lunedì 22 luglio 2013

Cari lettori di queste pagine: Attenzione agli Hoaxers!

Chi sono gli Hoaxers e come operano?



Hoaxers: disinformatore o mistificatore dei fatti che si intrufola nelle discussioni sul web per creare confusione, per distogliere l’attenzione dagli argomenti trattati, o per gettare discredito su chi scrive rifiutando l’evidenza e le prove.

Possiamo elencare alcune caratteristiche dei disinformatori hoaxers:

Queste persone non parlano mai in modo limpido di alcuni fatti importanti. Anzi appena nomini certi argomenti partono all'attacco. Per esempio (in queste pagine), con argomenti come:

- Medicina alternativa alla scienza ufficiale
- Chi sta dietro i governi e i gruppi di potere
- La Bibbia e argomenti connessi
- La creazione (e non evoluzione) degli esseri viventi
- L'esistenza di Dio
- Alimentazione vegetariana
- Uso criminale della scienza e della produzione alimentare
- Modifiche clandestine del clima
- Tecniche di controllo mentale da parte dei mezzi di informazione
- Il peggioramento del sistema in tutti i suoi aspetti e il perchè succede (da quello economico a quello governativo)
- La pericolosita' di certe sostanze ed oggetti di uso comune
- Vaccini e malattie moderne
- etc. etc.

Possono usare frasi fatte, etichette o il gesto provocatorio, per distogliere l’attenzione dalle cose importanti.
Questo creare contrasti su contenuti di poco conto, evocare la frase detta dal tal dei tali, distrae l’attenzione da quei contenuti pericolosi per il sistema, inducendo a rimanere agli aspetti superficiali degli eventi.


Il meccanismo più usato da queste persone è quello di accusare gli altri di ciò che sono loro stessi, in perfetta armonia con la realtà orwelliana (la pace è guerra, la guerra è pace, i dissidenti sono terroristi, mentre i corrotti diventano dissidenti, i corrotti sono onesti, gli onesti sono corrotti, ecc.) in cui siamo costretti a vivere attualmente.

In altre parole, vogliono creare confusione e seminare divisioni e diffidenze, per minimizzare quanto possibile gli effetti del discutere di certi argomenti.
Dunque, questi personaggi hanno il compito di riportare le discussioni alle mistificazioni volute dal sistema, oppure di screditare chi fa ricerche su argomenti “pericolosi” o di creare un clima non costruttivo (accuse, insulti, polemiche sterili, puntare l’attenzione su aspetti insignificanti, ecc.).

Per riconoscerli basta porsi alcune domande, come le seguenti:
“Questa persona sta discutendo i contenuti o sta usando metodi emotivi?”
“sta mettendo in evidenza aspetti del tutto insignificanti del problema?”
“sta sollevando accuse infondate?”
“sta accusando gli altri di ciò che lui sta facendo?”
“sta difendendo ad oltranza ciò che rispecchia il sistema?”
“sta cercando di colpire l’autore con argomenti emotivi?”.
E’ chiaro che, se anche non siamo d’accordo con ciò che viene detto in un determinato articolo, possiamo essere capaci di ribattere in modo civile, razionale e usando contenuti, piuttosto che usare frasi che non argomentano nulla.
Dovrebbe essere ovvio che ogni persona può farsi un’idea dei fatti trattati senza per forza accusare qualcuno o inveire contro chi scrive.

Purtroppo non sempre questo è ovvio, dato che oramai viviamo in una realtà in cui lo scontro, la bega o l’insulto vengono presentati come “normali”.
In Tv e negli altri media tutto è diventato un mega scontro (nella politica, nella cultura, società, ecc).
Per il sistema attuale è più utile lo scontro e la tifoseria ideologica o politica piuttosto che una società fatta di persone tolleranti e capaci di usare più la testa che le viscere.
Ovviamente, non sempre si tratta di “disinformazione pilotata” o di volontario intervento distruttivo, a volte si può trattare di persone arrabbiate per molti problemi, che cercano sfogo alle frustrazioni scrivendo sul web.
Oppure di persone che non sanno uscire dalla propaganda e credono che sia opportuno criticare aspramente chi se ne allontana, percependo tale realtà come “pericolosa”.
Di solito i commenti di personaggi in malafede si riconoscono perché puntano a destabilizzare con mezzi emotivi, senza porre una seria critica, come già spiegato.

Gli hoaxers sono molto attivi quando sui blog vengono trattati argomenti “scottanti”.
La loro maggiore arma è la situazione di irrazionalità in cui il sistema attuale ci comprime, rendendoci “normali” anche discussioni fondate sul nulla.
Persino i giornali nazionali oramai danno molto spazio al “nulla” (pettegolezzi, vizi privati, difetti, false accuse, ecc.).
Il loro atteggiamento più comune è quello della persona di “buon senso” un po’ come personaggi alla Piero Angela, che si arrogano il compito di ricondurre gli altri alla “ragionevolezza”.
Sono convinti che la “scienza” sia tutta nelle loro mani, e chi non abbraccia il loro punto di vista sia uno sprovveduto, ingenuo, credulone oppure un ignorante o un paranoico con manie di persecuzione.
Come se un mondo in cui la maggior parte delle persone vive in miseria o muore di fame o in cui esistono almeno 30 focolai di guerra, per lo più organizzati per proteggere gli interessi delle banche e delle corporation fosse un mondo “ragionevole” o accettabile.
E chi lo rifiuta è matto.
La presunta razionalità di queste persone nasconde l’indifferenza verso la sofferenza del prossimo.
C’è molto cinismo nel portare il discorso su dettagli insignificanti, anche quando si sta parlando di morti innocenti o di altri gravissimi crimini.
Non è sempre facile riconoscere gli hoaxers, perché sono abili nel confondersi fra gli altri e, ovviamente, chi lo è difficilmente confesserà di esserlo.
Altri metodi usati da questi personaggi si basano fondamentalmente sulle critiche manipolative, ovvero atte a minare l’autostima del vero dissidente o del blogger indipendente, ad esempio:
Scrivere nei post critiche che vogliono creare senso di incompetenza, insicurezza, ansia, oppure inefficacia.
Ad esempio, frasi che non si riferiscono per nulla agli argomenti trattati, come:
".sei un ciarlatano" o "non hai fonti per dimostrare niente"
Le loro critiche spesso non hanno alcuna attinenza ai contenuti del brano criticato.
Ad esempio, se si parla di Creazione e non evoluzioni, essi non toccheranno questo argomento ma cercheranno un pretesto per sostenere che la persona in questione è “matta”, “fissata”, , oppure non ha citato il tal articolo, ti hanno fatto il lavaggio del cervello etc etc.
In sintesi, le accuse piu' frequenti rivolte verso l'autore dei post sono:
- egocentrismo
- disinformazione 
- arroganza
- esibizionismo
(come se non fosse più facile emergere dicendo bugie piuttosto che la verità).
- essere disinformatore o avere altre caratteristiche opposte rispetto a quelle proprie
- non essere competenti
(come se i personaggi di regime fossero tutti cervelloni con una cultura da Nobel);
- essere faziosi o bigotti;
- non essere “precisi” cioè non aver citato la tal fonte o il tal personaggio (come se in un articolo di poche pagine uno dovesse dare tutte le informazioni possibili);
- essere banali (come se gli altri media fossero sempre di grande originalità o come se per denunciare un crimine uno dovesse essere creativo o intrattenere in modo originale);
- avere manie di persecuzione (come se i crimini denunciati fossero infondati), ecc.
Di solito, una volta capiti i meccanismi fondamentali utilizzati da queste persone sarebbe utile e opportuno ignorarle, dato che gli argomenti da discutere sono ben più importanti del dare peso a chi cerca di colpire sul piano personale nel tentativo di impedire discussioni più costruttive!


giovedì 18 luglio 2013

QUELLO CHE I MEDIA NON VI DICONO: Gli avevano dato un mese. Dopo 7 anni, è vivo grazie al LIMONE.


Tre medici e un cardiochirurgo mi avevano dato un mese di vita. Sono passati sette anni. Sono vivo grazie al LIMONE. Ho preso per sei mesi antibiotici per curare una cistite. Mi ha curato il LIMONE.
Dopo sei mesi di una cistite devastante, dove a ogni antibiogramma risultava la morte di un batterio ma la vita di altri cinque o sei, dopo aver preso tutti gli antibiotici possibili e immaginabili, senza contare le visite specialistiche fino ad arrivare a un luminare di urologia, in preda alla più cupa disperazione e a bruciori da incubo, ho deciso di provare la “cura” di un amico dietologo, nutrizionista e gastroenterologo. Non gli credevo, ammetto. Non gli ho proprio dato credito convinta che – parliamo di quasi vent’anni fa – solo la medicina “ufficiale” avesse la risposta.
Quando poi arrivi “alla frutta”, in questo caso di nome e di fatto, ti arrendi e provi anche i rimedi…cui non credi. Tanto per non aver rimpianti.
Una spremuta di tre limoni succosi, seguiti da tre bicchieri d’acqua la sera prima di andare a dormire, con l’ordine tassativo di “tener duro” fino al mattino seguente. Convinzione, zero. Disperazione, diecimila. Immaginate la sorpresa quando, dopo solo qualche giorno, non sentivo più bruciore, il sanguinamento era scomparso, e all’ennesimo antibiogramma i valori erano perfetti?
Ma se il limone è riuscito a curare un disturbo come la cistite, forse possiede altre doti nascoste?
Comincia così, una ricerca lunga e laboriosa. Sapete che ricerche diverse hanno dimostrato che Il limone è in grado di uccidere le cellule tumorali, dimostrando un’efficacia 10.000 volte più forte della chemioterapia? Poi t’imbatti nelle dichiarazioni rilasciate a Ok Salute – di cui è garante scientifico – da Umberto Veronesi: “Una bella limonata fa da scudo contro il cancro. La ricerca ha evidenziato per questo frutto un ruolo speciale nella prevenzione, sebbene nessun alimento da solo possa essere uno scudo efficace se non è inserito in una dieta e in uno stile di vita salutare. Nei limoni ci sono molecole con notevoli proprietà antiossidanti, capaci di contrastare l’azione dei radicali liberi, che possono alterare la struttura delle membrane cellulari e del materiale genetico (DNA) e quindi aprire la strada ai processi di formazione della neoplasia. Sono i flavonoidi, presenti ad alte concentrazioni, e i limonoidi (che si ritrovano soprattutto nella buccia e che contribuiscono a fornire il tipico sapore agro). In più,
hanno il potere di limitare le infiammazioni croniche, che a loro volta sono alla base, spesso, della trasformazione neoplastica dei tessuti. I limonoidi, dal canto loro, mostrano una diretta capacità di frenare alcuni tipi di cellule cancerose, come quelle del neuroblastoma: l’hanno verificato, per ora solo in provetta, i ricercatori della Texas Agriculture Experiment Station di Chillicothe (Stati Uniti).  L’ideale è una spremuta di un limone il giorno. E una spruzzata di limone sull’insalata, è un gesto che bisognerebbe ricordarsi di fare più spesso”.
Ulteriori ricerche confermano che il limone è un rimedio provato contro praticamente tutti i tipi di tumore. Non solo, è uno spettro anti-microbico contro le infezioni batteriche e i funghi, funziona come antidepressivo, utile contro stress e disturbi nervosi, regolatore di pressione alta, combattente naturale di parassiti interni e vermi.
Secondo uno studio statunitense, il limonene, sostanza contenuta nel limone, pare sia impiegata con successo nella distruzione dei calcoli nella cistifellea, e nella cura di tumori a pancreas, stomaco e intestino.
Ma torniamo ai flavonoidi: uno studio pubblicato su Journal of Agricultural and Food Chemistry rivela che queste sostanze sono in grado di limitare l’azione di particolari molecole con alto potenziale cancerogeno. Un’altra ricerca, pubblicata su Current Cancer Drug Targets, afferma che i flavonoidi hanno il potere di rallentare il processo di duplicazione delle cellule tumorali.
Allora perché siamo costretti ad assumere versioni sintetiche di sostanze naturali?
Un nostro lettore scrive che il limone gli ha salvato la vita. “Tre medici, un cardiochirurgo…un mese di vita…storia lunga ma sono vivo dopo più di sette anni, non assumo più alcun farmaco”. Come, scusa? “In poche parole dopo il ricovero, dopo aver fatto tre volte l’Ecocolordoppler (metodica diagnostica non invasiva, che permette la visualizzazione ecografica dei principali vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico al loro interno nda) tre medici diversi e un cardiochirurgo mi danno da un mese a una settimana di vita. Diagnosi: una necrosi ha compromesso già più del 25 % del cuore…Non si può più fare molto … Arrivederci e grazie! Una mia carissima zia mi consiglia “metti il Limone”. Così ho fatto, direttamente sul cuore: piano piano ho avuto miglioramenti fino alla completa guarigione”.
Il succo di limone è utile nel prevenire e curare la malattia? Pare proprio di sì. Ha un sapore abbastanza gradevole e soprattutto non produce gli effetti terribili della chemioterapia. Ma interessante è l’effetto che produce su cisti e tumori.
Inevitabile continuare a cercare, il WEB e i libri sono fonte inesauribile di bufale, certo, ma anche di notizie.
Come diceva Agatha Christie: “Una coincidenza è una coincidenzadue coincidenze fanno un indizio, tre coincidenze fanno una prova”.
Una delle fonti sulle proprietà anticancerogene del limone ha dell’incredibile, perché arriva nientemeno che da uno dei più grandi produttori di droga al mondo: dal 1970, dopo più di venti test di laboratorio, si rileva che distrugge le cellule maligne in dodici tipi di cancro, incluso quello del colon, del seno, della prostata, polmone e pancreas.
Addirittura, secondo l’Istituto di Scienze della Salute di Baltimora, i composti dell’albero di limone hanno dimostrato un’efficacia 10.000 volte superiore di uno dei più usati farmaci chemioterapici. Non bastasse, pare che questo tipo di terapia a base di estratto di limone abbia la capacità di distruggere solo le cellule tumorali maligne senza influire su quelle sane.
Gli studi sul limone davvero si sprecano, così scopriamo che il limone è un valido aiuto anche per chi ha poche difese immunitarie perché può “aumentare” la produzione dei globuli bianchi. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente.
Studi scientifici in fase ancora embrionale, hanno individuato nella tangeritina, elemento presente nella buccia del limone, la possibilità di controllare i livelli di colesterolo nel sangue. Allo stesso tempo, sono all’esame i suoi effetti positivi nella cura del morbo di Parkinson.
Secondo la Reams Biological Ionization Theory, il limone sarebbe l’unico alimento anionico al mondo, caratteristica che lo renderebbe particolarmente benefico per la salute, grazie al contributo dato nell’interazione tra cationi e anioni, necessaria per la produzione di energia a livello cellulare.
Per le proprietà depurative e disintossicanti, sarebbe opportuno bere una spremuta di limone il mattino a digiuno. Tutti siamo convinti delle sue proprietà astringenti? Ebbene, bevuto il mattino, il limone aiuta a regolare l’intestino…e combatte la cellulite.
Ma l’uso del limone è davvero infinito: tarmicida naturale, è sufficiente appendere negli armadi qualche sacchetto di tela contenente scorze di limone secche per tenere alla larga le tarme.
Gli antichi Egizi ne usavano il succo per curare le dermatiti. Potremmo andare avanti all’infinito, ma se gli antichi usavano il limone come vera e propria medicina naturale in grado di curare e prevenire malattie, dov’è finita tutta questa conoscenza?


Concludiamo con una breve sintesi, una sorta di “Bignami” dei benefici effetti del limone:
  • Ostacola l’insorgere dell’osteoporosi
  • Riequilibra il Ph del corpo
  • Migliora la digestione
  • Favorisce il riposo
  • Previene raffreddore e influenze
  • Depura il fegato
  • Elimina gli acidi urici
  • Favorisce l’attività intestinale
  • Dissolve i calcoli biliari, renali e i depositi di calcio che si accumulano nei reni
  • Previene la calcolosi urinaria
  • Contrasta i radicali liberi
  • Previene l’invecchiamento cellulare dell’organismo
  • Abbassa il colesterolo
  • Favorisce la digestione
  • Ha proprietà antibatteriche
  • Elimina i parassiti intestinali
  • Rafforza i vasi sanguigni
  • Regola la pressione del sangue
  • Ha proprietà anticancro
  • Favorisce la produzione di energia
Se una mela il giorno toglie il medico di torno, cosa ci costa aumentare l’utilizzo del limone nella nostra vita quotidiana, partendo dal famoso bicchiere il mattino?

venerdì 12 luglio 2013

La storia di una multinazionale da incubo: La Nestlè






DICI NESTLE’ E IL PENSIERO VA AL NEQUICK E AL KITECAT O PERCHE’ NO AL NESCAFFE’…DICI NESTLE’ E TI VIENE IN MENTE QUEL BEL CUORICINO ROSA O LE COLOMBINE COSI’ CARINE.PECCATO CHE DIETRO CI SIA MOLTO DI PIU’.LA MULTINAZIONALE DEI CEREALI,LATTE,SNACK,PASTA,COSMETICI E ACQUA VANTA PARECCHIE ACCUSE PER VENDITA DI CIBO TRANSGENICO,INQUINAMENTO DEL LATTE,ESPERIMENTI CRIMINALI SU DEI POVERI ANIMALI, NONCHE’ PER SCHIAVISMO,SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI E MANODOPERA MINORILE..INSOMMA ALTRO CHE DOLCI,COLOMBINE O CUORICINI QUESTA E’ UNA MULTINAZIONALE DA INCUBO

La Nestlè è vita, la nostra vita, perchè noi potremmo tranquillamente vivere dei loro prodotti. Infatti questa multinazionale svizzera ha un regime quasi di monopolio nel mercato mondiale. Facciamo un esempio? ci alziamo la mattina, facciamo colazione con i cheerios, magari accompagnati da una tazza di caffè (naturalmente Nescafè) o del buon latte Latière e un bel bicchiere di San Pellegrino. A pranzo una bella pasta Buitoni, un bel gelatino Motta, per digerire facciamo sport, giusto per rimanere in forma, allora perche non usare un PowerBan? E la sera? Massi, dedichiamoci a bimbi, diamogli un bel Fruttolo, cosi non fanno i capricci, e ai nostri amici animali un bel Friskies e poi a nanna. E domani non abbiate paura, a voi ci penserà ancora la Nestlè, con prodotti diversi ovviamente, mica hanno solo questi. Infatti al momento la multinazionale Svizzera può vantare un ventaglio di 189 grandi marchi, mica poco. Ma sotto questa egemonia, come ogni storia che si rispetti, c’è sempre qualcosa da analizzare e scoprire, e come San Tommaso noi siamo pronti ad analizzare la ricetta di tale successo !




LA STORIA DI UN IMPERO


Corre l’anno 1860 quando il farmacista Henri Nestlè sviluppò un alimento per i neonati che non potevano essere nutriti al seno a causa di particolari intolleranze. Il prodotto creato, la Farine Lactèe Henri Nestlè, salvò la vita di un bambino e fu presto venduta in tutto il continente europeo. Nel 1866 fu quindi fondata ufficialmente la Nestlè, destinata col tempo a diventare forse la piu conosciuta multinazionale del mondo. Nel 1905, la Nestlé si fuse con la Anglo-Swiss Condensed Milk Company, dando il via ad una vertiginosa crescita che coinvolse in seguito nazioni del calibro di Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania e Spagna. Durante la Prima guerra mondiale crebbe la richiesta di prodotti caseari, e la produzione della Nestlé raddoppiò prima della fine del conflitto.Dopo la fine del conflitto il mercato caseario tornò a normalizzarsi e gran parte dei consumatori tornarono al latte fresco. La Nestlé rispose a questo mutamento di contesto modificando la propria linea aziendale, riducendo il proprio debito e iniziando a espandersi nel settore della produzione del famosissimo cioccolato, a tutt’oggi la seconda attività più importante dell’azienda.All’inizio della Seconda guerra mondiale furono realizzate nuove fabbriche in molti paesi in via di sviluppo in america latina. Proprio la guerra, paradossalmente, portò all’invenzione di un nuovo prodotto di enorme successo, il Nescafè, utilizzato in primis dall’esercito americano e poi diffusosi nel mondo.




LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


Fu l’inizio di una fase molto dinamica. La crescita dell’azienda fu accelerata e furono portate a termine numerose acquisizioni. Nel 1947 la Nestlé si fuse con la Maggi, seguirono Crosse&Blackwell (1950), Findus (1963), Libby’s (1971) e Stouffer’s (1973). Fu inoltre realizzata nel 1974 una shareholding con L’Oreal, che rese ufficiale l’allargamento degli interessi commerciali, ormai usciti dal guscio alimentare. Nel 1977 l’espansione continuo’ con l’aquisizione di Alcon Laboratories e nel 1984 si aggiunse anche la compagnia americana Carnation.Con la nascita del mercato globale, datata nella meta’ degli anni ’90 la Nestlé si affaccio’ su importanti mercati nei quali emergenti. Negli anni successivi avvennero nuove importanti acquisizioni: Sanpellegrino nel ’97, Spiller Petfoods nel ’98, Chef America, Ralston Purina e Dreyer’s nel 2002 e per finire la Gerber nel 2007. Fin dagli ultimi anni del settanta, la Nestlé è stata oggetto di numerose critiche per la sua politica commerciale, che hanno fatto nascere numerosi movimenti di opposizione a questa azienda, iniziati su vari fronti e in diversi paesi, tutti riuniti in un comitato chiamato International Nestlè Boycott Committee, che ha in Jean Ziegler uno degli esponenti di spicco in materia di critiche.




IL LATTE, CROCE E DELIZIA


In materia di promozione, la Nestlé viene accusata di una politica commerciale aggressiva e irresponsabile, sopra tutto per quanto riguarda la promozione di latte per neonati nei paesi in via di sviluppo, che avviene attraverso forniture gratuite a strutture ospedaliereLa stessa UNICEF dichiara che la sostituzione dell’allattamento materno con il latte in polvere, porterebbe nei paesi del Terzo mondo alla morte di circa un milione e mezzo di bambini ogni anno, a causa di problematiche legate alla difficoltà di sterilizzazione dell’acqua e dei biberon utilizzati, fatto che comporta un aumento dei rischi di mortalità post-neonatale rispetto all’allattamento naturale.Per queste ragioni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) adottò il 22 maggio del 1981, l’International Code of Marketing of Breast-milk Substitutes, un regolamento internazionale sulla promozione di surrogati del latte materno, linea guida non legalmente vincolante al quale la Nestlé aderì nel 1982.I controlli eseguiti nel 1988 dalla International Baby Food Action Network riscontrarono delle infrazioni da parte dell’azienda e di altre compagnie produttrici di latte per neonati e provocarono la ripresa del boicottaggio dell’azienda nato nel 1977 e successivamente interrotto con la sua adesione al Codice dell’OMSDiverse indagini hanno mostrano come la Nestlé ed altre compagnie produttrici di latte in polvere per neonati negli ultimi anni abbiano ripetutamente infranto il Codice internazionale dell’OMS al quale hanno ufficialmente aderito, in particolar modo nelle regioni meno sviluppate del pianeta.Ma la Nestlè fa scandalo anche nel nostro paese, dove nel 2009 la filiale italiana è stata penalmente condannata, in compagnia della Tetrapak, al risarcimento danni, tramite un tipo di inchiostro chiamato Itx, per l’inquinamento del latte Nidina..




IL CIBO TRANSGENICO

Nell’agosto del 2004 un test effettuato da Greenpeace porto’ alla luce la presenza di organismi geneticamente modificati in una confezione di Nesqiuk, seguita da una denuncia fatta da una donna cinese, che denunciò la multinazionale poiché l’uso di OGM nei prodotti per l’infanzia, al tempo assolutamente proibito dalle leggi locali. Nel novembre 2005 Nestlé si oppose alla decisione svizzera di bandire gli OGM




SCHIAVISMO E MANODOPERA MINORILE

La denuncia alla Nestlè arriva nel 2005 viene ufficialmente denunciata per l’uso di manodopera ridotta in schiavitù. Salta all’occhio una testimonianza ci traffico di minori, dal Mali alla Costa d’Avorio, costretti in seguito a lavorare dalle 12 alle 14 ore al giorno in piantagioni di cacao (dove la stima parla di circa 284.000 minori all’opera), e oltretutto gratuitamente, con cibo in quantità ridotte, poco sonno e ripetute percosse. In quelle zone la multinazionale svizzera è la terza compratrice mondiale, e l’esportazione del cacao, a quanto appurato, sarebbe stata la principale fonte finanziaria per le forze militari della guerra civile.Nel 2001 Nestlé e altri grandi produttori di cioccolato hanno firmato un accordo, il protocollo Harkin-Engel (o più comunemente chiamato Protocollo sul cacao), per affermare che sarebbe certificato, da luglio 2005, che il suo cioccolato non era stato prodotto attraverso manodopera minorile forzata o proveniente da traffico di esseri umani, ma il protocollo stesso, secondo il più recente report dell’International Labor Rights Fund pubblicato nel 2008, sarebbe stato disatteso.








RITORSIONI SUI LAVORATORI


La Nestlè sembra oltretutto essere autrice di licenziamenti a scopo intimidatorio, come quello dell’89 in Brasile, a Cacapava, dove i lavoratori di una fabbrica di cioccolato scioperarono per denunciare le condizioni di lavoro penose, la discriminazione nei confronti delle donne, la mancanza di adeguati indumenti protettivi e di adeguate condizioni di sicurezza. A seguito della protesta, in breve tempo quaranta operai furono licenziati, compresi quasi tutti gli organizzatori dello sciopero.Per completare questa interessante lista, ricordiamo che la L’Oreal, marca di cosmetici francese facente parte del gruppo Nestlé, é stata recentemente fatta oggetto di un boicottaggio denunciante gli allucinanti esperimenti perpetrati a danno di animali per testare la cancerogenicità dei propri prodotti. Ancor più recentemente la multinazionale Nestlé é stata accusata di utilizzare nei suoi prodotti alimentari cereali e derivati manipolati geneticamente (un esempio é la pasta per torte della Leisi).

martedì 2 luglio 2013

OSTEOPOROSI: MEGLIO EVITARE I LATTICINI E LA CARNE


Secondo un recente studio epidemiologico svolto in Italia, a soffrire di osteoporosi è il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni. Si tratta dunque di una vera e propria malattia sociale, della quale la medicina allopatica finora non è riuscita a individuare con precisione le cause. Si tratta, com'è noto, di una riduzione della massa e della densità dell'osso, che in qualche caso può essere dovuta a una predisposizione ereditaria e che spesso si manifesta in forme secondarie dovute a farmaci corticosteroidi (cortisone ecc.), ipertiroidismo, diabete e insufficienza gonadica.

Calcio e ormoniPer molto tempo, si è creduto che l'osteoporosi fosse legata alla carenza di calcio e all'incapacità delle ossa di fissarlo, di conseguenza la terapia era basata sulla supplementazione di questo minerale, un'alimentazione ricca di latticini e l'assunzione di calcitonina, ormone che stimola la fissazione del calcio sulle ossa. Più recentemente, alla luce di nuove ricerche e dei discutibili risultati registrati con la somministrazione di calcitonina si è cominciato a considerare come origine dell'osteoporosi un'insufficienza estrogenica, per cui oggi alla quasi totalità delle donne in menopausa viene consigliata una terapia a base di estrogeni, perlopiù sotto forma di cerotti. Ma anche rispetto alle cure ormonali è necessario fare delle considerazioni: l'osteoporosi è molto poco diffusa tra le donne asiatiche in età di menopausa; i medicinali per la menopausa tendono semplicemente a frenare e rimandare la comparsa dei segni e dei sintomi della menopausa; infine le donne che soffrono maggiormente di osteoporosi presentavano i «fattori a rischio» già da giovani.

Una questione di pHInoltre è interessante osservare che quasi sempre negli individui che soffrono di osteoporosi, i livelli di calcio nel sangue (calcemia) sono normali. Più che a una carenza di calcio nel sangue dunque, l'osteoporosi sembrerebbe dipendere da una sua scarsa disponibilità. Questo perché la fisiologia dell'organismo funziona in base a precise priorità; una di queste è quella di assicurare costantemente un tenore adeguato del calcio contenuto nel sangue, indispensabile per l'attività muscolare (cuore compreso), la coagulazione del sangue ed altre funzioni vitali. Quindi il calcio presente in questa forma non è utilizzato dall'organismo per rifornire la matrice ossea, ecco perché il consumo di latte vaccino e dei suoi derivati non risolve il problema, ma anzi in alcuni casi può peggiorarlo, anche perché un'altra fondamentale priorità del nostro organismo è il mantenimento del pH del sangue a livelli leggermente alcalini, l'intervallo ideale è tra 7.39 e 7.41; in condizioni particolari si può arrivare a valori fino a 7.1 e 7.8. Con valori inferiori a 7.1 (eccesso di acidità) o superiori a 7.8 (eccesso di alcalinità) compaiono sintomi seri. Per questa ragione esistono una serie di meccanismi di compensazione che hanno la funzione di mantenere il pH a livelli adeguati.

In genere, un'alimentazione particolarmente ricca di cibi raffinati e con elevato contenuto proteico (come cereali raffinati, carni, latte, latticini e formaggi) tende ad acidificare il pH del sangue, fenomeno che l'organismo cerca di neutralizzare in vario modo: in primo luogo assumendo sodio, il cui serbatoio naturale è il muscolo; in seconda istanza viene consumato il fosforo; quindi, se l'acidosi persiste ancora, viene mobilizzato il calcio, prelevandolo dall'osso. Infine, come ultima risorsa del sofisticato sistema tampone dell'organismo, viene liberato dai reni l'ammonio che da una parte riduce l'acidità del sangue, d'altra va a competere con l'ormone della crescita (GH), molto importante per contrastare
l'invecchiamento. 

No alle carniAllo stesso modo, numerosi altri sali minerali vitali vengono utilizzati dall'organismo per tamponare gli «errori alimentari» e se la cosa persiste si può arrivare ad un'alterazione dei cicli metabolici, fenomeno che apre le porte non solo all'osteoporosi, ma alle più diverse malattie. Dunque occorre ridurre il consumo di proteine; nei casi gravi si può sospenderne l'assunzione per sei mesi, poi reintrodurle gradualmente. Le più dannose sono le proteine d'origine animale, in particolare la carne che contiene un'altissima quantità di fosforo che compete con il calcio, ostacolando l'assorbimento di quest'ultimo da parte delle ossa. Analogamente vanno evitate le solanacee, in particolare il pomodoro per la sua acidità e la patata perché per la sua assimilazione richiede sali minerali che vengono sottratti dall'apparato scheletrico.

Un fenomeno analogo si registra per aceto di vino, caffè, alcol e zucchero raffinato, la cui digestione richiede calcio estratto ancora una volta dalle ossa. Per evitare i rischi collegati con l'eccessiva acidificazione è dunque preferibile seguire un'alimentazione ricca di cereali integrali, verdure e semi oleosi (in particolare quelli di sesamo). A differenza di latte e formaggi che acidificano il pH del sangue, tali alimenti presentano calcio in una forma meglio utilizzabile dall'organismo. Questo vale sia per gli adulti che per i soggetti in fase di crescita, gli anziani e le donne in menopausa. In definitiva, si tratta di sostituire cibi troppo yin (prodotti animali) con alimenti vegetali tra i più yang come semi oleosi, radici, cereali integrali, germogli di alfa alfa, umeboshi.  Tra le bevande è da preferire il tè bancha, per l'elevato contenuto in calcio. Tra le vitamine è importante l'apporto di vitamina C in forma naturale; il limone è alcalinizzante e aiuta a fissare il calcio; tra i cereali il miglio è il più alcalino e ricco di silicio, oligoelemento fondamentale per fissare il calcio nelle ossa. 

Sì alle algheDi particolare interesse sono le alghe, per l'elevato contenuto in sali minerali e il rapporto equilibrato calcio-fosforo. Un altro alimento molto indicato per contrastare l'osteoporosi è la soia, il cui elevato contenuto di fitoestrogeni può ulteriormente stimolare il tessuto osseo. Tali consigli sono avvalorati da numerosi studi, che evidenziano una più elevata frequenza dell'osteoporosi tra le popolazioni che consumano ampie quantità di latticini, rispetto a quelle che ne fannoun uso molto modesto. 
Oltre ad una alimentazione corretta ed equilibrata, per arginare l'osteoporosi risulta molto importante svolgere regolarmente un'attività fisica, perché questa stimola la fissazione del calcio nelle ossa. È stato dimostrato che già dopo nove mesi di pratica regolare di ginnastica, donne in menopausa hanno beneficiato di un aumento di densità ossea delle vertebre lombari pari al 5,2%. Nel caso specifico, la ginnastica consisteva in esercizi che prevedevano il «trasporto del proprio peso», della durata di 50-60 minuti praticati per tre volte alla settimana.
Le attività fisiche più indicate sono camminare, jogging, ginnastica dolce, aerobica, ballo; meno efficaci il nuoto e tutti le attività che si praticano da seduti o da sdraiati. Questo perché la forza di gravità è un importante stimolo per l'osso, basta pensare agli astronauti che soffrono di osteoporosi al ritorno dai lunghi viaggi in assenza di gravità.
 

Articolo tratto dall'arretrato cartaceo di Terra Nuova - Marzo 2006, del quale è disponibile anche la versione eBook.