lunedì 29 aprile 2013

Buscofen, Voltaren, Moment. I farmaci che aumentano il rischio di infarto.



Quello che i media non ci dicono: l’ibuprofen e il diclofenac, i principi attivi di numerosissimi farmaci antidolorifici, aumentano vertiginosamente il rischio di infarto.
L’ Ibuprofen e ildiclofenac provocano l‘infarto. Che, chiamate così, queste due sostanze dicono poco. Ma se li chiamassimo con i nomi con cui siamo abituati a individuarli sugli scaffali delle farmacie (Moment, Buscofen, Voltaren…) ecco che le cose comincerebbero a chiarirsi.
E sì, perché le medicine utilizzate normalmente dalla stragrande maggioranza della popolazione sono devastanti per la salute dell’individuo. A dimostrarlo è una ricerca condotta dall’Università di Nottingham, in Inghilterra, e coordinata dalle ricercatrici Julia Hippisley-Cox e Carol Coupland.
Secondo le due scienziate, che hanno visto il loro studio pubblicato anche sull’eccelso British Medical Journal, alcune categorie di antidolorifici sarebbero pericolose per coloro che soffrono di cuore e aumenterebbero in modo vertiginoso la possibilità di incorrere in un arresto cardiaco.
La ricerca ha preso a campione un gruppo di 9.218 persone, di età compresa tra i 25 e 100 anni, che abbiano già avuto problemi cardiaci. Questi volontari sono stati dunque analizzati e il loro stato di salute mantenuto regolarmente sotto controllo. Tenendo conto della somministrazione, in questi pazienti, di medicinali antidolorifici, ecco l’allarmante scoperta: l’assunzione di ibuprofen ediclofenac aumenta il rischio di infarto fino al 55%.
Gli antidolorifici sono utilizzatissimi e diffusissimi sul mercato farmaceutico e la notizia della pericolosità dei loro principi attivi giunge poco dopo il ritiro dal mercato di un altro medicinale usato per alleviare il dolore: il Vioxx, appartenente alla famiglia del Cox2.

giovedì 25 aprile 2013

Per le donne: "Il reggiseno provoca il cancro al seno". Da evitare il push up e il balconcino




"Il reggiseno causa il cancro al seno. È lampante" ad affaramarlo è il ricercatore medico Syd Singer che, insieme alla moglie, si è dedicano all'investigazione sul cancro al seno a partire dal 1991. La scoperta è di quelle che potrebbero far cambiare le abitudini di molte donne abituate a portare il reggipetto tutto il giorno, magari imbottito o a balconcino.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità invoca le tossine chimiche quale causa primaria di cancro. Ma i veleni che si accumulano nei tessuti del seno, scrive Globalist.it, sono normalmente spazzati dal chiaro fluido linfatico verso i grandi gruppi di linfonodi posti nelle ascelle e nella parte alta del torace. I Singer hanno scoperto che una minima pressione cronica sui seni può provocare la chiusura delle valvole e dei dotti linfatici.

"Dopo quindici o vent'anni di drenaggio linfatico ostacolato dal reggiseno, può apparire il cancro". I ricercatori hanno notato che nelle zone del mondo più povere l'incidenza del cancro alla mammella è più bassa, anche se si tratta di zone inondate dai pesticidi scaricati dagli altri Paesi. Qui, in effetti, mancano i reggiseni push-up. Al contrario gli studiosi americani hanno scoperto che tra i maori della Nuova Zelanda integrati nella cultura bianca vi era la stessa incidenza di cancro al seno, mentre gli aborigeni australiani non integrati non soffrivano della malattia.

Ma la statistica più sorprendente riguarda le donne che indossano il reggiseno anche per dormire e che avevano sviluppato il cancro. Secondo la ricerca le donne che non indossano il reggipetto hanno solo una probabilità su 168 di subire una diagnosi di cancro al seno. Ecco alcuni consigli dei coniugi Singer: "Reggiseno push-up e quelli da sport sono da evitarsi. Scegliete reggiseno di cotone, non stretti. Assicuratevi di poter passare con due dita sotto le spalline e ai fianchi delle coppe. Quanto più sono alte le coppe, tanto più severa la compressione dei maggiori linfonodi. Non indossate assolutamente mai questo disastroso dispositivo per dormire. A casa toglietevelo. Massaggiate i vostri seni ogni volta che vi togliete il reggiseno".

sabato 20 aprile 2013

La Massoneria nella Chiesa Cattolica Romana.. l'unione segreta



La Massoneria si è infiltrata nella Chiesa Cattolica Romana. Essa è presente in essa anche ad alti livelli. Il prete e teologo cattolico romano Luigi Villa (morto a novembre 2012) – noto ‘cacciatore di massoni’ dedito a combattere la Massoneria presente nelle gerarchie ecclesiastiche della Chiesa Cattolica Romana – racconta che nella seconda metà del 1963, durante un incontro con Pio da Pietrelcina si sentì dire da quest’ultimo: «Coraggio, coraggio, coraggio! perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria» ed anche: «La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa». Ha pubblicato numerosi libri ed articoli per dimostrare la presenza della Massoneria nelle gerarchie ecclesiastiche della Chiesa Cattolica Romana.
Secondo il Villa, sia Giovanni XXIII che Paolo VI erano affiliati alla Massoneria; e i cardinali e i vescovi che più si adoperarono per indirizzare il Concilio Vaticano II in senso ‘modernista’ erano tutti massoni, di grado più o meno elevato. In merito a Giovanni XXIII, secondo quanto scrive il Villa nel suo libro Anche Giovanni XXIII beato? (Editrice Civiltà, Brescia 2000, pag. 56), Giovanni XXIII fu iniziato alla Massoneria a Parigi e partecipò alle Officine ad Istanbul (a tal proposito viene citata una dichiarazione fatta dal Gran Maestro del GOI Virgilio Gaito fatta ad un giornalista). In merito a Paolo VI, il Villa ha esibito le prove della massonità di Paolo VI nei suoi libri Paolo VI, beato?, e Paolo VI, processo a un Papa?, tra le quali prove ci sono un bassorilievo sulla porta di bronzo della Basilica di San Pietro, a Roma (poi modificato), in cui appaiono i simboli massonici sul dorso della sua mano (la stella a cinque punte); mentre altri simboli massonici (la squadra e il compasso, sovrastati da un triangolo) sono ben visibili nel sacello della madre di Montini a Verolavecchia, in provincia di Verona: opera disegnata dal suo stesso figlio. Inoltre, Paolo VI ricevette il capo della P2, Licio Gelli, in Vaticano, nel 1965, e sotto il suo pontificato venne concessa a Licio Gelli la nomina a commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae. E poi – aggiungo io – se Gustavo Raffi, attuale Gran Maestro del GOI, ha affermato che ‘il periodo migliore della Chiesa, dal punto di vista del dialogo, è stato senza dubbio il periodo montiniano’ (in Fratelli d’Italia, pag. 230), questo vorrà pur dire qualche cosa. Non vi pare? E poi il Capo della Gran Logia Occidental Mexicana, il Gran Commendatore del Supremo Consiglio Carlos Vasquez Rangel, affermò nel 1992: «Angelo Roncalli e Giovanni Montini furono iniziati, lo stesso giorno, agli augusti misteri della fratellanza, perciò non è strano che molte cose che sono state realizzate nel Secondo Concilio Vaticano, da Giovanni XXIII, siano basate su princìpi e postulati massonici» (Luigi Villa, Anche Giovanni XXIII beato?, pag. 56; citato in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 638). Ma per saperne di più sull’affiliazione massonica di Giovanni XXIII e Paolo VI leggi ‘La massoneria alla conquista della Chiesa’.
Per capire quali rapporti ci siano tra la Massoneria e gli alti gradi della gerarchia cattolica romana, è interessante quello che dice Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del GOI, alla domanda del giornalista Ferruccio Pinotti ‘esistono veramente delle «contiguità» tra gesuiti e massoneria? Delle concordanze?’: ‘Le concordanze ci sono sempre, al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto, si parla di un dialogo sottile, profondo, che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. E’ chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poichè sono vertici illuminati, si toccano sempre’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 23). In effetti, credo che le cose siano le stesse anche in merito ai vertici di tanti ambienti Protestanti, i quali anch’essi ‘si toccano sempre’ con la Massoneria.

lunedì 15 aprile 2013

La verità che non ti aspetti: Molti elettrodomestici sono progettati per rompersi ( obsolescenza programmata )


elettrodomesticiUn recente studio tedesco spiega come numerosi elettrodomestici e prodotti di uso comune vengono programmati, dagli stessi produttori, per rompersi dopo 2 anni, cioè dopo la scadenza del periodo di garanzia stabilito dalla legge.

di Laura Pavesi


Numerosi elettrodomestici e prodotti di uso comune vengono programmati, dagli stessi produttori, per rompersi dopo 2 anni
Secondo un recente e clamoroso studio realizzato in Germania, moltielettrodomestici e numerosi oggetti di uso quotidiano sarebbero programmati dai produttori stessi per rompersi velocemente, ma solo dopo la scadenza del periodo di garanzia, che, almeno per gli apparecchi elettrici, corrisponde a 2 anni dalla data di acquisto.
L'interessante report si intitola “Geplante Obsoleszenz - Entstehungsursachen - Konkrete Beispiele – Schadensfolgen – Handlungsprogramm”(“Obsolescenza programmata – Analisi delle cause - Esempi concreti - Conseguenze negative – Manuale operativo”) ed è stato commissionato dal gruppo parlamentare tedesco Verdi-Bündnis90 e realizzato da Stefan Schridde, esperto in Business Administration, e Christian Kreiss, docente di Business Management all'Università di Aalen (Germania meridionale).
I due esperti hanno esaminato oltre 20 prodotti definiti “di massa”, cioè di uso estremamente comune, ed hanno analizzato le varie strategie attraverso le quali i produttori pianificano a tavolino questa obsolescenza “precoce”.
Tra gli elettrodomestici, ad esempio, vengono analizzate le stampanti a getto di inchiostro. Dopo aver effettuato un numero (prestabilito a monte) di alcune migliaia di pagine, sul display delle stampanti compare una scritta che indica la “necessità” di una riparazione, mentre in realtà, riuscendo ad azzerare il “contatore” che legge il numero di pagine stampate, l'apparecchio funziona ancora perfettamente.
Esaminando le lavatrici, invece, gli studiosi hanno scoperto che, troppo spesso, le barre di riscaldamento degli apparecchi vengono realizzate con leghe e/o metalli che si arrugginiscono molto facilmente. Così facendo, la loro sostituzione risulta antieconomica per il cliente, che viene costretto, dai produttori stessi, a comprare una nuova lavatrice.
schridde
Stefan Schridde e Christian Kreiss hanno esaminato oltre 20 prodotti definiti “di massa”
E poi ci sono gli spazzolini da denti a batteria, dove la pila è sigillata all'interno ed è praticamente impossibile sostituirla quando si scarica. Ma lo stesso discorso vale per i capi d'abbigliamento: nei giacconi invernali, ad esempio, i denti delle chiusure lampo sono fatti “a spirale”, in modo da rompersi molto prima del dovuto. Per le scarpe vengono utilizzate suole incollate che non solo si consumano molto presto, ma che non si possono neppure “scollare”. Col risultato che un paio di scarpe semi-nuove, che potrebbe benissimo essere riparato, diventa di fatto inutilizzabile.
Secondo Schridde e Kreiss, quindi, le aziende utilizzerebbero, intenzionalmente e su vasta scala, materiali scadenti e inserirebbero in prodotti o elettrodomestici tutta una serie di “punti deboli”, in modo che questi siano destinati a rompersi o usurarsi molto rapidamente. Le conclusioni del report sono sorprendenti: “L'obsolescenza programmata è, ormai, anch'essa un fenomeno di massa”, ha dichiarato Schridde al periodico tedesco “Sueddeutsche Zeitung”.
Gli autori sottolineano, inoltre, il fatto che il fenomeno dell'obsolescenza pianificata va di pari passo con “il graduale deterioramento della qualità” e con la “massimizzazione dei profitti” da parte dei produttori. La mancanza di qualità, infatti, viene ampiamente “ricompensata dalla crescita degli utili” nel breve-medio periodo.
Il problema dell'usura 'precoce', in realtà, non è un fenomeno del tutto inedito. Da anni, ormai, associazioni e gruppi di attivisti denunciano l'obsolescenza “pianificata” a tavolino dai produttori, ma lo studio di Schridde e Kreiss fa un importante passo avanti.
La maggior parte dei prodotti in commercio sono fatti per durare poco ed essere utilizzati solo per brevi periodi. Troppo spesso non esistono i pezzi di ricambio oppure sono così costosi che all'utente finale conviene comperare un elettrodomestico nuovo, invece che farlo riparare. Questo obsolescenza programmata, però, fa male a tutti: a noi stessi, alla collettività, all'ambiente.
lavatrici
L'usura precoce provoca un enorme spreco di risorse naturali, un aumento dei rifiuti ed un rilevante danno economico per l'intera collettività
L'usura precoce e pianificata a tavolino provoca un inutilespreco di risorse naturali, un aumento esponenziale di rifiuti nelle discariche (per non parlare di tutti i metalli rari e preziosi presenti nei RAEE-Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e un enorme danno economico che ricade non solo sui singoli cittadini, ma anche sull'intera collettività.
Secondo i due esperti, infatti, se i consumatori tedeschi non fossero “costretti” a comprare continuamente elettrodomestici e prodotti nuovi a causa dell'obsolescenza programmata, potrebbero risparmiare, complessivamente, 100 miliardi di euro all'anno. È questa l'entità dei “danni economici” causati dall'obsolescenza pianificata nella sola Germania. 
Lo studio si conclude con un vero e proprio “manuale pratico” nel quale gli autori danno ai lettori “oltre 70 consigli e suggerimenti per mostrare come i singoli cittadini, la società civile, i produttori e, soprattutto, la politica possono agire al fine di arrestare il fenomeno dell'obsolescenza programmata”.

giovedì 11 aprile 2013

10 motivi per dire basta alle bibite gassate

bibite gassateLe bibite gassate non solo non rappresentano una bevanda indispensabile per la nostra salute, ma anche un vero e proprio non-alimento, responsabile della diffusione di patologie come obesità, carie e diabete.

Bere bibite gassate e zuccherate non soltanto comporta implicazioni negative per il nostro organismo e per l’ambiente, a causa dell’inquinamento e dello spreco di preziose risorse idriche, ma anche implicazioni sociali legate allo sfruttamento dei lavoratori. Smettere di bere bibite gassate significa anche boicottare le multinazionali produttrici delle stesse.
Ecco alcuni validi motivi per dire basta individuati dal blog Fooducate

1) Perdere peso


Le bibite gassate sono solitamente ricche di zuccheri e di dolcificanti, provocano gonfiore e incrementano, senza che chi le consuma se ne renda particolarmente conto, l’introito giornaliero di calorie. Secondo quanto riportato dal blog Fooducate, berne una lattina al giorno può provocare un aumento di peso considerevole, rispetto a quanto avverrebbe preferendo l’acqua.

zucchero bibite

Fonte: Biocentro Buenos Aires (http://www.labioguia.com/ )

2) L’inganno delle Bibite diet


Le bibite gassate pubblicizzate come “diet” spesso non sono altro che un inganno e non di certo un toccasana per la salute. Possono infatti spingere l’organismo a rilasciare insulina al fine di assorbire degli zuccheri che in realtà non arriveranno mai tramite l’assunzione della bevanda. Ne 
risulta un incremento della produzione di cellule adipose.

3) Presenza di Dolcificanti artificiali


L’impiego di dolcificanti artificiali all’interno delle bibite gassate è molto frequente, sebbene vi siano studi scientifici che mettono in guardia dal ricorso ad essi dal punto di vista della salute. L’assunzione di alcuni dolcificanti artificiali sarebbe stata legata al rischio di cancro. Lo stesso zucchero raffinato dovrebbe essere considerato come una vera e propria sostanza nociva per l’organismo.

4) Aumentano il rischio di Diabete


Alcuni studi scientifici, ripresi tra l’altro di recente, attraverso la campagna volta a scoraggiare il consumo di bibite gasate ”The Unhappy Truth About Soda”, hanno posto in correlazione il consumo di tali bevande con la diffusione, soprattutto nel mondo occidentale, di patologie del “benessere”, quali il diabete di tipo 2.

5) Rovinano il sorriso


Consumare bibite gassate pone a serio rischio la bellezza del proprio sorriso. Alcune sostanze contenute in tali bevande infatti contribuiscono a rovinare in maniera grave lo smalto dei denti. Sapete che nel momento in cui vi apprestate a bere una delle più comuni bibite gassate, state esponendo i vostri denti ed il vostro apparato digerente a considerevoli quantità di acido fosforico?

6) Risparmiare


Coloro che consumano bibite gassate in modo quotidiano, o quasi, hanno mai pensato di calcolare l’ammontare del budget familiare destinato ogni anno all’acquisto di bevande il cui consumo non è indice di una sana alimentazione? Smettere di acquistarle rappresenterà un vero e proprio guadagno sia per il portafogli che per la salute.

7) Coloranti artificiali


La presenza di coloranti artificiali di dubbia provenienza all’interno delle bibite gassate dovrebbe mettere immediatamente in guardia ognuno di noi, e soprattutto i genitori che le acquistano per i propri bambini, dal loro consumo. Coloranti come la tantrazina, utilizzata non soltanto nelle bibite gassate, ma anche in caramelle, gelati, yogurt e minestre confezionate, sono stati correlati allo sviluppo di iperattività nei più piccoli.

8) Papille gustative


Il consumo di bibite gassate abitua le papille gustative ad avvertire un sapore artificialmente dolce che verrà ricercato nel momento in cui ci si dedicherà a gustare altre bevande o alimenti, comportando una vera e propria alterazione della percezione del gusto. Diminuendo le quantità di zucchero raffinato consumato giornalmente – e di bevande eccessivamente dolci – si ricomincerà ad apprezzare il reale sapore degli alimenti più salutari. Provare per credere.

9) Ragioni ecologiche


L’acquisto di bibite gassate in lattina o in bottiglia ha una conseguenza immediatamente prevedibile per l’ambiente: l’incremento del quantitativo di rifiuti prodotti quotidianamente da parte di coloro che le acquistano. Smettere di bere bibite gassate significa ridurre il proprio impatto ambientale ed inquinare di meno.

10) Ragioni etiche


Da dove proviene l’acqua impiegata per la produzione di bibite gassate? In passato, alcune delle più note multinazionali produttrici delle stesse, sono state accusate di sottrarre illegalmente acqua potabile alle popolazioni povere dell’India, oltre che di sfruttamento dei lavoratori, stavolta proprio in Italia. Ricordate il caso di Rosarno?

Di Marta Albè – greenme.it

sabato 6 aprile 2013

Per chi ha figli piccoli: attenzione a certi tipi di cartoni animati



I bambini sono gli adulti del domani, per questo Il Sistema si accinge a plagiarli già da piccoli, inserendo nei programmi loro dedicati simboli esoterici(spesso con inviti a ripetere i gesti del cartone, riproducendo vere e proprie invocazioni demoniache..per gioco), talvolta inneggianti all'occultismo satanista..oltre a riferimenti al Mind Controlmessaggi subliminali di matrice sessuale (frequenti neil ungometraggi Disney),

 Fra i cartoni che invitano i bambini a riprodurre rituali esoterici di invocazione demoniaca troviamo, ad esempio, il celebre "YuGiOh", il quale ha dato vita all'omonimo gioco di carte simili ai tarocchi, che appassiona migliaia di inconsapevoli fanciulli facendo la gioia dei giornalai; o anche "Huntik", in cui si evocano demoni chiamati "Titani" grazie a talismani (sia i tarocchi che i talismani sono usati in esoterismo anche al fine di invocare demoni in rituali di Magia Nera).
Altri cartoni zeppi di simboli e temi esoterici sono le amatissime fatine "Winx" o le loro imitatrici "Wich": entrambi i cartoni insegnano, fra l'altro, la "teoria dei 4 elementi" (terra-aria-acqua-fuoco). Oppure pensiamo a "Spider Rider", basato sulla teoria Teosofico-Nazista della "Terra Cava", e con strani riferimenti a creature come "uomini serpente" e grosse "mantidi senzienti"

Riguardo al Mind Control è interessante notare che gran parte dei lungometraggi Disney(ricordate che Walt Disney era un Massone, e ci sono sospetti che soffrisse di personalità multipla) sono usati durante la programmazione (uno fra tutti "Peter Pan")..ma anche fra gli anime/manga (particolari cartoni giapponesi dedicati a un pubblico adolescente o di giovani adulti e spesso farciti con scene porno-soft; derivano dagli omonimi fumetti manga/anime) ho notato un cartone che era la metafora dell'uso di ragazzini controllati mentalmente e programmati come agenti segreti (li chiamavano "Humanit": vale a dire "umani-oggetto/umani-cosa"): "Najika blitz tattics", che andava in onda su MTV tempo fa, come molti altri manga e telefilm dagli inquietanti significati (MTV non è nuova a riferimenti al Satanismo o al Mind Control nei suoi programmi o negli scatch pre-pubblicità).
Altri interessanti manga/anime passati da MTV sono "Full Metal Alchemist" basato su un mondo parallelo in cui l'alchimia è usata come normale tecnologia, "Death Note" in cui i riferimenti al Satanismo e al NWO (New World Order/ Nuovo Ordine Mondiale) sono la colonna portante della storia, o l'interessante telefilm "Reaper: in missione per il Diavolo", in cui già il nome è tutto un programma, ecc..
- Anche i "Pokemon" sono, come minimo, diseducativi..visto che dolci animaletti vengono costretti a combattere per sport.

Messaggi subliminali a sfondo sessuale sono stati visti in moltissimi lungometraggi Disney: da "Il Re Leone" (in cui si nota una peculiare costellazione rappresentante la scritta "SEX") fino a "Bianca e Bernie" (in cui una donna nuda appare a una finestra per alcuni fotogrammi), o anche in "La Sirenetta" (il cui castello ha una torre a forma di pene eretto)...e questi sono solo i primi che mi vengono in mente..

Ciò di cui possiamo stare certi è che il fine dei Burattinai è tutto meno che altruistico, quindiurge proteggere i la psiche dei nostri figli da queste infilrazioni occulte..
Ricordate: i simboli sono un vero e proprio linguaggio, e in ogni storia ci sono più livelli di lettura, alcuni letterali e altri metaforici..
Simboli e metafore colpiscono direttamente il nostro subconscio (e a maggior ragione quello di un bambino), soprattutto quando non sappiamo leggerli a livello consapevole:
l'unica difesa che abbiamo è imparare a leggerli ed interpretarli; il problema è che i bambini non hanno i mezzi per difendersi da queste intrusioni psichiche, per questo tocca a noi adulti imparare a leggere e individuare questi messaggi per poter proteggere il subconscio dei nostri figli dalle subdole manipolazioni mentali.


Tratto da http://aliceoltrelospecchio.blogspot.it/2009/07/il-lato-oscuro-dei-cartoni-animati.html

Ovviamente dal 2009 ci sono anche altri cartoni animati nuovi, ma e' inutile stare a elencare quali sono pericolosi. L'importante e' il concetto. I genitori devono controllare o fare ricerche prima che il figlio si sorbisca qualcosa che sembra innocuo e invece non lo e'. Scartare subito quelli violenti o con evidenti pratiche magiche (dragon ball per sempio). E per gli altri... valutare bene!

giovedì 4 aprile 2013

Efficacia della cannabis contro il cancro confermata da un nuovo studio scientifico




Con nuovi studi a confermarne l'efficacia, aumenta tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (Cbd) presente nella marijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori, contribuendo così a combattere il cancro e le metastasi.
Già note, poi, le capacità di queste sostanze di ridurre il dolore, la nausea e altri effetti correlati alla malattia e alla chemioterapia. 

Come riporta il Ne già nel 2007 uno studio del California Pacific Medical Center dimostrava come il cannabidiolo uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno, distruggendo i tumori maligni e “spegnendo” il gene ID-1, una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere il male alle altre cellule.
Questo gene, nei soggetti sani, è attivo solo durante lo sviluppo embrionale. Ma nei malati di tumore al seno, e di molti altri tumori maligni in stato avanzato, si è visto che questo gene è attivo e provoca le metastasi, favorendo il passaggio della malattia alle cellule sane. “ Ci sono dozzine di tumori aggressivi che attivano questo gene”, hanno spiegato i ricercatori, e il cannabidiolo riesce a fermarlo, presentandosi quindi come una cura potenzialmente senza precedenti: ferma il male come la chemioterapia ma, a differenza di quest'ultima, che uccide ogni genere di cellula che incontra e devasta il corpo e lo spirito dei malati, riesce a bloccare solo “quella” particolare cellula maligna. 
La scoperta dell'efficacia di queste sostanze si deve a Cristina Sanchez, una giovane biologa della Complutense University di MadridStava studiando il metabolismo cellulare, analizzando le cellule tumorali del cervello, che crescono molto più velocemente delle cellule normali. Per caso, notò che queste morivano ogni volta che erano esposte ai tetracannabinoidi.
Proseguì le sue ricerc dimostrando che il Thc induce l'apoptosi, ovvero la morte delle cellule di una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale.

lunedì 1 aprile 2013

La pasqua cattolica è pagana. Non c'entra niente con Cristo

Molti dicono: "Si, Cristo festeggiò la pasqua", oppure "con la pasqua si festeggia la resurrezione del signore". Altri invece festeggiano solamente per godersi alcuni giorni in compagnia con ovetti e coniglietti di cioccolato, per non parlare delle abbuffate di agnello o capretto arrostito. Ma come per ogni altra cosa, specialmente per quelli che festeggiano per motivo religioso, dovrebbe porsi delle domande se veramente sta festeggiando qualcosa di gradito a Gesù.
 Per esempio: E' vero che Gesù Cristo festeggiò la pasqua insieme ai suoi apostoli, ma quella era la pasqua ebraica. La pasqua ebraica era una celebrazione volta a ricordare la liberazione del popolo di Israele dalla schiavitù egiziana, da parte di Dio. Cosa centra festeggiarla ora? 
E' come festeggiare la festa di indipendenza in Italia oppure la festa della Repubblica italiana in Birmania. Non centra nulla. Questo e' un primo  punto.
Il secondo punto, secondo le chiese della cristianità, la pasqua si festeggia per ricordare la resurrezione di Cristo. Ma nei Vangeli non c'e' traccia di questa cosa, neanche nel resto della Bibbia. Non esiste alcuna documentazione che i cristiani festeggiavano la resurrezione di Cristo.

QUINDI, COSA STATE FESTEGGIANDO OGGI??? La risposta e' semplice. Il solito mix di feste pagane che di cristiano non hanno nulla a che vedere.





L’Encyclopædia Britannica (1910) afferma: “Non c’è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento o negli scritti dei Padri apostolici che fosse osservata la festa di Pasqua. La santità di tempi speciali fu un’idea assente nella mente dei primi cristiani”. — Vol. VIII, p. 828.
Un libro di Selezione dal Reader’s Digest, Nel mondo dell’incredibile (1983), dice: “Natale e Pasqua nascono da riti pagani in uso già centinaia d’anni prima della nascita di Cristo”. — p. 283.
Un’enciclopedia cattolica dichiara: “Un gran numero di usanze pagane per celebrare il ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L’uovo è il simbolo della vita che germina all’inizio della primavera. . . . Il coniglio è un simbolo pagano ed è sempre stato un simbolo di fertilità”.  The Catholic Encyclopedia (1913), Vol. V, p. 227.
In alcune lingue, come l’inglese e il tedesco, il nome stesso della festività [rispettivamente Easter e Ostern] richiama le origini pagane. A questo proposito Alexander Hislop scrive: “Non è un nome cristiano. Porta in fronte le sue origini caldee. Easter non è altro che Astarte, uno dei titoli di Beltis, regina del cielo, il cui nome . . . come trovato da Layard sui monumenti assiri, è Ishtar. . . . Questa è la storia della Pasqua. Osservanze popolari che ancora accompagnano il periodo della sua celebrazione confermano ampiamente la testimonianza della storia circa il suo carattere babilonese. Le focacce calde con il segno della croce del Venerdì Santo, e le uova tinte della Domenica di Pasqua, figuravano nei riti caldei proprio come vi figurano ora”.  The Two Babylons, New York, 1943, pp. 103, 107, 108; confronta Geremia 7:18.

http://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/1101989235#h=21:0-25:841