lunedì 18 marzo 2013

L'inganno dell'evoluzione e il ruolo dei mezzi di informazione


I mezzi di comunicazione: terreno fertile per l'evoluzione

La teoria dell'evoluzione non è fondata su basi scientifiche. La maggior parte della popolazione mondiale, tuttavia, è inconsapevole di ciò e considera l'evoluzione un fatto scientifico. La ragione principale di questo inganno è il sistematico indottrinamento e la propaganda condotti dai mezzi di comunicazione. Per questo motivo, dobbiamo menzionare le particolari caratteristiche di tale azione.

Qualora si considerino attentamente i media occidentali, ci si imbatterà frequentemente in informazioni concernenti la teoria dell'evoluzione. Le organizzazioni che ne hanno il controllo e riviste famose e "rispettabili" periodicamente portano all'attenzione questo soggetto. Se si esamina il loro approccio, se ne ricava l'impressione che questa teoria sia un fatto assolutamente provato, che non lascia spazio ad alcuna discussione.

La gente ordinaria che legge questo tipo di notizie è indotta a pensare che la teoria evoluzionista sia una realtà certa quanto le leggi della matematica. Notizie di tal sorta, che appaiono sui media principali, vengono poi diffuse da quelli locali. Questi stampano quindi titoli a caratteri cubitali: "Secondo la rivista Time è stato rinvenuto un nuovo fossile che riempie il vuoto nella catena fossile"; oppure "Nature"  rivela che gli scienziati hanno fatto luce sul problema finale della teoria evoluzionista". Il ritrovamento "dell'ultimo anello mancante della catena evolutiva" non significa niente, in quanto non esiste neppure una singola prova che avalli l'evoluzione. Tutto ciò che viene avanzato come prova è falso, come abbiamo dimostrato nei capitoli precedenti. Oltre ai media, lo stesso fenomeno si ripete nel caso di fonti scientifiche, enciclopedie e testi di biologia.

In breve, sia i media che i circoli accademici, che sono al servizio di centri di potere anti-religiosi, mantengono una visione interamente evoluzionista che viene imposta alla società. Tale azione è stata così efficace che, nel corso del tempo, ha reso l'evoluzione un'idea irrefutabile, la cui negazione è paragonata ad un rifiuto della scienza e al disprezzo delle realtà fondamentali. Questa è la ragione per cui, nonostante siano state rivelate così tante deficienze (specialmente a partire dal 1950), confessate per di più dagli stessi scienziati evoluzionisti, sia tuttora  impossibile trovare una forma di critica all'evoluzione presso i circoli scientifici o nei media.

Ampiamente accettate in occidente come i più prestigiosi veicoli d'informazione sulla biologia e la natura, riviste quali Scientific American, Nature, Focus  e National Geografic adottano la teoria dell'evoluzione come ideologia ufficiale e tentano di presentarla come un fatto provato.

PROPAGANDA EVOLUZIONISTA


Dal momento che le riviste scientifiche popolari hanno assunto la leadership della propaganda evoluzionista, assumono un ruolo importante nell'incoraggiare il pubblico ad accettare la nota teoria.

Bugie nascoste

Gli evoluzionisti traggono un grande vantaggio dal programma di "lavaggio del cervello" offertogli dai media. Molte persone credono in modo talmente incondizionato nell'evoluzione da non preoccuparsi neppure di chiedere "come" e "perché". Ciò significa che gli evoluzionisti possono camuffare le loro menzogne come preferiscono per essere più persuasivi.
 

 
FAVOLE EVOLUZIONISTE
L'evoluzione è, come è stato notato una volta da un eminente scienziato, una favola per adulti. È una descrizione completamente irrazionale ed antiscientifica, secondo la quale la materia non vivente ha una sorta di potere magico e l'intelligenza per creare forme di vita complessa. Questo lungo racconto contiene storie molto interessanti su alcuni particolari argomenti. Una di queste curiose favole evoluzioniste riguarda "l'evoluzione della balena", pubblicata su National Geographic, una delle più prestigiose e serie pubblicazioni scientifiche al mondo:

La superiorità di dimensioni della balena ebbe inizio probabilmente sessanta milioni di anni orsono, quando un peloso mammifero a quattro zampe, in cerca di cibo o rifugio, si avventurò nell'acqua. Col passare degli eoni, si ebbero dei lenti cambiamenti. Le zampe posteriori scomparirono, quelle anteriori si tramutarono in natatoie, il pelame lasciò il posto a uno spesso e liscio strato di grasso, le narici si trasferirono alla sommità del capo, la coda si ampliò e il corpo divenne enorme.1a 

Oltre al fatto di non disporre di alcuna base scientifica, simili eventi sono anche contrari ai principi della natura. Questa favola, pubblicata da National Geographic, è degna di nota in quanto mostra il grado di falsità di pubblicazioni evoluzioniste apparentemente serie.

Un'altra storia singolare è quella sull'origine dei mammiferi. Gli evoluzionisti sostengono che i mammiferi abbiano avuto origine dai rettili. Tuttavia, quando si giunge al punto di dover spiegare i dettagli di questa pretesa trasformazione, la narrazione diventa interessante. Eccone un esempio:

La maggior parte dei rettili abitanti nelle regioni più fredde iniziarono a sviluppare un metodo per mantenere caldi i loro corpi. La loro produzione di calore incrementò con il freddo, mentre la perdita di calore fu ridotta quando le scaglie divennero più piccole e appuntite evolvendosi in pelame. Il sudore fu anche una forma di adattamento per regolare la temperatura corporea, un dispositivo per raffreddare il corpo quando necessario tramite l'evaporazione dell'acqua. Ma, incidentalmente, i giovani di questi rettili cominciarono a leccare il sudore delle loro madri per nutrirsi. Certe ghiandole sudoripare iniziarono a secernere una escrezione sempre più ricca che infine divenne latte. Così i giovani di questi primi mammiferi poterono cominciare a vivere in modo migliore.2a 

L'idea che un cibo perfetto come il latte possa aver avuto origine da ghiandole sudoripare e tutti gli altri dettagli sopracitati costituiscono soltanto il frutto bizzarro di una fantasia evolutiva priva di basi scientifiche. (p. 150)


1 Victor B. Scheffer, "Exploring the Lives of Whales", National Geographic, vol. 50, December 1976, p. 752
2 George Gamow, Martynas Ycas, Mr. Tompkins Inside Himself, London: Allen & Unwin, 1968, p. 149

Ad esempio, anche nei testi evoluzionisti più "scientifici" la "transizione dall'acqua alla terra", che è uno dei fenomeni più inesplicabili, viene "spiegato" con ridicola semplicità. Secondo l'evoluzione, la vita ebbe inizio nell'acqua e i primi animali sviluppati furono i pesci. La teoria narra che un giorno questi pesci iniziarono a lanciarsi sulla terra per una causa non ben definita, ( per lo più è addotta la ragione della siccità); quelli che decisero di permanervi svilupparono piedi invece di pinne e polmoni in luogo di branchie.

I libri maggiormente evoluzionistici non parlano di "come" ciò possa essere avvenuto. Anche nelle fonti più "scientifiche", l'assurdità di tale asserzione viene nascosta dietro a proposizioni quali "il trasferimento dall'acqua alla terra fu conseguito".

Come fu conseguito questo trasferimento? Sappiamo che un pesce non può vivere più di pochi minuti fuori dall'acqua. Se supponessimo che l'asserita siccità avesse costretto il pesce a avanzare sulla terra, cosa sarebbe accaduto di lui? La risposta è evidente. Tutti i pesci fuoriusciti dall'acqua sarebbero morti nel giro di pochi minuti. Anche se questo processo  fosse perdurato per un lasso tempo di dieci milioni di anni, la risposta sarebbe ancora la stessa, i pesci sarebbero morti uno ad uno. La ragione è che un organo talmente complesso come un polmone completo non avrebbe potuto pervenire all'essere per un "accidente" improvviso, ovvero, per mutazione; un mezzo polmone, del resto, è del tutto inutile.

Ma ciò è esattamente quanto proposto dagli evoluzionisti. Il "trasferimento dall'acqua alla terra", il "trasferimento dalla terra all'aria" e molti altri ipotetici salti vengono "spiegati" in maniera così illogica. Per quanto riguarda la formazione di organi realmente complessi come l'occhio e l'orecchio preferiscono tacere.

È facile influenzare l'uomo della strada con il pacco della "scienza". Si disegna un'immagine fantasiosa che rappresenti la transizione dall'acqua alla terra, si inventano termini latini per gli animali acquatici, per i loro "discendenti" terrestri e le "forme di transizione intermedie" (che sono animali immaginari), si fabbrica quindi una bugia elaborata: "L'Eusthenopteron si trasforma dapprima in un Rhipitistian Crossoptergian, poi in un Ichthyostega nel corso di un lungo processo evolutivo". Se si pongono queste parole sulla bocca di uno scienziato con occhiali dalle lenti spesse e un camice bianco, si otterrà un grande successo nel convincere molte persone, in quanto i mezzi di comunicazione, che si dedicano alla divulgazione dell'evoluzione, annunceranno al mondo la buona notizia con grande entusiasmo. 


http://www.tabaccheria21.net/ingannoevoluzione/evol15.htm

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