52:11
 

lunedì 11 febbraio 2013

Il grano italiano "modificato" e l'aumento di problemi intestinali




Pochi sanno che in Italia pasta e pane sono geneticamente modificati. Questa affermazione richiede però una spiegazione: infatti non ci sono le indicazioni in etichetta che la legge prevede per gli OGM. La domanda da porsi allora è: che cosa intendiamo per cibo modificato? L’attuale legislazione considera OGM solo le piante trattate con le moderne tecniche. In realtà anche nel caso di radiazioni ionizzanti e mutageni chimici il genoma viene modificato (sebbene non si possa parlare di cibo transgenico, in cui i geni provengono da organismi diversi).
Premesso ciò, nessuno può mettere in dubbio che il grano italiano è modificato! Per essere esatti: il 90% dei prodotti derivati da frumento che troviamo sulle nostre tavole rappresentano una variante creata in laboratorio nel 1974, nota col nome di Creso. Una pianta “nana” ottenuta dal Cappelli originario tramite un processo di irradiazione con raggi gamma e poi incrociata con il Cymmit, una variante messicana, al fine di ridurre i costi di filiera. Non si è assolutamente tenuto conto degli effetti a lungo termine sull’organismo: adesso ci sono quattro nuove triplette di amminoacidi che il sistema immunitario intestinale non è in grado di riconoscere e questo provoca una maggiore produzione di proteine infiammatorie. 

Non sarà un caso che negli ultimi trent’anni i celiaci sono decuplicati, e l’aumento non può essere solo attribuito alle migliorate capacità diagnostiche. Sono esplose anche problematiche quali la colite, che spesso scompaiono rimuovendo dalla dieta pane e pasta.
La nostra salute non può essere affidata a egoistiche leggi di mercato, dove è più redditizio fabbricare cosmetici con sospetti cancerogeni o far schiattare a terra le pecore di Acerra con la diossina. La vita delle piante è più importante di un brevetto e di un marchio di fabbrica. La nostra ancor di più!

Fonti:
(Questo link dell’ENEA a testimonianza della veridicità di quanto affermato sulla produzione e la larga diffusione della specie Creso)
(Questo link per i risvolti clinici)

lunedì 4 febbraio 2013

Cancro al seno e cosmetici. Attenzione ai parabeni


I parabeni sono xeno-estrogeni, o sostanze chimiche utilizzate per inibire la crescita di batteri ed aumentare la conservazione, che possono agire pericolosamente come estrogeni nel nostro corpo.
Essi si trovano comunemente nel trucco, shampoo, creme, crema da barba, dentifricio, collutorio, in alcuni alimenti trasformati e in molti farmaci .
In poche parole i parabeni si trovano in quasi tutti i prodotti cosmetici e per la cura del corpo ed in alcuni casi sono utilizzati anche come conservanti antimicrobici negli alimenti.
Un ampio studio di donne con cancro al seno pubblicato nel numero di Gennaio 2012 del Journal of Applied Technology ha evidenziato che i parabeni sono cancerosi al 100%. Questa prova collega chiaramente queste sostanze chimiche tumori femminili.

I ricercatori dell'Università di Reading nel Regno Unito ha scoperto che quasi tutti (il 99 per cento) dei campioni di tessuto raccolti da donne che partecipano allo studio conteneva almeno un parabene, e il 60 per cento almeno 5 parabeni.

Ma perche’ questi studi scientifici non vengono divulgati?

Il commercio di questi prodotti e’ molto vasto e divulgare queste notizie sarebbe improduttivo per il commercio che si preoccupa di vedere alti i fatturati , ma non della salute delle persone.

Ma allora cosa e’ bene fare? 

Acquistare solo prodotti per la cura personale senza parabeni. 
Leggere attentamente le etichette e utilizzare soltanto le marche biologiche di prodotti naturali.

 
Oppure fare in casa i prodotti come cremedeodorantiburrocacaoshampoosapone, ecc.. , cosa assolutamente semplice e davvero poco dispendiosa.
Impariamo a difendere la nostra salute e contribuiamo ad un mondo migliore!


Silvia Pepe, Smile Therapy
fonti: “Health News”