lunedì 25 marzo 2013

Carne lavorata e salumi accorciano la vita



Il consumo di carne lavorata aumenta rischio di morte precoce, di cancro e di contrarre patologie cardiovascolari. Non soltanto salsicce e wurstel, ma anche gli apparentemente meno innocui salumi e la carne rossa di origine equina, bovina, suina ed ovina concorrono, ancor di più se consumate abitualmente ed in eccesso, a compromettere la salute di chi sceglie di portare tali alimenti sulla propria tavola.

Gli esperti hanno evidenziato come i maggiori consumatori di carne lavorata presentassero un rischio superiore del 44% di morire prematuramente rispetto a coloro che si limitavano ad uno scarso consumo della stessa. Un elevato consumo di carni lavorate ha condotto ad un incremento dell'11% del rischio di cancro e del 72% del rischio di contrarre patologie cardiache.Si tratta di quanto emerso nel corso di un ampio studio europeo, condotto per un arco di tempo pari a 13 anni e che ha interessato oltre 400 mila individui provenienti da 10 differenti Paesi. La ricerca in questione è stata condotta da parte degli esperti dell'Università di Zurigo ed ha visto la propria pubblicazione tra le pagine della rivista scientifica BMC Magazine.
A parere dei ricercatori, se ogni individuo decidesse di consumare non più di 20 grammi al giorno di carni lavorate – compresi prosciutto e salsicce – il 3% delle morti premature potrebbero essere evitate. Si tratta di quanto sottolineato da parte degli autori dello studio, che hanno lavorato sotto la guida della professoressa Sabine Rohrmann. I rischi identificati da parte dei ricercatori si innalzerebbero di pari passo con il livello di consumo di tali alimenti e sarebbero legati all'eccessivo contenuto di grassi saturi e sale degli stessi.

Marta Albè

lunedì 18 marzo 2013

L'inganno dell'evoluzione e il ruolo dei mezzi di informazione


I mezzi di comunicazione: terreno fertile per l'evoluzione

La teoria dell'evoluzione non è fondata su basi scientifiche. La maggior parte della popolazione mondiale, tuttavia, è inconsapevole di ciò e considera l'evoluzione un fatto scientifico. La ragione principale di questo inganno è il sistematico indottrinamento e la propaganda condotti dai mezzi di comunicazione. Per questo motivo, dobbiamo menzionare le particolari caratteristiche di tale azione.

Qualora si considerino attentamente i media occidentali, ci si imbatterà frequentemente in informazioni concernenti la teoria dell'evoluzione. Le organizzazioni che ne hanno il controllo e riviste famose e "rispettabili" periodicamente portano all'attenzione questo soggetto. Se si esamina il loro approccio, se ne ricava l'impressione che questa teoria sia un fatto assolutamente provato, che non lascia spazio ad alcuna discussione.

La gente ordinaria che legge questo tipo di notizie è indotta a pensare che la teoria evoluzionista sia una realtà certa quanto le leggi della matematica. Notizie di tal sorta, che appaiono sui media principali, vengono poi diffuse da quelli locali. Questi stampano quindi titoli a caratteri cubitali: "Secondo la rivista Time è stato rinvenuto un nuovo fossile che riempie il vuoto nella catena fossile"; oppure "Nature"  rivela che gli scienziati hanno fatto luce sul problema finale della teoria evoluzionista". Il ritrovamento "dell'ultimo anello mancante della catena evolutiva" non significa niente, in quanto non esiste neppure una singola prova che avalli l'evoluzione. Tutto ciò che viene avanzato come prova è falso, come abbiamo dimostrato nei capitoli precedenti. Oltre ai media, lo stesso fenomeno si ripete nel caso di fonti scientifiche, enciclopedie e testi di biologia.

In breve, sia i media che i circoli accademici, che sono al servizio di centri di potere anti-religiosi, mantengono una visione interamente evoluzionista che viene imposta alla società. Tale azione è stata così efficace che, nel corso del tempo, ha reso l'evoluzione un'idea irrefutabile, la cui negazione è paragonata ad un rifiuto della scienza e al disprezzo delle realtà fondamentali. Questa è la ragione per cui, nonostante siano state rivelate così tante deficienze (specialmente a partire dal 1950), confessate per di più dagli stessi scienziati evoluzionisti, sia tuttora  impossibile trovare una forma di critica all'evoluzione presso i circoli scientifici o nei media.

Ampiamente accettate in occidente come i più prestigiosi veicoli d'informazione sulla biologia e la natura, riviste quali Scientific American, Nature, Focus  e National Geografic adottano la teoria dell'evoluzione come ideologia ufficiale e tentano di presentarla come un fatto provato.

PROPAGANDA EVOLUZIONISTA


Dal momento che le riviste scientifiche popolari hanno assunto la leadership della propaganda evoluzionista, assumono un ruolo importante nell'incoraggiare il pubblico ad accettare la nota teoria.

Bugie nascoste

Gli evoluzionisti traggono un grande vantaggio dal programma di "lavaggio del cervello" offertogli dai media. Molte persone credono in modo talmente incondizionato nell'evoluzione da non preoccuparsi neppure di chiedere "come" e "perché". Ciò significa che gli evoluzionisti possono camuffare le loro menzogne come preferiscono per essere più persuasivi.
 

 
FAVOLE EVOLUZIONISTE
L'evoluzione è, come è stato notato una volta da un eminente scienziato, una favola per adulti. È una descrizione completamente irrazionale ed antiscientifica, secondo la quale la materia non vivente ha una sorta di potere magico e l'intelligenza per creare forme di vita complessa. Questo lungo racconto contiene storie molto interessanti su alcuni particolari argomenti. Una di queste curiose favole evoluzioniste riguarda "l'evoluzione della balena", pubblicata su National Geographic, una delle più prestigiose e serie pubblicazioni scientifiche al mondo:

La superiorità di dimensioni della balena ebbe inizio probabilmente sessanta milioni di anni orsono, quando un peloso mammifero a quattro zampe, in cerca di cibo o rifugio, si avventurò nell'acqua. Col passare degli eoni, si ebbero dei lenti cambiamenti. Le zampe posteriori scomparirono, quelle anteriori si tramutarono in natatoie, il pelame lasciò il posto a uno spesso e liscio strato di grasso, le narici si trasferirono alla sommità del capo, la coda si ampliò e il corpo divenne enorme.1a 

Oltre al fatto di non disporre di alcuna base scientifica, simili eventi sono anche contrari ai principi della natura. Questa favola, pubblicata da National Geographic, è degna di nota in quanto mostra il grado di falsità di pubblicazioni evoluzioniste apparentemente serie.

Un'altra storia singolare è quella sull'origine dei mammiferi. Gli evoluzionisti sostengono che i mammiferi abbiano avuto origine dai rettili. Tuttavia, quando si giunge al punto di dover spiegare i dettagli di questa pretesa trasformazione, la narrazione diventa interessante. Eccone un esempio:

La maggior parte dei rettili abitanti nelle regioni più fredde iniziarono a sviluppare un metodo per mantenere caldi i loro corpi. La loro produzione di calore incrementò con il freddo, mentre la perdita di calore fu ridotta quando le scaglie divennero più piccole e appuntite evolvendosi in pelame. Il sudore fu anche una forma di adattamento per regolare la temperatura corporea, un dispositivo per raffreddare il corpo quando necessario tramite l'evaporazione dell'acqua. Ma, incidentalmente, i giovani di questi rettili cominciarono a leccare il sudore delle loro madri per nutrirsi. Certe ghiandole sudoripare iniziarono a secernere una escrezione sempre più ricca che infine divenne latte. Così i giovani di questi primi mammiferi poterono cominciare a vivere in modo migliore.2a 

L'idea che un cibo perfetto come il latte possa aver avuto origine da ghiandole sudoripare e tutti gli altri dettagli sopracitati costituiscono soltanto il frutto bizzarro di una fantasia evolutiva priva di basi scientifiche. (p. 150)


1 Victor B. Scheffer, "Exploring the Lives of Whales", National Geographic, vol. 50, December 1976, p. 752
2 George Gamow, Martynas Ycas, Mr. Tompkins Inside Himself, London: Allen & Unwin, 1968, p. 149

Ad esempio, anche nei testi evoluzionisti più "scientifici" la "transizione dall'acqua alla terra", che è uno dei fenomeni più inesplicabili, viene "spiegato" con ridicola semplicità. Secondo l'evoluzione, la vita ebbe inizio nell'acqua e i primi animali sviluppati furono i pesci. La teoria narra che un giorno questi pesci iniziarono a lanciarsi sulla terra per una causa non ben definita, ( per lo più è addotta la ragione della siccità); quelli che decisero di permanervi svilupparono piedi invece di pinne e polmoni in luogo di branchie.

I libri maggiormente evoluzionistici non parlano di "come" ciò possa essere avvenuto. Anche nelle fonti più "scientifiche", l'assurdità di tale asserzione viene nascosta dietro a proposizioni quali "il trasferimento dall'acqua alla terra fu conseguito".

Come fu conseguito questo trasferimento? Sappiamo che un pesce non può vivere più di pochi minuti fuori dall'acqua. Se supponessimo che l'asserita siccità avesse costretto il pesce a avanzare sulla terra, cosa sarebbe accaduto di lui? La risposta è evidente. Tutti i pesci fuoriusciti dall'acqua sarebbero morti nel giro di pochi minuti. Anche se questo processo  fosse perdurato per un lasso tempo di dieci milioni di anni, la risposta sarebbe ancora la stessa, i pesci sarebbero morti uno ad uno. La ragione è che un organo talmente complesso come un polmone completo non avrebbe potuto pervenire all'essere per un "accidente" improvviso, ovvero, per mutazione; un mezzo polmone, del resto, è del tutto inutile.

Ma ciò è esattamente quanto proposto dagli evoluzionisti. Il "trasferimento dall'acqua alla terra", il "trasferimento dalla terra all'aria" e molti altri ipotetici salti vengono "spiegati" in maniera così illogica. Per quanto riguarda la formazione di organi realmente complessi come l'occhio e l'orecchio preferiscono tacere.

È facile influenzare l'uomo della strada con il pacco della "scienza". Si disegna un'immagine fantasiosa che rappresenti la transizione dall'acqua alla terra, si inventano termini latini per gli animali acquatici, per i loro "discendenti" terrestri e le "forme di transizione intermedie" (che sono animali immaginari), si fabbrica quindi una bugia elaborata: "L'Eusthenopteron si trasforma dapprima in un Rhipitistian Crossoptergian, poi in un Ichthyostega nel corso di un lungo processo evolutivo". Se si pongono queste parole sulla bocca di uno scienziato con occhiali dalle lenti spesse e un camice bianco, si otterrà un grande successo nel convincere molte persone, in quanto i mezzi di comunicazione, che si dedicano alla divulgazione dell'evoluzione, annunceranno al mondo la buona notizia con grande entusiasmo. 


http://www.tabaccheria21.net/ingannoevoluzione/evol15.htm

sabato 16 marzo 2013

Osteoporosi: meglio evitare i latticini




Più che latte e formaggi, l'osteoporosi si contrasta praticando attività fisica in maniera regolare e una dieta a base di verdure e cereali integrali.

Osteoporosi: evitare i latticiniSecondo un recente studio epidemiologico svolto in Italia, a soffrire di osteoporosi è il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni. Si tratta dunque di una vera e propria malattia sociale, della quale la medicina allopatica finora non è riuscita a individuare con precisione le cause. Si tratta, com'è noto, di una riduzione della massa e della densità dell'osso, che in qualche caso può essere dovuta a una predisposizione ereditaria e che spesso si manifesta in forme secondarie dovute a farmaci corticosteroidi (cortisone ecc.), ipertiroidismo, diabete e insufficienza gonadica.

Calcio e ormoniPer molto tempo, si è creduto che l'osteoporosi fosse legata alla carenza di calcio e all'incapacità delle ossa di fissarlo, di conseguenza la terapia era basata sulla supplementazione di questo minerale, un'alimentazione ricca di latticini e l'assunzione di calcitonina, ormone che stimola la fissazione del calcio sulle ossa. Più recentemente, alla luce di nuove ricerche e dei discutibili risultati registrati con la somministrazione di calcitonina si è cominciato a considerare come origine dell'osteoporosi un'insufficienza estrogenica, per cui oggi alla quasi totalità delle donne in menopausa viene consigliata una terapia a base di estrogeni, perlopiù sotto forma di cerotti. Ma anche rispetto alle cure ormonali è necessario fare delle considerazioni: l'osteoporosi è molto poco diffusa tra le donne asiatiche in età di menopausa; i medicinali per la menopausa tendono semplicemente a frenare e rimandare la comparsa dei segni e dei sintomi della menopausa; infine le donne che soffrono maggiormente di osteoporosi presentavano i «fattori a rischio» già da giovani.

Una questione di pHInoltre è interessante osservare che quasi sempre negli individui che soffrono di osteoporosi, i livelli di calcio nel sangue (calcemia) sono normali. Più che a una carenza di calcio nel sangue dunque, l'osteoporosi sembrerebbe dipendere da una sua scarsa disponibilità. Questo perché la fisiologia dell'organismo funziona in base a precise priorità; una di queste è quella di assicurare costantemente un tenore adeguato del calcio contenuto nel sangue, indispensabile per l'attività muscolare (cuore compreso), la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali. Quindi il calcio presente in questa forma non è utilizzato dall'organismo per rifornire la matrice ossea, ecco perché il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati non risolve il problema, ma anzi in alcuni casi può peggiorarlo, anche perché un'altra fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini, l'intervallo ideale è tra 7.39 e 7.41; in condizioni particolari si può arrivare a valori fino a 7.1 e 7.8. Con valori inferiori a 7.1 (eccesso di acidità) o superiori a 7.8 (eccesso di alcalinità) compaiono sintomi seri. Per questa ragione esistono una serie di meccanismi di compensazione che hanno la funzione di mantenere il pH a livelli adeguati.

In genere, un'alimentazione particolarmente ricca di cibi raffinati e con elevato contenuto proteico (come cereali raffinati, carni, latte, latticini e formaggi) tende ad acidificare il pH del sangue, fenomeno che l'organismo cerca di neutralizzare in vario modo: in primo luogo assumendo sodio, il cui serbatoio naturale è il muscolo; in seconda istanza viene consumato il fosforo; quindi, se l'acidosi persiste ancora, viene mobilizzato il calcio, prelevandolo dall'osso. Infine, come ultima risorsa del sofisticato sistema tampone dell'organismo, viene liberato dai reni l'ammonio che da una parte riduce l'acidità del sangue, d'altra va a competere con l'ormone della crescita (GH), molto importante per contrastare
l'invecchiamento. 

No alle carniAllo stesso modo, numerosi altri sali minerali vitali vengono utilizzati dall'organismo per tamponare gli «errori alimentari» e se la cosa persiste si può arrivare ad un'alterazione dei cicli metabolici, fenomeno che apre le porte non solo all'osteoporosi, ma alle più diverse malattie. Dunque occorre ridurre il consumo di proteine; nei casi gravi si può sospenderne l'assunzione per sei mesi, poi reintrodurle gradualmente. Le più dannose sono le proteine d'origine animale, in particolare la carne che contiene un'altissima quantità di fosforo che compete con il calcio, ostacolando l'assorbimento di quest'ultimo da parte delle ossa. Analogamente vanno evitate le solanacee, in particolare il pomodoro per la sua acidità e la patata perché per la sua assimilazione richiede sali minerali che vengono sottratti dall'apparato scheletrico.

Un fenomeno analogo si registra per aceto di vino, caffè, alcol e zucchero raffinato, la cui digestione richiede calcio estratto ancora una volta dalle ossa. Per evitare i rischi collegati con l'eccessiva acidificazione è dunque preferibile seguire un'alimentazione ricca di cereali integrali, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo). A differenza di latte e formaggi che acidificano il pH del sangue, tali alimenti presentano calcio in una forma meglio utilizzabile dall'organismo. Questo vale sia per gli adulti che per i soggetti in fase di crescita, gli anziani e le donne in menopausa. In definitiva, si tratta di sostituire cibi troppo yin (prodotti animali) con alimenti vegetali tra i più yang come semi oleosi, radici, cereali integrali, germogli di alfa alfa, umeboshi.  Tra le bevande è da preferire il tè bancha, per l'elevato contenuto in calcio. Tra le vitamine è importante l'apporto di vitamina C in forma naturale; il limone è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio; tra i cereali il miglio è il più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio nelle ossa. 

Sì alle algheDi particolare interesse sono le alghe, per l'elevato contenuto in sali minerali e il rapporto equilibrato calcio-fosforo. Un altro alimento molto indicato per contrastare l'osteoporosi è la soia, il cui elevato contenuto di fitoestrogeni può ulteriormente stimolare il tessuto osseo. Tali consigli sono avvalorati da numerosi studi, che evidenziano una più elevata frequenza dell'osteoporosi tra le popolazioni che consumano ampie quantità di latticini, rispetto a quelle che ne fannoun uso molto modesto. 
Oltre ad una alimentazione corretta ed equilibrata, per arginare l'osteoporosi risulta molto importante svolgere regolarmente un'attività fisica, perché questa stimola la fissazione del calcio nelle ossa. È stato dimostrato che già dopo nove mesi di pratica regolare di ginnastica, donne in menopausa hanno beneficiato di un aumento di densità ossea delle vertebre lombari pari al 5,2%. Nel caso specifico, la ginnastica consisteva in esercizi che prevedevano il «trasporto del proprio peso», della durata di 50-60 minuti praticati per tre volte alla settimana.
Le attività fisiche più indicate sono camminare, jogging, ginnastica dolce, aerobica, ballo; meno efficaci il nuoto e tutti le attività che si praticano da seduti o da sdraiati. Questo perché la forza di gravità è un importante stimolo per l'osso, basta pensare agli astronauti che soffrono di osteoporosi al ritorno dai lunghi viaggi in assenza di gravità.
 

Articolo tratto dall'arretrato cartaceo di Terra Nuova - Marzo 2006, del quale è disponibile anche la versione eBook.

giovedì 14 marzo 2013

LA DIETA VEGETARIANA PUO' DIMINUIRE FINO AD 1/3 IL RISCHIO DI SVILUPPARE PATOLOGIE CARDIACHE




Uno studio svolto in Gran Bretagna svela che chi segue una dieta vegetariana corre meno rischi di ammalarsi al cuore 
Premesso che le patologie cardiache sono la prima causa di morte nei paesi industrializzati, un recente studio svolto dall'Università di Oxford rivela che il rischio di ammalarsi al cuore è del 32% inferiore per le persone che seguono una dieta vegetariana, rispetto a quelle che consumano regolarmente carne e pesce.
In UK, si tratta del più ampio studio mai condotto in merito, e ha coinvolto circa 45.000 volontari provenienti da Scozia e Inghilterra, di cui il 34% vegetariani. I partecipanti erano tutti facenti parte di un progetto europeo che studia le connessioni tra nutrizione e sviluppo di determinate patologie, e il monitoraggio del loro stato di salute ha coperto un periodo che è andato dai primi anni anni '90 fino al 2009. Sono entrati a far parte di questa ricerca previa la compilazione di un questionario riguardante salute e stile di vita, che includeva anche abitudini quali l'attività fisica, e i vizi del fumo e dell'alcol. A circa la metà dei volontari sono stati rilevati anche l'andamento della pressione sanguigna e i valori del colesterolo.

venerdì 8 marzo 2013

IL GRANO MODERNO E' VELENOSO PER TUTTI. Intervista ad un dottore americano




In una intervista alla CBS il dott. William Davis ha definito il grano moderno un “veleno cronico perfetto” . Il cardiologo americano ha pubblicato un libro su tutte le varianti di questo cereale dal titoloWheat Belly (Pancia da grano), un best seller secondo il New York Times.
Davis ha affermato che il grano che mangiamo nei nostri giorni non è il grano che mangiava la nonna 
E ‘una pianta alta 18 pollici creata da una ricerca genetica negli anni ’60 e ’70
ha detto al programma “CBS This Morning“, ed ancora
ha molte particolarità di cui nessuno ti ha parlato, ad esempio c’è una nuova proteina chiamata gliadina. Non è glutine. Non mi sto riferendo alle persone con sensibilità al glutine e celiachia. Sto parlando di tutti gli altri, perché tutti sono sensibili alla proteina della gliadina, che è un oppiaceo. Questa interagisce con i recettori oppiacei nel cervello e nella maggior parte delle persone stimola l’appetito, in modo tale da farci consumare 440 calorie in più al giorno, 365 giorni all’anno.



Alla domanda se l’industria agricola potesse ritornare alla produzione del grano più tradizionale il dott.Davis ha risposto negativamente perchè quel grano che fu mutato trent’anni fa rende meno di quello attuale alle industrie alimentari.
Perchè? Semplice: è più basso, meno sottoposto al vento e quindi con meno dispersione del raccolto. Il grano di cui parla il Dott. Davis si chiama grano Creso, ne ho parlato nell’articolo Celiachia, un problema molto conveniente.
Proseguendo nell’intervista il Dott. Davis afferma che è comprovato il fatto che una dieta senza grano porta enormi benefici;
… centinaia di migliaia di persone perdono (con una dieta senza grano) 30, 80, 150 libbre. I diabetici cessano di soffrire di diabete, persone affette da artrite hanno miglioramenti drastici, persone che perdono gonfiore alle gambe, reflusso acido, sindrome del colon irritabile, depressione, e così via ogni giorno

Il miglior modo per una dieta più sana secondo il doc è tornare ad alimenti che presentano meno possibilità di manipolazione “industriale e commerciale”. Verdura, carne ecc… anche se qui si aprirebbe un dibattito che non finirebbe più.


Fonte: Senza Glutine - Un blog digeribile di Daniele Di Gregorio

mercoledì 6 marzo 2013

Tisane per il benessere del corpo




La cultura del te’ in alcuni paesi nordici come l’Inghilterra e l’Irlanda e’ antica.
Ancor  oggi, per alcuni malesseri di luogo comune come il raffreddore , la tosse, l’influenza, lo stress , l’ansia si dice “ bevi un the e passa tutto”.
Non e’ a caso che la tisana curativa si chiami “herbal tea” ossia te’ di erbe.
Una tisana puo’ aiutare a riavere il proprio equilibrio.
Basta poco per aiutare il proprio corpo a riavere il suo equilibrio ed una tisana al termine di una giornata e’ quello che ci vuole per badare un pochino anche a se stessi.
Ci sono diversi tipi di herbal tea o tisane che stimolano il benessere psicofisico, eccone qualcuno , tra i piu’ noti:

Te’ verde
Ottimo dopo una giornata faticosa, contro la depressione, i segni dell’eta’, il mal di testa.
Inoltre e’ un potente antiossidante e riduce il colesterolo cattivo.

Camomilla
Essendo ricca di flavonoidi e’ ottima per le sue proprieta’ sedative e contro l’insonnia .
Inoltre e’ un grande aiuto per i problemi digestivi, gli spasmi muscolari, i dolori mestruali.

Te’ di Menta
Ottima per le sue proprieta’ antinausea e vomito, utilizzata spesso contro il mal d’auto e di mare.
Inoltre e’ utile  nei problemi generali di digestione e dopo una malattia, per l’estrema debolezza e/o stanchezza.

Tisana di ortica
La sua proprieta’ antianemica la rendono speciale se si vuole recuperare energia a meta’ giornata.
Inoltre l’ortica e’ anche un potente antinfiammatorio.

Tisana di timo
Ottima dopo una giornata di stress fisico e/o psichico, poiche’ le sue proprieta’ tonificanti per il sistema nervoso sono ottime.
Inoltre e’ prezioso in caso di sintomi influenzali per le sue proprieta’ antisettiche ed antibatteriche.

Tisana di finocchio
Ottima dopo una giornata pesante , aiuta a sciogliere le tossine di energia negativa.
Aiuta la digestione difficile e per assorbire i gas intestinali in eccesso.
Inoltre e’ un buon disintossicante.

Tisana di verbena
La verbena ha ottime proprieta’ calmanti, rigeneranti dello spirito e del buon umore.

Tisana di tiglio
Ottimo per rilassarsi, la sera , dopo una lunga giornata.
Le sue proprieta’ sedative agevolano il sonno.
Inoltre e’ un ottimo diuretico.

Tisana alla malva
Questa tisana e’ ottima per un buon rilassamento psicofisico.
Inoltre e’ molto utile in caso di mestruazioni dolorose e dolori in generale dovuti a tensioni .

Tisana di lavanda
Ottima dopo una giornata stressante, in caso di depressione e/o pensieri negativi ricorrenti.
Un buon rimedio anche in caso di mal di testa.

Tisana di biancospino
Ottima nel caso di ansia e stress .
Rimedio affidabile anche in caso di tachicardia, extrasistole e palpitazioni.

Come sempre, ogni problema ha la sua soluzione.
Non mi resta che augurare a tutti: buona tisana e felice rilassamento!!

Silvia Pepe, Smile Therapy

venerdì 1 marzo 2013

Coltivare l'ALOE VERA: Consigli pratici

Come coltivare l'Aloe Vera

L’aloe vera può essere coltivata, con relativa facilità, anche dai più inesperti.
Nel coltivare l’Aloe Vera ,a vera difficoltà può essere rappresentata dal clima. Infatti questa pianta cresce naturalmente in zone dal clima secco e arido, e quindi difficilmente riesce a resistere a temperature inferiori a 0°. La condizione climatica ideale per l’Aloe vera è tra i 20° e 25°.

Coltivare l’Aloe Vera: Come Procedere

Il terreno migliore per coltivare l’Aloe Vera è sabbioso; il mix ideale consiste in tre parti di sabbia ed una di comune terriccio da giardino. E’ opportuno anche porre un fondo di argilla nel vaso, in maniera tale da consentire il drenaggio.
La coltivazione dovrebbe essere organica: vanno quindi evitati pesticidi, fertilizzanti e qualsiasi prodotto chimico.
L’Aloe Vera deve essere concimata una volta al mese, a cominciare dalla primavera e per tutta l’estate. I fertilizzanti liquidi, diluiti nell’acqua dell’annaffiatura, sono perciò ideali.
Dato che le radici della pianta non si estendono molto in profondità, è buona regola scegliere un vaso largo e che presenti adeguati fori per il drenaggio.Un ristagno, infatti, potrebbe perfino causare la morte della pianta.

Riproduzione e operazioni di potatura

La moltiplicazione della pianta avviene per talea. In estate i germogli tagliati vanno esposti all’aria per qualche giorno: questa operazione permetterà al lattice di fuoriuscire. In seguito, i germogli vanno messi in un vaso che verrà riempito con il fondo indicato in precedenza.
Per coltivare l’Aloe Vera è importante ricordare che non deve essere potata: le foglie che dovessero eventualmente seccarsi, vanno semplicemente rimosse. Abbiate cura di pulire lo strumento scelto per rimuovere le foglie secche, onde evitare di infettare la pianta.

Coltivare l’Aloe Vera: Salute della pianta

Se le foglie della pianta di Aloe Vera diventano completamente verdi e perdono le screziature, significa che l’illuminazione è troppo scarsa. Il problema può essere facilmente risolto spostando la pianta in un luogo più luminoso.
Se, invece, le foglie tendono ad ingiallire o sono macchiate di marrone, la pianta potrebbe essere attaccata dagli acari. La soluzione è aumentare l’umidità dell’habitat della pianta.
Un altro disagio comune è il mal bianco, una patina biancastra che attacca le foglie. La malattia può essere prontamente curata con lo zolfo ramato.

http://www.aloeveranaturale.it/come-coltivare-aloe-vera/