sabato 20 aprile 2013

La Massoneria nella Chiesa Cattolica Romana.. l'unione segreta



La Massoneria si è infiltrata nella Chiesa Cattolica Romana. Essa è presente in essa anche ad alti livelli. Il prete e teologo cattolico romano Luigi Villa (morto a novembre 2012) – noto ‘cacciatore di massoni’ dedito a combattere la Massoneria presente nelle gerarchie ecclesiastiche della Chiesa Cattolica Romana – racconta che nella seconda metà del 1963, durante un incontro con Pio da Pietrelcina si sentì dire da quest’ultimo: «Coraggio, coraggio, coraggio! perché la Chiesa è già invasa dalla Massoneria» ed anche: «La Massoneria è già arrivata alle pantofole del Papa». Ha pubblicato numerosi libri ed articoli per dimostrare la presenza della Massoneria nelle gerarchie ecclesiastiche della Chiesa Cattolica Romana.
Secondo il Villa, sia Giovanni XXIII che Paolo VI erano affiliati alla Massoneria; e i cardinali e i vescovi che più si adoperarono per indirizzare il Concilio Vaticano II in senso ‘modernista’ erano tutti massoni, di grado più o meno elevato. In merito a Giovanni XXIII, secondo quanto scrive il Villa nel suo libro Anche Giovanni XXIII beato? (Editrice Civiltà, Brescia 2000, pag. 56), Giovanni XXIII fu iniziato alla Massoneria a Parigi e partecipò alle Officine ad Istanbul (a tal proposito viene citata una dichiarazione fatta dal Gran Maestro del GOI Virgilio Gaito fatta ad un giornalista). In merito a Paolo VI, il Villa ha esibito le prove della massonità di Paolo VI nei suoi libri Paolo VI, beato?, e Paolo VI, processo a un Papa?, tra le quali prove ci sono un bassorilievo sulla porta di bronzo della Basilica di San Pietro, a Roma (poi modificato), in cui appaiono i simboli massonici sul dorso della sua mano (la stella a cinque punte); mentre altri simboli massonici (la squadra e il compasso, sovrastati da un triangolo) sono ben visibili nel sacello della madre di Montini a Verolavecchia, in provincia di Verona: opera disegnata dal suo stesso figlio. Inoltre, Paolo VI ricevette il capo della P2, Licio Gelli, in Vaticano, nel 1965, e sotto il suo pontificato venne concessa a Licio Gelli la nomina a commendatore Equitem Ordinis Sancti Silvestri Papae. E poi – aggiungo io – se Gustavo Raffi, attuale Gran Maestro del GOI, ha affermato che ‘il periodo migliore della Chiesa, dal punto di vista del dialogo, è stato senza dubbio il periodo montiniano’ (in Fratelli d’Italia, pag. 230), questo vorrà pur dire qualche cosa. Non vi pare? E poi il Capo della Gran Logia Occidental Mexicana, il Gran Commendatore del Supremo Consiglio Carlos Vasquez Rangel, affermò nel 1992: «Angelo Roncalli e Giovanni Montini furono iniziati, lo stesso giorno, agli augusti misteri della fratellanza, perciò non è strano che molte cose che sono state realizzate nel Secondo Concilio Vaticano, da Giovanni XXIII, siano basate su princìpi e postulati massonici» (Luigi Villa, Anche Giovanni XXIII beato?, pag. 56; citato in Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 638). Ma per saperne di più sull’affiliazione massonica di Giovanni XXIII e Paolo VI leggi ‘La massoneria alla conquista della Chiesa’.
Per capire quali rapporti ci siano tra la Massoneria e gli alti gradi della gerarchia cattolica romana, è interessante quello che dice Giuliano Di Bernardo, ex Gran Maestro del GOI, alla domanda del giornalista Ferruccio Pinotti ‘esistono veramente delle «contiguità» tra gesuiti e massoneria? Delle concordanze?’: ‘Le concordanze ci sono sempre, al vertice. A un certo livello ci sono sempre state, segretamente. Quando si parla di questo filo segreto, si parla di un dialogo sottile, profondo, che esiste tra persone di qualità. Sono queste convergenze a evitare – in caso di crisi o conflitti – i danni maggiori, le situazioni irreparabili. E’ chiaro che, alla base della piramide, troviamo il prete e il massone che si comportano come don Camillo e Peppone. Ma i vertici, poichè sono vertici illuminati, si toccano sempre’ (Ferruccio Pinotti, Fratelli d’Italia, pag. 23). In effetti, credo che le cose siano le stesse anche in merito ai vertici di tanti ambienti Protestanti, i quali anch’essi ‘si toccano sempre’ con la Massoneria.

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