Le origini pagane della festa della mamma



La festa della mamma, celebrata oggi in tutto il mondo, è una ricorrenza dalle origini molto antiche, collegata ai culti precristriani. In passato, infatti, ovunque nel mondo era diffuso il culto della Madre Divina, la Grande Madre, adorata in quanto portatrice di vita ed abbondanza.

In primavera, in concomitanza con il risveglio della natura, veniva onorata con danze, canti e rituali di fertilità. L'usanza di celebrare la Dea Madre era presente presso gli antichi Greci, che usavano festeggiare la Dea Rea, madre di tutti gli dei. Presso i romani la Gran Madre prende il nome di Cibele. La Magna Mater romana Magna Mater romana veniva festeggiata a marzo, in occasione dell'equinozio di primavera. A maggio i romani celebravano la Dea Cerere per propiziare la fertilità dei campi.
Con l'avvento del cattolicesimo la Grande Madre datrice di vita si traforma nella "Madre Chiesa", forza spirituale della vita e protezione dalle negatività. Il mese di maggio diventa il mese sacro alla Madonna. 
Nel tempo, la festa ha perso i connotati religiosi ed è diventata una ricorrenza civile, un giorno in cui festeggiare il ruolo della mamma nella società. E' il caso, per esempio, del "'Mothering Sunday", istituito in Inghilterra nel 1600.
Questa ricorrenza cadeva la quarta domenica di Quaresima. In quel giorno speciale, ci si riuniva intorno alla famiglia e si onorava la propria madre con il "Mothering cake".
Nel 1870, negli Stati Uniti d'America, la pacifista Julia Ward Howe suggerì l'istituzione del Mother's Day come giornata in cui meditare sull'asurdità della guerra e promuovere la pace fra le nazioni. La festa della mamma venne istituzionalizzata più tardi, nel 1914, grazie alla perseverenza di Anna Jarvis.

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